SOCIETA’ IPOCRITA – CASO SALLUSTI E DISCORSO A UN BAMBINO CHE NON NASCERA’

1 ottobre 2012

Cultura e Società, Il Caso


Caso Sallusti. E’ giusto o non è giusto quello che gli è capitato ? Districarsi in questo dedalo è alquanto difficile se non deleterio, proprio perchè si rischia di essere in ogni caso dalla parte “sbagliata”, cioè quella parte pubblicamente e socialmente accettata come sbagliata. Non ci sono vie di mezzo. O sei contro o sei a favore, e nell’uno o nell’altro caso si finisce inevitabilmente dentro una sorta di tritacarne. Tra parentesi, non sapevo chi fosse nemmeno Renato Farina, non sapevo cosa avesse fatto, e sopratutto non avevo letto l’articolo che questo …”oscuro signore dei Sith” aveva pubblicato, e che aveva scatenato i cani della laica inquisizione, come detto dal buon Luca Rivoli nel suo ultimo editoriale.

Ora, tutto questo pandemonio, ha provocato una marea di polemiche e si discute veramente di tutto, cioè della libertà di stampa, della libertà di espressione, del caso di una spia (ex ?) dei servizi segreti infilata tra parlamentari (che scrive pure su un giornale, bah!), della diatriba eterna e stucchevole tra abortisti e non abortisti. Quindi la cosa sarà manovrata in modo tale che si potranno riempire i palinsesti di giornali e talk show televisivi per un bel po’:  una vera manna in questi tempi di vacche magre per i tuttologi della sacra disinformazione (in attesa naturalmente di altro che possa distrarci a dovere). Osservando tutto questo teatrino invece la mia attenzione si sposta su un elemento fondamentale che nessuno prende in considerazione, forse perché non è dato ad esso nessun valore o perché nessun valore deve essere dato a quell’elemento. Sto parlando di chi veramente ha fatto le spese in questa storia, cioè dell’ex futuro nascituro. Dico ex futuro proprio perché l’hanno già fatto fuori, e quindi l’occhio di bue della coscienza collettiva può essere indirizzato su cose più …”pratiche”.

 Di lui, non gliene frega niente a nessuno. Lui non è un bambino/a. E’ un ammasso di cellule, al meno che si trovi in un altro pianeta e allora si griderà al mondo intero: “C’è vita!!!”. Ma sul pianeta terra un ammasso di cellule è solo un ammasso informe, appunto, e quindi è solo uno strumento, utile a chiunque torni utile e voglia servirsene, soprattutto come propaganda. Torna utile al politico intellettuale sinistroide di turno, che può strumentalizzarlo per le sue discussioni da bar in merito alla falsa diatriba sinistra/destra. Torna utile ai rotocalchi di Barbara d’Urso o Bruno Vespa (già, chissà quando si deciderà a fare un plastico dell’aula parlamentare, a buon intenditor), torna utile a giornalisti e paparazzi che possono mangiarci sopra qualcosa. Torna utile alle case farmaceutiche, che possono così propagandare la loro RU486 e spacciarla come il totem della libertà assoluta e incondizionata, oppure fare miliardi con preservativi e test di gravidanza monouso, per non parlare di quella “piaga sociale”  che è la cellulite e dell’aumento di peso successivo alla gestazione e al parto! Torna utile all’annosa vicenda che divide religiosi e atei. Torna utile alla propaganda femminista che rivendica la decisione di vita/morte solo su declinazione al femminile, fregandosene altamente di qualunque altro tipo di implicazione possa emergere da una simile situazione, tanto meno coinvolgere il nemico maschio (lui serve solo come portatore di sperma oppure quando devi spremerlo per il mantenimento). Torna utile agli avvocati matrimonialisti che – ad es. – su una gravidanza indesiderata e quindi frutto di polemiche e litigi tra coniugi, si avventano come avvoltoi sulle carogne!

In definitiva, torna utile a tutti meno che al soggetto stesso di tutti questi turpiloqui. A questo punto mi piacerebbe condividere una riflessione che scaturisce da questo fatto di cronaca e che – a mio modesto parere – sarebbe d’obbligo per tutti.

Nella società del mondo occidentale, la società ricca, opulenta, culla della civiltà, del diritto, del progresso, della tecnologia, della democrazia (da esportare a tutti i costi), del benessere e del consumismo eletto a dottrina terapeutica anche dagli strizzacervelli (a proposito, Dio ce ne scansi!!), della legge uguale per tutti quelli a cui è applicata (per molti ma non per tutti), in questa nostra società, si è inculcata la mentalità secondo la quale un bambino/a, o un futuro nascituro/a, può essere più un problema che una risorsa per il genere umano. E’ stato inculcato questo paradossale processo logico che vuole la fredda valutazione sulla necessità e/o convenienza o meno della nascita di un figlio/figlia.  Ricorda la stessa logica che si sfrutta quando si deve – ad es. – acquistare un automobile, fare un investimento immobiliare, oppure scegliere una scarpa bassa o una zeppa da 12 cm!!

