Movimento dei Forconi di tipo 1 – Morsello – LE ANALISI CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI FARE


Ne abbiamo parlato più volte (qui e in altri editoriali), oramai è chiaro che in Sicilia esistono due Movimenti dei Forconi distinti ed entrambi rivendicano l’ufficialità e l’originalità negandosela reciprocamente. Le motivazioni di questo atteggiamento, a nostro avviso, sono puramente di carattere ideologico, politico e di lotta ideologica reciproca.

Da una parte abbiamo l’ideale di un movimento tradizionalista e socialista che ha come uomo di riferimento Martino Morsello e dall’altro quello “progressista” (con riserva), i cui riferimenti sono i signori Ferro e Scarlata.

La distinzione ideologica non la facciamo noi della redazione, ma la evinciamo dalla tendenza ideologica dei rispettivi simpatizzanti. Perchè nascondersi dietro un dito e negare le evidenze?

Chi sta con Morsello ha ideali tradizionalisti e neofascisti, chi sta con Ferro e Scarlata ha ideali “progressisti” (con riserva) e “fortemente” antifascisti. Sono due mondi e hanno in mente obiettivi e finalità diverse (e sarebbe ridicolo se fosse diversamente, vi pare?).

Queste le finalità del Movimento dei Forconi “lato” Martino Morsello:

  • BLOCCO DEI PRODOTTI AGRICOLI PROVENIENTI DALLA CINA E DAI PAESI ESTERI
  • COSTO ENERGIA ELETTRICA A 0,030 €
  • DEFISCALIZZAZIONE  – COSTO GASOLIO E BENZINA A 0,70 €
  • ATTUAZIONE COMPLETA DELLO STATUTO SICILIANO
  • BLOCCO E RIMODULAZIONE DEL PSR 2007/2013
  • SNELLIMENTO DELLA BUSROCRAZIA REGIONALE E NAZIONALE
  • RISORSE DELLA REGIONE SPESE PER LO SVILUPPO SOCIO ECONOMICO DELLA SICILIA
  • ACCESSO AL CREDITO
  • BLOCCO DELLA DEBITORIA E PROCEDURE SERIT E EQUITALIA
  • MONETA POPOLARE
  • è praticamente il programma di Forza Nuova

Per quel che riguarda il “lato” Ferro-Scarlata il fine è il seguente (gentilmente confermatoci proprio oggi):

  • ATTUAZIONE DELLO STATUTO SICILIANO

Un movimento popolare nel momento in cui nasce si pone delle domande e degli obiettivi in base alle reali criticità. Gli italiani, in questo caso specifico i siciliani, vogliono cambiare il sistema con nuovi sistemi all’avanguardia su modello svedese/norvegese (questo è il riferimento ufficiale dei movimenti progressisti, alle cronache quotidiane) oppure vogliono tornare indietro sui passi fatti da questa società iper-capitalista-liberista per riappropriarsi di: territorio, prodotti, sovranità monetaria, tradizioni e diritti sociali quali casa e reddito di cittadinanza?

Un dato caratterizzante: le centinaia di migliaia di persone manifestanti in tutta Italia (Sicilia, Sardegna, Calabria, Abruzzo etc) sono di cittadinanza italiana – ndr

Per quanto di fronte a queste osservazioni sia gli esponenti “progressisti” (con riserva) sia quelli conservatori scalpitino urlando “all’inesattezza” purista, la realtà dei fatti è sintetizzata alla perfezione. Si scalpiti pure, ma da cittadini questo si vede e questo si narra.

Per correttezza intellettuale è doveroso, quanto piacevole, dare spazio e attenzione a entrambe le interpretazioni di questo Movimento.

