Sgomberi e sfratti, è grave emergenza sociale: in Italia oltre 700 al giorno! [AGGIORNATO]

9 settembre 2011

Il Diritto alla Casa


[Aggiornamento 05-09-2011: Un emendamento al milleproroghe proroga la sospensione degli sfratti fino al 31 dicembre 2011 (per rare categorie). I cittadini, i comuni e i sindaci di tutta Italia reagiscono: "fatta la legge, trovato l'inganno", CHE TUTTI GLI SFRATTI SI TRAMUTINO IN SGOMBERI!

Ordine degli avvocati e magistrati: "facciamo solo il nostro lavoro". Quando la vita delle famiglie vale meno di un cavillo! - Barbara Ciocche]

Care lettrici e cari lettori,

sono Barbara Ciocche, sono la nuova redattrice del blog e oggi sono stata incaricata di occuparmi di un’emergenza sociale pericolosamente sottovalutata: quella del diritto alla casa che oggi si è tramutata in un continuo retaggio di sgomberi e sfratti quotidiani, senza sosta oltre che senza alcuna pietà.

Mentre scrivo ho i dati alla mano e mentre raccoglievo queste informazioni provavo uno strano tremore e non era di rabbia, ma di paura. Leggendo le fonti mi sono sentita assediata come cittadina e derubata di un diritto fondamentale. Anche se nel mio caso è “solo” un pericolo potenziale vi assicuro che venire a conoscenza che il proprio paese perseguita, acciuffa e sbatte in mezzo alla strada migliaia di famiglie di onesti lavoratori ogni mese è sconcertante, oltre che di una violenza inaudita.

Di quali numeri parliamo

Sono stati 65.489 gli sfratti in Italia nel 2010. Con un aumento del 6,5% rispetto al 2009 e del 66% nell’ultimo decennio. La maggior parte per morosità. Le Regioni con il più alto numero di provvedimenti emessi sono: Lombardia (21,2%), Lazio (11,5%), Emilia-Romagna (10,8%) e Piemonte (9%). E’ quanto emerge da uno studio SUNIA-CGIIL sui dati del Ministero dell’interno.

Cittadini che sino a qualche anno fa lavoravano onestamente, mandavano i figli a scuola e destinavano l’80% di uno stipendio al pagamento dell’affitto (da qui la necessità di percepire due stipendi) oggi, a causa di una situazione di indigenza che si è venuta a creare a causa della crisi economico/sociale, si vedono trascinati nei tribunali a dare spiegazioni del mancato pagamento del canone di locazione, con tanto di umiliazione per una persona onesta, e di conseguenza la condanna del decreto ingiuntivo di sfratto. Queste famiglie sono sbattute in mezzo a una strada: padre, madre, figli grandi e piccoli, nella totale indifferenza del governo, delle istituzioni e dei loro concittadini.

[Abbiamo ufficialmente trattato un'inchiesta particolarmente singolare qui: Napoli – 17 famiglie sgomberate da un vecchio asilo abbandonato. E’ abominio sociale!]

Si potrebbe obbiettare sul fatto che un proprietario di un immobile abbia il diritto di farsi pagare il canone di locazione e che nel momento in cui gli inquilini non siano più in grado di pagare sia suo diritto ricorrere alla giustizia per reimpossessarsi dell’immobile. Lo stesso discorso dicasi per una banca che presta i soldi e nel caso di inadempienza proceda con un piano di rientro o un’ingiunzione di pagamento e così via. Nel caso della banca questo è vero solo se il tasso di interesse applicato al finanziamento è equo e ci sono apposite leggi antiusura che regolamentano questo diritto e questo controllo.

Dodici anni fa lo stipendio di un operaio specializzato era di oltre due milioni di lire al mese (più gli assegni familiari si arrivava tranquillamente a 2.600.000 Lire). L’affitto di un appartamento di 90 metri quadrati si aggirava intorno alle 500.000 Lire al mese. Nel peggiore dei casi l’affitto rappresentava un quarto di uno stipendio (25%) e in quel caso non si trattava di un canone equo, ma di un canone già appartenente a un mercato liberalizzato molto caro per gli inquilini. Privarsi di un quarto dello stipendio solo per avere il diritto di abitare un appartamento rappresentava davvero un sacrificio importante.