Ora, qualcuno di voi – tra chi leggerà questo noiosissimo articolo -  si sentirà in dovere di darmi del moralista, bigotto, bacchettone, o del baciapile. Forse avete ragione anche voi. Ma vedete, in questa vicenda non riesco proprio a solidarizzare con nessuno di tutti gli attori posti sotto i riflettori. Non me ne frega proprio nulla. Perché a mio modo di vedere qui il problema non è né Sallusti, né un giudice particolarmente disinvolto, né la madre-nonna prematura che decide che il marito “non deve sapere”, come se un marito servisse solo per portare i soldini a casa, se poi la figlia 13enne rimane incinta è giusto che lo sappia per via raccomandata A/R proveniente dal tribunale. Sensibilità di mamma!! (e di moglie, oserei dire – fonte). Sto pensando a chi veramente ha fatto le spese in tutto questa desolante vicenda: cioè su una ragazzina di 13 anni che immagino sdraiata su un letto di una clinica psichiatrica, la cui unica colpa è stata quella di fidarsi della propria madre e ora l’unica cosa che le rimane è una cicatrice nell’anima che porterà con se per tutta la vita. E su quel bambino/bambina che non sarà mai tale, e sulla perdita che l’intera umanità idealmente, concretamente e qualitativamente subisce ogni qualvolta una nuova vita non è desiderata o in alternativa valutata come si fa con un preventivo spese. Perché, ironia della sorte, colui/colei il quale avrebbe dovuto essere più tutelato invece è stato il primo “fardello” ad essere preventivante eliminato (il caso assurdo è che la madre lo voleva).  Vedete, a noi daranno in pasto quel che rimane, cioè solo le chiacchiere e le discussioni, resteranno le parole di tutti coloro i quali su questa squallida e deprimente vicenda ci marciano sopra, come ad es. un politico qualunque, un giornalista leccaculo, una presentatrice tv ignorante e cattiva, un qualunque cittadino/cittadina narcotizzato da calcio, playstation, borsette alla moda e cellulari di ultima generazione (per i quali si è disposti a fare file chilometriche e sacrifici economici indicibili pur di averlo!!). Perché sembra proprio che non importi altro se non parlare di cose che in realtà non hanno (non avrebbero) nessuna importanza.

Ma allora, che sta succedendo veramente ?  Non ho la risposta, perché anch’io faccio parte di questo schifo, nel senso che anch’io ci sono nel mezzo e non avrei nessun diritto di giudicare niente e nessuno. Però, se potessi fare un discorsetto ad un qualsiasi ipotetico futuro nascituro, magari per spiegargli perché eventualmente non è il benvenuto, potrei dirgli:

“Carissimo, ma tanto, chi  te lo fa fare ? Sapessi che mondo ti abbiamo preparato! Perchè questo mondo (almeno questa parte di mondo) non ti vuole! Ha paura di te. Ha paura di perdere (con la tua venuta) le sue verità, le sue comodità, le sue sicurezze, ha paura di quello che sarai e di cosa sei portatore. Perché chissà, potresti essere in futuro un uomo/donna che matura idee strane e magari voler cambiare e sconvolgere quel mondo così sbagliato e paradossale che invece gli adulti del presente vogliono assurdamente perpetuare a conservare. Il nuovo fa paura al potere imperante, qui nel mondo occidentale. Una società di vecchi egemoni che detengono il potere economico e politico che soggioga e seda o addestra i giovani affinché questi non possano diventare una minaccia per il loro potere. Una società che insegna e trasmette la paura anziché il coraggio, che mira a sopprimere diritti anziché tutelarli.  Perché ? Perché sappi che una società giovane è portatrice di idee, di innovazioni, di progresso, e quindi un pericolo per chi non vuole questo.  Quindi ogni nuova nascita deve essere valutata, soppesata, criticata e controllata a dovere. Per evitare brutti scherzi. E tutti i mezzi di induzione psicologica sono adatti per diffondere questo pensiero, per instillare la paura e rendere una prigione qualsiasi esistenza. Un’esistenza dove una gravidanza è vista come un problema da affrontare piuttosto che una speranza per il futuro. E perché sulla tua morte (non nascita) tutti possono mangiarci sopra un tozzo di pane e avere il loro contentino sotto un riflettore. No, amico mio. Lascia perdere. Sei un problema che deve essere risolto sul nascere (oops, scusa!). Sai che ti dico ? Trovati un altro posto dove nascere. Qui l’aria è decisamente puzzolente.”

Buona fortuna a tutti.

Giovanni Molè

Altri articoli che ti potrebbero interessare:

DIVENTA NOSTRO FAN SU FACEBOOK E SOSTIENICI DIFFONDENDO

Software Gestionale Pubblica Assistenza

About Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

Vedi tutti gli articoli di Giovanni Mole'

Iscriviti

Subscribe to our RSS feed and social profiles to receive updates.

One Comment su “SOCIETA’ IPOCRITA – CASO SALLUSTI E DISCORSO A UN BAMBINO CHE NON NASCERA’”

  1. minecraft gratuit Says:

    I every time emailed this web site post page
    to all my contacts, as if like to read it after that my friends will too.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.667 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: