“Bende Armate” – Magistratura Creativa per la Val di Susa – Non se ne parla abbastanza

26 settembre 2011

Malagiustizia, NoTav


TORINO – La protesta contro l’arresto di Elena Garberi, detta Nina, e Marianna Valenti, l’infermiera e la studentessa fermate in Val di Susa e portate al carcere delle Vallette, corre sul web. I Notav hanno pubblicato su YouTube un video-denuncia, dal titolo Bende Armate, in cui si prende di mira la ‘magistratura creativa’ che ha accusato le due donne di resistenza a pubblico ufficiale. «La resistenza è consistita nel trovarsi di fronte alle reti della Maddalena di Chiomonte mentre erano in corso degli scontri – si legge sul sito di broadcasting – Non è provato che Nina e Marianna partecipassero attivamente agli scontri. Ma anche se fossero solo due osservatrici sono le uniche che sono state acchiappate quella notte e sono da punire esemplarmente perché la Questura certe cose preferisce che non si vedano nemmeno». Nina, nel cui zainetto sono state trovate medicinali e bende, è stata accusata di essere il ‘braccio sanitario’ di un ‘braccio armato’ del movimento NO TAV. L’infermiera si è difesa affermando di trovarsi lì per «prestare soccorso ai compagni feriti o intossicati dal gas CS, bandito dalla convenzione di Ginevra e presente nei lacrimogeni sparati in gran numero» la notte del 9 settembre scorso.

Fonte: http://liberamentenews.wordpress.com/2011/09/26/val-susa-donne-fermate-la-protesta-in-un-video/

Quello che da mesi accade nella Val di Susa è lo specchio di un sistema ormai crollato e sradicato dalla fondamenta. Ormai parlare di assenza dello Stato, di malagiustizia, di assenza di democrazia, di regime, di stato di polizia è solo retorica di fonte alla realtà.

Colpevoli tutti, anche coloro che non ne parlano più o che peggio che non ne hanno mai parlato. Le ingiustizie sono continue, numerose, incessanti e da quando abbiamo intrapreso il percorso della denuncia in qualità di cittadini e poi di bloggers ci siamo accorti che i numeri degli abomini che si consumano ogni giorno è ingestibile. Occorre un’azione di massa, una coscienza di massa.

Difendiamo gli altri per difendere noi, ora e in un eventuale futuro, forse più vicino di quanto non immaginiamo.

Riportiamo quanto ha scritto un attivista NOTAV, un nostro concittadino nel bel mezzo di una guerra intrapresa con decisione dallo Stato contro i cittadini. Qualcuno ci ha corretti: “ma non sono “i cittadini”, sono una piccola parte di popolo, non si può fermare un’opera per un gruppo di attivisti e ribelli, non è democrazia”… Bene, allora massacriamo la minoranza… questa è democrazia… oppure è un incubo…

Qualsiasi opinione è lecita, a patto di essere correttamente informati rispetto al fatto sul quale diamo (doniamo) la nostra opinione, soprattutto se questa la riteniamo preziosa.

<<In Val di Susa si combatte una battaglia su più livelli che vede significativamente contrapposti il popolo e lo Stato. Lo Stato in questo caso rappresenta gli interessi di grandi imprese che premono per realizzare un’opera inutile e dannosa; il popolo rappresenta una minoranza consapevole degli sprechi e della devastazione che quest’opera porterebbe. Lo Stato, attraverso le dichiarazioni di Questura e Ministero dell’Interno ha deciso di alzare i toni dello scontro per poter caricare a dovere la sua trappola repressiva. La Procura della Repubblica pare integrata in questo sistema, essendo quelle provenienti dalla Questura – che ha tutti gli interessi a gestire l’ordine pubblico alzando i toni – le uniche informazioni che reputa attendibili, e facendosi forse coinvolgere anche nel clima mediatico creato dai giornali delle società interessate alla costruzione dell’opera.

Nina e Marianna rimangono dodici giorni alle Vallette in custodia cautelare. L’accusa a loro mossa è quella di resistenza a pubblico ufficiale. La resistenza è consistita nel trovarsi di fronte alle reti della Maddalena di Chiomonte mentre erano in corso degli scontri. Non è provato che Nina e Marianna partecipassero attivamente agli scontri. Ma anche se fossero solo due osservatrici sono le uniche che sono state acchiappate quella notte e sono da punire esemplarmente perché la Questura certe cose preferisce che non si vedano nemmeno.

Statevene a casa a guardare la tv che non ci finite in carcere. Forse è questo il messaggio che deve passare. Al massimo sfogliate un quotidiano Sì TAV, perché se ti informi sul NO TAV sei schedato come pericoloso libero pensatore (provate ad accedere al sito notav.info e vedete cosa succede prima di riuscirvi). Certo, oltretutto informarsi criticamente porta via del gran tempo. Meglio pensare che quest’opera si deve fare perché è giusta e stop. Anzi, se proprio vogliamo tirare fuori degli argomenti critici possiamo arrivare a pensare che porta lavoro (quanto? ce lo vogliamo chiedere? ci vogliamo anche chiedere se tante piccole opere non sarebbero di maggior beneficio per il lavoro e per le infrastrutture pubbliche anche se i più ricchi ci mangerebbero di meno così? no, no, no, troppo approfondimento critico…) e ce ne accorgeremo nei prossimi duecento anni dei benefici che ci darà questa Grande Opera. Questo Grande Investimento sarà un Grande Rilancio della Grande e Gioiosa Economia Italica. (Il rilancio vabbè… ma l’atterraggio…?)
E l’uranio? L’amianto? La montagna sventrata? Basta. Stop. Non informatevi oltre. Sempre Sì TAV!

Quindi, caro Sì TAV, mentre due incensurate vengono condannate a subire dodici giorni di carcere prima di un giusto processo c’è chi, accusato di reati ben più gravi, gira liberamente nel suo macchinone. Lo vogliamo dire? Tu da che parte stai?>>

La storia non è finita, i problemi non si sono risolti, pertanto è lecito supporre che non si smetterà mai di parlarne.

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21 commenti su ““Bende Armate” – Magistratura Creativa per la Val di Susa – Non se ne parla abbastanza”

  1. Cinzia Says:

    Si è proprio persa la ragione e non solo questa. Andare e agire in modo così crudele e ingiustificato contro il volere leggitimo dei cittadini fa capire che ormai è finita. E non solo per i valsusini, questi sono solo una pagina di un mondo che è ormai finito per tutti.

    Rispondi

  2. Fabrizio Says:

    ormai non si guarda più in faccia a niente a nessuno, prepariamoci al peggio. Sono d’accordo con te Cinzia.

    Rispondi

  3. Paolo Says:

    Val Sasa è lo specchio reale di quello che ormai sta accadendo: quanto vale il volere del popolo sovrano??? Niente meno di zero. E un popolo disgregato quanto vale??? La nostra unica e concreta possibilità è l’essere uniti tutti…..

    Rispondi

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