… E RIECCO UN ALTRO “SALVATORE DELLA PATRIA”

8 dicembre 2011

Politica e Istituzioni


Innanzi tutto ci chiediamo, pur consentendolo la costituzione, e anche per questo motivo da cambiare o quantomeno aggiornare, come un governo tecnico, di transizione, quindi, non vidimato dal voto popolare possa mettere mano a così radicali cambiamenti sull’economia del paese, per altro voluti e votati da un governo regolarmente eletto dai cittadini. Ci chiediamo poi come delle riforme così pesanti possano essere confermate con la formula del “Decreto Legge”, scavalcando in tal modo i voti di Camera e Senato e tutti i possibili emendamenti che ne sarebbero scaturiti.

Indubbiamente ci troviamo di fronte ad un atto di forza che vede, quasi tutte le forze politiche, chi per una ragione chi per altre, scontente. Cosa, però, molto strana è che le stesse forze politiche che in altre occasioni, per provvedimenti ben più leggeri e a minor impatto sociale, si sono scatenate scendendo in piazza con milioni di iscritti e simpatizzanti, ora, pur dicendosi contrari in toto, o in parte, alla manovra dell’esimio Prof. Monti, non danno cenno a voler attuare alcuna forma di protesta.

Tutti i danneggiati da questa manovra, tutti praticamente, sembrano temere un intervento di contestazione troppo incisivo, forse temono che gridando forte contro in nuovo salvatore ritorni l’orco Berlusconi. Evidentemente preferiscono il peggior dei mali all’odiato leader precedente, che di peccatini e peccatucci ne faceva parecchi, ma almeno prima di cacciare le mani nelle tasche degli italiani ci pensava su un pochetto e se proprio doveva era poi colto anche da qualche piccolo rimorso. Si badi bene, io non intendo difendere il governo del Cavaliere, non quello degli ultimi tempi, che spesso mi hanno trovato polemicamente in disaccordo, così come ho ritenuto eccessivi certi atteggiamenti “fanfaroneschi”, il Berlusconi della “discesa in campo” del 94 è storia passata, anche lui, come tutti i politici, ha dovuto fare i conti con l’effetto logoramento causato dalla gestione del potere per cui è dovuto addivenire a troppi compromessi che hanno stravolto la sua iniziale voglia di fare e fare bene (Genuina? Chissà). Oggi a noi sembra, sinceramente, che la cura sia peggiore del male.

Qualcuno obbietterà: ”L’Europa lo vuole!”

Amici miei questa è una gran bufala, da farci ottime mozzarelle per un secolo. L’UE è stata costituita e poi costruita, sotto le mentite spoglie di casa comune, con evidenti errori di progettazione, tanto palesi da non poter essere casuali, l’aver lasciato tanto spazio di manovra ai grandi gruppi speculativi non può essere un caso, altrimenti bisognerebbe pensare che coloro che hanno lavorato alla costruzione dell’Europa unita fossero o un branco di imbecilli decerebrati o un’accozzaglia di corrotti, io personalmente propendo per la seconda ipotesi.

Gli spazi di manovra, veri enormi varchi, attraverso i quali grandi gruppi di potere internazionali possono inserirsi sono veramente tanti, Un piccolo esempio: la BCE è una banca privata, capite la banca centrale europea è privata, non può prestare denaro ai paesi membri e per farlo deve servirsi di altre istituzioni, bancarie, come la World Bank o l’International Monetary Found, privati anch’essi. Non crediate che questa sia l’unica stranezza, ce ne sono a decine che saltano agli occhi, in un prossimo editoriale cercheremo di approfondire l’argomento, per ora basti sapere che grazie a queste carenze strutturali dell’Unione Europea, è possibile creare, ovviamente a chi detiene un enorme potere economico, dei differenziali positivi e negativi sull’economia di singoli stati UE o su quella dell’intera Unione, con tale sistema si creano delle onde di marea che causano, periodicamente, crisi, o peggio ancora recessione, economica seguita da brevi periodi di ripresa, la differenza di potenziale genera un flusso, in questo caso di danaro, che finisce nelle capientissime tasche dei “Pupari”. Non crediate che sia poi tanto complicato causare simili effetto domino, infatti essendo la BCE privata è costretta essa stessa ricorrere a dei finanziamenti esterni, quindi, a questi finanziatori, più o meno occulti, basta stringere o allentare i cordoni della borsa per causare l’effetto tsunami che ho descritto.

