COME GLI INGLESI UTILIZZANO I MEDIA PER LA GUERRA PSICOLOGICA DI MASSA (Parte 2)


COME GLI INGLESI UTILIZZANO I MEDIA PER LA GUERRA PSICOLOGICA DI MASSA (parte 2)

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La “baby-sitter con un occhio solo”

La televisione iniziava a fare il suo ingresso come nuova tecnologia mass-mediatica proprio nel momento in cui venivano pubblicati i risultati del Radio Research Project, nel 1939. Sperimentata dapprima su larga scala nella Germania nazista, durante le Olimpiadi di Berlino del 1936, la televisione fece la sua prima apparizione pubblica alla Fiera Mondiale di New York del 1939, dove attirò vaste folle di persone. Adorno e altri riconobbero immediatamente il suo potenziale come strumento per il lavaggio del cervello di massa. Nel 1944 Adorno scriveva:

“La televisione punta alla sintesi di radio e cinema… ma le sue implicazioni sono enormi e promettono di intensificare l’impoverimento della sostanza estetica in modo così drastico che in futuro l’identità appena velata di tutti i prodotti culturali industriali potrà uscire trionfante allo scoperto, concretando in modo irridente il sogno wagneriano della Gesamtkunstwerk, la fusione di tutte le arti in un’opera unica”.

Come apparve evidente fin dai primi studi clinici sulla televisione (alcuni dei quali furono condotti tra la fine degli anni ’40 e l’inizio dei ’50 da ricercatori del Tavistock), i telespettatori, in un arco di tempo relativamente breve, entravano in uno stato di semi-coscienza simile al trance, caratterizzato dalla presenza di sguardo fisso. Più a lungo si guardava, più pronunciata diventava la fissità dello sguardo. In tali condizioni di semi-coscienza crepuscolare, gli spettatori divenivano ricettacolo di messaggi che potevano essere contenuti nei programmi stessi, oppure, per dislocazione, nella pubblicità. Il lavaggio del cervello era completo [10].

La televisione si trasformò da curiosità di quartiere in strumento ad ampia penetrazione di massa, soprattutto nelle aree urbane, pressappoco tra gli anni 1947-1952. Come ha osservato Lyndon LaRouche, ciò coincise con un momento assai critico della vita psicologica nazionale. Il sogno di milioni di veterani della Seconda Guerra Mondiale e le loro speranze di costruire un mondo migliore, si erano schiantati al suolo dinanzi alla corruzione morale dell’amministrazione Truman e alla successiva crisi economica. Questi veterani si ritirarono nella loro vita familiare, nei loro lavori, nelle loro case, nei loro tinelli. E al centro di quei tinelli c’era il nuovo apparecchio televisivo, le cui immagini banali assicuravano che le scelte moralmente ignobili che essi avevano compiuto erano state quelle giuste.

I primi programmi televisivi si rifacevano ai modelli già sperimentati della radio, come descritti dal Radio Research Project: le “situation comedy”, o “sitcom”, i quiz, i varietà, lo sport e le “soap”. Molti erano in forma seriale, con personaggi, se non storie, collegate tra loro. Tutti erano banali e deliberatamente progettati per essere così.

I figli di questi veterani infelici, i cosiddetti “baby-boomers”, divennero la prima generazione ad essere accudita da ciò che LaRouche chiama “la baby-sitter con un occhio solo”. I genitori incentivavano i bambini a guardare la televisione, spesso come mezzo per tenerli sotto controllo, e loro fissavano per ore tutto ciò che passava sullo schermo. I contenuti dei primi programmi per bambini erano banali (ma non più dei programmi televisivi in generale) e mentalmente devastanti; ancor più devastante fu la sostituzione del contatto concreto con la famiglia con la visione televisiva, quando il “tavolo per la cena” venne rimpiazzato dalla “cena televisiva” di fronte al tubo catodico. Com’era prevedibile, i bambini svilupparono fissazioni ossessive per gli articoli pubblicizzati dalla TV, chiedendo che tali articoli gli venissero comprati, altrimenti non avrebbero potuto essere come i loro amici [11].