In questo editoriale proponiamo un’analisi completa, senza peli sulla lingua, relativa alla visione tradizional-socialista. Il prossimo editoriale sarà dedicato invece alla corrente più “progressista” (con riserva), nella speranza che la comprensione di questo fenomeno sociale appaia il più possibile semplice per tutti.

ndr – nell’analisi seguente si parlerà apertamente di Forza Nuova, quindi i marchiatori di uomini ci stiano cortesemente alla larga. Non ci faremo tatuare numeretti sul braccio. No al terrorismo ideologico! Si alla VERA libertà di pensiero!

pensareliberi.com

DI SEGUITO UN’ANALISI IN UN EDITORIALE DI “ORDINE FUTURO” 

Forconi puntanti contro il sistema – LE ANALISI CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI FARE

Il Movimento dei Forconi è in pieno sviluppo e non è certo facile profetizzare quali saranno i suoi sbocchi e soprattutto, quali contromisure il Sistema partitico-bancario prenderà contro questo movimento di popolo. Possiamo tuttavia fare una prima analisi – seppur provvisoria e incompleta – della sua situazione attuale e del suo significato storico e sociale.

1) Intanto, possiamo dire che esprime esigenze e sofferenze reali e popolari a livello locale e nazionale.  Esigenze e sofferenze profonde, dimenticate e oscurate dal potere. Questo – in un mondo di eventi spesso artificiosi e etero diretti – è già un primo successo storico. Non si smuovono fin dal primo giorno 100.000 persone in una regione per giorni interi e a queste non se ne affiancano molte altre in tutta Italia, se queste persone non ritengono di avere un problema grave e urgente. E magari più di uno.

2) Possiamo aggiungere che pur non avendo l’appoggio di nessun partito di potere (tutti schierati, più o meno apertamente, al servizio della “dittatura bancaria” ) il Movimento dei Forconi, Forza D’Urto e chi li ha affiancati hanno dimostrato una notevole capacità organizzativa e di autocontrollo. Non è facile controllare e coordinare una massa di gente giustamente esasperata e controllarla non per una singola manifestazione ma per giorni e notte intere! Questo fatto da solo suggerisce che nel Movimento alla quantità si aggiunge la qualità.

3) Il Movimento, tenuto inizialmente nel limbo del silenzio mediatico da stampa e TV, ha aggirato l’ostacolo via internet. Si è imposto nelle strade e nei punti strategici e poi sulla rete. La forza congiunta della “strada” e della “rete” si è imposta ai media che hanno dovuto affrontare la notizia – anche se in modo fazioso ma sarebbe stato sorprendente il contrario. Per anni si è detto che quello che non si vedeva in TV praticamente “non esisteva”. Questa battaglia ha dimostrato che ormai non è più così, per lo meno non del tutto.

4) Notevole anche la pianificazione della “battaglia”: identificazione dei punti strategici, appoggio umano e logistico per “mantenere le posizioni” prescelte, propaganda di lotta tesa a coinvolgere cerchi sempre più ampi di popolazione, giusta misura nell’identificare gli obiettivi tattici funzionali a quelli strategici: bloccare quasi tutto ma saper fare i dovuti distinguo (ad esempio per gli ospedali) è stata una scelta non solo eticamente giusta ma anche politicamente indovinata. Nel complesso, possiamo dire che le future battaglie politico-sociali contro il Sistema dovranno tenere conto di questa impostazione e imitarla.

5) Se il Movimento si è presentato come “apartitico”, spontaneo e di popolo, non possiamo però dimenticare che ha indubbiamente valenze sociali e persino dottrinarie anti-sistema. La protesta si è espressa con una fisionomia corporativa: i contadini, i pescatori, gli autotrasportatori per primi si sono mossi come categorie, come CORPI SOCIALI NATURALI, hanno incassato subito la solidarietà dei pastori sardi e poi il cerchio si è allargato agli studenti, ecc. Per decenni i partiti e i sindacati di potere hanno strumentalizzato e ingannato le categorie: con questo movimento le categorie del lavoro hanno ripreso l’iniziativa per affrontare il Sistema. Questa impostazione corporativo-nazionale costituisce in tempi recenti, un esempio storico notevole e controcorrente rispetto alla massificazione bancario-burocratica attuata dal potere.