Oggi lo stipendio di un operaio specializzato è di circa 1.400€, lo stipendio di un ingegnere informatico di circa 1.250€, lo stipendio di un normale impiegato o di un operaio semplice è di appena 1.100€. L’affitto di un appartamento di 90 metri quadrati (ovviamente varia da zona a zona) per uso familiare si aggira intorno agli 800€ mensili. Gli aspiranti inquilini, per riuscire ad ottenere l’affitto dell’immobile, sono tenuti a presentare ai locatari copia della busta paga che deve essere di un regolare contratto a tempo indeterminato e in aggiunta a questo viene spesso richiesta anche una specifica Fideiussione Bancaria. Ottenuto l’affitto dell’immobile (spesso con contratti annuali senza diritto di prendere residenza) nel migliore dei casi il canone mensile rappresenta il 60% di uno stipendio, nel peggiore dei casi ne rappresenta l’80%. In questo contesto non sto appositamente affrontando tutti quei casi il cui stipendio è di appena 800€ mensili perché sarei costretta ad aprire un capitolo a parte.

Se una famiglia ha pagato un affitto di 800€ tutti i mesi per 3 anni, il locatore (il padrone di casa) ha percepito un guadagno lordo pari a 28.800€, in più ha a disposizione una caparra (o deposito cauzionale) di 2.400€ (3 affitti). Tutto questo denaro solo per aver messo a disposizione l’appartamento ad uso abitativo. In sostanza si dice “puoi entrare in casa mia e fino a che pagherai l’affitto non chiamerò i carabinieri”. Oggi, a metà del 2011, siamo nella fase attuativa estrema: i locatori stanno chiamando i carabinieri. Oltre settecento famiglie ogni giorno ricevono l’ingiunzione di sfratto (dato in forte aumento)

Quindi il problema è un grande mostro a due teste: l’una è l’insostenibilità degli affitti con canoni carissimi e l’altra è quella degli sfratti esecutivi.

Siccome di mestiere sono una psicologa, tendo sempre a lasciare qualche “compito da fare a casa”. Provate a convertire in lire il paragrafo che riguarda i rapporti economici tra stipendio e affitto di oggi espressi, ovviamente, in euro. Se la situazione è già di per se molto chiara con questo esercizio vi assicuro che lo sarà ancora di più.

Precisiamo un punto: non esiste una legge che regolamenti i canoni di affitto, quindi dal punto di vista ufficiale non possiamo dire che questi affitti siano una forma di usura o di estorsione. Però credo che a un certo punto si arrivi a una soglia oltre la quale la definizione ufficiosa, dettata dalla morale e dal buonsenso, debba essere quella di riferimento e sostituire quella ufficiale per cause di forza maggiore. Le leggi sono fatte per essere cambiate, discusse, riviste e, come in questo caso, aggiunte. Va da se che la situazione sia intollerabile e insostenibile e diamo il giusto merito a movimenti politici alternativi come i centri sociali o forza nuova, estremi opposti, ma che paradossalmente hanno in comune il principio del diritto alla casa e l’abolizione degli affitti, considerandoli unanimemente una forma di usura. E’ una visione estrema, ma la ritengo coraggiosa, sopratutto se pensiamo che queste fazioni politiche sono le uniche ad occuparsi attivamente di queste problematiche, andando in contro spesso a ripercussioni davvero pesanti per la vita dei membri che le compongono. Sono a conoscenza di questi fatti da fonti dirette visto che il mio campo di informazione è rappresentato dalla piccole rivolte in atto (parleremo in un altro articolo anche dei cosiddetti “gruppi anarchici”).

Comunque la pensiate, le libertà di manovra, quando ci sono famiglie con bambini buttate in mezzo a una strada, sono limitate.