A metà degli anni ’70, Eric Trist, che rimase fino alla sua morte (avvenuta nel 1993) a capo delle operazioni del Tavistock americano, e Fred Emery, “esperto” di media del Tavistock, scrissero una relazione sulle ricerche compiute riguardo all’impatto di 20 anni di televisione sulla società americana. Nel lavoro di Emery del 1975, intitolato Futures We Are In, essi riferivano che il contenuto delle programmazioni non era più tanto importante quanto lo era il totale delle ore trascorse davanti alla televisione. Il tempo di fruizione televisiva media era costantemente cresciuto nei due decenni trascorsi dall’introduzione del mezzo, tanto che a metà degli anni ’70 esso poteva essere considerato un’attività quotidiana, seconda solo al lavoro e al sonno, che occupava circa sei ore giornaliere (e da allora è cresciuta ulteriormente fino a sette ore, con l’aggiunta di videogames, videocassette, e così via); fra i bambini in età scolare, il tempo trascorso a guardare la televisione era inferiore solo al tempo destinato alle attività scolastiche. Queste scoperte, secondo il Tavistock, indicavano che la televisione era paragonabile ad una droga che produce dipendenza. Similarmente, Emery riferiva di studi neurologici i quali, a suo dire, dimostravano che la visione televisiva continuata “spegne il sistema nervoso centrale umano”.

Che le loro affermazioni siano fondate o no su analisi scientifiche, Emery e Trist presentano prove convincenti del fatto che una fruizione televisiva prolungata e massiccia abbassa le capacità di riflessione concettuale su ciò che viene presentato sullo schermo. Gli studi evidenziano che la semplice presenza di immagini sulla televisione, specialmente se presentate nell’appropriato format di documentario o di notiziario, ma anche nel corso della visione in generale, tende a far considerare quelle immagini “autentiche” e a far attribuire ad esse un’aura di “realtà”.

Trist ed Emery non trovano nulla di sbagliato in questa evoluzione, la quale indica che la televisione sta producendo una generazione cerebralmente morta. Al contrario, essi evidenziano come tale evoluzione si inserisca all’interno di un più ampio piano globale di controllo sociale, portato avanti dalla Tavistock e dai network suoi alleati per conto dei loro sponsor. La società, essi affermano in A Choice of Futures, libro pubblicato nello stesso periodo, è sprofondata in stati di coscienza mentale sempre più bassi, al punto che anche uno Stato fascista di tipo orwelliano ormai non sarebbe più realizzabile. A questo punto, grazie alla televisione e ad altri mass media, il genere umano versa in uno stato di dissociazione le cui implicazioni politiche si manifesteranno in una società di stampo “Arancia Meccanica”, dal nome del libro di Anthony Burgess, in cui gang giovanili scatenate commetteranno atti di violenza casuale, per poi tornare a casa a guardare i notiziari e vedere sullo schermo ciò che hanno compiuto.

Gli artefici del lavaggio del cervello sottolineano che questa evoluzione, che secondo loro ha il proprio modello nella violenza in Irlanda del Nord, non è stata indotta dagli effetti della sola televisione. La società è passata attraverso una “turbolenza sociale” dovuta ad una serie di shock politici ed economici, che comprendono la guerra in Vietnam, il rialzo dei prezzi petroliferi e l’assassinio di alcuni leader politici. L’impatto psicologico di questi eventi, la cui responsabilità essi  omettono di attribuire all’establishment anglo-americano, è stato amplificato dalla loro penetrazione nelle case, in dettagli crudi e spaventosi, attraverso i notiziari televisivi. Nello scenario descritto da Trist e Emery, sembra quasi di sentire il possibile sommario di un futuro telegiornale: “La fine del mondo: tutti i dettagli nell’edizione delle 11”.

Consolidare il paradigma

Nel 1991, in un’antologia dei lavori del Tavistock che egli stesso aveva pubblicato, Trist scriveva che tutti i “nodi” internazionali o centri dell’apparato di brainwashing dell’istituto miravano allo scopo fondamentale di consolidare uno spostamento di paradigma verso un “ordine mondiale postindustriale”. Il loro obiettivo, egli affermava, era di rendere questo cambiamento irreversibile. In quest’opera, e in altre, Trist, proprio come Alexander King, invita ad una campagna di “rieducazione” di massa che distrugga le ultime vestigia di resistenza nazionale, soprattutto all’interno degli Stati Uniti, a questo nuovo ordine mondiale.