6) L’unica struttura politica che ha appoggiato attivamente la protesta è stata Forza Nuova, vale a dire un movimento anti-sistema, svincolato dalla politica partitica ufficiale e di potere e che ha da offrire essenzialmente radicalismo dottrinario, impostazione corporativa e militanza attivistica di base – proprio quello che gli altri sembrano aver dimenticato. Detto questo, passiamo a analizzare le reazioni del regime bancario-liberale.

La prima reazione del Potere è stato tacere, ignorare l’evento. Quando non è stato più possibile, si è passati a denigrare il Movimento e infine a fare pressione e creare spaccature interne per depotenziarlo. Si è accusato il Movimento di essere infiltrato dalla mafia quando non solo non si avevano indizi in proposito, ma il capo stesso della protesta, Martino Morsello, è una ben nota vittima della mafia che non si è mai piegato a minacce e attentati.

Simili accuse da parte di un sistema di potere da decenni imperniato su affarismo, corruzione e massoneria denota il livore di chi ha – per dirla poeticamente – le gote  come i glutei. Ancor più si è giocato sulla aperta presenza di Forza Nuova. Ci si è chiesti se e in che misura i forzanovisti si erano “infiltrati” nel Movimento.

In questo, si può rispondere che non si tratta di infiltrati perché non sei un infiltrato quando ti presenti per quello che sei stato, che sei e che intendere essere nel futuro. Un infiltrato non si qualifica, si mimetizza, si finge uno dei tanti per poi influenzare,  deviare, magari provocare e fare il gioco del potere. I forzanovisti non solo si sono presentatati come tali, non solo hanno rivendicato apertamente il loro diritto-dovere di appoggiare la protesta, ma hanno anche tutte le carte in regola sul piano dottrinario per sostenerlo, alimentarlo e aiutarlo a crescere. 

Per mesi e mesi, Forza Nuova ha cooperato e stretto contatti con segmenti importanti di diverse categorie, iniziando a mettere in pratica le sue teorie corporative.  Le simpatie forzanoviste verso il mondo contadino e verso gli autotrasportatori tanto a livello ideologico che operativo, sono ben note, si può dire, fin dalla nascita di FN.

Assurdo, dunque, tutto lo stupore dei media ufficiali di fronte alla partecipazione di Forza Nuova a questa battaglia di popolo. Forse, se negli ultimi mesi  i pennivendoli del sistema si fossero degnati di seguire le attività di piazza e il Congresso Nazionale di FN, se avessero avuto un po’ più di coraggio morale e di amore per la verità, se avessero fatto meglio il loro mestiere per informare i loro lettori, invece di mettere in atto un boicottaggio antiforzanovista, politicamente corretto ma poco professionale, si sarebbero accorti che queste collaborazioni tra FN e certe categorie sono perfettamente naturali e spesso già operative. Ad ogni modo, di fronte all’accusa di agire insieme a FN, alcuni dirigenti della protesta si sono  tirati indietro, evidentemente spaventati e pronti, forse, a accontentarsi di pochi risultati locali e secondari mentre la parte più radicale e coerente del movimento di protesta è andato coraggiosamente avanti sulla strada maestra della lotta al sistema. Anche questo è un insegnamento importante  da ricordare nelle future battaglie sociali di massa: il potere di fronte a una massa in lotta cerca di dividerla e chi pur stando ai vertici, non ha una dottrina e un carattere – diremmo una “spiritualità” – ben formate rischia di divenirne complice di fatto, anche quando in buona fede.

LE DOMANDE CHE NESSUNO HA  IL CORAGGIO DI FARE

In effetti, più che chiedere se,  perché e in quale misura Forza Nuova ha partecipato e partecipa a queste battaglie popolari di massa, forse gli addetti all’informazione ufficiale, gli intellettuali, i politici al servizio del regime bancario-liberale dovrebbero porsi altre domande.