Giacché ho scritto più di quanto avessi preventivato, ma non forse più del necessario, ci tengo, per dovere di cronaca e completezza di informazione, a precisare che ai drammi degli affitti insostenibili e degli sfratti si somma il dramma delle ipoteche e dei pignoramenti delle case da parte di Equitalia, comunque da parte dello “stato” [ne abbiamo parlato qui]. Il quadro che se ne ricava è il seguente: i nostri concittadini, nella maggior parte dei casi, si ritrovano da una parte dei privati senza scrupoli che esercitano forme di usura e estorsione e dall’altra lo stato che con questi va a braccetto e tutti insieme appassionatamente applicano gli stessi criteri e meccanismi.

I cittadini italiani che versano nelle condizioni sopra descritte sono milioni, ma al contempo sono soli e abbandonati anche dai loro concittadini che hanno perduto il senso del bene comune. E’ necessario sensibilizzare tutti coloro che riescono ancora a disporre della rete informatica affinché si riuniscano per trovare insieme e compatti la soluzione a questo inferno sociale prima che sia davvero troppo tardi.

Tutti noi abbiamo qualcosa e tutti noi quando la offriamo chiediamo qualcosa in cambio. C’è chi vende mano d’opera, chi affitta case, chi le vende, ma questo scambio deve avvenire nel rispetto delle leggi, dell’etica e del bene comune. I proprietari di case, i locatori, sono a loro volta vittime di questo benedetto mercato immobiliare che è stato la causa principale del fallimento dell’economia spagnola. Non è tutto oro quel che luccica! Inoltre, il fatto di possedere qualcosa, in un paese civile e di diritto, non ci può autorizzare ad agire senza scrupoli e coloro che non si fanno quella domanda in più sono proprio per questo carnefici per definizione. Insomma il marcio di questo paese, di questo sistema, non sta soltanto ai piani alti, ma anche ai piani medi e, qualche volta, persino tra la gente comune. Questi profondi stati di crisi economica e sociale, noi come popolo, li abbiamo già affrontati, superati e vinti. Ne abbiamo testimonianze anche nel cinema d’eccellenza, mi riferisco al mio film preferito con Anna Magnani in “L’onorevole Angelina“.

Prima di ricreare uno stato bisogna ripartire con il ricreare i cittadini e il relativo senso dello stato e storicamente, si sa, le rivolte popolari hanno sempre compiuto il miracolo di ottenere questo risultato al solo accenno di volerle fare.

Dott.ssa Barbara Ciocche

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Abbiamo trattato altri argomenti relativi all’emergenza casa e al diritto casa qui: http://pensareliberi.com/category/diritto-casa/

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About Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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51 commenti su “Sgomberi e sfratti, è grave emergenza sociale: in Italia oltre 700 al giorno! [AGGIORNATO]”

  1. Paul Says:

    Grazie per questa testimonianza ed opera di sensibilizzazione nei confronti di un tema veramente grave e di complessa soluzione. Poche osservazioni, spero costruttive, da parte mia.

    I riferimenti agli articoli giornalistici sono apprezzabili e danno dei dati per riflettere sulle dimensioni del fenomeno. Se il quadro fosse definito con dati statistici ufficiali sarebbe ancora più “scientifico” e inoppugnabile. Questo per la testa. Per quanto riguarda il coinvolgimento emozionale, penso che sarebbe molto utile ascoltare tramite interviste (audio od anche video) direttamente i protagonisti di queste tristi vicende.

    Per quanto riguarda l’analisi del problema, sono un pochino più tiepido quando scorgo una critica decisa verso l’avidità dei proprietari degli immobili. In realtà non penso che, a parte rari casi, queste persone siano così terribili da volere per strada famiglie per bene per via di pagamenti non pervenuti o ritardati. Penso invece che il meccanismo nel suo complesso sia avido e micidiale. Un proprietario di un immobile se non lo affitta ci rimette del suo, dato che se la casa non frutta è una pura passività. Le tasse sugli affitti possono anche superare il 30%, senza considerare la manutenzione dell’immobile in buono stato. In pratica nella maggior parte dei casi si tratta di un investimento familiare di difficile gestione e difesa. Se non riesci a gestirlo te ne devi liberare svendendolo, e magari mandando in fumo gli sforzi di una vita per assicurare un tetto ai tuoi figli. Quindi se ci si ferma alla contrapposizione tra affittuari e locatari, si rischia di arenarsi alla guerra tra poveri. Sarebbe interessante da questo punto di vista pervenire a dati tipo: di chi sono le case della maggior parte degli sfrattati? Di famiglie oppure di società private, o magari di banche?

    Per quanto riguarda le proposte operative di soluzione del problema, nonostante il fascino dello slogan “la casa è un diritto”, dal punto di vista pratico come si traduce questa affermazione? Con l’occupazione gratuita di immobili pubblici o privati? La vita mi ha insegnato che nessun pasto è gratis, e se ti sembra così è perché qualcun altro sta pagando il tuo conto. Quindi secondo me un primo passo per affrontare seriamente la questione potrebbe essere qualcosa del genere. Riunire le persone colpite da questa disgrazia, fare fronte comune ed affrontare tutti insieme le amministrazioni locali. Negoziare l’utilizzo di immobili pubblici a prezzi ragionevoli e non di mercato folle (una ragionevole percentuale di uno stipendio medio-basso), e dare in cambio il proprio lavoro per ristrutturare in modo intelligente queste abitazioni riqualificando così il patrimonio edilizio pubblico. Interventi mirati al risparmio energetico che consentirebbero di risparmiare ulteriormente abbattendo i costi di gestione delle abitazioni suddette. Insomma … quello che voglio dire, non si può solo chiedere, si deve chiedere in modo propositivo, dando un valore aggiunto in cambio … in modo da fare una proposta che non si può rifiutare!!!

    Passo e chiudo, forza tutta!
    Paul

    Rispondi

    • Barbara Ciocche Says:

      Gentile Paul,
      grazie per l’interessamento e per il tuo articolato e utile commento.
      Ci tengo a precisare un messaggio fondamentale e per me di estrema importanza: chiedere uno stipendio in cambio del permesso di vivere in una casa è un’azione che non ha giustificazioni se non l’avidità e il profitto indiscriminato e il tutto agevolato da un sistema che non è regolamentato da nessuna legge.

      Mentre una banca può prestare soldi di “sua proprietà”, ma a interessi equi, chi affitta lo può fare al prezzo di libero mercato, senza controllo alcuno. Il canone richiesto è la misura del valore umano del locatore. Se esistesse una legge simile al controllo degli interessi bancari, così come le banche sarebbero perseguibili penalmente per usura anche i locatori sarebbero perseguibili per estorsione. Non credo che debba essere una legge a separare l’onesto dal disonesto, ma l’etica e il senso comune. Un locatore che deve essere costretto da una legge a proporre un canone equo è un uomo senza alcuno scrupolo.

      Ci sono locatori intellettualmente onesti che chiedono canoni equi e io ne ho usufruito per anni in più di un’occasione, come sicuramente tanti altri cittadini. Non ho messo sotto accusa i proprietari di case, ma il canone richiesto in cambio per abitarle. Credo che questo si evinca chiaramente perché è fondamentale.

      Mi sono dilungata su questo aspetto, ma vogliamo contribuire attivamente affinché venga cancellato questo obbrobrio dal nostro sistema paese.

      Per il resto ti ringrazio caldamente per i consigli e ci sarà molto lavoro da fare. Sei stato molto gentile e prezioso. Se hai modo di contribuire con idee o iniziative sull’argomento puoi scrivermi all’indirizzo barbara.ciocche@pensareliberi.com o a blog@pensareliberi.com

      Un saluto

      Barbara

      Rispondi

      • Paul Says:

        Ciao Barbara,

        Grazie mille della tua risposta sentita, e dell’invito a partecipare.

