PULIZIE DI CASA


Da italiano è per me molto doloroso dover constatare che, come popolo, siamo afflitti da una totale mancanza di reattività, siamo degli ignavi che pur di vivere tranquilli sono disposti a sopportare di tutto.

Forse solo durante il ventennio gli italiani si travestirono da galletti, un camuffamento, per altro, non ben riuscito… visti i risultati.

Ci manca la forza di volontà per ribellarci alle ingiustizie e siamo sempre in cerca di qualcuno che risolva per noi i problemi, demandiamo e ciò che non possiamo delegare ad altri lo ignoriamo o al più rimandiamo.

Questo nostro pessimo aspetto caratteriale ha permesso ad intere generazioni di parassiti di ingrassare sulle nostre spalle e di farci all’estero la fama, purtroppo meritata, di vil popolo dalla schiena prona.

Oggi noi siamo afflitti dalla peggiore burocrazia d’Europa, asfissiante nelle sue assurde cavillosità ma sempre affamata di privilegi e mai sazia di beni materiali.

Abbiamo così i politici più pagati d’Europa, e forse del mondo, più numerosi di uno sciame di bibliche cavallette, più numerosi di paesi che hanno un numero di abitanti quattro volte superiore a quello del nostro. Costoro beneficiano di un trattamento assolutamente ingiustificato dal loro valore, al di sotto dello zero, trattamento che essi stessi hanno deliberato. I nostri politici sono sempre solleciti  quando c’è da riempirsi le tasche, e per loro è sempre tempo di vendemmia, sono dotati di una lingua avvezza a rifilarci le panzane più assurde, sono capaci di spacciare per conquiste democratiche quelle che invece sono solo delle prerogative oligarchiche. Non disdegnano di fare demagogia e populismo pur di prenderci per il culo, danno l’impressione di accapigliarsi ma poi siedono tutti alla stessa tavola a banchettare con ciò che hanno strappato dalla bocca dei nostri figli. Essi fanno parte di una casta di intoccabili, insieme a grandi banchieri e imprenditori senza scrupoli. Tutti insieme gestiscono la corte dei burocrati che vivono ai loro piedi e ingrassano con i loro avanzi. Ovunque giriamo lo sguardo siamo costretti ad assistere allo scempio di coloro che, satolli, si ergono a censori della morale pubblica e ci incitano all’amor di patria sotto forma di sacrifici ormai insopportabili. Neanche ci è concesso scegliere chi debba essere il nostro carnefice, chiunque detiene il potere è esattamente uguale a colui che ha sostituito, chi è stato sostituito mantiene le sue prerogative di casta e tutti insieme si nutrono del nostro sangue.

Mi chiedo fino a quando saremo disposti a sopportare tutto ciò? Fino a quando lasceremo che esseri spregevoli, traditori della patria e dei loro simili, possano continuare a calpestarci schiacciando la nostra dignità? Quando la misura sarà colma e, finalmente, daremo loro la paga definitiva, la sola a cui hanno veramente diritto? Il popolo italiano deve svegliarsi, uscire da quello stato d’inedia che lo avvilisce, lo esaspera e lo debilita.

Pensate che attendere serva a qualche cosa? Che verranno tempi migliori? Per il popolo i tempi migliori sono questi perché domani sarà peggio di oggi.

A cosa ci serve questo governo se non a farci patire la fame, privarci della libertà e renderci sempre più schiavi.

Possibile che vi sentiate italiani e patrioti solo quando assistete ad una partita di calcio? Quel tricolore che agitate non è uno straccio colorato buono solo per far festa, esso è il sudario in cui avvolgere le nostre speranze, oppure il vessillo sotto cui raccogliersi per iniziare a far pulizia. Oggi è un buon giorno per iniziare a pulire la nostra casa Italia.

Non mi parlate di partiti e di uomini che possono indicarci la via!  La storia ci ha insegnato che la democrazia è solo una farsa , un sistema escogitato dai potenti per gestire il potere dando l’impressione che sia la massa a comandare. Non è mai stato così. Occorre trovare una nuova formula per il vivere civile. E’ inutile cercare di rabberciare un rudere fatiscente, bisogna abbattere per ricostruire.

Lo tsunami moralizzatore deve spazzare via l’intera classe parassitaria, se perché ciò succeda occorrerà essere decisi e risoluti, ebbene, lo saremo.

Luigi Orsino

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About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

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6 commenti su “PULIZIE DI CASA”

  1. Roberto Mariotti Says:

    “Occorre trovare una nuova formula per il vivere civile. E’ inutile cercare di rabberciare un rudere fatiscente, bisogna abbattere per ricostruire.
    Lo tsunami moralizzatore deve spazzare via l’intera classe parassitaria, se perché ciò succeda occorrerà essere decisi e risoluti, ebbene, lo saremo.”
    Sono talmente d’accordo che non trovo bisogno di aggiungere altro.

    Invece vorrei fare un distinguo su quel discorso relativo alla burocrazia dello Stato e all’eccesso di politici.
    Verissimo: abbiamo un costo della politica assuramente elevato, e dovremmo quindi mandare a casa un gran numero di politicanti mezze calzette, e ai rimanenti ridurre di molto retribuzioni, privilegi e prebende varie.

    Non vorrei però che da qui riprendesse vigore il vecchio argomento del “mandare a casa gli statali, perché sono inutili e non lavorano”.
    Ai dipendenti dello Stato, così come qualsiasi altro “normale” lavoratore, deve essere conservato il posto di lavoro a tutti i costi, perché a prescindere dalla produttività del loro lavoro, che in buona parte non dipende da loro ma dall’amministrazione che li impiega, il loro contributo all’economia in quanto consumatori lo danno comunque.

    Anzi sarebbe il caso, specie in periodi di recessione economica, di sostenere l’occupazione anche con un po’ di assunzioni nella P.A., magari a tempo, anche a costo di far aumentare la spesa pubblica.
    Le streghe del rigore contabile e del pareggio di bilancio a priori, che tanti sfaceli stanno facendo in Italia, dovrebbero essere messe a tacere, invece che stare al governo…

    Purtroppo il luogo comune degli statali tutti “fancazzisti” (alcuni ce ne sono, come dappertutto) è figlio di una concezione economia vecchia, stantia e fuorviante, che ignora l’importanza fondamentale che ha la cosidetta Domanda Aggregata in economia.
    Quando si capirà questo si capirà anche che la cosa fondamentale in una Nazione non è tenere sotto controllo il Debito Pubblico ma espandere il più possibile l’Occupazione e retribuirla e tutelarla al massimo.

    Rispondi

    • Luigi Orsino Says:

      Ho 58 anni, ho vissuto e patito, lottato e preso batoste, ma in tutta la mia vita non ho mai, dico mai, incontrato un dipendente pubblico che facesse almeno il 50% del suo dovere. A conti fatti se si decidessero a non rubare più lo stipendio ne basterebbe il terzo di quanti ve ne sono oggi. Con i soldi risparmiati si potrebbero incentivare le attività private (piccole e medie imprese) vera spina dorsale dell’economia del paese.
      Luigi Orsino

      Rispondi

      • Roberto Mariotti Says:

        Cioè scusa Luigi, fammi capire…
        Con i due terzi in “esubero” che faresti?
        Li manderesti a casa pensando di risparmiare i loro stipendi per incentivare le attività private?
        Adesso, in Italia, con l’industria in totale crisi?

        Spero che non intendi questo, perché ti assicuro che faremmo fallimento in poche settimane!

        Allora chiarisco meglio: se l’industria privata fosse in fase espansiva il passaggio di dipendenti dal pubblico al privato andrebbe benissimo, ma non servirebbe alcuna azione del governo, sarebbe un passaggio spontaneo, perché in quel caso le retribuzione dell’industria privata crescerebbero sensibilmente.

        Oggi purtroppo, invece, l’industria langue.
        Il motivo è ben noto: il calo della Domanda Aggregata.
        Ovvero, tradotto, il fatto che la famiglie non hanno soldi in tasca.
        Con questo stato di cose “mandare a casa” dipendenti pubblici avrebbe un immediato effetto catastrofico; e pensare che i soldi risparmiati in stipendi possa servire da “motore” per l’economia sarebbe pura utopia, perché tanto la nuova produzione non avrebbe i necessari consumatori.

