La Francia bombarda la costa D’Avorio e diventa prima potenza mondiale per il cacao. I francesi: “Berluconi démission!”


5 Aprile 2011.

L’ex presidente della Costa D’Avorio è stato fotografato in canottiera l’ultima volta a Abidjan, nella stanza 470 dell’Hotel de Golf, prigioniero a seguito di un assalto ai sotterranei dell’albergo dove si era asserragliato. I suoi sostenitori affermano che un’unità speciale francesi, la “Force Licorne“, ha attaccato il bunker con elicotteri, razzi e carri armati

Di fatto in Costa d’Avorio, il maggior produttore ed esportatore mondiale di semi di cacao, era in corso una guerra civile risolta unilateralmente da un intervento armato straniero. Le prime a rallegrarsi dell’azione francese sono state le compagnie internazionali di cacao. Immediatamente dopo la caduta di Gbagbo, sono state ritirate le sanzioni economiche della UE contro la Costa d’Avorio che avevano portato il prezzo mondiale del cacao a 3.775 dollari la tonnellata (il più alto degli ultimi 34 anni). Gbagbo aveva richiesto il pagamento di una tassa per l’esportazione del cacao che molte compagnie erano ormai preparate a pagare anche per evitare la perdita di quantitativi destinati alla distruzione pari a un valore di 1,3 miliardi di dollari. L’accettazione, ormai prossima, delle tasse sul cacao avrebbe rafforzato Gbagbo.

Il colonialismo francese è rinato dalle sue ceneri.

Ronald Marchal, esperto in politica africana del CNRS, ha dichiarato sulla Costa D’Avorio: “Finirà molto male in Africa. Molti africani penseranno che, ancora una volta, la Francia pensa solo ai suoi interessi in modo violento e che questo non risolverà nulla“.

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Immaginiamo che pochi lo sapessero. Nessun giornale internazionale o italiano ha messo alla gogna mediatica mondiale la Francia ne tantomeno Sarkozy il quale nelle fonti, nelle denunce e nelle proteste non viene nemmeno nominato. E’ un fatto di una violenza e di una prepotenza inaudita, una prevaricazione sulle popolazioni più deboli, centinaia di morti tra i civili che si opponevano ai carrarmati francesi. La Francia è di fatto, insieme agli USA, la prima nazione guerrafondaia del nuovo millennio. Possiede e utilizza il nucleare militare. Ma nessuna gogna ne vergogna per la Francia, anzi premiata dai rating e dall’opinione pubblica mondiale. I francesi sono in gamba! Più in gamba di noi, come tutti d’altronde. Siamo solo il paese più invidiato del mondo. Tutti lo sanno, tranne noi poveri italiani.

Come reagisce a tutto questo il popolo francese? Milioni di francesi “indignati” contro il sistema colonialistico e imperialista francese, contro il sistema economico finanziario europeo, contro un sistema imposto di falsi valori, scendono in piazza e marciano verso Bruxelles. Nessuno nomina  Sarkozy e nessuno osa infangare il nome della Francia perché i francesi lottano per la loro patria e per il loro popolo tutto.

Come reagisce invece quella parte di popolo italiano “indignato” di fronte all’invasione militare della Costa D’Avorio da parte della Francia? Semplice: chiede le dimissioni di Berlusconi e finanzia e commissiona articoli sulle testate nazionali e internazionali (“The Economist“) contro il premier italiano (di cui già conosciamo benissimo la natura e le malefatte).

In Italia gli “indignados” sono un’esigua minoranza proprio perché non sono veri indignati, ma solo reduci di una lotta politica antiberlusconiana che trovano in questo frangente storico l’occasione per rispolverare l’armamentario e scoprire le “ferite”(???).

Basta fare un giro in rete per rendersi conto di una non corrispondenza tra intenti dichiarati e intenti reali degli indignados nostrani.

Facciamo un esempio:

  • Intento dichiarato dagli indignati spagnoli e francesi: rivoluzione e democrazia reale
  • Intento reale degli indignati spagnoli e francesi: rivoluzione e democrazia reale per trattare al tavolo dei nuovi padroni in arrivo, chiunque essi siano.
  • Intento dichiarato (per la proprietà metafisica del copia/incolla) dagli indignati italiani:  rivoluzione e democrazia reale
  • Intento reale degli indignati Italiani: dimissioni del governo Berlusconi e criminalizzazione dell’elettorato del centro destra italiano.

