Marò e Lamolinara. Italia ancora vassalla sul piano internazionale


Il caso dei marò arrestati in India e l’uccisione di Franco Lamolinara in Nigeria hanno evidenziato che il peso internazionale dell’Italia di inizi anni ’10 è veramente molto basso. Chiunque può prenderci in giro o ignorarci senza dover temere una qualsiasi ripercussione. La misura dello sfacelo italiano si misura anche da questo ed è proprio una questione storica.

Da quando si è fatta l’Italia si è sempre cercato di aumentare il prestigio della nazione. Un processo lungo e complicato che però ha quasi sempre significato aiutare un’altra nazione sperando di trarne un vantaggio diplomatico.

A questo scopo abbiamo partecipato a svariate guerre, a partire dalla guerra di Crimea, passando per la Seconda Guerra Mondiale, fino all’Afghanistan. Abbiamo mandato a morire dei soldati, non per convinzione, ma per un tornaconto politico, per poterci fare degli amici e sedere al tavolo assieme a quelli che contano. Alcune volte è andata bene altre meno.

Il fascismo è stato probabilmente l’esempio più lampante di come farci male a causa questo complesso di inferiorità. Mussolini ha tentato di dare l’Italia una schiena dritta per poter competere con le potenze coloniali, principalmente l’Inghilterra quindi, ma è evidente che la buona volontà si è subito scontrata coi vari intrallazzi della politica del belpaese e ha finito per convergere con il nazionalsocialismo che però si basava su un popolo che, malgrado una storia abbastanza simile alla nostra, ha saputo diventare un riferimento continentale.

Quindi siamo usciti sconfitti dalla Seconda Guerra Mondiale e con un peso praticamente azzerato. L’Italia era uno dei paesi servitori degli Stati Uniti, un semplice vassallo a cui dare degli ordini, da utilizzare in caso di necessità come base d’appoggio. Allo stesso tempo questo atteggiamento ci veniva presentato come scelta e non come obbligo. Insomma l’Italia “faceva la sua parte”.

Non per questo però alcuni uomini politici nostrani hanno cercato, ogni tanto, di dare un senso alla nostra nazione e di portare una avanti una politica internazionale italiana che, come prima motivazione, non facesse gli interessi degli altri. Basti pensare a personaggi come Enrico Mattei e all’Eni, ma anche a Bettino Craxi e la crisi di Sigonella o di come Silvio Berlusconi abbia intrattenuto rapporti con Muammar Gheddafi e Vladimir Putin anche per farci ottenere dei rapporti privilegiati in campo energetico. Criticati e affondati per la loro immoralità politica, se non anche dei costumi, sono stati eliminati fisicamente o politicamente da chi voleva che l’Italia continuasse a fare da zerbino, magari senza neanche rendersene conto.

In fondo anche la tragica morte di Nicola Calipari rientra nella volontà degli italiani di fare da sé e di andare a salvare una connazionale in contrasto con i progetti dei nostri capi, ma i due fatti di questi giorni raccontano una storia molto diversa.

In India i nostri soldati, affittati per evitare che le navi continuino a essere sequestrate dai pirati, sono stati accusati di aver sparato e ucciso dei pescatori indiani in acque indiane e di conseguenza sono stati arrestati. Da quanto viene riportato dai giornali i segni dei colpi sono incompatibili per dimensione e direzione e la nave era in acque internazionali all’ora incriminata, insomma sembrerebbe tutta una strumentalizzazione attuata in funzione delle imminenti elezioni locali,  ma i soldati rischierebbero una lunga pena detentiva o addirittura la pena di morte. Se facciamo il parallelo con la strage del Cermis, in cui i soldati americani furono processati negli USA, vediamo che le cose stanno andando molto diversamente.

In Nigeria l’azione dei servizi inglesi ha causato la morte di Franco Lamolinara. Purtroppo azioni del genere hanno una grande componente di rischio e la critica non è tanto per la tragica azione in sé, ma per il fatto che il nostro Governo ne fosse totalmente all’oscuro e ne abbia saputo qualcosa solo a fatto commesso. Gli Inglesi hanno sentito il dovere di doversi solo scusare frettolosamente, ma la situazione sembra la stessa di quando gli USA sono andati ad ammazzare Osama bin Laden in Pakistan. Con l’Italia, ahinoi, che interpreta il Pakistan.