        Equivarrebbe a fare in soldoni lo stesso errore di fondo che segna l’azione sciagurata del governo Monti.

        Rispondi

        • Luigi Orsino Says:

          Amico Roberto,
          Le ragioni di macroeconomia che hanno causato la stagnazione dei consumi, ed altri danni, sono da ricercare in un ben studiato piano speculativo. Detto questo, io ritengo che i dipendenti pibblici siano una categoria che da troppo tempo si pascie di privilegi, ha scarsa ho nulla dimestichezza con il lavoro, spesso costituisce una piattaforma clientelare che tende a trasformarsi, al momento opportuno, in bacino elettorale. Riducendo il numero di impiegati pubblici, unitamente ai doverosi tagli di parassiti di casta, potremmo avere adisposizione fondi da investire nel privato. Tale operazione potrebbe, forse perchè giocano molte incognite, rimettere in moto l’economia. Certamente avremmo molto meno parassiti che campano alle nostre spalle e… il fegato se ne gioverebbe.
          Tu, probabilmente, sei uno di quei pochi che, pur lavorando nell’ambitissimo nel “pubblico” fai il tuo dovere, ma se ti guardi intorno, lo avrai già fatto, ti renderai conto della solitudine che ti attanaglia.
          La macchina pubblica è strutturata in modo tale che anche chi ha voglia di lavorare seriamente è costretto a seguire regole, scritte e non, che vanificano le sue buone intenzioni.
          Credimi se potessimo indire un referendum vincerei alla grande. Dovresti ascoltare i mugugni, e perchè no… le bestemmie, di chi è costretto a confrontarsi con la bieca burocrazia italiana.
          In ogni caso rispetto la tua opinione così come spero che tu rispetterai la mia.
          Un saluto
          Luigi

          Rispondi

          • Roberto Mariotti Says:

            Caro Luigi, è naturale che rispetto la tua opinione, ci mancherebbe!
            Abbiamo opinioni differenti sulla questione, nulla di più normale.
            Ma la mia non viene da convenienza personale, infatti io non sono un dipendente pubblico: lavoro in un’azienda privata, che compete in tutto il mondo, quindi nulla di più lontano dal clichè dello “statale”.

            Le tue idee sono molto comuni, quindi sono convinto che in caso di referundum, come dici tu, avrebbero la meglio. Ma io credo che sarebbe una sciagura.
            Però la spiegazione di questa mia valutazione è troppo lunga…

            Sinceramente ti dico che sono convinto che anche le tue idee in qualche modo fanno parte del “ben studiato piano speculativo”. Si tratta della attuazione di una delle più antiche e collaudate tecniche di mantenimento del Potere, note fin dal tempo degli antichi romani col nome di “Divide et impera”: dipendenti pubblici contro privati, dipendenti contro autonomi, artigiani contro professionisti, eccetera.
            Il tutto per cercare di allontanare la gente dal percepire l’unico vero conflitto esistente nel mondo, da sempre, in tutte le latitudini: RICCHI contro POVERI.

            La strategia ha sempre funzionato e continua a funzionare…

            La tua proposta “… riducendo il numero di impiegati pubblici… potremmo avere a disposizione fondi da investire nel privato…” è figlia di questo approccio.
            E’ la strategia di chi governa in Europa oggi.
            E’ parte integrante del sedicente “piano di risanamento” imposto dalla troika alla Grecia.
            E’ infatti la Grecia sta andando sempre peggio, ovviamente anche per tanti altri motivi.

            La verità, ovviamente a mia opinione, sta in tutt’altra parte: sono le enormi ricchezze concentrate nelle mani di pochi a dover essere rimesse nel circolo economico, altro che gli spiccioli dei dipendenti pubblici, che faticano pure ad arrivare a fine mese.
            Ti saluto molto cordialmente.
            Alla prossima!

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  1. LA CORDA TESA | Pensare Liberi News - 26 ottobre 2012

    […] PULIZIE DI CASA […]

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