DDL intercettazioni – obbligo di rettifica, articolo 1 comma 29, l’ammazza blog – analisi

29 settembre 2011

Politica e Istituzioni


[AGGIORNAMENTO 05-10-2011: DDL intercettazioni – Il comma 29 non è più ammazza blog – Non passa]

Morto un bavaglio se ne fa un altro. Sono passati due anni da quando è partito per la rete l’incessante “spam bufala” avallato, spinto, riproposto, se non commissionato dai giornali, relativo al DL n. 733 “pacchetti sicurezza” [ne abbiamo parlato qui] ed è già tempo di una nuova battaglia, ma questa volta una legge verrà approvata, non si sa esattamente quando e non si sa ancora in quali termini.

La disinformazione sulla rete è allo stesso livello di quella di TV e giornali, soprattutto se si parla di testate giornalistiche informatiche. Qualcuno pensa ingenuamente che il solo fatto che un quotidiano diventi totalmente “online” significhi automaticamente che questo venga epurato da faziosità, partitismi e finanziamenti politici.

I “professionisti” dell’informazione contano sul fatto che solo rarissimi lettori vanno a verificare quanto da loro propinato.

La volontà di applicare una censura al web esiste, sia chiaro, ma non saranno certo i giornali, i politici o i sindacati a difendere la libertà della rete. Se scendono in campo loro che dell’informazione pilotata ne fanno pane quotidiano allora i conti non tornano.

Ciò che contraddistingue la rete da TV e giornali è un fattore fondamentale: la rete offre un’informazione “attiva” e non passiva; questo comporta però uno sforzo in più che i cittadini devono fare per poter essere informati, per auto informarsi, per essere detective di se stessi. Peccato che questo sforzo, questo spartiacque tra passato e futuro dell’informazione, siano disposti a farlo ancora in pochi, così che anche in rete si cade nell’informazione passiva, predigerita, strumentale, a pagamento e di parte.

Diciamo questo perchè abbiamo una strana sensazione avendo letto integralmente e attentamente l’intera proposta di legge sulle “intercettazioni” di cui ve ne proponiamo le 16 pagine in versione integrale in PDF qui: DDL Intercettazioni

Di seguito l’estratto “grezzo”, ancora da definire, della parte relativa ai blogs e ai siti internet (ma non accontentatevi, leggete sempre, informatevi più a fondo, è faticoso quanto soddisfacente)

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29. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:

«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»;

b) al quarto comma, dopo le parole:

«devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;

c) dopo il quarto comma è inserito il seguente:

«Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata.»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma»;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:

«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva, o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

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Questa è la carta dei doveri del giornalista (non del blogger): Carta dei doveri del giornalista

Dalla notte dei tempi della Repubblica è valido il diritto di Replica e l’obbligo di Rettifica:

Rettifica e replica

Riprendendo la legge professionale, la Carta rende centrale il diritto di rettifica, definendolo un “diritto inviolabile” del cittadino in caso di notizie errate, inesatte o ingiustamente lesive della personalità altrui. Il diritto di rettifica è esteso oltre i confini definiti dalla legge 69 del 1963: quando il giornalista scopre che le notizie pubblicate sono errate o inesatte la rettifica è un suo obbligo anche in assenza di una richiesta dell’interessato.

Ma la Carta introduce anche il diritto di replica: in presenza di accuse che possono danneggiare reputazione o dignità del protagonista, questi ha diritto alla pari opportunità di replica. Quando questo è impossibile il giornalista è tenuto a informarne i lettori. La Carta, inoltre, vieta la pubblicazione di notizie su un avviso di garanzia prima che l’interessato ne sia stato informato.

Strana sensazione dicevamo. E’ solo un’impressione per ora, ma sospettiamo che i giornali, non i blogs, sia su carta che online, stiano alterando la realtà dei fatti e strumentalizzando, come di abitudine, il popolo del web, trascinandolo in piazza per poter difendere loro particolari interessi. Noi non crediamo nei giornali, semplicemente perchè abbiamo da tempo preso atto che non eistono più giornalisti e non potranno esistere se non con un buon ricambio generazionale. Oramai fare giornalismo e fare politica sono due facce dalla stessa medaglia.