Circa dieci anni prima, un altro dei serventi del Tavistock, Bernard Gross, in una relazione consegnata alla conferenza del 1981 sulla Società del Mondo Futuro, presieduta da Al Gore, offriva uno spiraglio sulle caratteristiche di questo “nuovo ordine mondiale”. Gross affermava che nel periodo che stava per iniziare il mondo si sarebbe trovato di fronte a ciò che il Tavistock ama chiamare una “scelta critica”: una serie di opzioni, ciascuna delle quali appare cattiva, ma, a causa del terrorismo diffuso e della pressione degli eventi, una decisione va comunque presa scegliendo l’opzione che rappresenta il “male minore”. La società industriale dell’occidente scivolerà nel caos; questo caos, egli affermava, potrà condurre o a un fascismo di tipo autoritario, come quello che gli inglesi contribuirono ad instaurare nella Germania nazista; oppure ad una forma di fascismo più umana e benevola che Gross definiva “fascismo amichevole”. La scelta, sosteneva Gross, è tra il tentativo di ritornare al vecchio paradigma industriale, nel qual caso avremo un fascismo di tipo nazista; oppure di abbracciare il post-industrialismo, in cui avremo il “fascismo amichevole”. Quest’ultimo, egli affermava, è chiaramente preferibile, poiché esso rappresenta una mera transizione verso un nuovo “ordine mondiale di informazione globale”, che comporterà una maggiore libertà e possibilità di scelta individuale, una vera democrazia di massa aperta e partecipativa.

Per Gross la scelta è chiara: in ogni caso vi saranno dolore e sofferenza; ma solo il “fascismo amichevole” dell’informazione globale, di una società interconnessa da TV via cavo, satelliti e reti informatiche, offre speranza per un “futuro” migliore.

Ma chi amministrerà questo ordine mondiale del “fascismo amichevole”? Gross spiegava che oggi esiste una vera e propria “Internazionale Aurea”, termine che egli ricalcava sull’Internazionale Comunista (Comintern) di Nikolai Bukharin. Si tratta di un’illuminata elite internazionale, avente per fulcro la potente oligarchia eurocentrica che controlla l’industria della comunicazione globale, nonché varie altre risorse chiave e la finanza globale. Questa elite deve essere istruita e informata dall’intelligence delle reti Tavistock; deve comprendere che le grandi masse di zombi teledipendenti possono essere facilmente costrette ad amare questo nuovo mondo, grazie alla persuasione degli spettacoli televisivi e all’infinita fornitura di “informazione”. Una volta conquistate le masse attraverso questa “educazione”, la resistenza dei settori nazionali si sgretolerà.

Nel 1989, per iniziativa di Trist, il Tavistock tenne un seminario presso la Case Western Reserve University per discutere dei mezzi con cui arrivare a creare un fascismo internazionale “senza più Stati”, un nuovo ordine mondiale basato sull’informazione. Nel 1991 il Tavistock incaricò il suo giornale, Human Relations, di pubblicare gli atti di quel seminario. Molti interventi contengono un appello ai mass media affinché si schierino a favore di questo progetto.

Inoltre, a partire dal 1981, esisteva ormai un’altra tecnologia a disposizione dei funzionari del lavaggio del cervello: internet. Secondo Harold Permutter, uno dei partecipanti al seminario della Case Western, internet rappresenta uno strumento sovversivo per penetrare i confini nazionali con “informazioni” relative a questo nuovo ordine mondiale; esso funziona anche come collante per un network di organizzazioni non governative che avrebbero fatto circolare propaganda a favore del nuovo ordine mondiale. Queste ONG avrebbero dovuto essere la sovrastruttura su cui sarebbe stato edificato il nuovo ordine mondiale. Perlmutter e altri partecipanti alla conferenza affermarono che il loro movimento non poteva essere sconfitto, perché non esisteva in senso formale. Risiedeva solo nelle menti dei suoi cospiratori, menti che erano a conoscenza della macchina per il lavaggio mediatico del cervello creata dal Tavistock. Come la televisione era stata la droga informativa dell’ultima parte di questo millennio, così internet, con la sua abbondanza di chat e “informazione” per la maggior parte inutile, con i suoi messaggi sovversivi programmati, sarebbe stato la droga del nuovo millennio, si vantava il Tavistock. [12]