        Mi rendo conto che la situazione è complessa, perdonami ma continuo a non vedere questo spartiacque tra buoni e cattivi. Tutto quello che tu dici è sacrosanto, ma purtroppo la realtà non è semplice e le cose sono spesso intrecciate. Per far sì che questo atteggiamento speculativo che tu denunci cessi, bisognerebbe proibire l’investimento immobiliare. Ma se è consentito investire i propri soldi in acquisto di seconde case, allora non si può sfuggire a logiche di mercato, e in molti casi non per avidità. Il problema vero è che il prezzo delle case è gonfiato all’origine, quindi chi può acquistarle perché gli ha detto meglio della media (e magari lo fa per i propri figli!) lo fa spesso esponendosi a mutui pesanti che richiedono pagamenti mensili. E questo si riflette ovviamente nel canone che viene applicato a chi utilizza la loro abitazione nel periodo di transizione. Canoni che come ben sai sono anche pesantemente tassati, a favore delle entrate pubbliche. Sia ben chiaro che non mi riferisco ai veri investitori (società, banche, etc.), bensì solo ai piccoli proprietari che hanno investito i risparmi di una vita in una seconda casa per i figli, e che con l’affitto devono coprire mutui ed altre spese.
        Purtroppo abbandonare i piccoli al libero mercato, non salva da queste aberrazioni perché è un mare inquinato, e se ci nuoti dentro ti sporchi di sicuro. Allora rendiamo possibile l’auto-costruzione delle case … te lo immagini lo stato che non ci mangia più … mhhh che casino!

        Con stima, Paul

        Rispondi

      • Giovanni Says:

        Gentile Dott.ssa Ciocche
        sono proprietario di un appartamento di circa 80 mq, affittato per euro 300,00 da da più di 4 anni, volontariamente non ho chiesto all’inquilino l’adequamento dell’equo canone, considerata la famiglia numerosa e le precarie condizioni lavorative del capo famiglia. Da circa 8 (otto) mesi ad oggi non percepisco il regolare canone di fitto da parte di Questi; per valori umanitari non ho ancora fatto loro lo sfratto. Ora le chiededo dott.ssa, io, quanto ancora posso temporeggiare, sopportare il carico di tasse ICI / IMU, IRPEF che comunque ho sempre pagato regolarmente e continuerò a pagare, considerando pure che con la nuova manovra si “ripagherà ” l’ICI/IMU molto piu cara sulla prima casa ed in più rincarano le tasse pure sulla seconda? io percepisco uno stipendio di circa 1600,00 Euro mensile con una rata di mutuo di circa 800,00 Euro mensili, con moglie e figlio a carico, lei pensa che io posso definirmi unn proprietario aguzzino?
        Io non vorrei agire con uno sfratto, mi dispiace veramente, anche perchè si è instaurato un buon rapporto di amicizia, ma un giorno o l’altro mio malgrado, dovrò pure invitarli ad andare via.
        Considerato che questo è un problema grosso di tuttto il Paese, pensa che non sarebbe il caso che anche i comuni, le regioni , lo Stato provveda con un minimo di spesa con un incentivo al pagamento dei fitti o allo sgravio delle tasse per chi onestamente e regolarmente dichiara gli affitti all’ufficio delle Entrate? In questo modo penso, si eviterebbe almeno in parte che povera gente vada a dormire in mezzo ad una strada e che alcuni proprietari, di coscienza ( spero di essere tra questi), non si trovino in condizioni tali di perdere la propria casa dovendola svendere per pagare le tasse o nei peggiori casi vedere i propri sacrifici espropriati da un Equitalia?

        Rispondi

        • Barbara Ciocche Says:

          Gentilissimo lettore,
          se tutti i padroni di casa (mi passi il termine popolare) fossero come lei non credo che questo articolo sarebbe mai stato scritto.
          Il problema sta in uno sgombero di massa, di centinaia di migliaia di famiglie l’anno.

          Ho avuto modo più volte di invitare a riflettere su questo argomento tutti i cittadini, non solo i più fragili, ma anche i benestanti. Non affrontare o sottovalutare un grave problema sociale comporta prima o poi che questo vada a intaccare trasversalmente tutti.

          Mi ha parlato di Stato, di istituzioni. Lo Stato dovrebbe avere l’obbligo di eliminare alla radice il problema casa. Lei stesso paga un mutuo di 800€, parliamo di un milione e secento mila Lire. Le sembra sano questo mercato edilizio? Nel mio editoriale sottolineo il fatto che al dramma degli sfratti si aggiunge quello dei mutui.

          Sintetizzando. Il problema casa è la vera piaga di questo momento di crisi ed è pericolosamente sottovalutato da cittadini, politica e istituzioni e tutti ne paghiamo le conseguenze.

