Le banche chiedono tassi sempre più alti e sconfinano nell’usura. Bisogna sporgere denuncia, vediamo come

27 settembre 2011

AntiEquitalia, Sovranità Monetaria


Gli istituti di credito spesso chiedono a privati e piccole aziende tassi altissimi, fatti i calcoli, superiori alla soglia d’usura.

L’ufficiale giudiziario aveva già fatto imballare parte dei mobili e cambiato la serratura della porta: stavano sfrattandola dalla sua casa, già venduta all’asta. È quanto accaduto a una madre di cinque figli di Vicenza che aveva stipulato una fideiussione con un istituto di credito a favore dell’ex marito. La donna, però, ha salvato in extremis la sua casa, provando che i tassi bancari erano superiori a quello di soglia. Poi, con l’aiuto di Federcontribuenti, ha querelato il suo istituto di credito con l’ipotesi di usura e bloccato temporaneamente lo sfratto.

Quanto successo alla signora sta succedendo a tantissime altre persone - ha commentato Federcontribuenti – i cittadini devono sapere che ci sono gli strumenti per difendersi dalle banche o da Equitalia, dimostrando che nei propri conti con la banca o nelle cartelle esattoriali i tassi applicati superano la soglia, oltre la quale si finisce nell’usura“.

http://liberamentenews.wordpress.com/2011/09/24/denuncia-la-banca-per-usura-madre/

[Inchiesta sull'emergenza casa svolta dal Blog:
Sgomberi e sfratti, è grave emergenza sociale: in Italia oltre 700 al giorno]

Esperienza analoga quella di Art, una piccola società bolognese che si occupa di servizi editoriali. “Un giorno ci siamo accorti che i conti non tornavano. Pur pagando tassi che ci sembravano bassi, alla fine veniva fuori una cifra enorme“, ci spiega il titolare Massimo Manieri. Sorge il dubbio: “Ma la banca mi sta usurando?” Il dubbio diventa una certezza quando Manieri, come la casalinga di Vicenza, si rivolge agli esperti. Trova su Internet una società che si occupa di analisi bancarie e consegna loro i conti correnti degli ultimi 10 anni, aperti in sette banche diverse. Il responso? “Quattro si sono comportate abbastanza correttamente e ci è stato sconsigliato di non approfondire. Ma tre hanno fatto operazioni molto strane. Così abbiamo fatto causa e deciso di uscire dal sistema bancario, aprendo un conto alla Banca Etica“.

A un’azienda quello che interessa è l’effettivo costo del denaro“, ci spiega Armando Miele, amministratore delegato di Cesynt, società che si occupa di analisi delle condizioni e dei tassi applicati ai conti correnti.

Quando questo costo, come nel “caso Art”, sembra troppo elevato ci si può tutelare. Abbiamo verificato“, racconta Miele “che un’azienda che lavorava con un margine del 7%, pagava il 12%: non poteva guadagnare“.

È usura? Dal 1996 sì.

Infatti da quell’anno la normativa, prima riservata solo agli usurai, è applicata a chiunque presti del denaro a un tasso superiore alla soglia stabilita per legge. Soglia che si supera quando al conto corrente sono addebitati costi non previsti in contratto e non conosciuti dal cliente“. Sono casi sporadici, vien da pensare. Ma Miele ci disillude: Nel 90% dei casi individuiamo elementi di criticità, costi occulti. Tra i comportamenti illegittimi più comuni degli istituti c’è appunto l’usura, poi l’anatocismo, cioè il calcolo degli interessi sugli interessi, e i “derivati“, contratti con scopo speculativo che le banche utilizzano come copertura rispetto all’aumento dei tassi di interesse. Poi ci sono i mutui a tasso variabile che rappresentano un costo imprevedibile per l’azienda“.

Quando si verificano delle stranezze nel proprio conto corrente la prima cosa che si dovrebbe poter fare è cambiare banca. Ma gli istituti, soprattutto in questo momento di concentrazione delle banche, fanno cartello: “Le banche si comportano da organizzazione mafiosa. Nessuna mi apre un conto corrente se io ho fatto causa a un’altra per anatocismo. E così costringono l’azienda a chiudere“.

Cesynt analizza caso per caso e cerca una soluzione. Anche se il più delle volte, come è successo a Maniero, bisogna andare in tribunale: “Prima facciamo una richiesta per iscritto, ma non c’è mai nessun seguito. Perché, se l’istituto di credito restituisse a tutti gli interessi di troppo pagati, sarebbe costretto a chiudere. Giocano sui grandi numeri“.

Ma ci sarà pure qualcuno che si salva? La domanda è retorica; nessuna banca si salva da per il semplice motivo che i meccanismi sopra descritti rappresentano la parte fondamentale del funzionamento del sistema bancario, ovvero fare soldi dal nulla e portare questo all’estremo significa guadagnare all’estremo… non si fermeranno mai se non saremo noi a fermarle.

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Ricercatore autonomo di informazioni basilari per la vita e la dignità delle persone.

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45 commenti su “Le banche chiedono tassi sempre più alti e sconfinano nell’usura. Bisogna sporgere denuncia, vediamo come”

  1. Giovanni Dice:

    Maledette banche mi hanno letteralmente dissanguato, tutto il marcio di questo sistema bancario è stato ben tutelato dal non rendere noto il suo vero funzionamento, altrimenti quale fesso avrebbe consegnato i propri risparmi ad usurai legalizzati.

    Rispondi

  2. Valerio Dice:

    Anche i miei zii sono vittime dirette di tassi bancari assurdi. L’unica cosa che si può fare è mettere fine a tutto il sistema che ci ha piegati a condizioni indegne.

    Rispondi

  3. Dario Dice:

    Il fatto di avere la possibilità di essere tutelati dagli abusi bancari e di equitalia, ormai non basta più bisogna porre fine come dice Valerio a tutto il sistema e ricominciare una nuova vita gestita da un nuovo sistema che ha come obiettivo assoluto il rispetto del cittadino.

    Potere al popolo sovrano!!!!

    Rispondi

  4. Piergiorgio Campione Dice:

    cittadini commentare serve a poco,bisogna unirsi e cacciare questi lestofanti con la forza,bisogna pedinarli e bastonarli,spararli e impiccarli,basta con questa maledetta politica,basta con questi banchieri e finanzieri,sono dei malati mentali avidi e cocainomani.
    Stiamo vivendo da cani e loro ci deridono dai loro panfili,devono avere terrore di mettere il naso fuori casa e in casa devono avere il sentore che da un momento a l’altro la loro casa salti per aria,questo e il sistema e la risposta che dobbiamo dare a questi pazzi di merda.Hanno tirato troppo e l’elastico si è rotto.
    GUERRA

    Rispondi

  5. massimo Dice:

    «Per il Sud c’è Banca Nuova»
    una società con sede a Palermo, operante nel campo della distribuzione farmaceutica, presente nel mercato nazionale fin dal 1981, richiedeva a Banca Nuova S.p.a.(Gruppo Popolare di Vicenza), il ricalcolo degli interessi non dovuti, addebitati dall’Istituto in suo danno, a titolo di capitalizzazione trimestrale, spese e commissioni non dovute.
    La Banca declinava qualunque risposta, salvo poi, ritorsivamente, revocare i conti senza la
    minima giustificazione, chiedendo il rientro immediato di saldi debitori, solamente vantati, ma non giustificati.

    La società, per difendersi, si vedeva costretta ad azionare un giudizio dinanzi il Tribunale di Palermo, mentre Banca Nuova, continuando nella propria azione di “punizione”, segnalava il nominativo della società alla Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia, indicando a “sofferenza” l’intera somma richiesta. Per effetto di quella segnalazione, la Società si vedeva revocare i propri fidi da altri Istituti di credito, senza spiegazione alcuna, mentre i fornitori – industrie farmaceutiche multinazionali, revocavano ogni agevolazione di pagamento.
    La società, mentre continuava la propria battaglia in Tribunale, otteneva d’urgenza la cancellazione del proprio nominativo nel rigo a “sofferenza”, ma Banca Nuova, ottemperava solo parzialmente al provvedimento del Tribunale, mantenendo, seppure in altre forme, la segnalazione negativa, in danno della società.

