ORA PARLO IO – Eva Polak “Esposto all’Ordine dei Medici di Firenze”

13 ottobre 2011

Il Caso, Malagiustizia, ORA PARLO IO


Benvenuti a tutti al primo appuntamento settimanale per la rubrica

ORA PARLO IO

Sono pervenute molte segnalazioni e tante storie e come sempre la risposta è stata al di sopra delle aspettative. Gli articoli e le storie che ci avete inviato sono state tutte visionate dalla redazione ed è incredibile constatare quante ingiustizie accadano ad ognuno di noi. Il quadro che ne esce fuori è quello scandaloso di un Italia che perseguita i suoi cittadini, di uno Stato che non è in grado di offrire servizi seriamente e che non ricambia nè dell’onestà individuale nè di quella fiscale in qualità di contribuenti. La solita storia vecchia come il mondo? Il solito machiavellico appello? Non siamo sprovveduti, in Italia c’è qualcosa di più che va più in la anche della cinica e lecita visione della realtà.

I materiali interessanti pervenuti sono davvero tanti, ma abbiamo dovuto scegliere in base all’urgenza e alla gravità dei contenuti e questa settimana abbiamo dato spazio a una nostra cara amica e non è certo nepotismo! Un’amica che ha avuto la nostra solidarietà, un’amica di tutti noi lettori la cui storia ci ha colpito e di cui abbiamo già parlato in questo editoriale Eva Polak – Le istituzioni contro una cittadina e il massacro giudiziario

Proprio oggi 13-10-2011 Eva Polak è nuovamente in udienza a Genova, nuovamente minacciata dalla macchina dell’ingiustizia. Vi lasciamo al suo lungo, ma completo e affascinante, esposto, nella speranza che possa essere preso come esempio da riportare, soprattutto per i tanti amici vittime dell'”arma psichiatrica” che come nel medioevo, viene ancora oggi utilizzata per dichiarare “pazze”  le persone scomode e conseguentemente rinchiuderle in celle ben insonorizzate (eppure essi non gridano); persone bollate, marchiate a fuoco per la vita.

Le informazioni sono armi pacifiche, ma estremamente efficaci. Usiamole!

Eva sta lottando per tutti noi. Buona lettura.

Spett.le Redazione,

Vi inoltro l’esposto indirizzato all’Ordine dei Medici di Firenze per farmi togliere una perizia orrenda. So che è lungo, ma ho dovuto esporre tutto, nella speranza che intervengano, il che NON sarà facile.

Cordiali saluti, Eva Polak

Documenti allegati al presente esposto:

Dott. Eva Polak

Via Bernini, 16

51016 Montecatini Terme (PT)

email: dott.evapolak@virgilio.it, eva.polak@postacertificata.gov.it

                        Al Signor Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri 

                        Dott. Antonio Panti 

                        Via G. Vannini, 15 

                        50129 Firenze

Oggetto: Esposto contro dr. Giovanni Carlesi

PREMESSA: 

Sono, INCENSURATA, onesta cittadina italiana da 32 anni ad effetto del matrimonio contratto con un cittadino italiano, madre di famiglia, già agente della Guardia di Finanza, laureata in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Firenze. Ho completato vari corsi di pregio – tra i quali AUDITOR/LEAD AUDITOR di ISO certificazione 9000:2000 del LLOYD’s Register di Londra-, i tre anni di tirocinio di dottore commercialista e revisore dei conti.

Fino alla fine del dicembre 2007, ho lavorato presso una Società americana multinazionale di Firenze, con vari contratti di progetto.

Sono iscritta nella lista dei giudici popolari della Corte d’Assise di Firenze e sono stata nominata scrutatrice nei seggi elettorali, fino al 2008.

Faccio parte del Comitato spontaneo dei cittadini contro la “Malagiustizia” e sono stata nella delegazione ricevuta dalla Commissione Giustizia del Parlamento, nel Febbraio c.a. e dalla Procura generale della Corte dei Conti, nel mese di luglio c.a..

In questi giorni, sono stata nominata vice-presidente della sede Toscana di un’Associazione di volontariato organizzata a livello nazionale

(allegato “curric Polak” e “nomina…”).

INTRODUZIONE AL COMPORTAMENTO DEL DR CARLESI:

Nel 2008, sono stata rinviata a giudizio per il reato di diffamazione scaturito dalle manipolazioni, da comportamenti antigiuridici e abusi di autorità subiti da parte degli stessi magistrati, avvocati nell’ambito del processo del procedimento penale RG 1376/01 aggiustato, nel quale ero parte offesa. L’imputato, un personaggio molto potente, è stato assolto dal reato di truffa con la formula piena che mi è costato, come sola perdita materiale, 1 miliardo e mezzo di vecchie lire e danni immateriali ingenti.

Il reato contestato è considerato dal legislatore lieve, in effetti è stato inquadrato nella competenza del giudice di pace 

(allegato “verb ud 26.3.9+notifica”).

Le parti offese del procedimento penale RG 843/08/21-bis, sarebbero dovuti essere anche i magistrati i cui nominativi figuravano sui manifesti che avevo messo in giro per Pistoia, ma loro NON erano considerati parti offese dalle parti del processo e NON si sono ritenuti tali da loro stessi.

Questo significa, indubitabilmente, che i magistrati sono stati riconosciuti e si erano riconosciuti negli appellativi a loro giustamente attribuiti, ma anche con la conseguenza che ero processata in Pistoia dagli stessi magistrati che erano gli autori delle manipolazioni del processo a monte 

(allegato “querela 22.11.8”).

Per impedire che io potessi far verbalizzare i torti subiti dai magistrati nel processo RG 1376/01 – che avrebbe implicato che loro stessi sarebbero dovuti sedersi sul banco degli imputati -, è stato emesso un foglio di via da Pistoia, prima del processo, SENZA il CONTRADDITTORIO, affinché io non possa partecipare al dibattimento.

Il provvedimento del Questore NON mi è stato mai notificato, quindi tutte le volte che entravo in Pistoia scattava una denuncia penale a mio carico.

Il Questore mi addebitava la responsabilità penale di reati per i quali, o nemmeno sono stata iscritta a registro per gli episodi richiamati nel provvedimento: vilipendio, ingiuria, calunnia, oltraggio, o se ero iscritta successivamente al provvedimento dalla Procura di Genova per uno solo degli episodi richiamati, il procedimento è stato archiviato, nella fase preliminare, per INFONDATEZZA delle notizie di reato, quindi NON sono responsabile di alcun reato, ma sono io vittima del reato di calunnia da parte dei magistrati denuncianti. 

NESSUNO di questi reati è di violenza, di aggressione e vige il principio ben conosciuto che nessuno è colpevole fino alla sentenza di condanna definitiva 

(allegato “FVO+com335”).  

Mi ero presentata alla prima udienza e, già per questo fatto, sono stata denunciata dal giudice il quale, FALSAMENTE, ha esposto ai carabineri che 

– non ero citata, mentre la citazione è tra gli atti del processo, 

– rispondevo con arroganza alle domande durante il mio asserito interrogatorio, mentre si trattava di un’udienza di “smistamento” e NON sono stata interrogata,

– ha dovuto interrompere l’udienza a causa del mio asserito comportamento “presuntuosa e arrogante”, mentre l’udienza era rinviata ad una data successiva, per rito

(allegati “Denuncia” e “verb ud 12.11.9”). 

Per impedirmi di partecipare all’udienza successiva, di merito, il 11.3.2010, è stato sceneggiato un TSO che doveva avvenire tramite provocazione da parte degli agenti, prima dell’udienza, ma sono venuta via dal tribunale quando ho intuito le intenzioni degli agenti.

Questo fatto emerge implicitamente dal verbale di udienza, nel quale il giudice aveva già una mia fotografia per mostrarla ai testimoni il ché è un fatto molto INUSUALE nella pratica, ed è stato pure richiamato nella sentenza

(allegato “verb 11.3.10”).  

