I SIGNORI DELLA GUERRA


Si vis pacem para bellum
(Zar Nicola II Romanov)

La guerra intesa come unica igiene del mondo è un concetto ormai largamente superato, non perché moralmente più che discutibile, ma perché la realtà dei fatti ha dimostrato che essa è ben altro. La guerra è la più grande e produttiva industria mondiale, un’inesauribile fonte di guadagno per innumerevoli categorie di individui che, scientemente o inconsapevolmente, lavorano per questa immensa industria. Non bisogna meravigliarsi più di tanto, ne conviene lasciarsi offuscare la mente da pregiudizi di carattere etico, che pure avrebbero ragione d’essere, di fronte alla realtà dei fatti l’opposizione portata su mere basi morali non trova terreno fertile.

L’esempio più facilmente fruibile di questa tesi è l’analisi della storia recente degli Stati Uniti d’America.

Già in epoca antecedente alla prima guerra mondiale gli USA si erano resi conto di quanto fosse redditizia l’industria bellica e di quanto potesse essere utile alle casse dello stato e alla salute dell’economia nazionale. In realtà l’enorme potenzialità era, in parte frenata, dal livello tecnologico, troppo basso per fornire un prodotto ad alto livello a prezzi accettabili. La vera svolta si ebbe con la seconda guerra mondiale, la tecnologia aveva fatto passi da gigante e l’introduzione della catena di montaggio, oramai affermatasi su vasta scala, rendeva possibile una produzione continua, di grande livello qualitativo ed a costi competitivi.

Così si incominciarono a produrre armamenti sofisticati con criteri innovativi, navi ed aerei prefabbricati, carri armati formati da parti intercambiabili, armi individuali e di squadra (pistole, fucili, mitragliatrici) prodotte in numero impressionante ed a costi sempre più bassi, esplosivi sempre più sofisticati e di facile produzione. Insomma una vera e propria economia basata sugli armamenti, ma non solo, ovviamente le truppe avevano bisogno di scarpe, vestiti, cibo, si venne a formare un corposo indotto quale mai prima.

Da quel momento l’America non ha più potuto fare a meno della guerra per sostenere la propria economia, una classe economica si reggeva su quell’evento, una classe potente, tanto potente da prendere il potere e detenerlo ininterrottamente. Dopo la seconda guerra mondiale la guerra fredda (fredda solo di nome), la Corea, il Vietnam, le guerricciole sudamericane, Panama, i Contras, l’Afganistan ai tempi dell’invasione russa, poi la prima guerra del Golfo, i Balcani, L’Afganistan del dopo 11 settembre, la seconda guerra del Golfo. Non si sono più fatti mancare una bella guerra da combattere, un fronte che assorbisse la produzione interna.

Una guerra genera ricchezza, coagula le forze centrifughe di un paese multirazziale nel comune interesse della supremazia nazionale, è la panacea ad ogni possibile crisi economica e sociale. Ma dove trovano la copertura finanziaria queste immani operazioni belliche, semplice: sono autogeneranti.

Il denaro per dare l’avvio proviene dalle casse pubbliche, in cui poi confluiscono i proventi delle forniture a terzi , fattore non trascurabile, inoltre mai nessuna guerra viene combattuta su base ideologica ma solo ed esclusivamente su basi economiche, che il bottino sia il petrolio o le risorse minerarie, le grandi produzioni agricole o la movimentazione di intere popolazione tutto genera un flusso di denaro che a sua volta viene, in parte, riconvertito in attrezzature per nuove imprese militari.

La classe militare americana è quella che realmente detiene il potere, i presidenti è da essa che prendono ordini ed è attraverso le guerre che addensano intorno alla loro persona il consenso popolare. Qualcuno obietterà che ciò comporta un gran dispendio di vite umane, dolore profuso a piene mani, genocidi innescati subdolamente solo per creare dei casus belli; sono solo danni collaterali, piccoli prezzi da pagare per poter mantenere lo stile di vita occidentale. Una bella casa, un’auto nuova, le vacanze esotiche valgono bene qualche sacrificio, soprattutto quando quel sacrificio a farlo è un bambino africano o una donna sud americana o un accattone arabo.

Basta non pensarci, basta non pensare che le spese militari degli USA basterebbero a risolvere gran parte dei problemi economici africani, se poi ci aggiungiamo le spese militari russe ed europee potremmo risolvere i problemi alimentari e sanitari dell’intero pianeta. Ma fare del bene non paga, non crea un ritorno, non produce reddito, una guerra invece si. Se molti devono morire per il benessere di pochi, ebbene che muoiano, in fin dei conti è solo questione di tempo e poi si muore tutti, chi dopo aver ben vissuto altri dopo aver sempre sofferto.

Luigi Orsino

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About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

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9 commenti su “I SIGNORI DELLA GUERRA”

  1. lorenza Says:

    La guerra laddove sia mai stata necessaria è una scelta difficile e sofferta si sa cosa può accadere a causa di questa. Ma sapere che la guerra è una scelta economica è davvero inconcepibile.

    Rispondi

  2. Lia Says:

    E’ certo risolvere i problemi con i soldi che vengono impiegati per guerre fasule e pilotate sarebbe contropruducente, non si avrebbero così motivi o meglio non motivi per avere il tornaconto da queste.
    Ma quanti padri di famiglia, ragazzi nel pieno della vita sono morti per colpa di queste guerre? TANTI TROPPI!!!!
    Voi che siete i loro assasini la pagherete molto cara, quel giorno arriverà e allora avrete il vostro giusto giudizio e pena.

    Rispondi

  3. Angelo Says:

    Ormai in questo mondo niente ha più un senso è tutto basato sull’inganno. Niente è più comprensibile……

    Rispondi

  4. Giorgia Says:

    In questo mondo finito per fare soldi non si guarda in faccia a niente e nessuno.

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