          Lei chiede 300€ di affitto, ma in un paese civile non ci si può affidare al buon cuore dei singoli, ma tosto a regole civili che tutti dobbiamo rispettare.

          Come lei stesso ha sottolineato, alla fine tutti noi paghiamo le insostenibilità di questo sistema, socialmente inadeguato. Le banche strozzano i benestanti, il mercato edilizio ha prezzi totalmente incontrollati e questo comporta molte cose, ma non è questa la sede per scendere in particolari.

          Mi dispiace per i suoi problemi e per quelli della famiglia che sta ospitando a casa sua senza percepire affitto. Mi dispiace più di quanto lei non possa, comprensibilmente, immaginare.

          Un caro saluto

          Barbara Ciocche – Redazione

          Rispondi

    • Barbara Ciocche Says:

      Gentile Paul,
      immagino di essermi spiegata male io. Lo spartiacque tra buoni e cattivi che io faccio nell’articolo non è tra proprietari di case e inquilini, ma discriminato solo e soltanto dalle azioni delle persone. Tutti siamo soggetti alle stesse regole di mercato e chi affitta con canoni equi è una persona che fa questo e ha gli stessi problemi di chi affitta a canoni non equi. Il mercato non può essere sempre una giustificazione. Il mercatismo… neologismo di Giulio Tremoni nel suo ultimo libro “La paura e la speranza” Spega molto bene questo concetto nonchè l’origine di questo articolo. Il libro è molto apprezzato in tutti gli ambienti, sia accademich che politici. Ne ho visto leggere stralci in riunioni neo-marxiste proprio a Milano. E’ uno dei libri più apprezzati da Massimo D’Alema. Te ne consiglio la lettura come risposta più completa.

      Questo blog inoltre non vuole essere neutro. Per sua natura è schierato a certi ideali e con una parte di popolazione che vorremmo vosse l’inizio del vero nuovo popolo italiano. Non siamo qui per fare filosofia, ne giornalismo, ma solo per diffondere nuova consapevolezza e riaccendere fuochi assopiti.

      Grazie e un caro saluto.

      Barbara Ciocche

      Rispondi

    • Luca Rivoli Says:

      Carissimo Paul, grazie per l’interesse e per tutti i tuoi suggerimenti.
      Sei sempre molto utile e costruttivo.

      Un caro saluto.

      Luca

      Rispondi

    • Pirimpillo Says:

      Caro Paul… A giudicare dal tenore della tua risposta devo dedurre che ti identifichi nella categoria dei Locatari ( e di conseguenza li difendi ) A prescindere da chi sia il proprietario dell’ immobile locato, siano essi privati o società o banche, il problema non si differenzia granchè; Posso garantirti, per esperienza personale, che è proprio il privato, nella maggior parte dei casi, il peggior aguzzino del locatario che ricorre alle vie legali senza sentir ragioni di sorta. Pensa che mi son sentito dire dal proprietario dell’ abitazione che occupavo a 500 euro al mese per 45 metri quadrati che: Per colpa mia, non avendo pagato il canone di locazione, suo figlio era “dovuto” andare a lavorare… Personalmente ho riscontrato in questi proprietari di immobili una convinzione di “superiorità” nei confronti dei loro inquilini che, in quanto tali, devono sottostare allo strozzinaggio a cui vengono sottoposti sistematicamente: Per ottenere un appartamento in locazione vengono chieste tre mensilità a titolo di deposito cauzionale (che con motivazioni varie non viene mai restituito) senza che questo maturi interessi; una mensilità anticipata, e l’ immancabile mensilità all’ agenzia che ha mediato ( ormai prassi abituale ) Infine la pretesa della fidejussione bancaria che provoca ulteriori costi all’ inquilino il quale, volente o nolente, deve obbligatoriamente possedere un conto bancario. Quanto affermi al riguardo degli immobili di proprietà della pubblica amministrazione ( teoricamente sarebbe logico ) non è possibile metterlo in pratica ( anche qui per esperienza personale) Poichè sono anni che “chiedo” (sarebbe più corretto dire “elemosino” ) l’ assegnazione di un alloggio sia all’ amministrazione comunale dove risiedo, sia all’ amministrazione demaniale ( che possiede un’ innumerevole quantità di immobili “vuoti” e inutilizzati ) le quali tergiversano sostenendo che gli immobili individuati non hanno i requisiti adeguati; che non è prevvisto che sia l’ utente a renderli adeguati seppur a proprie spese; che ……. tanti che…. troppi che…. ma nessuna soluzione. Di fatto ( essendomi stancato di subire umilianti sfratti) da diversi anni vivo in ripari di fortuna. Evito di evidenziare dei riferimenti alla Costituzione italiana … tanto li conoscono tutti…. e tutti se ne fottono.