Noi crediamo nella disciplina dell’auto informazione, della ricerca delle fonti e della loro verifica, noi crediamo in un’informazione veramente libera. Noi siamo i bloggers.

Governo, istituzioni, movimenti politicizzati, sindacati, TV, giornali cartacei e online GIU’ LE MANI DAI BLOGS !!

Che i bloggers si uniscano per lottare e vigilare costantemente affinchè la rete rimanga libera, ma senza cadere vittime di strumentalizzazioni da parte di giornali (che sono partiti ufficiosi), partiti, politici e sindacati. Pensiamo alla rete, ai blog e al futuro dell’informazione.

Non scenderemo in piazza per difendere giornali alla stregua di come non scenderemo mai in piazza per difendere partiti o politici.

“…perchè non è vero che non c’è la libertà di stampa… la libertà di stampa c’è ancora, ma sono scomparsi i giornalisti…”

Per quel che riguarda il punto 29 contenuto nel DDL in oggetto, la contestata stretta sui bloggers, questo potrebbe anche ammorbidirsi. Oggetto questo, a quanto si e’ appreso, di disamina anche nella riunione dei tecnici di governo, che si e’ tenuta stamattina.

Il giro di vite in questione e’ infatti ammorbidito dai due emendamenti di Roberto Cassinelli che lascia l’obbligo di rettifica, ma ne modula i tempi distinguendo fra blog privati e professionali, come quelli delle testate giornalistiche, e abbassa le sanzioni per i privati.

“E’ giusto mantenere il dovere di rettifica – spiega lo stesso deputato – ma non si possono equiparare i blog professionali e quelli del privato cittadino ed e’ un’illusione quella di applicare alla Rete le stesse regole” che valgono per altri mezzi.

La proposta prevede l’obbligo di rettifica entro 48 dalla richiesta solo per le testate professionali e sposta a dieci giorni il termine per i blog amatoriali. E questo, a decorrere dal momento in cui il blogger ha la conoscibilita’ della richiesta. In ogni caso, non possono essere oggetto di richiesta di rettifica i contenuti destinati ad un gruppo chiuso ne’ i commenti ad altri contenuti principali, in modo da rendere impermeabili all’obbligo di rettifica i profili privati sui social network. La sanzione (da 7500 a 12500 euro) e’ ridotta per i siti amatoriali da 250 a 2.500 euro. Una ulteriore riduzione (da 100 a 500 euro) e’ applicata a chi indica un valido indirizzo di posta elettronica al quale fare pervenire le richieste di rettifica.

La maggioranza e’ intenzionata a portare avanti il testo sulle intercettazioni licenziato dalla commissione Giustizia della Camera, ha reso noto Cicchitto.

“Stiamo lavorando sul testo uscito dalla commissione Giustizia – ha spiegato il presidente dei deputati del Pdl – ci sono approfondimenti in corso e chiariremo i termini della questione”. Le misure, ha assicurato, “non sono rivolte a mettere bavagli, ma a difendere la privacy profondamente lesionata dalle iniziative dissennate che vediamo in questi giorni”.

Sette emendamenti

“Agorà Digitale” ha iniziato oggi a raccogliere adesioni di cittadini, associazioni e altre organizzazioni, da apporre in calce alla lettera che verrà inviata a tutti i parlamentari affinchè sottoscrivano il pacchetto dei 7 emendamenti (presentati da 26 deputati) volti a disinnescare il comma “ammazza blog” contenuto nel ddl intercettazioni.

Detto questo sarà tutta da vedere la reale applicabilità della norma sull’obbligo di rettifica per quel che riguarda i blogs privati e amatoriali. I nostri politici sono digiuni di informatica e non solo. Approfondiremo questo dettaglio quando sapremo esattamente gli estremi definitivi del famigerato comma 29.

Manifestazione a Roma

Oggi 29/09/2011 dalle 15 alle 18 in piazza del Pantheon a Roma si manifesterà contro il ddl intercettazioni che contiene la cosiddetta norma “ammazza blog”.

