RAPPORTI STATO MAFIA – Un lungo e felice connubio


In questi ultimi tempi sento un gran parlare di rapporti veri o presunti tra lo Stato e la mafia, che siano le istituzioni a cercare di occultare i suoi putrescenti scheletri posso capirlo, ma che giornalisti e uomini di cultura possano aver dimenticato il passato recente di questo paese non è solo ammissibile è molto sospetto.

Quanti esempi occorrono per poter affermare che lo Stato è sempre stato in affari con le mafie, che o rapporti tra i due poteri sono sempre stati saldi e, nel comune interesse, proficui.

I fratelli Greco esattori statali in Sicilia, poi riconosciuti mafiosi non li ricorda nessuno?

Il politico Salvo ucciso dalla mafia per contrasti tra cosche ed egli stesso mafioso?

E il sindaco di Palermo Ciancimino?

Nessuno si ricorda dello scandalo del colonnello dei servizi segreti che sprecava a far visita in carcere a Don Raffaele Cutolo perché intercedesse presso le brigate rosse che tenevano prigioniero Aldo Moro.

E la strage del treno di Natale, Italicus, addebitata al camorrista Misso che avrebbe agito su commissione dei servizi?

Solo qualche esempio ovviamente.

Qualcuno ha detto: “ Le brigate rosse sono contro lo stato, la mafia è alleata dello Stato”.

Niente di più vero! Le mafie fin dal loro apparire hanno sempre svolto la funzione di cani da guardia del potere costituito, il loro principale compito era, ed è, di tenere sotto controllo i movimenti popolari spontanei, quelli che maggiormente sono temuti dal potere centrale.

L’unico periodo, nella storia italiana, in cui la mafia fu costretta ad “ibernarsi” per sfuggire alla persecuzione del potere statale fu durante il fascismo. Ciò avvenne solo perché il fascismo voleva gestire da solo il potere e non intendeva ne condividerlo ne scendere a patti con nessuno. Fu possibile rendere quiescente la mafia solo grazie all’azione del “Prefettissimo” Mori, che non disdegnava i mezzi di coercizione più abbietti, compreso la rappresaglia contro le popolazioni inermi per ottenere informazioni. La cura era efficace ma poteva uccidere il paziente, ed infatti, poi, Mori fu rimosso.

Quali siano oggi i rapporti tra mafie e stato sono forse sconosciuti a qualcuno? Forse qualcuno dubita che i rapporti tra i due poteri sono tanto stretti che è impossibile distinguere l’uno dall’altro, è impossibile asportare il tessuto malato senza danneggiare molto gravemente, forse inesorabilmente, anche il tessuto sano. Le mafie si sono insinuate ovunque con in benestare dei poteri politici. Anzi il potere politico dipende dal potere mafioso: se le mafie non costruiscono le piattaforme clientelari che poi divengono bacini elettorali per molti politici la vita sarebbe dura. Certo c’è un prezzo da pagare, chi ha poggiato le chiappe su una bella poltrona è ben felice di pagare il conto alle organizzazioni malavitose.

Qualcuno mi  chiederà: “ E i tanto osannati arresti di pezzi da novanta? E i sequestri di beni? E gli arresti di interi clan? Non ho mai detto che esiste una pace idilliaca tra le varie organizzazioni mafiose e tra queste e i politici che le appoggiano. La corsa al potere è una guerra che comporta morti e feriti. Quindi se un certo clan, attraverso la sua copertura politica, può mettere in ginocchio il clan avversario lo fa e senza farsi troppi scrupoli. Oggi in Italia non ha senso parlare di questo o quel partito è molto più corretto parlare di questa  o quella corrente politica legata a un clan in lotta, o alleato, con un altro clan.

Noi tutti non siamo considerati da chi gestisce questi poteri esseri umani con tanto di diritti oltre che di dovere, siamo solo merce di scambio, delle cose che possono essere sfruttate, vendute o comprate. Oggi io vedo una massa di gente obbligata a sopportare ogni genere di insulti, ogni offesa. Vedo un popolo che viene munto, deriso e usato.

Non so come, non so quando ma la storia ci insegna che un popolo duramente oppresso si ribellerà. Pensate come volete ma alla fine della favola la violenza va ripagata con la violenza.

Luigi Orsino

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About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

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2 commenti su “RAPPORTI STATO MAFIA – Un lungo e felice connubio”

  1. ferraioli domneico Says:

    Lo Stao e la Mafia.Due facce della stessa medaglia.
    Perchè la Mafia non è contro lo Stato? semplice senza uno Stato ad economia capitalistica la mafia non può esistere.

    Rispondi

  2. Roberto Mariotti Says:

    Ottimo articolo, chiaro e illuminante.
    In particolare gli ultimi tre paragrafi meritano un applauso.
    Purtroppo ancora la maggior parte degli italiani ha il cervello in letargo, opportunamente anestetizzato dalla tv-morfina.
    Ma la percentuale di quelli che stanno uscendo dal letargo è in aumento.
    Staremo a vedere…

    Rispondi

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