Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia


Inedito. Da alcuni versi espunti dalla versione definitiva di “Affabulazione”, un dramma sul rapporto padre-figlio, la giovinezza maschile e la sua potenza sessuale, spunta la polemica dello scrittore-poeta-regista sulla falsa libertà delle «indecenti» donne negli anni Sessanta. La «disperata sincerità» dell’intellettuale contro l’omologazione dei desideri, l’ideologia trasgressiva dettata dal nuovo capitalismo.

Abbiamo già parlato di Pier Paolo Pasolini e lo abbiamo nominato molto spesso, come esempio di singolare lucidità nei confronti della natura manipolatrice del sistema contemporaneo. Molti pensatori, artisti, si sono ispirati alla vena pasoliniana per denunciare un certo sistema, un certo modello culturale proprio dell’occidente, pensiamo ad esempio a  Lina Wertmüller nel suo “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto“. Pasolini e Wertmüller sono accomunati dalla caratteristica di raccontare la verità anche a costo di andare contro i propri interessi che siano questi personali o di genere.

Tempo fa pubblicammo un editoriale interamente dedicato a Pasolini “La diversità consiste nel coraggio di dire la verità. Non ci fermerà nessuno.” e lo levammo come scudo nei confronti delle difficoltà nell’affrontare le nostre battaglie nella ricerca della verità; quella verità, oggi, perseguitata.

« Non temere la sacralità’ e i sentimenti, di cui il laicismo   consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi   adoratori di feticci.›› Pier Paolo Pasolini

«Abbiamo  perso un uomo diverso… e la sua diversità consisteva nel   coraggio di  dire la verità››(Alberto   Moravia –  Orazione funebre ai funerali di Pier Paolo Pasolini)

Pasolini scrisse questi versi nel 1966 che riportiamo in una sintesi di Renzo Paris.

Fanno parte dei trecento e più che cancellò nella versione del suo dramma più bello Affabulazione, che consegnai a Nuovi Argomenti nel 1969. In quei tre anni così densi di avvenimenti, compreso il Sessantotto, il poeta ebbe modo di rimettere le mani più e più volte al suo dramma, che gli sembrò a quel punto profetico, vista la piega delle nuove generazioni italiane , sempre più lontane dalla poesia della tradizione, finite nell’imbuto del consumismo e del suo rifiuto.

La sua frenesia riscrittoria era dunque dovuta al materiale vivo su cui lavorava, compresi i tradimenti del suo Ninetto Davoli. La gioventù dei fiori si era trasformata, incanaglita, politicamente diventando estremista e parolaia proprio in quegli anni e il francescanesimo del suo protagonista ragazzo si era per così dire ideologizzato, mascherandosi di un anti Pci viscerale che gli aveva fatto scrivere che quel partito era il paese pulito in un paese orribilmente sporco.

Erano apparse le prime femministe, iconoclaste e moralisteggianti a irritarlo, compresi gli albori del movimento dei gay. Insomma la storia stava virando verso una specie di abisso ideologico, astratto, mentre i padroni del vapore ne approfittavano promuovendo le figure del consumatore e dello spettatore televisivo, che ancora soffriva di due soli canali e in bianco e nero. Nel volume sul teatro pasoliniano, curato da Walter Siti per i meridiani Mondadori, uscirono una parte consistente dei versi censurati, che riguardavano l’omosessualità paterna, compresa una intervistina che il critico mi fece sulla provenienza dei versi. Quella stesura di Affabulazione infatti, che conservo religiosamente, mi era stata regalata dallo stesso poeta, che voleva che la conservassi proprio io . Walter ricostruì da par suo le varie versioni del dramma, ispirato come è noto dalle Trachinie di Sofocle, rilette dal poeta quando fu costretto a restare al letto per una ulcera perforante, che lo aveva visto sanguinante nel bagno di una trattoria di Trastevere.