Siamo vassalli e non stiamo facendo nulla per emanciparci. D’altra parte anche il peso economico dell’Italia è sempre minore, con un popolo tassato ai massimi livelli, ma con servizi scadenti e addirittura con regole che danneggiano chi si impegna e chi fa le cose secondo la norma. In generale l’unica cosa che questo sistema favorisce è la fuga dei nostri cervelli. La diaspora dell’Italia sembra essere cominciata e magari tra mille anni torneremo.

Fonte: http://www.jarkkovalo.it/2012/03/italia-senza-peso-internazionale/

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Ricercatore autonomo di informazioni basilari per la vita e la dignità delle persone.

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4 commenti su “Marò e Lamolinara. Italia ancora vassalla sul piano internazionale”

  1. carla Says:

    Se uccideranno i maro in India, io reputerò per sempre L’,india come persone ingannatrici e poco corrette in quanto non danno luce alla verità, sembra che non lo vogliono permettere!!!!!
    Magari erano in acque internazionali i marò ,ma sempre mare è..
    .
    Poi gli agguati sono sempre all’ordine del giorno e quindi si è allerta e poi chi ha iniziato a sparare? Quanti bossoli rinvenuti? ,si ha la certezza vera che sia colpa dei maro’?

    Cè stato molto probabilmente un concorso di colpa in quanto noi non conosciamo le reali cause che hanno provocato questa uccisione di pescatori Indiani e se come tali erano!!!!!!! Non credo che i marò abbiano intenzionalmente ucciso, sono stati sicuramente provocati !!!!!! I conti non tornano!!!!! Che motivo c’era di uccidere persone a che scopo?
    Secondo me gli indiani ci vogliono infangare, ben sapendo che siamo un popolo civile!!!!!!!!! Loro ci porteranno alla guerra!!!!!!! Questa vicenda secondo me è una provocazione proprio rivolta all’Italia!!!!!
    Che stiano bene attenti a come ci infangano perchè a tutto c’è un limite!!!!
    L’opinione pubblica se ne farà sicuramente una opinione e questo rimmarrà nella storia !!!!
    Nemmeno in India sanno cos’è la giustizia!!!!!!
    A cosa vogliono arrivare!!!!

    Rispondi

  2. carla Says:

    Mi rendo conto che oramai siamo già in guerra dobbiamo solo allargare e combattere se ci provocheranno non si può essere sempre sottomessi.
    Lamolinara è un caduto in guerra questa è la verità e che ci fa capire che la guerra esiste e che sarà inarrestabile e sempre presente.
    Era meglio non fondersi con altre nazioni internazionali… a cosa è servito? …a niente?
    Ricordiamoci anche altri caduti Italiani che hanno operato perchè si risollevvasse la giustizia e la libertà e la democrazia che erano cadute in mani di persone che facevano dittatura e non davano futuro ma solo tanta barbaria.

    Rispondi

  3. Rosa Says:

    Complimenti Giorgio. Hai effettuato un’analisi vera del periodo storico che viviamo. Un’analisi degli eventi rispondente, per Nostra Amara consapevolezza, ad una quotidianità opprimente.

    Rispondi

  4. frostycharm Says:

    Il problema di dare credibilità all’Italia all’estero è che per farlo bisogna essere per primi credibili. Mussolini volle fare il grande sul piano internazionale “dimenticando” che il “posto al sole” (e la stessa esistenza come nazione) la dovevamo in buona parte all’Inghilterra, che peraltro controllava Suez e Gibilterra (bella la retorica del Mare Nostrum), e quindi partì già con il piede sbagliato ancora prima di metterlo nella fossa alleandosi con Hitler. Quando Craxi si è messo di traverso agli USA per tessere rapporti privilegiati nel Medio Oriente ha fatto l’errore di non rendersi conto di essere debole perché corrotto quindi facilmente eliminabile politicamente.
    Altrettanto vale per Berlusconi, che però è ancora sulla scena anche perché ha potuto contare su una maggiore indifferenza degli USA visto che oggi dopo la caduta del Muro e il cambiamento degli equilibri geopolitici l’Italia è ancora meno utile agli Stati Uniti di quanto fosse vent’anni fa. Quindi nonostante i suoi piagnistei e nonostante sia molto più impastato di craxi è ancora a piede libero.
    Com’è l’antico detto, chi è causa del suo mal pianga se stesso, e siamo noi italiani ad avere voluto una nazione qualunquista e chiacchierona, a cercare sempre le soluzioni facili e le scorciatoie, sia a livello politico che di vita quotidiana, e ne secoli ne abbiamo pagato le conseguenze. Non riesco a capire come ci si possa meravigliare di questa ennesima dimostrazione del fatto che tutto il mondo ci considera, giustamente, dei Pulcinella.

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