La manifestazione è promossa dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”.

Aderiscono all’iniziativa associazioni, gruppi di attivisti, cittadini, esponenti dei partiti. Tra i promotori della protesta Cgil, Libertà e Giustizia e Articolo 21, che al Pantheon distribuirà una sorta di giuramento di Ippocrate per i giornalisti e per chi si occupa di informazione: “Giuro che se e quando la legge bavaglio sarà approvata mi impegnerò a fare prevalere sempre e comunque il dovere di informare e il diritto di essere informati”. [ndr l’assenza di veri giornalisti ci ha privato dell’informazione sino a oggi]

Il responsabile delle relazioni esterne della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Renzo Santelli, ha spiegato che l’intenzione è quella di dar vita ad un’iniziativa che “marchi a uomo”, tutti i passaggi parlamentari del ddl sulle intercettazioni.

Conclusioni:

I giornali vogliono continuare a essere liberi di fare informazione di parte e pilotata, con finalità politiche e partitiche e difenderanno il loro reale lavoro con tutte le armi a loro disposizione. Noi, come tutti i blogs informati sui fatti facendo informazione e non subendola, non li aiuteremo in questa lotta sleale, causa di profonda disinformazione del popolo italiano, nonchè di profonda divisione del popolo stesso… Divide et impera… STOP!

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33 commenti su “DDL intercettazioni – obbligo di rettifica, articolo 1 comma 29, l’ammazza blog – analisi”

  1. mino5stelle Dice:

    “La volontà di applicare una censura al web esiste, sia chiaro, ma non saranno certo i giornali, i politici o i sindacati a difendere la libertà della rete. Se scendono in campo loro che dell’informazione pilotata ne fanno pane quotidiano allora i conti non tornano.”

    Non potevate sintetizzare con un manifesto più lucido.

    Grande articolo, lucido e documentato, diverso come al solito da tutto quello che c’è in giro…

    Mimmo

    Rispondi

  2. renero Dice:

    Primo mi piacerebbe che si citasse un’altra sola democrazia avanzata che ha una legge che impone l’obbligo di rettifica non ai giornali ma ai privati, e ciò già la dice lunga sulla bestialità di questa legge, Ma se non bastasse, faccio presente, visto che qui si preferisce un obbligo a rettificare a una querela per diffamazione, che questa legge non garantisce affatto che alla rettifica non segua anche la querela; sicché si potrebbe pure giungere al colmo che pur vincendo la causa per diffamazione si sia comunque costretti ad ospitare una rettifica insensata, pena una multa per ripicca.
    Capisco che nell’ottica di un blogger semiprofessionista sia meglio ospitare una rettifica che affrontare un processo, specialmente se quella rettifica è il punto di incontro al quale si è giunti pur di evitare beghe legare; ma appunto in questo caso la decisione di ospitare una rettifica è una libera scelta del blogger, non una imposizione di legge che ti obbliga ad ospitare la rettifica qualsiasi siano i suoi contenuti. Faccio anche presente
    che mentre in un processo per diffamazione io possono far valere le mie ragione e confutare la tesi dell’altro, con l’obbligo introdotto da questa legge non è possibile opporre niente davanti al giudice per evitare di pagare la multa, se ti arriva una richiesta di rettifica si è costretti ad ospitarla punto e basta, anche se questa dovesse essere del tutto falsa, farneticante e persino offensiva.

    Rispondi

    • Miglio74 Dice:

      Ok, siamo tutti dalla stessa parte credo e spero. Solo due cose:
      – questo continuo confronto con altre democrazia avanzate viene fatto solo a senso unico, le stesse democrazia stra-avanzate che hanno la pena di morte e che negano l’assistenza sanitaria e molto altro ancora.
      – questa legge ormai è palese ha lo scopo finale (vedremo a ottobre quando verrà approvata con cosa avremo realmente a che fare) di dare un freno ai giornali in generale, sia online che non. In piazza a manifestare contro “l’ammazza-blog” c’erano CGIL, IDV e qualche comitato con una 50ina di persone. Tanti blog che leggo non ne hanno parlato e non si sono esposti. Forse i blog che seguo io sono disinformati?

      Gli unici blog che postano sull'”ammazza blog” sono quelli puramente personali che riprendono la linea dei giornali ovvero di parte, antiberlusconiani (uno che fa informazione contro una persona che informazione è?) e di ragazzetti che anche loro vogliono dire la loro (ed è sacrosanto , nella speranza che maturino sia come persone che come blogger… fanno bene!!).

      Sarò sincero, io seguo questo blog da qualche mese e il fatto che in pima pagina mi ritrovi questo articolo sull’ammazza blog mi lascia un po’ perplesso e non me l’aspettavo.

      Questo è il fatto quotidiano (che tra tutti è il più “serio” o meno scorretto):
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/censurare-internet-per-salvare-il-premier/160006/
      “Censurare Internet per salvare il premier ” INSOMMA, ma ci hanno presi proprio per degli asini??!!

      I blog che leggo io, ad eccezione di pensare liberi, non si sono prestati ad essere strumentalizzati da questa battaglia che è dei giornali, ma i giornali DEVONO finire di esistere a ricominciare dalla libera informazione. Basta con i giornali sindacalizzati, di partito (tutti per definizione e questo si che in altre democrazia avanzate non esiste così marcatamente)

      La norma che verrà approvata potrà giornalisticamente essere soprannminata “ammazza giornali”, quello si… ma siccome sia i partiti che i giornali (di partito) che i sindacati (di partito) devono essere totalmente distrutti per riavere la nostra democrazia allora dico semplicemente ma chi se ne importa???

      Tirano per la giacchetta il popolo del web con sta storia dell’ammazza blog, ma ripeto gli unici blog preoccupati sono quelli in piedi per dire le parolacce a berlusca e dimostrarsi così ribelli.

      Ripeto, mi stupisce che qui se ne sia parlato e in termini di “ammazza blog”.

      Poi fate come vi pare.

      Saluti

      Rispondi

      • renero Dice:

        Guardi che anche il blog di DAW, che non è certo un anti-berlusconiano, ma che è comunque un liberale, si è detto estremamente preoccupato da una norma del genere, un norma che, se non l’avesse bene capito, pone a un privato qualsiasi la facoltà, anche per suo semplice capriccio, di obbligarmi (la capisce questa parola?) a pubblicare la sua versione anche se falsa o potenzialmente offensiva, altrimenti farà seguito una multa; una multa contro la quale non si potrà accampare alcun che.

        Una norma siffatta si presta a diventare una vera e propria arma di persecuzione a mezzo rete nei confronti di chiunque, basta una piccola antipatia anche personale, è qualsiasi persona per un qualunque motivo ti può imporre valanghe di rettifiche, e ciò perché non c’è un filtro, quello del giudice che può porsi come argine ai capricci personali.

        Rispondi

        • Ghebura's Eye Dice:

          Renero, quel che dice non è vero!

          Le consiglio di verificare il DDL perché la rettifica non avviene “a capriccio” ma solo se quel che una persona scrive non corrisponde a verità. Certo che se io, o un altro blogger, guardo “porta a porta” e riporto integralmente una dichiarazione di pinco palla dicendo che l’ha detta nella messa in onda del giorno X e la persona in questione sostiene di non averla detta e chiede rettifica, beh, uno può anche rispondergli con un bel “vai a c….”.

          Ad ogni modo, ricordiamoci che sulle multe si può sempre fare ricorso, se si porta la dovuta documentazione. Inoltre non sta facendo differenza tra informare e commentare le notizie. Se un blogger, come spesso accade, commenta una notizia non corre alcun pericolo, visto che esiste ancora i diritto di pensiero! E se un blog fa un’inchiesta, portando documentazione apposita, può anche portare avanti la sua battaglia con tanto di legale, non glielo vieta nessuno, specie se può provare quanto dice!

          Rispondi

          • renero Dice:

            Io invece ti consiglio a te di leggere bene il ddl perché non serve affatto che quello che uno scriva sia falso per poter chiedere la rettifica, basta che questa persona si senta lesa nella sua dignità, e anche riportare la verità può far sentire una persona lesa nella sua dignità. Inoltre, come se non bastassa, se io mi rifiuto, il giudice che deve comminare la sanzione fino a 12 euro non può entrare nel merito della richiesta, quindi non c’è documentazione che tenga.

          • Ghebura's Eye Dice:

            Renero….hai letto tutta la legge anche quella del 47, vero??? Mi auguro di sì, ma direi proprio di no! Leggi e poi ne riparliamo, perché io la legge me la sono andata a cercare, non solo il DDL! Per la questione del pretore, ti invito a leggere l’articolo 21 riportato sulla legge del 1947. Guarda, ti facilito la lettura:

            “Art. 21 – (Competenza e forme del giudizio)

            La cognizione dei reati commessi col mezzo della stampa appartiene al tribunale, salvo che non sia competente la Corte di assise.
            Non è consentita la rimessione del procedimento al pretore.
            Al giudizio si procede col rito direttissimo.
            È fatto obbligo al giudice di emettere in ogni caso la sentenza nel termine massimo di un mese dalla data di presentazione della querela o della denuncia.
            La competenza per i giudizi conseguenti alle violazioni delle norme in tema di rettifica, di cui all’articolo 8 della presente legge, appartiene al pretore.
            Al giudizio si procede con il rito direttissimo.
            È fatto obbligo:
            a) al pretore di depositare in ogni caso la sentenza entro sessanta giorni dalla presentazione della denuncia;
            b) al giudice di appello di depositare la sentenza entro quarantacinque giorni dalla scadenza del termine per la presentazione dei motivi di appello;
            c) alla Corte di cassazione di depositare la sentenza entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione dei motivi del ricorso.
            I processi di cui al presente articolo sono trattati anche nel periodo feriale previsto dall’articolo 91 dell’ordinamento giudiziario approvato con R.D. 30 gennaio 1941, n. 12.
            La colpevole inosservanza dell’obbligo previsto nel settimo comma costituisce infrazione disciplinare.
            In ogni caso, il richiedente la rettifica può rivolgersi al pretore affinché, in via d’urgenza, anche ai sensi degli articoli 232 e 219 del codice di procedura penale, ordini al direttore la immediata pubblicazione o la trasmissione delle risposte, rettifiche o dichiarazioni.”

            Questo ti mancava, vero?

    • Miglio74 Dice:

      Beh oramai è inutile anche parlarne visto che l’ammazza blog non è passato e per i blog tutto rimane come prima. L’unica cosa è che ora i giornali online (testate giornalistiche) saranno soggetti al dovere di rettifica così come lo è già da oltre 50 anni per i giornali online.
      http://internet.liquida.it/focus/2011/10/05/ddl-intercettazioni-cancellato-il-comma-ammazzablog/

      Rispondi

  3. mino5stelle Dice:

    Si dai andiamo su. Sono colpi di coda della stampa che ancora una volta trascina in piazza partiticamente la rete.
    I blog no si toccano e la rete non si tocca. Questo è un punto fermo e tutti dobbiamo lottare e vigilare.
    Scendiamo in piazza per far si che non venga applicato il comma 29 ai blog, sia professionali che personali, ma solo ai giornali online (che come die Grillo devono sparire tutti). MA NON SCENDIAMO IN PIAZZA CON CGIL ITALIA DEI VALORI, ASSOCIAZIONI GIORNALISTICHE (FINANZIATE E STIPENDIATE DAI PARTITI DI DESTRA E SINISTRA) E SINDACATI VARI SU!!
    Non trovo più un ottimo articolo dove si spiegava bene perchè il comma 29 non potrà essere messo in pratica alla fine con i blog… se lo trovo ve lo posto.

    Rispondi

  4. Andrea Corsato Dice:

    Staremo a vedere, intanto è necessario vigilare.
    L’Italia è stato sempre un paese pieno di anomalie, sia in positivo che in negativo. niente di equilibrato.
    Mi trovo d’accordo sulla questione dei giornali, ma sui blog bisogna tenere alta la guardia e non essere troppo sicuri come mi sembra di leggere.

    Rispondi

  5. Piero Bertola Dice:

    Sulla rete e in particolare sui blog si sta crocifiggendo Giorgio Bocca per aver detto quello che tutti noi da nord a sud diciamo, appunto del sud. Un esempio tra le centinaia di articoli:
    http://www.forzadelsud.it/grande-sud-si-mobilita-contro-il-razzismo-di-giorgio-bocca-alimenta-sentimento-antimeridionale-ritirare-pubblicazione/

    Stesso trattamento da parte dei blog, ma in misura molto più lieve, nei confronti di Antonello Venditti per queste affermazioni:

    Ricordo invece di Giorgio Bocca ad Anno Zero applaudito dagli antifascisti e comunisti:

    Allora io voglio capire dove sta tutta questa libertà di espressione dei blog. Chi me lo spiega? Siete un blog no? Qualcuno dei retattori vuole rispondermi?

    Rispondi

  6. assicurazione Dice:

    Bell’articolo. Se stai cercando info sulle Assicurazioni, prova anche a vedere il sito Blogassicurazioni

    Rispondi

  7. astoroedrien Dice:

    Se posso vorrei lanciare qui una proposta forte, forse l’unica possibilità che ci rimane per sperare di capovolgere una situazione che non vede vie di uscita…vi chiedo di dare eco a questa voce fino a quando avremo ancora la libertà di farlo: bisogna chiedere l’intervento diplomatico dell’ONU per porre fine a questa farsa, bisogna mandare una rappresentanza degli ITALIANI (e non dello STATO ITALIANO, che è tutt’altra cosa) a parlare di fronte all’assemblea delle Nazioni Unite. Forse non otterremo ciò che speriamo, ma tutto il mondo saprà finalmente cosa sta succedendo nel “BEL PAESE”.

    Rispondi

  8. sipronunciaaigor Dice:

    Una legge che, così redatta, è assurda ed immotivata.
    Leggendola si capisce che chi l’ha decisa lo può aver fatto con solo due intenzioni:
    – ignoranza (bella roba!), pertanto non conoscono la materia – non mi stupirei
    – malafede (più plausibile), pertanto ci vogliono portare ad un controllo semi-completo sul modello cinese

    Rispondi

  9. Coro Cosimo Dice:

    Ho scritto “La vera storia del re nudo” racconto di direttori stupidi e di ladri di busta paga, ambientato in uno stabilimento di laterizi del Gruppo Fantini di Lucera (Foggia). I fatti contenuti sono realmente accaduti altrimenti non mi sarei permesso, ed è da 2 anni online poiché secondo me si vergognano di querelarmi per diffamazione perché ciò avrebbe più clamore mediatico, il classico comportamento come il re nudo. Cosa devo fare adesso? rettificare e dire che taluni direttori sono intelligenti e che ho calunniato l’azienda per furto di 10.000 euro dalla mia busta paga e ritoccare col Photoshop l’immagine della busta paga con un + 10.000? http://www.montemesolaonline.it/Laterizi.htm

    Rispondi

  10. mondocineroma Dice:

    Pura luce che squarcia le tenebre: ecco cos’è il tuo post… A tratti addirittura così abbagliante da costringere a socchiudere gli occhi… tale l’impatto delle verità che condividi! E sono certo che tu faccia questo per lanciare un chiaro segnale a tutti i sostenitori di quello che secoli fa era il “panem et circenses”, ovvero pane e giochi per sedare il popolo, ed oggi è diventato: “Panino dal McDonald’s e Calcio!”. Leggi tutto su-> http://mondocineroma.wordpress.com/2011/10/05/panem-et-circenses-no-panino-del-mc-donalds-e-calcio/

    Rispondi

  11. Marco Cutolo Dice:

    IMPORTANTE – AGGIORNAMENTO:
    DDL intercettazioni – Il comma 29 non è più ammazza blog – Non passa alla camera, accordo bipartisan sui blogs.

    https://pensareliberi.com/2011/10/06/ddl-intercettazioni-il-comma-29-non-e-piu-ammazza-blog/

    LA REDAZIONE

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