“Gli americani, in realtà, non pensano. Hanno solo opinioni, sensazioni”, diceva Hal Becker di The Futures Group in un’intervista del 1981. La televisione crea le opinioni e poi le conferma. La gente ha davvero subito un lavaggio del cervello ad opera del tubo catodico? In realtà c’è molto di più. Io credo che la gente abbia perso la capacità di collegare insieme le immagini della propria vita senza l’intervento della televisione. E’ questo che intendiamo quando diciamo che ci troviamo in una società catodica. Ci dirigiamo verso una società orwelliana, ma Orwell commise un errore in 1984. Il Grande Fratello non ha bisogno di guardarti, finché sei tu a guardarlo. E chi può dire che si tratti, in fondo, di una cosa così malvagia?”.

La mosca nella pomata

Ma perfino i circoli elitari dei network internazionali del Tavistock hanno la vaga sensazione che ci sia qualcosa di terribilmente sbagliato nel loro piano. Questa sensazione fu espressa da un autore che Emery citava nel 1973, il quale si chiedeva cosa sarebbe successo quando la generazione di baby-boomer teledipendenti fosse arrivata alle redini del potere. Li avevamo davvero preparati ad esercitare il comando? Sarebbero stati in grado di ragionare e di risolvere problemi? Emery ignorava il problema, affermando che esiste tempo sufficiente per addestrare i nuovi quadri dirigenti. Ma la questione rimane aperta. Nel 1981, alla conferenza Società del Mondo Futuro, durante la quale Gross intonò il suo peana al nuovo ordine globale dell’informazione abbigliato da “fascismo amichevole”, Tony Lentz, assistente professore di lingue presso la Pennsylvania State University, fece notare di aver personalmente osservato una devastazione delle capacità di espressione scritta e orale, dovuta ai mass media e alla televisione; molti studenti non solo non riuscivano più a scrivere in modo corretto, ma non riuscivano più nemmeno a pensare in modo intelligente. Non si trattava di un semplice caso di scarsa istruzione, come egli faceva notare nel suo articolo “The Medium is Madness”, ma del fatto che essi non sentivano più alcun desiderio di pensare. Ricordando che, secondo Platone, la nostra conoscenza del mondo deve fondarsi sulla conoscenza del pensiero di qualcuno che conosce il mondo, Lentz affermava che la televisione ha instillato nelle persone l’idea che le semplici immagini rappresentino la conoscenza. Non esistono più interrogativi, non vi è più lo sforzo per penetrare il pensiero di altre persone, ma soltanto dialogo e immagine, suono e furia, che naturalmente non significano nulla. [13]

“Permettere a noi stessi di essere influenzati dalle sottili ma potenti illusioni presentate dalla televisione”, scriveva Lentz, “conduce ad una sorta di follia di massa che potrebbe avere implicazioni piuttosto spaventose per il futuro della nazione… Inizieremo a vedere cose che non esistono, daremo a qualcun altro il potere di creare per noi le nostre illusioni. La prospettiva è agghiacciante, e visto il nostro retaggio culturale dovrebbe essere motivo di riflessione”.

NOTE
10. Per una più completa trattazione sulla televisione, sulla sua programmazione e sul lavaggio del cervello che essa produce sul popolo americano, si veda la serie di 16 articoli “Turn Off Your Television” dello stesso autore, pubblicata su New Federalist, 1990-93. E’ disponibile in ristampa presso la EIR.

11. Una delle specializzazioni del Tavistock è lo studio della manipolazione psicologica dei bambini e dell’impatto della pubblicità sulla mente dei minori. Tali pubblicità vengono progettate con cura per indurre i bambini a desiderare il prodotto pubblicizzato.

12. Vi sono stati investimenti massicci sull’infrastruttura di internet, sproporzionati rispetto alle possibilità di rientro a breve o a medio termine. Ciò porta a pensare che si tratti in realtà di “investimenti a fondo perduto” per favorire l’impatto psicologico delle nuove tecnologie.

13. Queste espressioni riecheggiano il pensiero di Platone, ma ne sono appunto soltanto un’eco. Per una migliore comprensione dei problemi educativi si veda Lyndon LaRouche, On the Subject of Metaphor, Fidelio, Autunno 1992.