Come appassionato di economia mi risulta agevole interessarmi a queste problematiche e alle loro origini, ma comprendo che a molti possano sembrare regole astruse e addirittura contraddittorie, vi garantisco, amici, che così non è. Come ho più volte ribadito l’economia, nelle sue regole essenziali, è cosa semplice ed alla portata di tutti, se poi la si carica di un’infinità di, inutili, sovrastrutture, è solo per renderla materia ostica ai più.

Vorrei ora analizzare, per sommi capi non avendo ancora potuto leggerne il testo sulla Gazzetta Ufficiale, la manovra “Salva Italia” del prof. Monti:

Ripristino dell’ICI sulla prima casa, aumento dei valori relativi alle rendite catastali e aumento, inusitato, sugli immobili non prima casa.

Simili provvedimenti sono assurdi, intanto l’abolizione dell’ICI sulla prima casa era stata legge di un governo legittimato dalle elezioni, inoltre la prima casa dovrebbe essere un bene intoccabile, intassabile, impegnorabile ed esente da qualsiasi onere e balzello, ad esclusioni di eventuali servizi ad essa collegati, come la tassa sui rifiuti solidi urbani. L’aumento delle rendite catastali farà automaticamente lievitare tutti i tipi di tassazione legati agli immobili, varieranno anche le spese di compravendita. Il pesantissimo aumento dell’ICI sugli immobili che non costituiscono prima casa renderà, spesso il loro mantenimento troppo oneroso, chi vorrà pagare di tasse per una casetta al mare, che magari usa 15 giorni l’anno, più di quanto gli costerebbero gli stessi 15 giorni in comodo hotel? Risultato crisi dei mercati immobiliari, calo delle vendite dovuto ad un eccesso di offerta e aumento dei fitti per compensare le maggiori tassazioni.

Aumento delle accise sui carburanti.

Questo provvedimento causerà un effetto immediato e disastroso sulle finanze dei cittadini, vuoi per l’uso personale vuoi per i rincari di tutti i prodotti di consumo che come noto in Italia viaggiano prevalentemente su gomma, ed è altrettanto noto che i camion consumano gasolio e non acqua.

Aumento delle spese di gestione dei conti correnti bancari.

Va da se che anche questo deve essere annoverato quale maggior prelievo dalle nostre tasche.

Riduzione delle operazioni da poter effettuare in contanti a soli 1.000,00 Euro, per tutto il resto si dovrà usare moneta elettronica, carte di credito.

Un gran bel regalo fatto alle banche che emettono le carte e che prendono una commissione per ogni operazione, in pratica aumento dei costi dei prodotti di consumo, inoltre chi percepisce uno stipendio superiore a 1.000,00 € non potrà più ricevere la busta paga con il frusciante contante, ma dovrà, obbligatoriamente, avere un conto corrente e una carta di credito. (Bravo Monti, banchiere di razza che sfacciatamente porta acqua al suo mulino).

Pensioni di vecchiaia elevata, per uomini e donne, a 67 anni di età (normativa che entrerà progressivamente ma rapidamente in vigore).

Forse il nostro Prof. pensa che tutti lavoratori italiani svolgano mansioni di tutto riposo come le sue, gli è noto che moltissimi svolgono lavori altamente usuranti? Ce lo vedete voi un 67enne lavorare sull’impalcatura in un cantiere edile? Monti ritiene che ci dobbiamo adeguare alle normative europee, dimenticando che nel resto d’Europa i lavori usuranti vengono trattati con modalità diverse e che inoltre chi dimostra di non essere più fisicamente in grado di lavorare, non invecchiamo tutti allo stesso modo, sono sostenuti dal reddito di cittadinanza e dai contributi ai soggetti in condizioni disagiate. Tali agevolazioni dovrebbero essere presenti anche in Italia, la UE ci ha più volte richiamati per la loro assenza, ma evidentemente a  Monti certi richiamano interessano più di altri.