Atteggiamento tipico? Negare l’evidenza dei fatti, violenza e aggressione verbale e intellettuale per chi osa pensare diversamente o semplicemente aprire una discussione diversa dal solito “Berlusconi cancro dell’Italia”: Nazisti, Fascisti, Pedofili, Omofobi, Xenofobi.

Di fronte alla non accettazione e alla non conoscenza della realtà l’unico risvolto prevedibile e registrabile è il fallimento. Gli italiani capiscono che gli intenti dei “rivoluzionari” italiani non sono chiari, ma ingannevoli. La realtà dei fatti ci dice che la maggior parte degli italiani è tradizionalista/conservatrice. Questi movimenti falsamente apartitici e falsamente apolitici non possono andare da nessuna parte semplicemente perché non conoscono il loro paese oltre ad essere palesemente, ma non dichiaratamente, di parte e contro una parte.

Se per gli indignati italiani i nemici da abbattere sono rappresentati da una persona sola, da un partito politico solo e dal suo elettorato, allora non potranno mai avere consensi, non potranno mai marciare per Bruxelles. I rivoluzionari italiani hanno in comune il disprezzo per la propria nazione e il disprezzo per la vera natura (tradizionalista e fondata sulla Famiglia), facilmente percepibile, dell’Italia. Questa finta “battaglia” in Italia è sinonimo di lotta contro la casta!

L’Italia è il paese delle famiglie e delle tradizioni per eccellenza. Ci chiediamo: per chi vogliamo combattere? Contro L’Italia o per l’Italia?

Quello che manca nel nostro paese è un vero movimento rivoluzionario del popolo e per il popolo ITALIANO!

Scrivere un articolo come questo è il modo migliore per attirare la furia cieca di chi legge secondo una chiave di lettura deformata. L’articolo non vuole e non deve essere di natura filo-berlusconiana, berlusconiana, antiberlusconiana, comunista, anticomunista, di destra o di sinistra. Questo articolo è veramente apartitico e apolitico, è veramente patriottico, è solo per l’Italia vera e per gli italiani veri. Riflettere, scambiare idee e opinioni e non combatterle è la vera nuova frontiera della rivoluzione italiana…

W la Francia? NO! W L’ITALIA E W GLI ITALIANI! (Oddio, saremo mica fascisti??!!)

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Ricercatore autonomo di informazioni basilari per la vita e la dignità delle persone.

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25 commenti su “La Francia bombarda la costa D’Avorio e diventa prima potenza mondiale per il cacao. I francesi: “Berluconi démission!””

  1. Luca Rivoli Says:

    Giorgio Fiore ben tornato dalle ferie!! Ci sei mancato. Buon lavoro… articolo meraviglioso!!!

    Rispondi

  2. Barbara Cioccheb Says:

    Ciao Giorgio bentornato!!!

    Rispondi

  3. Marco Cutolo Says:

    Ciao Giorgio… bentornato!!! Ci sei mancato anche tu!!!

    Rispondi

  4. vittorino Says:

    ma il fatto è evidentissimo . . .
    la Francia, anzi Sarkozy, ha perso la sua leader ship sulla vicenda Libia e sta cercando in tutti i modi possibili di distruggere Berlusconi e con lui l’Italia . . . ha gestito l’affare Kahn per avere potere diretto nel FMI con un suo ministro . . . ha trafficato con Obama e con la Merkel, che sono caduti nella sua trama, e adesso può gestire come meglio crede, grazie alla complicità della Goldman and Sachs, la minaccia di default per l’Italia . . .
    se fossimo Italiani, con la “I” maiuscola dovremmo alzarci e “combattere” contro questa nuova invasione francese, ma siamo italiani con la “i” minuscola . . . e accettiamo tutto quello che viene dall’estero con avidità . . .
    l’unico “nostro” (mi dichiaro fuori dal coro) obiettivo è quello di abbattere Berlusconi e siccome non è possibile legalmente, allora che muoia sansone e con lui tutti i Filistei, dimenticandoci che i Filistei, in questo caso, siamo noi . . .