    Per colpa di quella segnalazione ritorsiva, la società si vedeva negato ogni accesso al credito sia dalle altre Banche che dai fornitori abituali, e nel perdere competitività e quote di mercato, in favore di altri operatori concorrenti, si è trovata costretta a licenziare man mano tutti i propri dipendenti, per poi cessare del tutto l’attività.
    Il Tribunale di Palermo, se pur con ritardo, ha statuito circa l’illegittimità della segnalazione compiuta da Banca Nuova in danno della società, condannandola a 100.000,00 Euro di risarcimento danni, oltre alle spese legali e di consulenza. del Tribunale, che ha negato ogni legittimità all’operato di Banca Nuova e che ha dipinto la società, letteralmente, come una “gallina dalle uova d’oro”, strozzata da Banca Nuova.

    Una vittoria giudiziaria densa di significati, da un lato; dall’altro, ancora una vittima del sistema bancario, un sistema che in spregio alla funzione sociale del credito (art. 47 Cost.) non esita a servirsi di ogni mezzo in suo potere per vessare oltre ogni misura gli operatori commerciali, in una terra, specie come la Sicilia, dove le iniziative in favore delle imprese, oggi sempre più fragili, sono solo accattivanti slogan pubblicitari delle Banche per fare denaro con il denaro. In realtà, l’impresa, è solo oggetto di lucro e speculazione, da parte del sistema bancario, il quale è diventato ormai un mero “prestatore di denaro”, a tassi elevatissimi. A volte troppo.

    Rispondi

  6. Alberta Dice:

    Gentile Pensare Liberi News,
    mi permetto di segnalarti uno scritto che ritengo di grande importanza, dal titolo “La soluzione facile, immediata, definitiva ed unica ai problemi del debito pubblico e della recessione”.
    Lo puoi scaricare a questo link:
    http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2444.html
    Se desideri chiarimenti in proposito puoi scrivermi.
    Alberta Cardinali

    Cari saluti

    Rispondi

  7. Felix2 Dice:

    Ma la banca d’Italia dorme??

    Rispondi

  8. Nicastro Damiano Dice:

    L’arroganza di Banca Intesa San Paolo nei confronti della Magistratura di Ragusa supera pericolosamente ogni limite, non solo la banca ha nascosto alla Procura di Ragusa il c/c 10/645629 ed il borsino azionario BAV, ma poi, non ha mai chiarito con la cliente Campo Innocenza Maria come invece gli era stato chiesto dalla Banca d’Italia, come lo stesso dott. Roberto Traini titolare di Divisione di Torino mi ha dichiarato.
    La gravissima arroganza di Banca Intesa San Paolo nell’avere ignorato le continue richieste e diffide della povera Innocenza Maria, ed hanno aspettato ignorandola. Sì, aspettando, e nel frattempo è morta. Ma Intesa San Paolo era a conoscenza che Innocenza Maria era malata e voleva sapere come può svanire nel nulla il suo conto corrente 10/645629, ma hanno atteso che morisse senza mai dare nessuna risposta.
    Tutto questo non fermerà mai, mai, la mia richiesta di sapere dove sia finito questo conto corrente 10/645629 e che cosa ha indotto Intesa San Paolo Corrado Passera a rischiare l’osso del collo nascondendo alla Magistratura questo conto corrente.
    Intesa San Paolo Corrado Passera dovrà dare conto alla storia ed alla civiltà della povera Innocenza Maria, morta stremata dalla lunga battaglia con la banca.
    In memoria di Campo Innocenza Maria, vittima innocente di Intesa San Paolo Corrado Passera.
    Nicastro Damiano -RAGUSA

    Rispondi

  9. Nicastro Damiano Dice:

    Presentate dall’On.le A. Borghesi e dall’On.le D. Scilipoti, due interrogazioni parlamentari per Campo Innocenza Maria, morta nel dolore di chi si è vista privare sparire all’improvviso nel nulla il proprio c/c 10/645629 ed il borsino azionario BAV nascosti da Corrado Passera Banca Intesa San Paolo alla Procura di Ragusa, i quali non hanno mai risposto alla Banca d’Italia sugli Esposti-Denuncia del 30 dicembre 2009 di Campo Innocenza Maria in cui li accusava.
    Damiano Nicastro – RAGUSA

    http://youtu.be/05wIRLQaa3A
    http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/87013
    http://www.ilgiornalediragusa.it/notizie/cronaca/42148-ragusa-conto-corrente-sparito-interrogazione-in-parlamento-di-idv.html

    Rispondi

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