È il personaggio del padre dunque a recitare questi versi contro la ragazza di suo figlio che, distrutto dalla gelosia, ucciderà «in erezione», un padre omosessuale e pedagogo insieme. In diverse interviste, dopo l’uscita del dramma, Pasolini rivelò il suo amore per suo padre, che credeva fino ad allora misto all’odio. Era già nota la sua polemica con i capelloni. Meno nota la polemica con la parte femminile di quella gioventù, che questi versi anticipano.

Le emancipate della fine degli anni Sessanta sono le madri di quelle di oggi, che della confusione dei ruoli sono maestre. Allora era appena iniziata la cosiddetta libertà sessuale delle ragazze, disobbedienti alla Chiesa e a ogni forma di inibizione. E la televisione, come adesso, aveva avuto un suo ruolo preciso. «Le ragazze confondono il loro biondo/ con quello dei maschi» recita il padre e la libertà costa carissima se «essere liete è un sotterfugio». Sono libere come «incoscienti ragazzi» perché li invidiano e così diventano «servizievoli e disponibili, oh, come puttanelle, /povere ragazze della migliore borghesia….».

Le definisce indecenti nella loro innocenza bambina, nel loro ricerca di atti vergognosi in quanto tali, nel loro amore per la trasgressione. Sono dunque mosse , come i loro coetanei da un’idelogia trasgressiva ,dettata dal nuovo capitalismo. «Perché, se non lo sa,/ è nell’ambiguità che Dio si rivela». Non si poteva essere più chiari.

Abbiamo approfondito il tema qui: Prostituzione universitaria e adolescenziale. Nuovi valori sociali avanzano tra le giovanissime.

Non so se oggi Pasolini avrebbe usato la stessa sincerità nei confronti delle aspiranti veline e dei loro papi, che vivono l’ erotizzazione di massa a cui assistiamo travolti, ma certo crediamo al suo disaccordo. Qui non è questione di borgatizzazione, dei quartieri borghesi, della diffusione della figura del coatto trasversalmente, della omologazione sociale insomma. In questione è il comportamento sessuale delle ragazze, che sembrano lasciare agli uomini i sentimenti di amore che una volta erano la loro ricchezza. Pasolini, come dimostrò in Petrolio, bramava un amore continuo, quello che secondo Elsa Morante, i ragazzi pagati all’uopo non potevano offrirgli. No, il poeta non sognava un ritorno delle villanelle di una volta, che abbassavano gli occhi arrossendo quando incrociavano un cavaliere. Non era la nostalgia a muoverlo, ma quella libertà che le femministe sbandieravano e che doveva risolversi in una nuova menzogna lo metteva in fibrillazione, lo urtava. Ma non erano le donne vaso di libertà per gli uomini che le amavano? E l’amore trasgressivo non era voluto dal nuovo capitalismo per spingere al consumo?

Un bel tema, non credete, oggi che siete in vacanza e sono sicuro che discettate sul comportamento sessuale delle nuove generazioni tutto il dì, sdraiati sulla spiaggia, occhieggiando i sessi esibiti nella loro quasi nudità. I Comizi d’amore ai vostri occhi sembrano certamente cose d’altri tempi, voi che avete a disposizione tanti, troppi paradisi in internet dove il sesso di tutte le età è esibito gratuitamente, diventando come è diventato una specialità commerciale. Quello che mi preme dire è che allora il poeta usava una disperata sincerità, che oggi pochi hanno per una forma di ipocrisia poco nobile, che ha inventato parole nuove per coprire quelle stilettanti di sempre.

Questi versi non furono cancellati ma soltanto cassati con un frego lungo la pagina, come se il poeta avesse voluto utilizzarli in altre opere. Si tratta, a ben vedere, di una omologazione di tipo sessuale, che Pasolini vede certo dapprima nelle classi borghesi ,ma che più tardi diventerà trasversale fino agli accoppiamenti attuali tra persone che hanno quaranta anni di differenza, come dimostrano le stranote vicende sessuali del nostro presidente del consiglio.