      Rispondi

  2. Mariabel Says:

    Ciao Barbara,
    ho letto il tuo primo articolo appena lo hai twittato. Sono orgogliosa di vedere in te questo spirito così popolare. Non me lo sarei aspettata , sono sincera.

    Io sono da poco sposata e con mio marito e la nostra bimba viviamo in affitto a Prato. Ci siamo trasferiti di appartamento da poche settimane perchè l’affitto precedente era troppo alto (720€) ora ne abbiamo trovato un altro a 400€ più grande e confortevole del primo. Se l’istinto non inganna .. se ti facessi vedere solo le foto di questi due padroni di casa, sono convinta che riconosceresti al volo quello dei 720€ e quello del 400€. I soldi sono un numero, ma le persone no. Quello di prima lo ha affittato a un gruppo di extracomunitari abbiamo saputo a 750€. ll nostro attuale padrone di casa ci ha invitato a casa sua per conoscerci, guardandoci in faccia prima di darci il suo appartamento in affitto… ah.. non ha voluto nessuna caparra .. ci ha detto “state cambiando appartamento perchè avete problemi economici e io non voglio essere uno dei vostri problemi”. Quello di prima si è trattenuto metà della caparra perchè doveva “imbiancare”…

    Una mia amica ha ospitato a casa sua una coppia di musulmani per 6 mesi nel frattempo che cercavano casa e se trovavano un’affitto troppo alto diceva loro di aspettare che fretta non ce n’era.

    Fate bene a denunciare anche il marcio tra i cittadini e sono qui a testimoniare che molti padroni di casa in Italia stanno facendo la loro parte e aiutando le famiglie come possono, certo senza rimetterci, ma neanche campandoci sopra come sciacalli. Sono fiera di chiamarli PADRONI DI CASA.

    Secondo me Barbara devi dare voce e pubblicizzare il buono che c’è nell’ambito degli affitti. Sono tanti come tu immagino sai. Agevoliamo loro, facciamo sapere che in Italia ci sono tanti padroni di casa che sanno la differenza tra un mutuo e un affitto (come dici tu il permesso di starci dentro senza chiamare i carabinieri).

    Chi leggendo questo articolo dovesse sentirsi chiamato in causa si è già giudicato così.

    Grazie a tutti gli altri. Barbara sei una grande donna.

    CIAO

    Mariabel

    Rispondi

    • berlusconivattene Says:

      Qui a Bergamo l’è n casin!!

      http://www.bergamo.info/attualita/case-e-sfratti-bergamo-copiera-da-brescia-daloia-dice-che-si-puo-fare/

      Come dite voi il problema è pericolosamente sottovalutato. Alle istituzioni non gli conviene ingorare perchè la pentola sta per esplodere… sono troppe le famiglia sfrattate e in crescita esponenziale. I padroni di casa non hanno scelta … come stanno andando le cose in Europa… o abbassano gli affitti e rischiano l’esproprio… è già successo più di una volta solo nell’ultimo secolo.. che ci riflettano tutti.

      O si ripartisce il benessere spontaneamente o verrà spartito con la forza… è la legge della natura e basta studiare la storia.

      Brava Barbara Chiocche

      Rispondi

      • Luca Rivoli Says:

        Caro lettore. Conosciamo bene la situazione di Bergamo e Brescia. E’ vera emergenza sociale. Ci dispiace molto. Grazie per la tua email, diffondi l’articolo come puoi, serve a questo.