Perché l’estrema sinistra ha esitato, si è lamentata della presenza forzanovista,  ha brillato per la sua assenza strategica? Se la protesta, partita da 100.000 contadini, pescatori, piccoli proprietari, proletari, giovani e padri di famiglia italiani, fosse partita da altrettanti omosessuali, islamici o immigrati africani, l’estrema sinistra non si sarebbe forse schierata subito e in massa al loro fianco? E anche quando elementi di sinistra sono intervenuti, perché si sono quasi dovuti giustificare?

Lo stesso va chiesto ai politici, sempre pronti a spalleggiare le manifestazioni che chiedono la caduta di un governo (purché non sia il proprio) ma ora stretti intorno al governatorato bancario di Monti impegnato a spremere sangue dal popolo italiano.

Il loro silenzio, il loro freddo distacco, non sono forse la riprova della loro abissale lontananza dal popolo?

La sinistra che ha perso la voce a urlare contro Berlusconi non ha più fiato per prendere le parti di un movimento autenticamente popolare e nazionale?

La destra che ha strillato tanto pur di restare abbarbicata al governo ora è forse troppo impegnata a riciclarsi nel nuovo regime bancario-finanziarista per mescolarsi a istanze di popolo?

I sindacati istituzionali trovano forse fuori luogo intervenire a favore del popolo quando questo si auto-organizza invece di sottomettersi ai centri di potere già consolidati?

Tutti i partiti istituzionali, tutti i politici politicamente corretti e sempre pronti a piangere su immigrati e gay, sempre pronti a obbedire ai dettati dei potentati dell’Europa dei banchieri, trovano forse troppo imbarazzante affiancare una rivolta che parla di diritti del popolo, delle famiglie, dell’economia reale di chi semina, miete, alleva, pesca, costruisce, produce,  guida, trasporta beni e li porta a destinazione?

O forse è politicamente corretto interessarsi solo di accogliere gli invasori clandestini, ingrassare i nomadi e servire i dettami dei grandi speculatori cosmopoliti?

Perché tanto allarme per una “nuova rivolta di Reggio Calabria” estesa, questa volta a province intere?

Perché tanto isteria sulla presenza militante di Forza Nuova quando, ai forzanovisti, la presenza e la collaborazione di uomini onesti provenienti dal socialismo o dal Pci viene accolta con entusiasmo?

Domande che nessun “addetto ai lavori” si è posto per non dover rispondere!

La risposta che fa troppa paura è che siamo all’inizio di una NUOVA LOTTA DI POPOLO, ben più dura e radicale della vecchia lotta di classe.

Da una parte le CASTE PARASSITARIE: una classe di usurai e speculatori internazionali e cosmopoliti, affaristi e manipolatori, tutti affiancati da burocrati ottusi e “sovietici”, politicanti, addetti all’informazione e alla “cultura” ufficiale,  servi e aspiranti servi di tutte le risme.

Dall’altra le CLASSI DEI PRODUTTORI: operai e contadini, impiegati e imprenditori, allevatori e pescatori, trasportatori e negozianti e tutti quelli che lavorano e producono ricchezza venendo dissanguati e oppressi dal potere attuale.  Parafrasando Catilina, i primi hanno una mente astuta ma in fondo un corpo più debole di quanto non sembri. I secondi, hanno un corpo forte e sano e hanno bisogno solo di una mente che li guidi alla vittoria e alla libertà. Quella mente è un Movimento che ha identificato i punti deboli degli oppressori e è disposto a prendere la guida degli oppressi.

FORZA NUOVA: DOTTRINA E AZIONE MILITANTE 

Cosa può offrire Forza Nuova a differenza di altri partiti o movimenti politici a questa e a altre future rivolte di popolo in Italia? Certo non i “giusti appoggi” politici, mediatici o economici. E certo la presenza di Forza Nuova non è “comoda” quando si ha a che fare con i media ufficiali. D’altra parte solo Forza Nuova può spiegare a fondo a chi protesta e lotta perché ha ragione, non solo in termini economici immediati o di rabbia e disperazione sociale – dopo tutto quando non sai come campare la famiglia, e dopo anni di sacrifici ti riducono alla fame, che hai ragione lo senti! – ma anche in termini di principio, di Giustizia. E ancora, solo Forza Nuova è in grado di offrire i rimedi per risolvere i problemi alla radice, rapidamente e completamente. Facciamo alcuni esempi.