Sarei contento se questi versi facessero discutere le giovani lettrici sdraiate sulla spiaggia, per capire fino a che punto è giunta quella confusione dei ruoli che tanto preoccupava, e ripeto non per motivi nostalgici, il nostro grande poeta.

Altri articoli che ti potrebbero interessare:

Software per la Tua Pubblica Assistenza

About these ads
, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

About Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

Vedi tutti gli articoli di Barbara Ciocche

Iscriviti

Subscribe to our RSS feed and social profiles to receive updates.

18 commenti su “Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia”

  1. Lia Says:

    Grande Pasolini, aveva già capito da tempo tutto l’orrore che oggi è protagonista di un mondo dove tutti siamo scomodi. Anche chi lo vive con disinvoltura è la prima vittima destinata ad una vita infelice e distruttiva.

    Rispondi

  2. Dario Says:

    Questa profonda crisi che viviamo è stata scatenata anche da quanto descritto da Pasolini. Le persone si sono perse nel male di una società che ci sta annientando.

    Rispondi

  3. Gekos Says:

    Trovo ammirevole l’interesse nei confronti di Pasolini. Un uomo così va ricordato non solo per quello che ha fatto, ma anche per quello che ci può dare ancora oggi.
    Le sue denunce sono quanto mai attuali, dalla cultura omologata alla deformazione umana della società.
    Strano uomo… sensibile e fragile da un lato, ma dalle idee forti e “truci” come il suo volto.
    Amo Pasolini e vi ringrazio per averlo riproposto.

    Rispondi

  4. Liliana Says:

    Mi trovo d’accordissimo con gekos. Seguire ciò che ha detto Pasolini è un modo di avere una corretta verità sul mondo in cui viviamo.

    Rispondi

  5. leonardo Says:

    “erotizzazione di massa a cui assistiamo travolti”

    “troppi paradisi in internet dove il sesso di tutte le età è esibito gratuitamente, diventando come è diventato una specialità commerciale”

    ma… scusate tanto: che toni sono questi? come si fa ad improvvisarsi “sociologi moralisti” a questo modo? sembra di sentire la classica frase “o tempora o mores!” vecchia di secoli e secoli. Pasolini si muoveva in un universo poetico e drammatico in cui quesi toni avevano senso, facciamo attenzione a non clonarli adesso, trasformandoli in un predicozzo incomprensibile. In quanti a “veline” e “politici”… non trasformiamo in critica di costume quello che è un problema di politica, consenso e malgoverno.
    Il mondo è grande, la gente è tanta: per fare della sociologia occorrono argomenti e toni SERI, non prediche.

    Rispondi

    • Liliana Says:

      A mio avviso è stata illustrata una verità utilizzando un registro fin troppo morbido e al massimo del politically correct in confronto a quella che è invece la vera realtà. Una realtà inenarrabile che un blog non dichiarato “per adulti” non può nemmeno raccontare a partire dal comportamento delle “bambine” di 11 anni di oggi. Questo lo sappiamo noi genitori che viviamo nel terrore di far crescere le nostre figlie in questo mondo.

      E’ strano un commento come il tuo, non riesco a collocarlo.
      Poi c’è bisogno di un brevetto o di un riconoscimento o di un titolo per riflettere più o meno duramente? Da quando in qua?
      Ripeto, quello che è scritto in questo articolo rappresenta quella piccola parte raccontabile ed è anche “annacquata” da toni eccessivamente morbidi. Dentro le mura di casa nostra riguardo a questo se ne dicono di cose, quelle si corrispondenti al vero, ma guai a dirlo fuori dalle mura di casa propria!
      Vogliamo parlare di sociologia? Qualcuno mi sa dire quali siano le cause sociali che portano la Danimarca a essere la nazione con la più grande incidenza di suicidi soprattutto di donne? (seguita da Olanda e Svezia) In Danimarca non si riesce ad arginare questo dramma le cui proporzioni sono fuori controllo e che i “sociologi” di oggi non si degnano di spiegare. Intanto gli studi degli psicologi sono pieni di donne 40 enni profondamente depresse affette da sindrome pre-suicidaria e quasi tutte hanno abortito a “20” anni. Mai i sociologi oggi dicono che l’aborto può essere terapeutico nelle nostre civiltà. TERAPEUTICO!