        Un saluto

        Luca Rivoli

        Rispondi

  3. Antonio Says:

    poi raccattiamo immigrati assortiti, clandestini, rom, zingaraglia varia di infima qualità e la manteniamo,riveriamo,alloggiamo ecc ecc coi soldi pubblici. Vergogna, lo stato sociale deve andare agli italiani. Poi, se ne avanza, agli stranieri regolari e meritevoli.

    Rispondi

  4. PL28LUIGI Says:

    Io non sono convinto che un contratto non registrato,,un giudice puo emettere sentenza di sfratto (caso mio)

    Rispondi

  5. non affitto più a mussulmani Says:

    Ho affittato il mio appartamento ad un MUSSULMANO “egiziano”.
    Io sono un piccolo proprietario non detengo palazzi o grosse strutture immobiliari.
    HANNO RIDOTTO L’APPARTAMENTO come un porcile (muffa sui muri, sporcizia sulle piastrelle, puzza di grasso proveniente dai loro menu prelibati, muri sporchi ecc…).
    Insomma dal guadagno sono passato alla perdita di oltre 700 Euro in soli 3 mesi il quale affitto era 450.00 Euro mensili + 1 mese di cauzione che loro egoisticamente si sono trattenuti in conto affitto. Ho parenti nelle forze dell’ordine giusto per quello sono riuscito a mandarlo via in quanto aveva accolto sua moglie, a mia insaputa, senza regolari documenti. Attenzione FARE SEMPRE CON LORO IL CONTRATTO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE; soprattutto se ammobiliato lo sfratto è esecutivo.
    Loro vivono sulle nostre spalle; in alcuni posti non pagano nemmeno TIKET alla ASL Es. se la loro moglie deve farsi un ecografia lei viene per prima anche senza permesso di soggiorno, se deve partorire idem. Insomma i servizi li paghiamo noi, ci facciamo distruggere gli appartamenti NUOVI, gli diamo i sussidi più il lavoro nero o bianco che sia.
    TANTO ANCHE NOI NON ABBIAMO LAVORO, ANCHE GLI ITALIANI LAVORANO IN NERO MA LE TASSE LE DOBBIAMO PAGARE TUTTE; MENTRE LORO FURBESCAMENTE SI FANNO FARE LA CESSIONE FABBRICATO IN NERO, SI PRENDONO IL PERMESSO DI SOGGIORNO E POI SONO LORO I POVERINI…..
    Ma dai mi sembrate tutti un ammasso di rimbambiti e basta con questa sfrenata sensibilità nei loro confronti. Noi italiani che fine abbiamo fatto?

    Rispondi

  6. non affitto più a mussulmani Says:

    Caro lettore. Conosciamo bene la situazione di Bergamo e Brescia. E’ vera emergenza sociale. Ci dispiace molto. Grazie per la tua email, diffondi l’articolo come puoi, serve a questo.

    Un saluto

    Luca Rivoli

    La conosco ache io infatti ora tutti si sono trasferiti dove c’è la speculazione edilizia.
    SIg. Rivoli dovrebbe conoscere la situazione della Sardegna in modo particolare ad OLBIA. Sono tutti provenienti da Pavia, Bergamo, Brescia, Verona e Torino. La Lega Nord li ha sbattuti tutti qui ad Olbia e la regione autonoma Sardegna piglia i soldi da noi ASL comprese, la quale ASL dell’ospedale Giovanni Paolo II per avere i soldi e costruire il reparto di neonatologia dall’UE deve dimostrare che esegue 1000 PARTI ALL’ANNO!!!

    Rispondi

  7. non affitto più a mussulmani Says:

    AD OLBIA GLI EXTRACOMUNITARI NON PAGANO IL TIKET!!! IN PAROLE POVERE FANNO I PARASSITI INSIEME AI MEDICI FURBACCHIONI……

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  8. Alessandro Pagella Says:

    Ho letto con interesse l’articolo sul problema degli sfratti..la mia opinione è che occorrerebbe tornare tutti al buon senso,in questo Paese e in Europa-parlo del Mondo Occidentale.Con la febbere da speculatori ,che ha assalito tutto e tutti negli ultimi dieci anni ,non se ne viene più fuori.C’è da farsi cadere le braccia.

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