    Rispondi

  5. Flavia Says:

    scusate la domanda sciocca.. ma perché dici che l’Italia è il paese più invidiato al mondo? a me sembra il contrario :(

    Rispondi

    • Giorgio Fiore Says:

      Gentile Flavia,
      nessuna domanda dei nostri lettori è sciocca, anzi.
      In questo preciso momento in effetti è azzardato dire che siamo il paese più invidiato del mondo, ma sino a 2 anni fa era sicuramente così. Questo risulta da fonti estere e da esperienze estere. Quello che TV e giornali fanno passare, gli scandali, e il finanziamento nei confronti di testate estere al solo fine di ferire l’avversario politico, rende un’idea distorta della realtà.
      Siamo ancora famosi per essere il paese più invidiato al mondo, anche se tutto il mondo, Italia compresa, sta cambiando strutturalmente e profondamente.

      Detto questo ogni cittadino ha il diritto e il dovere di criticare il proprio paese se lo ritiene giusto. Molte frasi, affermazioni, vengono fornite secondo valenza statistica e capita spesso che i dati statistici non coincidano con le impressioni personali.

      Siamo tutti liberi di pensare.

      Grazie per il commento.

      Cordialmente

      Giorgio Fiore – redazione di “Pensare Liberi”

      Rispondi

  6. Luca Monducci Says:

    Grazie per aver parlato di Costa d’Avorio anche se in un contesto e con una consequenzialità logica che fatico a comprendere.
    in particolare mi è ostico il passaggio

    Come reagisce invece quella parte di popolo italiano “indignato” di fronte all’invasione militare della Costa D’Avorio da parte della Francia? Semplice: chiede le dimissioni di Berlusconi e finanzia e commissiona articoli sulle testate nazionali e internazionali (“The Economist“) contro il premier italiano ….”

    A chi e cosa si riferisce?

    Io sono un “indignato dell’intervento francese ” ( e di come la stampa francese e europea ha trattato l’argomento )
    Ho personalmente reagito da mesi cercando di farmi una conoscenza approfondita su fonti locali di fornire una corretta informazione ho appoggiato le richieste fatte da alcuni giuristi di Torino al ministro Frattini per una posizione diversificata dell’ Italia sul caso

    Spero in ogni caso che vogliate approfondire il caso ivoriano e buon lavoro

    Rispondi

    • Luca Rivoli Says:

      Gentile lettore,
      grazie a Lei per l’interesse nei confronti di crimini taciuti dall’intera comunità occidentale. Ci occupiamo appunto di diffondere verità cancellate, non solo taciute purtroppo, come l’abominio occidentale nei confronti del popolo Palestinese e il massacro colonialista francese in Costa D’Avorio.

      Il passaggio da Lei sottolineato vuole essere una critica all’antipatriottismo nostrano che rende ciechi i concittadini nei confronti delle vere ingiustizie nel mondo nonché nei confronti di veri e propri massacri compiuti ai danni di indifesi e pacifici popoli.
      Le vere ingiustizie nei confronti dell’umanità sono molto lontane dalle italiche novelle che tanto interessano i nostri concittadini.
      Dare luce a questi fatti oggi significa, nel più delle volte, riscrivere più che scrivere.

      Cordialmente
      Luca Rivoli – redazione di “Pensare Liberi”

      Rispondi

  7. Luca Monducci Says:

    Grazie ora è molto chiaro e condivisibile …

    Si è vero molti pensano che sia inutile parlare di problemi internazionali ma non viene considerato il nesso con le problematiche interne oltre che il valore della giustizia intreso come diritto.
    Ad esempio approfondendo il problema ivoriano io ho sentito crescere la mia “indignazione” proprio verso la stampa e la mancanza di rispetto verso il proprio codice etico ma i risvolti sono anche economici
    Vi auguro ancoira più volentieri un buon lavoro e
    mi permetto di segnalarvi due indirizzi interamente dedicate all’informazione sulla Costa D’avorio

    http://coteivoirecoalitionit.org/

    http://costaavorio.over-blog.it/

    Rispondi

    • Luca Rivoli Says:

      Grazie per i link, utilizzeremo senz’altro il materiale per approfondire e divulgare la vicenda ivoriana nella speranza che altri blog diano seguito e sostegno.

      Rispondi

  8. Mauro Says:

    Consiglio questo video

    Rispondi

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