IL  CORPORATIVISMO  di  FN significa che non solo le categorie in crisi devono essere tutelate (questo a parole lo dicono anche altri) ma che le CATEGORIE AUTO-ORGANIZZATE DEVONO DIVENIRE I CORPI SOCIALI INTERMEDI DELLO STATO che decidono dello sviluppo della nostra società sostituendo partiti di potere e sindacati.  Non si tratta più di lamentarsi o protestare seppur giustamente, ma di rivendicare la propria posizione decisionale nella futura società nazionale.

Solo con FN le categorie organizzate possono rivendicare la COGESTIONE DEL POTERE politico, sociale, economico. Che ci stanno a fare due camere al parlamento fatte da individui che NON RISPECCHIANO LA COMPOSIZIONE REALE DEL POPOLO?

Guardiamo al parlamento non per composizione partitica ma LAVORATIVA: quanti sono i rappresentanti dei contadini, dei pescatori, degli allevatori? E degli operai, dei piccoli imprenditori, degli impiegati, dei trasportatori?

Le categorie non devono essere solo “ascoltate” devono essere “RAPPRESENTATE” e PRENDERE PARTE ATTIVA  E DIRETTA ALLA GESTIONE DEL POTERE POLITICO E SOCIALE. LA MONETA DI POPOLO, invocata da Forza Nuova equivale a CANCELLARE IL DEBITO PUBBLICO, prevenire ulteriori  buchi finanziari, diminuire le tasse a livelli oggi inimmaginabili permettendo a tutti i “piccoli” soggetti economici di disporre della liquidità necessaria a rimettere in moto tutta l’economia. La moneta deve rappresentare la ricchezza reale della nazione e questa ricchezza appartiene di diritto al popolo!

LA LOTTA ALL’USURA ISTITUZIONALIZZATA, con la conseguente cancellazione dei debiti ingiusti, come invocato da FN,  renderebbe tutto il popolo non solo più ricco ma anche più sereno e produttivo liberando il lavoro dalla maledizione del debito che si autoalimenta.  Solo in una nuova società libera dall’usura il LAVORO PRODUTTIVO può diventare libero soggetto invece che oggetto passivo ostaggio di banche, cosche, centrali di potere finanziario.

LA LOTTA ALL’IMMIGRAZIONE E LA DIFESA ANCHE ECONOMICA DELLE FRONTIERE auspicata da Forza Nuova, è la difesa naturale dall’invasione di lavoro sottopagato, di prodotti stranieri che rovinano l’economia nazionale italiana e abbassano la condizioni di lavoro degli italiani e costituiscono una minaccia anche culturale per le tradizioni del nostro popolo. La difesa delle nostre frontiere nazionali e culturali costituisce anche una difesa preventiva della salute delle nostre famiglie, minacciata da prodotti spesso privi di controlli e di cattiva qualità. Ai punti dottrinari citati dobbiamo infine aggiungere lo stile di militanza forzanovista: quando si combatte una battaglia vera, dura e vitale per il popolo, non si ha bisogno di sigle ben rappresentate ma vuote di energie, non si ha bisogno di vecchi arnesi abituati ai compromessi e alle dichiarazioni fumose e forbite, si ha bisogno di MILITANTI VERI, CAPACI DI RADICALISMO POLITICO E CHIAREZZA DOTTRINARIA, ADDESTRATI A AGIRE NELLE STRADE E NELLE PIAZZE, TRA LA GENTE DEL POPOLO.

E questo solo Forza Nuova può offrirlo in questa fase storica.

LA REDAZIONE DI ORDINE FUTURO - IL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI CIRCOLI DI ORDINE FUTURO
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  1. Movimento dei Forconi di tipo 2 – Ferro, Scarlata – Da lunedì niente benzina fuori dalla Sicilia | Pensare Liberi News - 3 febbraio 2012

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