DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE


L’attuale situazione di recessione economica oltre che ha prostrare ancora di più un paese in crisi, ormai, da anni, anzi da decenni crea delle situazioni di ulteriore malessere che non possono essere sconosciute, e non previste, da chi ha voluto che questo stato di cose si concretizzasse e che a pagarne le conseguenze fossero le classi meno forti: disoccupati, operai, piccoli e medi imprenditori.

Ovviamente ciò nasce da un preciso calcolo, chiaramente chi ha meno potere economico ha anche meno capacità contrattuale, chi è alla base della piramide della distribuzione della ricchezza non riesce a far sentire la sua voce e a dare peso alla sua protesta. Chi invece è tra coloro che si spartiscono il potere e la ricchezza salvaguardano se stessi e, per di più, in un periodo come questo, si arricchiscono ulteriormente. Ciò che per noi è una tragedia di proporzioni bibliche per i potentati economico-politici è una vera e propria manna.

La crisi economica acuita con la complicità delle banche, che illegalmente, negano il credito alle famiglie ed ai piccoli imprenditori, per dirottare i capitali su lidi a loro più favorevoli. Comportamento non solo disdicevole, ma come si diceva, illegale, molto denaro è stato immesso nel sistema bancario con la raccomandazione di distribuirlo in modo equo, raccomandazione disattesa e mai sanzionata in quanto il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea nel momento stesso in cui indicavano i soggetti beneficiari del loro intervento sapevano già che le banche locali avrebbero usato i fondi in altro modo. Come gridare forte qualcosa ma sussurrare all’orecchio l’esatto opposto.

La mancanza di credito getta in crisi profonda le famiglie spingendo milioni di individui oltre la soglia di povertà, centinaia di migliaia di lavoratori perdono il loro posto di lavoro, decine di migliaia di imprenditori entrano in crisi (per la mancanza di liquidità e per la contrazione dei consumi). Il governo, con una levata di genio, vara la cosiddetta compensazione: chi deve pagare tasse arretrate ma è creditore verso lo Stato può fare un calcolo del dare-avere, versare od esigere la differenza. Non ci sembra poi una gran trovata, se lo Stato è così pronto e aggressivo ad esigere dovrebbe al meno essere preciso a pagare i debiti contratti con le aziende che hanno lavorato per lui. Logico ma non attuabile: si scopre che la bella trovata, tanto sbandierata, manca di copertura finanziaria. Nulla di fatto. In ogni caso compensare i debiti con i crediti avrebbe portato un sollievo più formale che materiale, certo le aziende si sarebbero scrollati di dosso gli esattori ma senza l’apporto di capitali freschi non avrebbero fatto alcun passo avanti.

Le famiglie annichilite dalla disperazione, impoverite ed incapaci di provvedere alle necessità quotidiane fanno quel che fanno gli imprenditori che si vedono negato qualsiasi accesso al credito: si rivolgono agli usurai. Gli usurai sono sempre legati a filo doppio alla criminalità organizzata, anzi della criminalità organizzata rappresentano uno dei rami di approvvigionamento. Il denaro raccolto attraverso l’usura viene reinvestito nel traffico di droga e nelle altre attività delle mafie. Ma da dove proviene il denaro che gli usurai immettono sul mercato? Ma dalle banche ovviamente. Se io vado in banca per un prestito mi cacciano a calci, ma se ci va un prestanome di un clan mafioso, possessore di un pingue conto corrente, il denaro glielo prestano, eccome! Il denaro ricevuto a condizioni favorevoli (salvo le mazzette da passare sottobanco ai bancari) viene rivenduto ad interessi astronomici. Il povero imprenditore entra in una spirale che lo porterà inevitabilmente o a cedere la sua azienda ai criminali o a fallire, che poi è la stessa cosa. Per un imprenditore fallire in Italia è la morte civile, qui esiste il peggior ordinamento fallimentare d’Europa, chi fallisce è distrutto, privato di tutto, anche dell’indispensabile per vivere, ha come unica alternativa, per difendere la propria dignità il suicidio. Infatti i beni sequestrati al fallito saranno venduti all’asta giudiziaria e saranno acquistati, inevitabilmente, per un tozzo di pane dai mafiosi stessi. Le aste giudiziarie sono dunque inquinate? Sono un lurido covo di malfattori e maneggioni? Si! Lo dimostrano le cicatrici freschissime che porto sul mio corpo. Provate a cercare di partecipare ad un’asta giudiziaria e mi saprete, poi, dire se siete riusciti, almeno, a fare un’offerta.

Le famigli indebitate con gli usurai nell’impossibilità di pagare i propri debiti vengono coinvolti nelle attività illegali dei mafiosi, di cui la meno pericolosa, per quanto ripugnante, è quella di fare da procacciatori di nuovi clienti. Altri vengono costretti a spacciare droga, altri a nascondere armi e refurtive. In ogni caso sperate, se siete debitori di questi feccia, di non avere una moglie o una figlia piacente… lascio alla vostra fantasia i possibili risvolti.

LO STATO SI FA DUNQUE COMPLICE DEI CRIMINALI? OVVIAMENTE SI.

E’ sempre stato cosi, i polimafiosi (politici mafiosi) sono la regola, la base stessa della nostra “democrazia”. La commistione tra potere politico, economico e mafioso è tale per cui è impossibile distinguere l’uno dall’altro.

Allora lo Stato per difendere proteggere le vittime della criminalità organizzata, vale a dire da se stesso, si inventa le associazioni antiracket ed antiusura. Esse rapidamente costituiscono una nuova divisione burocratica con tanto di direzione nazionale e direzioni locali. Nascono e si affermano grandi associazioni che non portano aiuto a nessuno salvo che a se stesse, assorbono enormi quantità di denaro, gestiscono molto potere ed una vastissima clientela.

Dove finiscono i miliardi di Euro sequestrati alle mafie, sotto forma di immobili, denaro ed altro? Finiscono nelle avide mani di queste associazioni che li destina ad altre associazioni, a loro riconducibili. Ognuna di queste associazioni gestiscono, spesso, anche 50, 60, 70 e oltre, beni sottratti alla malavita (ma sono stati poi veramente sottratti). Non si capisce perché i beni sequestrati alle mafie debbano andare solo ad alcuni e non alle vittime, tutte, della criminalità sotto forma di risarcimento, come vorrebbe la legge 44/99. Anzi lo si capisce anche troppo bene. E le vittime che, con l’inganno, sono state spronate a denunciare, per dare l’avvio al grande business delle associazioni antiracket-antiusura? Esse vedono i procedimenti penali di cui sono parte lesa languire per anni per poi essere archiviati, o con motivazioni pretestuose (anche di fronte a ben documentate prove del reato patito) o per decorrenza dei termini. Certo se una pratica la si tiene nascosta per anni in un cassetto prima o poi il reato andrà in prescrizione.

Qualcuno obbietterà che capi storici della mafia sono stati arrestati. Vero! Ma potete essere certi che era già pronto chi doveva sostituirlo e forse proprio lui lo ha consegnato alle forze dell’ordine.

Sempre gli stessi mi faranno notare che miliardi di Euro sono stati sequestrati alle mafie: Ebbene noi cosa ne abbiamo ricavato, forse che ci hanno abbassato le tasse? Forse che per questo siamo meno poveri? Forse che le vittime della criminalità organizzata sono state debitamente risarcite? Niente di tutto ciò. Se una vittima vuole avere accesso ai fondi, che gli spettano di diritto, deve legarsi al carro di qualche associazione, fare da promoter e leccare infiniti culi. Se invece avete una briciola di orgoglio lo prendete nel di dietro.

Chi vi scrive è stato portato in giro come una scimmia ammaestrata, ma poiché non è scimmia e ancor meno ammaestrata parlava a ruota libera, denunciando le pecche e i peccatori. Ora nessuno lo chiama più, è divenuto un paria costretto a difendersi dai criminali che ha denunciato e dai criminali che lo hanno spinto a denunciare (le istituzioni).

Allora io dico ai colleghi imprenditori, considerandomi io un imprenditore disoccupato, non denunciate senza aver preteso delle garanzie, guardatevi dai Giudici e dallo Stato ancor più che dai criminali.

Luigi Orsino

Altri articoli che ti potrebbero interessare:

Software Gestionale Pubblica Assistenza

,

About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

Vedi tutti gli articoli di Luigi Orsino

Iscriviti

Subscribe to our RSS feed and social profiles to receive updates.

12 commenti su “DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE”

  1. cacciatricedisogni Says:

    Condivido.

    Rispondi

  2. Rosa Says:

    Caro amico, condivido. E’ da tempo che parlo di alcune frange mafiose che appartengono allo stato. Il connubio mafia-politica-corruzione si è diffuso dal nord al sud e noi cittadini abbiamo sempre subito. Se ricordo o ricordiamo cosa diceva Tommaso Buscetta….che al matrimonio della figlia di Riina, un politico di elevata cultura, regalo’ un prezioso oggetto di argento. In Irpinia i vari e storici esponenti dello scudo crociato hanno diffuso il clientelismo in tutto il nostro Paese. Quanto ho odiato la “democrazia cristiana”, un partito che ci ha condotto in questo disastro. I primi che hanno creato l’usura, sono stati coloro che appartenevano a questo partito!! Inoltre hanno formato gli schiavi a vita, cioè, cittadini che in cambio di un posto di lavoro, hanno procurato i voti di intere famiglie e di amici….E oggi è peggio. I partiti odierni non si discostano da questo costume sbagliato, atavico e improponibile. Siamo in mano a questi individui. Rosa

    Rispondi

  3. Giovanni Molè Says:

    Condivido tutto il testo. Amaramente.

    Rispondi

  4. Nicastro Damiano Says:

    Come possono sparire nel nulla delle “delicate operazioni finanziarie” presso Poste Italiane, il c/c 10/645629 e il Borsino Azionario BAV di Intesa San Paolo?
    Poste Italiane controlla il suo territorio all’interno della propria Azienda?
    L’intreccio e i punti oscuri di Poste Italiane rimasti sulla vicenda di Campo Innocenza Maria sono dichiarati in Tribunale dall’Ispettrice Postale Venera Musumeci.
    Il c/c 10/645629 e il Borsino Azionario BAV di Campo Innocenza Maria vengono nascosti alla Magistratura di Ragusa da Intesa San Paolo Corrado Passera nel 2004.
    Da questo c/c 10/645629 nascosto alla Magistratura di Ragusa e dal quale il 2 luglio 1999 sono emessi assegni circolari a favore del Cassiere Provinciale di Poste Italiane, ma questo rimane un mistero così come i tempi, la quantità delle somme e il totale degli assegni emessi, e nonostante Campo Innocenza Maria lo abbia sempre scritto con diffide, chiesto fino alla morte, senza essere mai riuscita a saperlo e avere risposte.
    Di questi assegni, l’Ispettrice Postale Venera Musumeci nulla riporta l’11 dicembre 2006 a seguito di una lunga indagine ispettiva durata ben sei mesi, nella sua relazione conclusiva controfirmata dal funzionario Michele Scotto di Vettimo.
    Così come nulla riporta delle delicate operazioni che gli stessi impiegati postali gli dichiarano.
    La Signora Maria Mallia il 9 novembre 2006 gli dichiara “che la cliente Innocenza Campo, fidelizzata presso quell’ufficio, era solita venire spesso accompagnata dall’avv. Nobile, in cui la stessa riponeva totale fiducia, per effettuare delicate operazioni finanziarie”.
    Anche il direttore postale Nunzio Brugaletta il 1 giugno 2006 dichiara alla stessa Musumeci, che la cliente Campo Innocenza veniva ricevuta nei locali interni dell’UP a causa della delicatezza delle operazioni che effettuava.
    E sempre il direttore postale dichiara alla Guardia di Finanza il 19 luglio 2007 che sulla scorta delle operazioni postali che dovevano essere effettuati, la Campo veniva fatta accomodare negli uffici della direzione.
    E un’altra impiegata postale, la Signora Sciorini Maria Teresa il 24 ottobre 2006 gli dichiara che data l’entità delle operazioni, era ricevuta all’interno dell’ufficio.
    Si trattava di delicate operazioni finanziarie che non potevano essere trattate allo sportello, anche se presso gli sportelli postali vengono trattate quotidianamente operazioni per svariate decine di migliaia di euro, o forse anche centinaia di migliaia, ma le operazioni svolte dalla cliente Campo Innocenza Maria necessitavano essere svolte all’interno dell’ufficio del direttore e con l’ausilio di un legale.
    Di queste operazioni finanziarie, nonostante la stessa Venera Musumeci abbia lavorato per sei lunghi mesi indagando (?) tra i documenti e i vari operatori addetti agli sportelli, sembra non trovare nulla, al punto all’Udienza del 12 Aprile 2011 dichiara: “io quello che riesco a ricordare alla fine è che non si è potuto fare una ricostruzione completa di tutto quello perché c’era un intreccio … Infatti alla fine l’istruttoria nostra interna, amministrativa si chiude facendo fede a tutto quanto sarà sviluppato in sede giudiziaria proprio per questi punti oscuri che sono rimasti … In ogni caso noi dovevamo vedere i rapporti instaurati, non si è potuto”.
    La signora Ida Schininà, Funzionario di Poste Italiane il 16.02.2010 ha dichiarato alla Guardia di Finanza di un libretto di deposito a risparmio estinto ove vi era un prelievo di un importo cospicuo e che consegnato al dirigente dott. Garofalo, lo chiudono in cassaforte, che tale precauzione in quanto vi era una ispezione interna e che dal Maggio 2005 si assenta per dieci mesi in astensione obbligatoria.
    Da nessuna delle CNR della Guardia di Finanza emergono “prelievi cospicui” da indurre il dirigente a chiudere un libretto estinto in cassaforte.
    Le ispettrici postali Venera Musumeci e Dorotea Liotta non hanno riportato nella loro relazione datata 11 dicembre 2006 e confermata all’Udienza del 12 aprile 2011, di nessuna indagine ispettiva antecedente il maggio del 2005. Difatti alla pag. 5 della relazione, riportano di una nota a firma del dott. A. Garofalo del 10.05.2006, di una istruttoria che ha trattato la denuncia di Campo Innocenza del 10 gennaio 2006, alla stregua di un reclamo per prodotti finanziari.
    Invece il dirigente dott. A. Garofalo all’Udienza del 12 aprile 2011, a precise domande, non ha riferito di nessun libretto con prelievo cospicuo chiuso da lui in cassaforte.
    Rimane quindi il mistero sia sulle “delicate operazioni finanziarie” svolte da Campo Innocenza Maria e volatilizzate nel nulla e sia su chi prima del maggio del 2005, abbia svolto all’interno di Poste Italiane una indagine ispettiva di cui le stesse Poste Italiane ne sconoscevano l’esistenza e per cui non riportano nulla nella “Copia della Relazione Ispettiva – Fraud Management Report prot. N. DCTA-FM-06-0666 dell’8/01/07” che il Direttore di Filiale Fabio Piazza invia sia alla Guardia di Finanza di Ragusa che alla Procura della Repubblica di Ragusa.
    Nicastro Damiano
    Questa è l’interrogazione parlamentare presentata:
    ATTO CAMERA
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/16342
    Dati di presentazione dell’atto
    Legislatura: 16 Seduta di annuncio: 641 del 30/05/2012
    Firmatari
    Primo firmatario: BORGHESI ANTONIO Gruppo: ITALIA DEI VALORI
    Data firma: 30/05/2012
    Destinatari
    Ministero destinatario:
    • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
    • MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO delegato in data 30/05/2012
    Stato iter IN CORSO Atto Camera

    Interrogazione a risposta scritta 4-16342
    presentata da
    ANTONIO BORGHESI
    mercoledì 30 maggio 2012, seduta n.641
    BORGHESI. –
    Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’economia e delle finanze.
    – Per sapere – premesso che:

    la signora Innocenza Maria Campo lamenta la sparizione di atti relativi ad operazioni finanziarle svolte sul suo conto presso la banca Generali;
    il 4 gennaio 2008, banca Generali solo a seguito dell’ulteriore richiesta datata 8 novembre 2007 della Guardia di Finanza di Ragusa, riferisce di un borsino azionario BAV sottoscritto con Banca intesa con sede a Parma in via Langhirano 1;
    la procura di Ragusa il 31 luglio 2007 ordinava agli istituti di credito di comunicare entro dieci giorni, natura ed estremi di qualsiasi rapporto a partire dal 1o gennaio 2003. Banca Intesa invece nelle comunicazioni del 25 agosto, 14 e 20 settembre 2004, non aveva riportato nulla in merito al borsino azionario BAV;

    il 19 dicembre 2003 il medico neurologo, dopo attenta visita certificava che la signora Campo Innocenza non presentava deficit della memoria sia di fissazione che di rievocazione;

    non solo la signora Campo Innocenza Maria il 10 dicembre 2003 ricordava bene come attestano i certificati medici, ma nella denunzia-querela che produce il 22 dicembre 2003 chiede la ricostruzione dell’intera vicenda «Chiede, altresì, che si provveda ad acquisire, eventualmente mediante provvedimento di sequestro, l’intera documentazione bancaria e non in possesso della signora Cappello Maria, a quanto pare custodita presso lo studio dell’Avvocato Carmela Nobile, nonché di tutta la documentazione in possesso di istituti di credito e uffici postali, finanziari ed uffici di promotori eventualmente coinvolti»;

    il magistrato della procura di Ragusa dottor Emanuele Diquattro, il 26 gennaio 2007 emette decreto di sequestro, il quale viene consegnato alla Guardia di finanza in sede per l’esecuzione, lo stesso 26 gennaio 2007: «… sequestrare in originale tutta la documentazione bancaria citata dalla Campo Innocenza nei suoi esposti. Raccomando l’urgenza».

    rimane quindi il mistero sia sulle «delicate operazioni finanziarie» svolte da Campo Innocenza Maria e volatilizzatesi nel nulla e sia su chi prima del maggio del 2005, abbia svolto all’interno di Poste italiane una indagine ispettiva di cui le stesse Poste italiane ne sconoscevano l’esistenza e per cui non riportano nulla nella «Copia della relazione ispettiva – Fraud Management Report prot. N. DCTA-FM-06-0666 dell’8 gennaio 2007» che il direttore di filiale Fabio Piazza invia sia alla Guardia di finanza di Ragusa che alla procura della Repubblica di Ragusa;

    anche questo decreto di sequestro non viene eseguito -:

    se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti sopra riportati e quali ulteriori elementi intendano fornire a riguardo. (4-16342)

    Rispondi

Trackbacks/Pingbacks

  1. DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE - 14 giugno 2012

    [...] euro…DIVENTA NOSTRO FAN SU FACEBOOK E SOSTIENICI DIFFONDENDOLike this:One blogger likes this.Fonte – DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE-Articoli Simili:Le soluzioni dei greci antichi per la crisi economicaWall Street 2 – Gordon [...]

  2. EROI QUOTIDIANI | Pensare Liberi News - 9 luglio 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

  3. IL DOLORE DEI VINTI | Pensare Liberi News - 10 luglio 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

  4. Di LUIGI ORSINO – IL CORAGGIO DI ESSERE UOMINI | Pensare Liberi News - 27 luglio 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

  5. RAPPORTI STATO MAFIA – Un lungo e felice connubio | Pensare Liberi News - 14 settembre 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

  6. Luigi Orsino – LA CAREZZA DEL MALE – Incipit e prologo del mio libro | Pensare Liberi News - 18 settembre 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

  7. PULIZIE DI CASA | Pensare Liberi News - 24 settembre 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

  8. LA CORDA TESA | Pensare Liberi News - 26 ottobre 2012

    [...] DANNI COLLATERALI – COME LA CRISI ECONOMICA FAVORISCE LE MAFIE [...]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.666 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: