Effetti del matrimonio tra mala-politica-radicata e mala-vita-organizzata.


La situazione negli anni in cui viviamo è il frutto di attente e minuziose scelte di forze di cariche opposte che si sono attratte l’un l’altra fino a co-implicarsi, producendo un risultato deleterio e controproducente. Provocati dai connubi ignorante-demagogo e Mafia-Politica.

Ma perché si è arrivati fin qui? e qual è il punto di debolezza di questo circolo vizioso?

Bisogna partire appunto dalla Ignoranza dilagante e dall’alto tasso di analfabetismo del secondo dopoguerra; l’ignoranza, si sa, è causa di molti mali e della incurabilità di questi.

Un popolo ignorante subisce il fascino di un demagogo e le minacce di un malavitoso, ecco che le due figure hanno preso ad avvicinarsi l’un l’altra, frattanto una grande porzione di popolo si è alfabetizzata, ma nonostante ciò la mala vita organizzata si è avvicinata sempre più alla politica fino ad entrarci, il mafioso è diventato il demagogo, il demagogo si è fatto mafioso ed entrambi hanno tratto grossi benefici; il primo ha imparato ad usare la lingua e il secondo ha imparato ad usare le armi.

Il popolo restava a osservare tutto questo rituale di corteggiamento, si limitava a parlare, e sporadicamente a parlare ad alta voce ed a scrivere.

Come è stato possibile che un popolo ormai già colto sia rimasto e continui a guardare?

Be’ questo perché, il veleno – rappresentato da questi “matrimoni” all’italiana – non è stato iniettato dalle mani impulsive e rozze del mafioso, bensì da quelle abili del demagogo, del politico le quali hanno fatto che il paese, si abituasse a tutto (davvero a tutto, come ho avuto modo di evincere in questi ultimi anni!), ed il popolo, plasmasse la sua cultura e la sua morale su questi veleni fino a trasformarli in droghe delle quali lo stato stesso ora ha bisogno.

Gli effetti di ogni droga non possono che essere devastanti, il politico ha perso molta della sua conoscenza giuridica all’ora di legarsi col malavitoso, tanto da non saper più legiferare, neanche in quelle materie dalle quali non può trarre profitto, nella altre, invece, agisce sconsideratamente a suo favore, o dei suoi capi, ai quali deve la nomina, e una cospicua pensione(senza contare gli innumerevoli benefici, e zeri, del “lavoro” che svolge, e del “salario” che gli corrisponde), il parlamentare ha perso – se mai avesse acquistato – quel carattere di indipendenza da ogni partito politico la che la nostra costituzione gli conferisce.

Cosicché il matrimonio ha provveduto a chiudere tutte le porte e spifferi dai quali potessero entrare interessi che non fossero i loro: per essere eletti bisognava affidarsi a partiti, per costituire partiti bisognava avere “appoggi”, e questi appoggi erano forniti dai capi, i quali contavano in diverso modo sui voti dei sudditi, incantati da promesse – alla quali hanno potuto credere (e fidarsi) grazie alla conformazione ai costumi mafiosi – o obbligati da minacce.

Il cerchio si era appena chiuso; il matrimonio funzionava, e continua a funzionare a meraviglia!

Questo abituarsi ai costumi mafiosi, ha fatto espandere il modus operandi, dalle regioni nelle quali le organizzazioni sono nate, fino a Roma, e di qui alle singole regioni e paesi (ometto la citazione delle province nelle speranza che quando questo post sarà pubblicato saranno già state dismesse), dove il sindaco e i suoi consiglieri-picciotti avrebbero potuto, potuto senza limiti e controlli, sfamare i loro interessi stringendo accordi sottobanco e iniziando a loro volta nuovi corteggiamenti. Sistemare il figlio, la figlia, il cognato, il fratello di chi mi ha votato e via elencando.

Può esserci qualcosa che sia peggio di tutto ciò?

La risposta è sempre, sì! Tutto ciò è ben poca cosa in confronto all’animo compiacente dei sudditi che quasi giustificano e spesso comprendono questo comportamento, mi è capitato di assistere ad una di queste lezioni di disinteresse politico quando un demagogo, arrivò ad affermare in pubblico: “un politico è come un panettiere, lavorando con la farina, è normale che si sporchi le mani e che un po’ di questa farina arrivi fino a casa sua” era la prima volta che ascoltavo dal vivo un lectio magistralis così arditamente pronunciata.

A queste affermazioni sfortunatamente non sono estranei anche figure più o meno istituzionale che si stanno felicemente abituando ad essere corteggiati dal sistema.

Come può un magistrato, arbitro di un paese, onorato dalla legge del compito di pronunciare la verità abbinarsi a qualcosa di sbagliato per definizione?

Mi riferisco alla politica, come arte della ricerca della soluzione meno dannosa per il paese.

La politicizzazione della magistratura da tutti ormai ammessa e tristemente accettata è figlia di questo matrimonio.

Come può un giudice politicizzarsi?

La risposta è nelle premesse, anche il giudice è cittadino anche il giudice è stato plasmato dalla morale mafiosa.

Ma a questo triste elenco, si aggiunge un altra figura da noi tutti riconosciuta serenamente come politica, il giornalista; come può un giornalista schierarsi! Sarebbe per lui ammettere in partenza di non poter mai dare una notizia veritiera, dal momento che una notizia politicizzata non può essere vera per le stesse ragioni illustrate poc’anzi. Il punto debole della catena sta in questo, si vedrà…

Un governo, una legislatura, un ordinamento giuridico si basano sulla legittimazione che il popolo conferisce loro.

Non disponiamo di mezzi legali pronti all’uso per superare questo stallo, e questo, è un altro traguardo del loro “sistema”; proprio l’eliminazione e/o la non previsione di questi meccanismi di autodifesa della cittadinanza assicura il perseverare di questa situazione.

Non si tratta di uno stallo e di un malessere prettamente politico ma prima di un malessere sociale, è dunque su questo piano che bisogna agire – in primis – ed immediatamente dopo, su quello politico e legale.

L’antidoto, che ci permetterà di superare questa fase storica sta nel cosa si prova… tu cosa provi?

Io provo un profondo senso di Indignazione! Solo indignandoci e rifiutando il sistema propinatoci fino ad ora perderanno la legittimazione sulla quale giustificano il loro imperio, solo rigettando la nostra morale mafiosa potremmo uniti per spezzare questo matrimonio e trovarci allora di fronte due avversari: la mala- politica-radicata e la mala-vita-organizzata con i loro punti di debolezza; non un entità superiore immune ed immortale, ma due fenomeni sociali storicamente individuabili.

Indigniamoci e agiamo perché il tempo di parlare, e scrivere, è finito!

di Giacomo Mottola

[Letto e approvato dalla redazione: Barbara Ciocche]

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Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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7 commenti su “Effetti del matrimonio tra mala-politica-radicata e mala-vita-organizzata.”

  1. Lia Dice:

    In quest’ articolo si evince quello che è chiaro da sempre: il potere è del popolo. Aggiungo che non solo è finito il tempo per scrivere e parlare, ma è di gran lunga finito il tempo di giustificarsi. E sì… anche il popolo ignorante non può più nascondersi dietro ” il dito del non sapere”. Ormai tutti sanno e tutto si sa… e tutti insieme abbiamo la grande responsabilità di mettere ordine in questo caos di ingiustizie e scorrettezze.
    La nostra forza è seguire la verità e basta cadere sempre col solito e inutile sgambetto del lamentarsi.

    Rispondi

  2. Andrea Mascia Dice:

    Questo sistema esiste solo, perchè siamo noi a permetterlo, non cediamo a quello che ci fanno credere, chi ci fa facili promesse vuole solo metterci nel suo grande teatrino come burattini da muovere a proprio piacimento. Perciò, mi domando, ma quanto ci conviene tutto questo? Impegniamoci con sacrificio e rispetto per quello di cui abbiamo bisogno. Ottenere con “facilità” le cose non ha mai portato a niente di buono e siamo onesti nel dire che per comprendere questo non bisogna certo essere grandi scienziati.

    Rispondi

  3. Francesco Belli Dice:

    Questo è un matrimonio che ha offerto un”appetitoso banchetto” e tanti sono stati i suoi invitati. Tutti hanno ballato con le scarpe piene di sassolini appuntiti… e al momento del chi è contrario a questo matrimonio, parli ora o taccia per sempre, indovinate cosa si è scelto di fare? Bè la scelta è stata dettata dalla STESSA PAURA E DALLO STESSO CORAGGIO che ci vuole per dire BASTA NON CI STO!!!!!

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