Considerazioni:

La parte senza dubbio più importante dei due articoli è quella su Walter Lippmann e la sua definizione di “opinione pubblica”. Lippmann spiega che tramite la propaganda mass-mediatica, le persone tendono a creare nella propria mente delle “immagini”, quindi dei “simboli”, che con il passare del tempo vanno a definire un più ampio “panorama” composto da più immagini tutte fuse insieme, cioè quello che in vari articoli di questo sito viene definito come “Universo Simbolico” (“Universo Simbolico Maschile”, in questo caso).

L’Universo Simbolico, quindi, altro non è che l’insieme di queste singole immagini che, unite, vanno a creare un quadro irrazionale e virtuale, generalmente carico di isteria ed emotività, che nella mente del brainwashed descrive in maniera precisa un evento, una persona, un gruppo di persone etc.etc.

Queste immagini vengono impresse a fuoco nella mente del brainwashed con diverse tecniche. Quella senza dubbio più efficace, è la diffusione e ripetizione di un’immagine vera e propria, ad alto contenuto simbolico, che proprio grazie alla costante reiterazione finisce per innestarsi nella mente dell’essere umano medio(cre), che proprio come descritto da Lippmann è caratterizzato da una “mente debole“, una mente quindi totalmente incapace di tenere sotto controllo la propria sfera emotiva. Questo è anche il perfetto quadro clinico dei maschi-femministi, maschi completamente incapaci di porre freno alla propria empatia, quando diretta verso le femmine, e che finiscono quindi per amplificare a dismisura le proprie sensazioni empatiche fino a vedere la realtà attraverso una lente distorta.

La tecnica “ad immagini”, utilizzata per imprimire a fuoco un’immagine nella mente del brainwashed, è senza dubbio la più efficace, ma non l’unica. L’altra è la ben nota tecnica che funziona con la ripetizione costante di semplici parole chiave, che esse stesse hanno il potere di produrre un’immagine nella mente dell’essere umano medio. Queste immagini create nella mente del brainwashed sono quasi impossibili da rimuovere, l’unico modo è quello di utilizzare nuovamente le stesse tecniche per scardinare le vecchie immagini e sostituirle con delle nuove.

E’ chiaro quindi come il monopolio di questo “lavaggio del cervello di massa” appartenga alle televisioni, al cinema e quindi a Hollywood. Come si diceva prima, quindi, queste “immagini” che vengono innestate nella mente del brainwashed, finiscono per creare degli Universi Simbolici (vere e proprie realtà virtuali che vivono nella mente della vittima di brainwashing).

A questo punto, è abbastanza chiaro come sia facile demonizzare interi gruppi umani, semplicemente con la diffusione e reiterazione, a mezzo televisivo, di immagini negative che vengono impiantate nella mente del Popolino, e che vanno quindi a creare un “Universo Simbolico” del gruppo umano in questione.

Gli esempi, anche recentissimi, si sprecano: per alimentare una falsa “emergenza sicurezza”, le Tv italiane (in particolare Studio Aperto), hanno con costanza impiantato “immagini” negative sui Rom nella testa dei propri telespettatori, immagini che hanno finito per creare un “Universo Simbolico Rom” che genera paura e ansia, nonostante il numero dei criminali all’interno dell’Universo Reale Rom sia un’esigua percentuale rispetto alle persone oneste. Prendere un brutto caso di cronaca e riproporlo ad esempio su un TG per due settimane di seguito, associandolo sempre al gruppo umano da demonizzare, crea proprio quelle immagini che andranno a formare nella mente del Popolino un Universo Simbolico da incubo che da quel momento in poi verrà per sempre collegato, con delle reazioni “istintive” e “automatiche”, all’intero gruppo umano demonizzato dai mass-media.

Altro esempio lampante: per vendere delle guerre di aggressione contro paesi Islamici, e per desensibilizzare l’uomo occidentale di fronte al massacro di massa dell’uomo musulmano, da diversi anni vengono diffuse e impiantate altre “immagini” che hanno creato un “Universo Simbolico Islamico” che anch’esso genera paura e ansia, nonostante del miliardo e trecentomila musulmani che ci sono nel mondo quelli dediti ad atti criminali siano una percentuale insignificante (in Italia solo uno striminzito 1,5% degli abitanti è di fede islamica, mentre il gruppo umano più criminale del paese, mafiosi e camorristi, è composto interamente da italiani per buona parte “devoti alla Madonna”: descrivere però l’intero gruppo umano di “devoti alla Madonna” come “mafiosi e camorristi” sarebbe però commettere lo stesso errore, significherebbe cioè creare un Universo Simbolico falso e menzognero per demonizzare un ben più ampio gruppo umano che per la maggior parte non è dedito alla criminalità).

Questa è una regola universale, che gli onesti applicano a qualsiasi gruppo umano, mentre i disonesti sono pronti a demonizzare interi gruppi umani di milioni, centinaia di milioni, o addirittura miliardi di persone, salvo poi chiedere “garanzie” affinchè il gruppo umano di cui loro fanno parte non venga attaccato con le stesse tecniche di demonizzazione.

Stesso identico discorso si può fare quindi per il Genere Maschile: negli ultimi decenni i mass-media hanno diffuso ad arte “immagini” negative tese a creare un “Universo Simbolico Maschile” letteralmente disastrato. Dalle “immagini” di maschi beoti alla Homer Simpson, a quelle di maschi-stupratori o maschi-violenti, quello che ne esce fuori è un quadro fatto solo di cose negative, che vanno a formare un Universo Simbolico che demonizza un intero gruppo umano formato da oltre tre miliardi di esseri umani. Come negli altri casi, anche qui i violenti e gli stupratori sono una percentuale irrilevante, ma l’immaginario collettivo è rappresentato dalle immagini diffuse dalla propaganda femminista sui mass-media, che vede gli uomini come protagonisti full-time di stupri e violenze varie. Quando Studio Aperto manda in onda per settimane di fila lo stesso dubbio caso di stupro, il tutto condito da canzoncine drammatiche e immagini terrificanti, non sta facendo altro che contribuire alla creazione di ulteriori immagini che si aggiungono all’Universo Simbolico Maschile. Sappiamo, però, che proprio come per i Rom e i Musulmani, anche il gruppo umano dei Maschi è composto per la stragrande maggioranza da individui che non stuprano, non violentano e non uccidono (al massimo, rompono le palle in senso metaforico, ma questo non è ancora un reato e qui sono assieme alle femmine in uno stato di parità sessuale assoluta).

Altro discorso utile per capire come viene fatto il lavaggio del cervello alle masse, è quello sugli Universi Simbolici riguardanti eventi o interpretazioni di eventi storici.

Se l’attacco dell’11 Settembre 2001, che ha causato 3’000 morti, era “terrorista“, l’Universo Simbolico dell’attacco all’Iraq, che ha causato oltre 1 milione di morti, è semplicemente una “guerra“, quando non una “missione di pace” o “guerra di liberazione“.

Se il 34% dell’immigrazione in Italia è composto da persone provenienti da paesi islamici (cioè una minoranza del totale dell’immigrazione), per l’Universo Simbolico Neocon questa è una “invasione“, mentre l’invasione militare a suon di bombe a grappolo e di “esportazione di democrazia (cioè di dittatori-pupazzetti manovrati dagli occupanti)” di molteplici paesi a maggioranza islamica non si capisce cosa sarebbe… una gita scout ?

Come ben si può notare, le immagini veicolate dai mass-media sono in grado di creare degli Universi Simbolici Paralleli che ribaltano in modo totale la realtà. Negli ultimi 60 anni un paese islamico è stato cancellato dalle cartine geografiche da immigrati ebrei provenienti da tutto il mondo, diversi altri paesi son stati bombardati a tappeto, come Libano, Iraq, Afghanistan, le loro risorse saccheggiate, le loro popolazioni decimate, torturate e la loro dignità sfregiata dalle truppe straniere, però per l’Universo Simbolico Neocon a subire “l’invasione” saremmo… noi “occidentali” (lo stesso “Occidente” è esso stesso un Universo Simbolico che non esiste, frutto della fantasia di vari “intellettuali” e “filosofi” Fallaciani, che vorrebbero creare un Universo Simbolico formato da due immagini rappresentanti blocchi monolitici contrapposti: “Occidente contro Oriente“. Chi ha letto, e capito, 1984 di Orwell, sa a cosa mi riferisco).

Come si diceva la creazione di Universi Simbolici si applica quindi anche agli eventi. Il caso forse più celebre è l’Olocausto, con tutto il marketing di simboli ed immagini (e tanti soldi) che ci ruota attorno. L’Olocausto, che ormai è diventato, come giustamente dice Maurizio Blondet, l’ “unica religione rimasta“, a tal punto che in Europa si passano leggi che impediscono agli storici di indagare i dogmi di questa religione, ha conquistato oggi il monopolio sulle immagini riguardanti il “genocidio”, nonostante il 1900 sia stato il secolo dei genocidi, da quello degli Armeni, a quello dei Cambogiani per mano dei Khmer Rossi, fino ad arrivare allo sterminio dei Tutsi in Ruanda, e per andare un pò più indietro il genocidio dei Nativi Americani che fra il 1600 e il 1900 vide la morte di una cifra stimata di oltre 70 milioni di persone.

Considerato lo scarso interesse mediatico per questi massacri, si evince che intorno all’Olocausto è stato creato un Universo Simbolico di Monopolio per quel che riguarda i genocidi (con tutto ciò che ne consegue…).

Lo stesso Monopolio è stato creato anche per la questione della “sofferenza” del genere umano: a sentire la propaganda dei mass-media gli unici esseri umani che soffrono son quelli di Sesso Femminile, mentre quelli di Sesso Maschile se la spassano. E’ la propaganda vittimistica del femminismo, che va a rimpinguare di immagini l’Universo Simbolico Femminile, infilando di riflesso anche immagini (negative) nell’Universo Simbolico Maschile.

Un altro Universo Simbolico carico di immagini false, è quello a cui possiamo assistere in questi giorni per l’uccisione di un soldato italiano in Afghanistan. Viviamo in un’epoca in cui il 90-95% delle vittime di guerra sono civili, e nonostante questo è stato creato un Universo Simbolico di Vittimismo per quel che riguarda… i soldati, cioè le persone in assoluto più protette e lontane dal pericolo in caso di guerra. Ecco quindi le celebrazioni a suon di immagini lacrimose e funerali in pompa magna per dei semplici dipendenti morti sul posto di lavoro.

Ci si chiede il perchè, tanta commozione e celebrazione non venga riservata anche… ai muratori ? Eppure questi muoiono in numero ben maggiore ogni anno rispetto ai soldati italiani all’estero in “missione di pace” (…).

Un ben noto Universo Simbolico che ogni anno genera commozione e lacrime nelle animucce sensibili, è il famigerato e infausto massacro dell’8 Marzo, avvenuto “anni e anni fa in una fabbrica di New York”, e che fece “circa 200 vittime”, “tutte donne”, rinchiuse “per cattiveria” dentro la fabbrica “dal padre-padrone”. Da questo evento tragico ne deriva l’Universo Simbolico sulla “Festa della Donna“.

Peccato che, come succede sempre quando si tenta di descrivere una realtà complessa con semplici immagini propagandistiche, l’Universo Simbolico sulla “Festa della Donna” è sostanzialmente un falso. Infatti l’8 Marzo di “tanti anni fa” a New York non ci fu alcuna fabbrica che andò in fiamme uccidendo 200 donne lavoratrici. L’incendio avvenne il 25 Marzo del 1911, e la “Festa della Donna” era già stata inaugurata un anno prima, quando venne scelta come data l’8 Marzo per commemorare una manifestazione di 15’000 lavoratrici a New York. Nel 1911, scoppiò per cause accidentali un incendio che negli USA è ben conosciuto come il “Triangle Shirtwaist Factory Fire”, dove morirono circa 150 persone (sia uomini che donne, anche se la maggior parte donne).

Le femministe hanno visto bene di collegare in modo arbitrario un avvenimento pacifico (la manifestazione dell’8 Marzo 1908) e quindi privo di elementi drammatici (che inducono alla colpa) ad un avvenimento tragico come l’incendio che si verificò alcuni anni dopo.

Anche la storia del “padre-padrone” che chiuse la fabbrica con i lavoratori dentro è un falso, dato che si tenne un processo e si ascoltarono testimoni che dissero chiaramente di essersi messi in salvo uscendo dal portone principale utilizzando la chiave appesa al portone stesso. Ovviamente, dati i tempi, non si rispettavano le basilari norme di sicurezza, quindi quando un corto circuito provocò l’incendio, con il fumo e il panico generale, molti lavoratori e lavoratrici non riuscirono a mettersi in salvo, e morirono. Ma oggi, nel 2009, le immagini falsate di questo evento si sono ormai sedimentate nella mente del Popolo, con la conseguenza che ogni 8 Marzo vari giornalisti e giornaliste ricordano “con dolore” le origini di questa “giornata di festa” in cui si celebra in realtà un Universo Simbolico fatto di immagini che ritraggono “donne-vittime” e “uomini-carnefici“.

Per chiudere, riporto qui il paragrafo conclusivo di un articolo di Gianluca Freda, quanto mai azzeccato per terminare queste lunghe analisi e riflessioni sulla propaganda, con un invito alla resistenza intellettuale per tutti coloro che non si sono ancora arresi alle “immagini” che ogni giorno i guru dell’Ingegneria Sociale cercano di innestare nella nostra testa:

“Chi comprende la falsità di una proposizione accettata come vera dalla stragrande maggioranza del genere umano si sente spesso solo. I grandi media lo ignorano o lo prendono in giro; parenti e amici lo considerano una persona un po’ tocca che cerca di mettersi in mostra affermando l’esatto contrario di verità risapute. Evitate di arrabbiarvi, di impuntarvi, di strillare. Sarebbe doppiamente inutile: inutile perché non si può sconfiggere con le urla un apparato mediatico globale i cui strilli sono miliardi di decibel più poderosi; e inutile perché portare dalla vostra parte una, dieci o mille persone a suon di strepiti non servirebbe a niente. Le persone sono utili quando ragionano e a ragionare si impara da soli, se mai si impara. Limitatevi a gettare negli altri il seme del dubbio e lasciate che decidano da soli se essere pecore o uomini. L’appoggio entusiastico di una moltitudine di cerebrolesi, in grado di apprezzare solo le vostre urla, sarebbe infinitamente più dannoso della loro inimicizia. Avete contro un sistema di disinformazione in grado di distruggere e riplasmare miliardi di menti nell’arco di un telegiornale, quindi entrare in collisione con la maggioranza del genere umano è una necessaria quotidianità. Accertatevi di avere le spalle per sopportarla. Tenete presente che, stante il continuo bombardamento di stupidaggini da parte dei media, il fatto che la maggioranza degli individui sia convinta della veridicità di un fatto rappresenta il miglior indizio possibile della sua inautenticità. Più fessi ci credono, più è verosimile che abbiano torto. Scrivetevi da qualche parte le parole di Morpheus a Neo e fate in modo di averle sempre di fronte: “La matrice è un sistema, Neo, e quel sistema è nostro nemico. Quando sei al suo interno, cosa vedi? Le menti di quelle persone che stiamo cercando di salvare. Ma finché non ci riusciremo, quelle persone sono parte del sistema e questo le rende nostri nemici. Devi capire che la maggior parte di quelle persone non è pronta per essere scollegata. E molti sono così disperatamente dipendenti dal sistema che combatteranno per difenderlo”.  Non abbiate mai paura della solitudine. Sono i piccoli gruppi di persone consapevoli che hanno sempre cambiato il mondo, non le folle belanti. Lasciate queste folle a pascolare serenamente nella desolazione del loro deserto lunare, a tremare di fronte alla serie infinita di minacce immaginarie che l’orchestra del padrone suona per loro. Se si vuole combattere la paura, il primo luogo da cui bisogna scacciarla è la nostra casa. La paura teme la serenità del pensiero, non le grida. Non dimenticate mai che la pillola rossa è una benedizione che tocca a pochi, e che la luna (quella vera e inviolata) vi sia propizia.”

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10 commenti su “COME GLI INGLESI UTILIZZANO I MEDIA PER LA GUERRA PSICOLOGICA DI MASSA (Parte 2)”

  1. Alice Says:

    Ho letto la prima e la seconda parte e trovo interessante e giusta la spiegazione di come venga strumentalizzata la guerra.

    Rispondi

  2. Valerio Says:

    Quanto orrore nel trovare in queste parole la verità…..

    Rispondi

  3. Roberto Says:

    E’ ormai da tempo che tutto viene strumentalizzato contro l’umanità e il suo bene.
    Non abbiamo altra scelta che ribellarci e cambiare tutto.

    Rispondi

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