Atene blindata. Manifestazioni e scioperi contro Frau Merkel


Atene blindata e militarizzata, vietate tutte le manifestazioni in un centro città che oggi accoglie la cancelliera tedesca. Sindacati e partiti di sinistra scioperano e manifestano comunque.

Questa mattina la capitale ellenica si è svegliata in stato d’assedio: strade chiuse, piazze recintate, migliaia di poliziotti schierati in assetto antisommossa, elicotteri che volteggiano sul centro cittadino, unità cinofile schierate nelle stazioni, e piazza Syntagma off limits. Un dispositivo di blindatura che è già scattato ieri nella prima serata, dopo che circa diecimila persone avevano manifestato davanti al Parlamento greco contro quelle misure di ‘austerità’ che la cancelliera tedesca Angela Merkel intende sostenere oggi nel suo viaggio in Grecia. Molti i cartelli contro il dominio tedesco dell’UE e Frau Merkel, dipinta anche come “la figlia di Hitler” con la svastica sul braccio. Qualche ora prima circa 300 pensionati avevano bruciato una bandiera dell’Unione Europea proprio davanti agli uffici ateniesi della Commissione Europea.

Ieri il capo della Polizia della regione dell’Attica ha deciso di vietare per oggi, dalle 9 del mattino fino alle 22, ogni tipo di manifestazione e assembramento all’interno della città. “Nell’interesse dell’incolumità pubblica” è stato detto. Cecchini sono stati sistemati sui tetti dell’albergo – l’hotel Hilton – che ospita la delegazione tedesca, mentre fin da ieri sera è proibito parcheggiare vicino all’ambasciata di Berlino, dove oggi il partito nazionalista di destra ‘Greci Indipendenti’ aveva invitato a protestare formando una catena umana.

Attorno al parlamento sono invece state sistemate delle vere e proprie barricate mentre le autorità di pubblica sicurezza hanno deciso di chiudere ben 6 stazioni della metropolitana nell’area del centro e di deviare anche gli autobus.

Essendo state vietate tutte le manifestazioni di protesta convocate dai sindacati e dai partiti politici della sinistra in vari punti nevralgici della città – come piazza Syntagma o piazza Omonia – i promotori hanno deciso o di sospenderle o di realizzarle in aree periferiche della capitale. In particolare i sindacati hanno deciso di spostare le proteste in piazza Klafthmonos o nel parco di Pedion tou Areos. Confermato invece lo sciopero di tre ore indetto dai sindacati in vari settori del mondo del lavoro in segno di ripulsa nei confronti delle politiche di massacro sociale sponsorizzate da Angela Merkel e dalla troika.

La cancelliera tedesca dovrebbe atterrare alle 13:30 locali all’aeroporto Elefterios Venizelos dove troverà a riceverla il premier Samaras mentre per le 16:45 é fissato l’incontro con il presidente della Repubblica Papoulias.

La visita della Merkel è stata salutata dalle fonti dell’UE e da quelle del governo Samaras come ”un messaggio di fiducia” nella capacità della Grecia di risanare la propria economia e di restare nell’eurozona. Ma i messaggi che vengono da Berlino, Bruxelles e Francoforte sono ben diversi. E’ chiaro a tutti che la premier tedesca va ad Atene a ricordare a Samaras e al suo governo la loro sudditanza nei confronti della supremazia di Berlino: al debole premier ellenico la Merkel ricorderà infatti la necessità di rispettare e accelerare tagli, licenziamenti nel settore pubblico e privatizzazioni come precondizione per concedere la nuova tranche di un megaprestito che servirà ad indebitare ancor di più la Grecia e a renderla ancora più ricattabile da parte delle istituzioni finanziarie ed economiche continentali.

Se ciò non fosse chiaro ci ha pensato l’Eurogruppo ieri a ricordarlo ai greci. “E’ il momento di uscire allo scoperto giocando le carte vere, definitive” è stato il messaggio dell’Eurogruppo al governo greco. Entro il 18 ottobre, giorno in cui si riuniranno i capi di Stato e governo dell’Ue a Bruxelles, Samaras dovrà “mostrare la determinazione ad avviare le riforme promesse” di riforma e consolidamento per poter ottenere la ‘tranche’ di 31,5 miliardi del prestito. Tra i punti più ‘caldi’ la riforma delle pensioni e le privatizzazioni. “C’e’ ancora del lavoro da fare”, é la posizione del Fmi, preoccupato per il rischio che le proiezioni attuali darebbero un rapporto tra debito e Pil assai oltre il 120% nel 2020. Con il solito piglio la dg dell’Eurogruppo Christine Lagarde ha dato un vero e proprio ultimatum ad Atene: “Agire significa agire, non dire che si agirà”.

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2 commenti su “Atene blindata. Manifestazioni e scioperi contro Frau Merkel”

  1. Roberto Mariotti Says:

    “… La visita della Merkel è stata salutata dalle fonti dell’UE e da quelle del governo Samaras come ”un messaggio di fiducia” nella capacità della Grecia di risanare la propria economia e di restare nell’eurozona…”

    Traduzione per i “diversamente svegli”:
    un messaggio di fiducia nella capacità della classe dirigente greca, cialtrona e criminale, di continuare a far speculare le già grasse banche tedesche sul debito pubblico greco, infischiandosene allegramente se ciò condurrà alla distruzione totale del benessere e dell’economia del popolo greco, facendolo ripiombare nel medioevo.

    Qualcuno dice che la Grecia è una sorta di “laboratorio sociale”: qui le élite finanziarie stanno sperimentando fin dove è possibile spingere la distruzione di un popolo in nome di pure e semplici speculazioni che producono immense ricchezze per una piccolissima minoranza.

    Io mi auguro che questo esperimento si concluda in un certo modo, che però non posso dire perché l’apologia della violenza è sempre una brutta cosa.
    Diciamo allora che dobbiamo sperare tutti che i greci si decidano ad innescare un vero e proprio processo rivoluzionario (senza ulteriori specificazioni) che ribalti del tutto la gestione del loro Stato.

    E’ vitale, perché dall’esito di questo “esperimento” credo che dipenda la generalizzazione del processo di distruzione sociale a tutto il Continente (se non il mondo intero).

    Rispondi

  2. alfredo1930 Says:

    l’indebitamento della Grecia è un fatto certo,in Grecia come in italia vi è stata speculazione,arricchimento a danno dei conio statali.Coloro che si sono illecitamente arricchiti ponendo problemi di risanamento del bilancio dello Stao greco o italiano non pagheranno il conto.Il deficit vi è ,la Grecia al pari dell’Italia fa parte dell’eurozona dove comandano la germania ,la francia e anche l’Italia.La Grecia ha poche risorse disponibili:il debito che ha accumulato in qual modo sara saldato? uscendo dall’eurozona?sacrificando gravemente i cittadini?E’ un dramma che si avvita su se stesso.L’Europa non fa più guerre con le armi ,ma ora è in corso una guerra caratterizzata dal dominio cenonomico delle banche e vi rimettono sempre i cittadini.In Grecia comunque i cittadini fanno bene ad alzare le loro voci perchè l’austerità può anche uccidere

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