La moneta complementare fatta dagli italiani… in Francia! Vediamo di cosa si tratta

14 gennaio 2012

Sovranità Monetaria


Si parla sempre più spesso di Euro, di Europa, di Eurozona, di signoraggio bancario, di sovranità monetaria, di ritorno alla Lira di proprietà dello Stato (non la Lira di Bankitalia S.p.A. per intenderci). In un momento come questo è fisiologico fissare l’attenzione su quelle aree da dove è stato generato il male socio-economico che stiamo vivendo, ma non è detto che gli argomenti al riguardo si esauriscano con l’elenco sopra citato.

Esistono delle alternative alla Lira ed è bene saperlo, ma soprattutto esistono delle alternative all’Euro! Proprio così e non è certo una novità, ma un concetto molto antico che è stato reingegnerizzato (passateci il termine) negli ultimi anni in chiave moderna da molti economisti. Stiamo parlando di moneta complementare e di un suo sottoinsieme chiamato moneta comunale“.

Abbiamo ripreso un articolo redatto da un sito specializzato nel concetto di moneta complementare (monetacomplementare.org) il quale riporta una notizia assai curiosa che riguarda solo indirettamente, purtroppo, l’Italia e più precisamente riguarda i nostri cervelli che, come tutti sanno, all’estero vanno letteralmente a ruba, dove gli stessi firmano ogni anno le più importanti scoperte e invenzioni scientifiche del mondo.

Amara consolazione a parte, entriamo nel merito della:

Moneta complementare

NDR – pensareliberi.com

La Repubblica riporta la notizia: “Due bocconiani in odore di eresia creano una moneta per l’economia reale”. Purtroppo per noi italiani si chiama Bonùs e nascerà in Francia a Nantes per le prime sperimentazioni.

A volte essere Bocconiani può fare la differenza: l’iniziativa ha riscosso ampia visibilità, ma si tratta di una copia delle monete complementari già esistenti in Italia da anni che a quanto pare non vengono sostenute abbastanza per la diffusione su scala nazionale: SCEC, EuroBexB, Sardex, Sicanex sono solo alcuni degli esempi di monete complementari, locali e non, già ampiamente utilizzate dagli imprenditori pionieri e innovatori. Che cosa possiamo fare per noi e per l’Italia? Per una volta possiamo essere un pò più nazionalisti, possiamo promuovere e sostenere le iniziative italiane, possiamo farne conoscere pregi e difetti, ma almeno parlarne.

La Moneta Complementare può essere la soluzione alla crisi economica finanziaria, può sradicare il monopolio delle istituzioni creditizie, può riconsegnare dignità alla vita di ciascuna persona e al lavoro. Può solo se noi non stiamo qui ad aspettarla!

UNA NUOVA OPPORTUNITA’

La moneta complementare puo’ essere una soluzione per affrontare la crisi economica mondiale e il grande problema del costo del denaro. Di fronte alla crisi economico-finanziaria e alla galoppante disoccupazione aumentano gli utilizzatori della moneta complementare che ne hanno sperimentato i vantaggi di maggiore potere d’acquisto e incentivo agli scambi che si traducono in sviluppo economico.

TORNIAMO ALL’ECONOMIA REALE

“Il denaro è un anello di ferro che ci siamo messi al naso. Abbiamo dimenticato di averlo progettato noi, ed ora è esso che ci trascina” Bernard Lietaer, economista e banchiere promotore delle monete complementari, creatore dell’ECU, moneta da cui nacque l’Euro. Secondo Lietaer, persone e imprese non competono per le risorse e i mercati, bensì competono per il denaro, sfruttando risorse e mercati per ottenerlo.

Le monete complementari nascono per riportare l’attenzione delle persone sul lavoro e sulla produzione e per richiamare alla nostra memoria che cos’è l’economia reale. Ma che cosa significa economia reale? Cos’e’ il denaro? Qual’è la storia della moneta?

5000 MONETE COMPLEMENTARI

Nel mondo oggi esistono circa 5000 monete complementari, di vario genere, utilizzate in diverse comunità: alcune di esse si basano sulla concessione di crediti reciproci che non generano interessi, come quelli in moneta ufficiale, come il LETS (Local Exchange Trading System), nato negli anni ’70 e diffuso in Gran Bretagna e Australia; altri si basano sul tempo (attribuendo un valore alle ore di lavoro dei partecipanti al circuito), come le Ithaca Hours negli Stati Uniti dal ’90.

Per alcuni la moneta complementare è diventato un business ad elevata utilità sociale, come nel caso della Wir Bank svizzera nata come cooperativa con l’obiettivo di sopperire alla crisi del ’29 e concede crediti in moneta complementare Wir di cui ne usufruiscono circa 60.000 imprese che vogliono fronteggiare le crisi di liquidità e agevolare gli scambi.

In Belgio circa 5.000 commercianti accettano pagamenti in RES, moneta complementare utilizzata da oltre 100.000 consumatori attraverso un’apposita card simile alle carte prepagate ricaricabili. In Italia tale realtà si chiama BexB, società che da dieci anni agevola le sue aziende associate (oggi circa 2200) a vendere e acquistare beni e servizi senza esborso di denaro, ma tramite l’utilizzo dell’unità di conto eurobexb.

Da qualche anno è nato lo SCEC (sconto che cammina), moneta complementare rappresentata da biglietti, emessi dall’associazione ARCIPELAGO SCEC, che fungono da buoni sconto sul prezzo riutilizzabili successivamente (ricordiamo anche la Palanca genovese – NDR)

OGNI GIORNO UTILIZZIAMO MONETE COMPLEMENTARI

Ogni giorno utilizziamo monete complementari: infatti, oltre ai sistemi di scambio organizzati come quelli sopra citati, esistono monete complementari specifiche come i buoni pasto (es. ticket restaurant) e i punti dei programmi fedeltà (frequent flyer per gli aerei, carte fedeltà nei supermercati, ecc.).

Queste sono monete che permettono di acquistare beni o servizi e sono complementari, cioè utilizzate in aggiunta, all’euro.

Fonte www.monetacomplementare.org

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6 commenti su “La moneta complementare fatta dagli italiani… in Francia! Vediamo di cosa si tratta”

  1. Nicastro Damiano Says:

    Sì, tutta questa informazione ci è utile, ma come possiamo, noi piccoli semplici cittadini, contribuire realmente alle decisioni che prendono questi “signori” che decidono? Voi fate molto bene ad informare, questo Vostro sito è assolutamente necessario in questo di buio, ma bisogna agire. E come realmente? Con il Vostro informare, avete reso e date ancora alla società civile, un enorme contributo, come nella vicenda del conto corrente scomparso e migliaia di altre storie. Grazie!!

    Io Signor Cutolo, nel mio piccolo, tutto quello che scrivo è vangelo, supportato da documentazione. Non solo è scomparso il c/c 10/645629 con tutti i soldi ol quale è collegato a dei versamenti sulla Northfield Savings Bank di New York che non ha voluto dare spiegazioni all’avvocato Morso, ma il Magistrato Dott. Emanuele Diquattro della Procura di Ragusa il 29 settembre 2006 e 26 gennaio 2007 emette ben due ordini di sequestro con incarico alla Guardia di Finanza i quali non sono mai stati eseguiti.
    Il 2 luglio 1999 dal c/c 10/645629 vengono emessi assegni circolari a favore del Cassiere Provinciale di Poste Italiane e di cui la titolare Campo Innocenza Maria non ha mai saputo nulla.
    Poste Italiane attraverso le Ispettrici Postali Venera Musumeci e Dorotea Liotta alla fine della indagine interna durata sei mesi ed effettuata a seguito della denuncia di Innocenza Maria alla Banca d’Italia, non hanno trovato nulla, non hanno trovato traccia di questi assegni (e di Deposito Titoli successivamente comunicati alla Guardia di Finanza, che però non ha indagato in merito), al punto che le stesse all’Udienza del 12 Aprile 2011 dichiarano: “io quello che riesco a ricordare alla fine è che non si è potuto fare una ricostruzione completa di tutto quello perché c’era un intreccio e poi mancavano dei punti di riferimento per poter risalire ad eventuali fatti illeciti.
    Infatti alla fine l’istruttoria nostra interna, amministrativa si chiude facendo fede a tutto quanto sarà sviluppato in sede giudiziaria proprio per questi punti oscuri che sono rimasti … In ogni caso noi dovevamo vedere i rapporti instaurati, non si è potuto”.

    Da ricordare che Intesa San Paolo nelle comunicazioni alla Guardia di Finanza, omette riportare il Borsino Azionario Bav sottoscritto con Banca Intesa con sede a Parma in Via Langhirano 1, e del quale è sparita ogno traccia.
    La cosa diventa grave non solo nel contenuto, ma anche negli svolti perchè il c/c 10/645629 viene dichiarato dall’indagata Arestia Giovanna ai marescialle della Guardia di Finanza di Ragusa, Giuseppe Leone e Riccardo Ciavorella i quali in Tribunale dichiarano che hanno ricostruito tutti i singoli importi dei conti correnti con “dovizia di particolari” quando invece da tutte le indagni svolte non vi è traccia sebbene fossero stati emessi ben due ordini di sequestro della documantazione bancaria con incarico proprio alla Guardia di Finanza.
    Tutte queste cose sono state denunciate alla Magistratura di Ragusa e negli Esposti al Ministero della Giustizia.
    Anche nell’Esposto inviato al Presidente Giorgio Napolitano, Esposto che viene inviato dal Capo di Stato Maggiore Colonnello Giuseppe Sironi con protocollo n. 1225747/10 del 16/04/2010 alla Guardia di Finanza di Ragusa. Nell’Esposto la Signora Campo Innocenza Maria accusa la mancata esecuzione dei due decreti di sequestro e tante altri gravissimi fatti su cui però ancira nessuna ha mai fatto chiarezza.

    Io credo siamo di fronte a dei poteri molto forti, questa vicenda ha toccato qualcosa di estremamente grave e nessuno ancora ha fatto, o voluto fare, chiarezza e Corrado Passera deve, ripeto DEVE chiarire pubblicamente cosa sia successo, ovviamente dopo averlo chiarito con l’Autorità Giudiziaria. Anche Poste Italiane con i loro “non si è potuto fare una ricostruzione completa di tutto quello perché c’era un intreccio” e f”acendo fede a tutto quanto sarà sviluppato in sede giudiziaria proprio per questi punti oscuri che sono rimasti”, devono dare spiegazioni chiere.
    Postre Italiane parla di punti oscuri, intrecci…… questo è molto pericoloso, estremamente pericoloso, cosa intende dire Poste Italiane, che la Guardia di Finanza non ha fatto chiarezza??
    La Guardia di Finanza è un’Organo molto utile ed efficiente che lavora molto bene e dire queste cose non è corretto nei confronti di questo meraviglioso corpo che opera con grande impegno, lo vediamo tutti i giorni dai risultati che le tv ci danno (?).
    Quindi Poste Italiane deve chiarire cosa è successo.
    La mia domanda a Corrado Passera e Poste Italiane è:
    ci sono state delle infiltraziono mafiose che hanno impedito una ricostruzione sulle posizioni di Campo Innocenza Maria e del c/c 10/645629 e del Borsino Azionario Bav che hanno indotto la bnaca a nascondere queste posizioni alla Magistratura?
    Damiano Nicastro

    Rispondi

  2. vito Says:

    e se tornassimo al baratto,la moneta non avrebbe più modo di esistere così come le banche.

    Rispondi

    • Gekos Says:

      Sicuramente il baratto è il sistema più a misura d’uomo che possa esistere. Però anche in questo caso farebbe comodo poter avere una moneta locale di scambio.
      Detto questo, la soluzione delle monete complementari locali è brillante per poter transitare da questo sistema criminoso della moneta a uno più umano senza fare salti nel buoi da altezze dalle quali ci si farebbe sicuramente molto male. Si chiama complementare per questo.

      Un saluto

      Gekos

      Rispondi

  3. Rosa Says:

    Dai commenti dei lettori noto lo sconforto per la situazione che si è creata nel nostro Paese….

    Rispondi

  4. Augusto Says:

    Bexb è davvero una bella iniziativa e sono sicuro che lo è anche Sardex anche se non vivo in sardegna..

    Spero che Bexb prima o poi raggiunga anche il mercato di consumo dove ci sarebbe tanto bisogno di monete complementari.

    Io ho un’azienda di piccole dimensioni, ma grazie all’eurobexb (come viene chiamata la moneta del circuito) sono riuscito a risparmiare tanti costi e a trovare clienti che difficilmente avrei conosciuto.. E’ come se si tornasse al baratto, ma è molto di più!

    Rispondi

  5. Roberto Mariotti Says:

    Io credo che le monete complementari non servano praticamente a nulla.

    La valuta che conta è quella con cui lo Stato pretende il pagamento delle tasse. Fino a quando dovremo pagare le tasse in euro avremo di fatto sempre l’euro come moneta.
    Ovvero continueremo ad indebitarci con l’Estero esattamente come stiamo facendo oggi.

    Ovviamente sarei ben felice di essere smentito, ma temo che i “tecnocrati” europei se la siano studiata ben fina quando hanno introdotto l’euro.

    Rispondi

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