      Sto solo facendo alcuni esempi.

      Lasciamoli stare nel loro ridicolo e ignorante mondo i sociologi di oggi, non conviene tirarli fuori perchè nella maggior parte dei casi non sanno di cosa parlano e nella minoranza dei casi non possono parlare (penso a quante cose vorrebbe dire Alberoni, ma non ci tiene a fare la fine di Giorgio Bocca i cui libri sono stati di recente bruciati a Palermo come si faceva a tempi del terzo reich con i testi ebraici, solo per aver detto una cosa che dentro casa diciamo TUTTI, meridionali per primi). Guai a dire quello che si pensa per davvero. Questa omertà di chi sa e non dice non fa onore e mi dispiace doverlo dire proprio ad Alberoni e a chi come lui dice ormai solo cose “standardizzate” (per rimanere in tema con Pasolini).

      Oggi di studiosi SERI se ne contano pochi, in un mondo dove un comico ci viene a dire di non far assumere psicofarmaci ai nostri bambini perchè è un inganno architettato dalle industrie farmaceutiche in collaborazione con psicologi e sociologi completamente LOBOTOMIZZATI e non necessariamente corrotti, il che è anche peggio!

      Uno studioso che ha perso il senso della realtà non è più uno studioso, ma una marionetta. Le stesse cose che diceva Pasolini sulle donne di “un certo tipo” le diceva Einstein, Schopenhauer, Conrad, la Ginzburg e compagnia BELLA.

      Ma oggi i tempi sono cambiati e non si può applicare quello che dicevano questi defunti geni, giusto? Oramai sono morti e sepolti e con loro l’ultima sapienza del genere umano… e si vede.

      Rispondi

Trackbacks/Pingbacks

  1. Messina – I mostri sono due, ma per giornali, TV e Magistratura è uno solo. E per l’opinione pubblica? | Pensare Liberi News - 18 novembre 2011

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  2. BLOODY CHRISTMAS – IL BUSINESS DEGLI ABORTI – A Natale si è tutti più buoni | Pensare Liberi News - 26 novembre 2011

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  3. Cappucetto Rosso e il terrorismo ideologico del pensiero omologato | Pensare Liberi News - 26 gennaio 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  4. Il giorno della memoria sionista | Pensare Liberi News - 27 gennaio 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  5. Il fanatismo ideologico e quei milioni di morti uccisi due volte | Pensare Liberi News - 11 febbraio 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  6. Si lasci in pace la Divina Commedia, capolavoro eterno che tutto il mondo ci invidia | Pensare Liberi News - 15 marzo 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia DIVENTA NOSTRO FAN SU FACEBOOK E SOSTIENICI DIFFONDENDO […]

  7. Vuoi sapere se sei vittima di terrorismo ideologico? | Pensare Liberi News - 11 settembre 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  8. Dalai Lama o Benedetto XVI? Apple o Microsoft? Think different, be homologated! | Pensare Liberi News - 12 settembre 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  9. Pensieri contromano – Il giardino di limoni | Pensare Liberi News - 13 settembre 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  10. Il giudice AUTORIZZA l’aborto – I piccoli dettagli della nostra piccola democrazia | Pensare Liberi News - 27 settembre 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  11. Il giudice AUTORIZZA l’aborto – La guerra dei dettagli nella nostra piccola democrazia | Pensare Liberi News - 27 settembre 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

  12. SOCIETA’ IPOCRITA – CASO SALLUSTI E DISCORSO A UN BAMBINO CHE NON NASCERA’ | Pensare Liberi News - 1 ottobre 2012

    […] Pasolini shock (?). Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.685 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: