Di LUIGI ORSINO – IL CORAGGIO DI ESSERE UOMINI


Sono venuto a conoscenza degli accadimenti che hanno coinvolto la famiglia Orsino lo scorso anno. Allora avevo un concetto di Giustizia diverso da quello che ho ora. Appresi la storia di Luigi Orsino da varie fonti in rete. I fatti erano così singolari, così umanamente e civilmente spietati che decisi di contattare il diretto interessato per farmeli raccontare più dettagliatamente. Da quella incredibile storia, che abbiamo condiviso con tutti sul nostro blog con questo editoriale [Vittime di camorra abbandonate dallo Stato – L’invito a denunciare il racket è una trappola?], nacque una collaborazione. Fu così che Luigi entrò a far parte della redazione di Pensare Liberi.

Da allora ci ha regalato preziosi pensieri e profonde riflessioni, inedite, realmente sue, originali… così vere. Attraverso le sue parole ho imparato a volergli bene, un affetto sincero, un sentimento quasi fraterno legato all’orgoglio di avere un amico e collega così ligio e coraggioso, ma non solo. Questo autentico coraggio si affianca ad una umanità rara. Ricordo la prima volta che lo sentii per telefono: un uomo così dolce! Mi capita sempre di esprimermi in questi termini quando parlo di Luigi e credo sia un effetto che fa a tutti; ci si sente un po’ Demian di Hermann Hesse.

Da allora ho imparato molte cose sulla giustizia e sull’ingiustizia, ma soprattutto ora so cosa accade a chi osa ribellarsi davvero alla camorra! Non diventa famoso, non gli pubblicano libri, non permettono che si goda gli introiti delle vendite, non lo lasciano vivere e, soprattutto, non gli concedono l’onore di avere una scorta personale perché nessuno teme per la tua vita. Nessuno! Ho imparato che se denunci veramente la camorra, per lo Stato sei morto, per le istituzioni sei uno sfigato che a cinquanta anni non ha capito nulla della vita, sei un imprudente. Altro che dovere civico! Vivi in un eterno “te lo avevo detto” oppure “ ma chi te lo ha fatto fare” o peggio “è sicuro di quello che dice? Vuole andare avanti?”.

Morte e miseria! Questa è la maledizione dello Stato italiano, questo è l’anatema che viene lanciato contro coloro che si ribellano realmente alla camorra. Uso la parola “realmente” perché la cronaca italiana è piena zeppa di improbabili eroi che si sono opposti alle mafie. Sono balle! Sono panzane! Coloro che si sono realmente opposti alla camorra sono più unici che rari, non ne sentirete parlare facilmente, sono civicamente morti, quando non fisicamente deceduti!

Scrivere questo a pochi giorni dall’anniversario dell’uccisione di Borsellino ha ancora più senso. Ebbene ora so anche che tanti Falcone e Borsellino, sconosciuti, giacciono in un limbo che definirei “dei derisi dalla Giustizia”.

So che i più onesti capiranno quanto sto per dire: tutta questa sofferenza sopportata con orgoglio e coraggio da Luigi Orsino mi rende orgoglioso di avere un amico come lui e mi dona speranza.

Luca Rivoli

Quanto forte deve essere un uomo, quanto coraggio deve avere per se stesso e quanto ne deve avere per convivere con il terrore che facciano del male alla sua famiglia?

Se negli ultimi venti anni hai combattuto contro la camorra, sopportando di tutto, costringendoti ad ingoiare tutta la merda possibile quando il tuo carattere ti avrebbe spinto a ripagare della stessa moneta chi con la violenza ti imponeva la sua volontà, come è cambiata la tua esistenza? L’amore per e della tua famiglia ti ha impedito di scendere al livello dei tuoi aguzzini, e questo è un bene, ma ti ha privato della linfa vitale che ti scorreva nelle vene, quella linfa di fuoco che faceva di te un combattente e ora, la sua assenza, ti ha trasformato in un culo adatto solo a prendere calci, in una faccia da sputi.

Se devi continuare chinare la testa e a fingere di credere alle cagate che inetti burocrati cercano di propinarti, promesse che sai non saranno mai mantenute, tentativi di farti sentire in colpa per colpe mai commesse, come puoi conciliare ciò con la forza che avevi un tempo, con il fuoco che senti ancora covare sotto tonnellate di cenere?

Se sei costretto a barattare, inutilmente, giorno dopo giorno, la tua dignità con un pugno di mosche, se sei costretto a tendere la mano per chiedere, mentre invece preferiresti tagliartela quella mano piuttosto che tenderla ancora, cosa ti resta ancora da fare? Quale umiliazione dovrai o potrai ancora accettare da chi, protetto da una comoda e grande scrivania pontifica sul tuo operato e ti dice:” ma chi ve l’ha fatto fare?”

Se dentro di te sei sicuro di aver fatto la cosa giusta, se sai che non aver accettato compromessi con i camorristi ti ha rovinato la vita ma ti da la possibilità di poterti guardare ogni mattina allo specchio senza sputarti in faccia, come puoi sopportare l’arroganza e la protervia di chi nella sua vita il massimo del rischio corso è stato, forse, di superare, solo un po’, il limite di velocità sull’autostrada?

Se aver combattuto contro un mostro dall’immane potere non ti rende degno di rispetto ma degno solo di essere ignorato dalle autorità che dovrebbero proteggerti ed aiutarti. Se sei stato costretto a combattere le battaglie che avrebbe dovuto combattere lo stato, perché loro è il compito di garantire la sicurezza dei cittadini e non dei cittadini di fronteggiare i mostri.

Se ti hanno privato di ogni bene materiale e oggi sei ridotto ad una larva che non ha in tasca neanche di che comperare il pane, e quando chiedi un aiuto ti senti dire forse, vedremo, cercheremo, ripassi dopo le ferie… cosa ti verrebbe voglia di fare?

Sono orgoglioso di essere italiano?

Sono orgoglioso di essere meridionale?

Non so più niente, ho dovuto dimenticare cos’è l’orgoglio, anzi me lo hanno portato via l’orgoglio.

Ho ancora il coraggio di essere uomo? Sinceramente non lo so. Ho timore di avere ancora quel coraggio, ho il timore che quel coraggio possa saltare fuori indomito come un tempo e mostrare alle vaste schiere di omuncoli come muore un uomo vero.

Luigi Orsino

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About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

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9 commenti su “Di LUIGI ORSINO – IL CORAGGIO DI ESSERE UOMINI”

  1. Rosa Says:

    Caro Luigi, Accolgo il tuo Urlo DI CONSAPEVOLEZZA e in un Paese, dove la decadenza è presente, mi associo a considerare l’inettitudine di chi ci governa. Hai un codice di onestà che non paga…..tu non hai la scorta. Io e te, siamo le voci di ingiustizia sociale, un’ingiustizia che si vive giorno per giorno. Rosa
    Ps. L’articolo è sensazionale!!!!

    Rispondi

    • Luigi Orsino Says:

      Grazie Rosa,
      Forse dovremmo metterci in gommone, spiaggiare in Tunisia o Libia, rosolarci al sole per una settimana fino ad assumere una tinta ambrata, poi tornare, sempre in gommone, in Italia, dichiararci di nazionalità magrebina e chiedere lo status di rifugiati politici. Otterremmo sicuramente qualcosa. L’Italia è giustamente ospitale, ma è risaputo che non ama i suoi figli.

      Rispondi

  2. Luigi Orsino Says:

    Luca, amico mio,
    La tua indroduzione mi ha commosso fino alle lacrime. Mi avevi manifestato la tua amicizia e la tua solidarietà, privatamente tante volte. Ora, però, leggere le tue parole è stato come dare corpo alle ingiustizie che ho patito e continuo a patire. Ti ringrazio, anche perchè, sai bene, ritengo che un blog importante come il nostro debba occuparsi sì del sociale, ma in generale. I problemi degli appartenenti allo staff devono, per forza di cose, passare in second’ordine. Io ho trasgredito a questa regola, tu non solo mi hai assolto ma addirittura appoggiato.
    Ricevo quotididianamente telefonate, mail, messaggi su fb, di altri poveri diavoli che come me hanno sperato di poter cambiare le cose, di potersi opporre allo strapotere delle mafie, hanno creduto allo Stato che prometteva sostegno e ora… sono ridotti come e peggio di me. Questo Stato che pretende che noi si faccia scudo con il nostro petto alla loro incapacità di contrastare l’azione della criminalità organizzata, che ci lascia soli perchè nella realtà dei fatti non ha interesse a sconfiggere la camorra o le altre mafie, con cui sono storicamente alleate. I rapporti mafia-stato, di cui oggi tutti i politici sembrano meravigliarsi, sono stati la base stessa su cui si è costruita l’unità d’Italia. Pochi poveri imbecilli, come me, hanno creduto che qualcosa potesse cambiare ed ora, giustamente, paghiamo il fio della nostra credulità.
    Luigi Orsino

    Rispondi

    • Luca Rivoli Says:

      Caro Luigi, la tua storia è esemplare e metterla al servizio di tutti non può che essere un vantaggio per tutti noi, lettori e redattori. C’è tanto da imparare, da sapere e da scoprire e vale la pena farlo.
      Non aggiungo altro visto che la sviolinata, sincera e sentita, te l’ho già fatta :-)
      Un abbraccio

      Luca

      Rispondi

  3. ferraioli domenico Says:

    il coraggio di essere uomini LIBERI
    ferraioi domenico

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