Accorpamento di altri enti pensionistici nell’INPS e adottamento del criterio contributivo a sostituzione di quello retributivo nel calcolo delle pensioni.

A noi sembra che L’INPS sia già sufficientemente un mastodontico divoratore di fondi, senza doverlo foraggiare ulteriormente, inoltre, riteniamo che gran parte delle sue funzioni non gli siano congeniali ( Ammortizzatori sociali = cassa integrazione). Il criterio contributivo potrebbe anche andare bene in sostituzione di quello retributivo purchè finalmente si smetta di cianciare sulla mancanza di fondi nelle casse dell’INPS e sul fatto che gli occupati odierni, che quindi versano contributi, sono meno di quanti ce n’erano in passato. Io (lavoratore autonomo o dipendente) dall’INPS pretendo solo la restituzione delle trattenute che ha effettuato per decenni sulla mia busta paga con la promessa di mettere a rendimento tali cifre per poi gratificarmi di un vitalizio, possibilmente prima di morire.

Aumento della pressione fiscale sui lavoratori autonomi.

Prescindendo che si parte dal presupposto che gli imprenditori siano sempre evasori, presupposto di colpevolezza dove dovrebbe esistere il presupposto d’innocenza, è evidente che gli imprenditori onesti per far fronte al carico fiscale più elevato dovranno aumentare i prezzi. E diciamola tutta, di fronte ad una giusta tassazione ed a corrispondenti beni e servizi offerti dallo Stato come contropartita, solo un pazzo rischierebbe di finire triturato dalla macina del fisco, i più preferirebbero pagare il giusto. Così si combatte l’evasione, con l’equità non con la sperequazione. Attualmente la pressione fiscale dovrebbe arrivare al 46/47%, noi neghiamo che ciò sia vero, per noi ogni volta che su un certificato bisogna applicare un inutile bollo è una tassa, ogni volta che per acquistare un’auto usata occorre spendere circa 600 € di passaggio di proprietà ( contro i circa 14 della Germania) è un altro balzello, ogni volta che un individuo a basso reddito deve pagare il ticket su un medicinale è un’altra tassa. Tanti sistemi diversi per spremere sempre gli stessi poveracci.

Tassa di sosta portuale esasperata.

Ottima per incentivare il turismo d’elite, cioè di quelli che possono spendere ma che non amano essere spremuti. Sicuramente il comparto nautico, periodicamente affossato da leggi assurde, sarà grato al professore per la sua lungimiranza.

Riduzione del numero dei politici, locali e nazionali, riduzione dei loro emolumenti e di alcune agevolazioni di casta, come il succulento trattamento pensionistico di cui hanno goduto e ancora godono.

Temiamo che tra qualche mese, non tanti però, infilato in un pacchetto di leggi da approvare ci sia il ripristino di tutti i privilegi della casta politica, passerà inosservato e nessuno se ne lamenterà.

Aumento dei costi dei biglietti dei mezzi pubblici.

Saranno in tanti a mandare grandi “benedizioni” al professore. Pagare caro per un servizio scadente non può che far piacere a tutti.

Sinceramente non so se ho affrontato tutti i punti di questa manovra finanziaria, se così non fosse me ne scuso e prometto di ritornare sull’argomento.

Vorrei concludere ricordando che una crisi finanziaria non si combatte con una manovra economica di “rapina”, che porta un leggero miglioramento per un brevissimo periodo, per dar poi seguito ad una grave recessione. L’aumento esagerato dell’imposizione fiscale causa un detrimento dei consumi che si traduce in una minor produzione, ciò porta inesorabilmente alla chiusura, quando non al fallimento, di molte imprese, la perdita di un numero elevatissimo di posti di lavoro. Quindi la conseguenza sarà che tra breve avremo meno soggetti contribuenti e più soggetti necessari di assistenza. La ripresa si ottiene abbassando il carico fiscale e fornendo agevolazioni alle imprese a fronte di assunzioni a tempo indeterminato, solo così si creano nuovi contribuenti che rimpinguano le casse dello stato. Certo occorrerebbe che i nostri politici riuscissero a vedere oltre i loro meri interessi, che avessero un minimo di lungimiranza e facessero ciò che tanti economisti, indipendenti ed onesti vanno predicando da tempo, ma a loro non interessa il “giusto” interessa il “quanto”.

E veniamo ai ricatti della UE,  ricorderete che noi vivevamo, forse anche meglio, prima di associarci agli altri paesi europei, se fanno troppo i galletti perché non prendere in considerazione l’idea di uscirne, non vorremo mica arrivare nudi alla meta?

L’UE facesse il suo dovere, si desse una costituzione seria e valida, tappasse le falle lasciate volutamente e artatamente aperte, invece di occuparsi della quantità di burro di cacao che noi mettiamo nel nostro cioccolato, per mantenere alta la qualità del prodotto, o dell’altezza che deve avere il bordo esterno della pizza. E smettano anche di trattarci da ultimi della classe, non lo siamo. La nostra riserva aurea è la terza al mondo, dopo quella USA e quella tedesca, se stuzzicati potremmo anche decidere di sconvolgere i mercati vendendo buona parte del nostro ( si nostro, di ognuno di noi cittadini) oro, per altro in quantità eccessiva rispetto al circolante (denaro presente sul territorio nazionale). In questo modo molti speculatori, di quelli grossi, lo prenderebbero nel… diciamo che si attaccherebbero orizzontalmente al palo. Se il valore dell’oro è passato da 667 dollari l’oncia del 2007 ai 1.756 di questi ultimi giorni, non è certo un caso e non è neanche dovuto ad un improvviso calo di produzione ma a semplici manovre speculative. A mio avviso anche il solo minacciare un simile provvedimento darebbe una raddrizzata ai cervelloni della UE inducendoli a considerare l’Italia in modo più serio o quantomeno a temerne le ire (come avviene per la Germania ad esempio).

Per finire voglio fortemente ribadire che boccio totalmente la manovra finanziaria del prof. Monti, la trovo inadeguata, pericolosa, dagli effetti esattamente inversi a quelli annunciati e ridicolamente superficiale. Se avessimo affidato la stesura della manovra al mio amico salumaio, che sopravvive a stento nel suo piccolo esercizio, avrebbe fatto sicuramente meglio.

Luigi Orsino

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About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

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19 commenti su “… E RIECCO UN ALTRO “SALVATORE DELLA PATRIA””

  1. giovanni pancari Says:

    Monti spiegato ai bambini!!!!! Speriamo non debba continuare ……! ottimo lavoro!!!

    Rispondi

  2. Liliana Says:

    Bel lavoro da leggere.
    E’ la prima volta che leggo con “piacere” i dettagli della manovra dei banchieri al governo.
    Spero che qualcuno si svegli (speranza retorica visto che gli italiani si fanno fare DI TUTTO, MA DI TUTTO, basta che non sia berlusca a farlo).

    Rispondi

  3. giuseppe bresciani Says:

    Che dire? Dobbiamo aver bevuto il latte della stessa nutrice perché la pensiamo nello stesso modo. La balia doveva essere come Flash per correre da Como a Portici e viceversa in continuazione ogni volta che facevamo “Nghe” per la fame! Certo che sarebbe fantastico avere i poteri dei supereroi per dare una lezione a chi ci tratta come se fossimo cacca di mosca. Mi sa che per Natale chiederò a Gesù bambino i poteri di Superman, dell’Uomo ragno e dell’Uomo Ombra. Caro Luigi, sai che bello smettere di scrivere cose giuste e intelligenti, che tanto serve a poco, per passare finalmente ai fatti!

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