Festa della donna – L’8 marzo: una festa esecrabile

8 marzo 2012

Cultura e Società


Si può definire la nostra epoca? Secondo Seneca”ogni epoca ha il suo scopo e l’uomo deve impiegare il suo tempo”.

Spiego il pensiero: il nostro filosofo voleva dire che l’uomo ha tanto tempo ogni giorno e questo tempo non deve essere sprecato.

Come posso dire che le donne sono in grado di costruire il mondo? Nel nostro Paese sono pochissime le donne che hanno ambizioni giuste, che combattono per cause vere. Quelle che sono ai vertici del governo e dei sindacati, sono asservite al potere reazionario degli uomini. Esse sono il simbolo politico dei vecchi schemi, della falsa idea di progressismo.

Già Pier Paolo Pasolini asseriva che “ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi.” E noi, nel 2012, subiamo il potere di un drappello di ministri cattedratici che varano pseudoriforme, che colpiscono i ceti più indifesi.

La Francia e la Germania continuano a imporre la loro influenza su tutti i Paesi della comunità Europea: tutti noi paghiamo gli errori commessi negli anni ottanta, nel periodo di un falso edonismo. In quel periodo non si considerava il debito pubblico ed il sistema si fondava su spese ingenti affrontate da politici-faccendieri. E siamo in Italia.

Abbiamo un esercito di burocrati che hanno redditi da favola e poi esistono storie come la mia, come quella di Rosanna, come quella di tante donne che seguono percorsi durissimi. E siamo in Italia.

I “Putin di casa nostra” non considerano le storie terribili di vita, la fatica di arrivare a fine mese, i prezzi che aumentano sempre di più!! E si parla della festa della donna…ma festa di cosa? Della irrealtà? Si, è una festa che non sento perchè nel mio caso, le cose sono peggiorate.

La notte

La notte
con il suo mantello
mi cattura,
ricama
i miei desideri
e li copre
con la bellezza
del giorno
che arriverà.
Rosa Mannetta
 
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About Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up da tre anni. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perchè le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi a 8 cicli di chemioterapia e a 40 sedute di radioterapia…. Chissa’…..

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8 commenti su “Festa della donna – L’8 marzo: una festa esecrabile”

  1. pasquale Says:

    carissima rosa ogni volta che leggo una tua poesia una tua frase un tuo commento mi viene la pelle d’oca prima perche ti conosco e so che sei una persona sensibile inteligente e donna di carattere.E ne sono orgoglioso di essere un tuo amico ciao. Pasquale De Piano t.v.b.

    Rispondi

  2. Anna F. Says:

    Cara Rosa,
    condivido con te che “festa” non è il termine adatto perché tradisce il vero senso di commemorazione prima e di “giornata di lotta” poi del 8 marzo.
    Ciò deriva dalla degenerazione commerciale che si impossessa di tutte le possibili occasioni per finalità di profitto (vedi le speculazioni sulle festività e luoghi di culto religiosi). E’ difficile sfuggire al consumismo dilagante.
    Molte donne, purtroppo accettano speculazioni sulla propria persona e questo, ovviamente, danneggia l’immagine del femminile e si presta a comode e strumentali generalizzazioni.

    La condizione femminile nel mondo è ancora molto lontana dal raggiungimento di un’effettiva parità nel rispetto della diversità, non solo nei paesi di differente cultura ma anche nel nostro “progredito” occidente. Basti ricordare tutti gli abusi, disparità di opportunità e di trattamento, episodi di violenza fisica e psicologica perpetuati nei confronti del femminile: è tanto triste constatare che molta di questa violenza viene esercitata nell’ambito familiare e lavorativo, troppo spesso si “convive con il nemico”!
    In una situazione di crisi, di recessione, come l’attuale, si acuiscono gli abusi per gli abusati, si esasperano i malesseri per i maltrattati e le disperate condizioni economiche si aggiungono alle paure e timori, insieme ala condizione di isolamento e solitudine, ed impediscono alle donne di denunciare tali situazioni.

    Vorrei una riscoperta solidarietà fra donne, una partecipazione attiva a movimenti che offrano sostegno ed aiuto psicologico e legale, vorrei essere rappresentata politicamente e sindacalmente da donne della base che non vengano assorbite e neutralizzate dal potere maschile (cosa, ti assicuro, molto difficile, anche con le migliori intenzioni e la completa buonafede, se si è in minoranza): è la cultura maschilista millenaria che prevale e le poche donne che raggiungono posti di potere hanno assorbito quella stessa cultura o sono esibite come fiore all’occhiello di partiti e movimenti che vogliono presentarsi come progressisti, ma hanno di fatto scarso potere decisionale per incidere ed apportare modifiche e cambiamenti.
    Le ministre attuali appartengono alle classi privilegiate e sono molto lontane dalle condizioni reali della maggioranza della classe lavoratrice e delle donne in particolare.

    Mi auguro un risveglio, una rinnovata consapevolezza unita alla speranza di poter migliorare con un’attiva partecipazione, perchè atualmente l’aria che si respira è di rassegnazione diffusa mista a disperazione, poca indignazione e tanta resa.

    Ti rinnovo la mia stima per la tua combattività: è la forza di non arrendersi che dovremmo ritrovare noi tutti.
    E’ questo il recuperato senso dell’augurio che ci scambiamo in questa giornata e che dovremmo ricordare ogni giorno non per festeggiare ma per non sprecare tempo prezioso.

    Con affetto,
    Anna

    Rispondi

  3. Rosa Says:

    Cari lettori, sono contenta che possiate condividere il mio pensiero. Se scrivo con AMAREZZA, è perchè viviamo il governo Monti che ha impoverito gli italiani che lavorano con serietà. Io combatto perchè per ora ho vinto una “bestia malefica”, il cancro….che può uccidermi quando desidera: sotto questo aspetto, la malattia è invincibile….

    Rispondi

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