Già precedentemente, sono stati fatti dei preparativi a tale scopo, in accordo con il procuratore della Repubblica di Pistoia, primo responsabile del processo RG 1376/01 manipolato: 

a)  due relazioni generate dall’ufficio del giudice di pace, una NON firmata, il 11 Febbraio 2010, a distanza di 3 settimane dai “fatti” con le quali il giudice di pace si rivolgeva al procuratore-capo e a tutte le Autorità della Provincia chiedendo PROTEZIONE per sé stesso e per gli uffici dal mio comportamento “da pazza” che si sarebbe esternato nelle varie presenze presso gli uffici dove, semplicemente, mi presentavo per esercitare diritti di difesa (che è verificabile nel numero dai procedimenti penali aperti a mio carico per violazione del FVO), nonché il 22 Gennaio 2010, quando depositavo richiesta di rimessione del processo ad una sede imparziale per la quale avrei avuto il diritto di avere copie conformi da notificare a tutte le parti interessate del processo, a pena di inammissibilità, che mi è stato negato dal cancelliere.

Secondo gli atti, a seguito dell’omissione delle Forze dell’Ordine, “infruttuosamente” contattate, avrei terrorizzato per 3 ore e 40 minuti i dipendenti degli uffici del giudice di pace, avrei interrotto il servizio pubblico, avrei fatto impedire, da persone da me “spacciate” per giornalisti, che le due pattuglie intervenute mi mettessero “con tanta gentilezza” nella macchina riservata ai detenuti e mi arrestassero

(allegati “rel fusari 11.2.10”, “relaz giudice 11.2.10”, “fax alla procura 11.2.10”). 

A contraddire le asserzioni NON poco diffamatorie e calunniose, emerge che NON è stato però chiesto l’intervento del 118 per la mia azione “da FOLLE” (NON apparsa sui Quotidiani locali) che avrebbe scattato anche il reato di omissione di soccorso ad una persona che visibilmente avrà avuto l’esternazione gravissima di una “patologia mentale” alla quale sarebbe stato di OBBLIGO di legge di prestare le dovute cure. NON è stato aperto alcun procedimento penale né a mio carico, né a carico degli autori delle omissioni.

Addirittura, ci sono le prove tangenti nel fascicolo a smentire il contenuto delle due relazioni. Sono state emesse ben 12 copie autentiche, invece delle 4 indicate ed altre 50 copie, tutte ritualmente notificate

(allegato “rimessione”).

Il rilascio delle copie ha impiegato quelle ore e non la mia sedicente l’azione da ” una folle terrorista”.

Tutte le cartoline approvante le notifiche sono nel fascicolo, indebitamente trattenute dal giudice di pace.

Nessuno dei magistrati, avvocati, destinatari della richiesta, i magistrati giudicanti della Cassazione mi hanno denunciata per il reato di calunnia che doveva partire di ufficio se il contenuto della richiesta NON fosse stato vero.

Si trattava di una giornalista (del quale ho il nominativo) e di un fotografo, ambedue veri, della redazione locale del quotidiano “La Nazione”, intervenuti sulla chiamata di una passante che ha assistito alla scena di violenza che avevo subito io da parte degli agenti. 

b) due ordinanze di accertamento sanitario obbligatorio, ASO, emesse dal Sindaco di Montecatini Terme, il 11 Febbraio e il 15 Febbraio 2010 su “certificazione” e su “richiesta” del mio medico di famiglia, dr Michele Sabrino Pepe, ambedue rilasciate SENZA motivazione, SENZA che il mio medico mi avesse visitata o incontrata quel giorno o nelle settimane precedenti

(allegati “aso 11.2.10+certif” e “aso 15.2.10+richiesta”).

La seconda ordinanza, probabilmente, nasce per questione dei termini, in prevista dell’udienza fissata al 11 Marzo 2010, per rimanere entro i 30 giorni per effettuarmi l’ASO/TSO prima dell’udienza.

Secondo le ordinanze notificatemi ben 1 anno dopo, gli ASO dovevano essere eseguiti presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di Pescia. Come emerge dagli atti custoditi dai Vigili urbani di Montecatini Terme, i vigili si sono recati a casa mia nel ricercarmi effettuando una ispezione, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Stranamente, i fax sono stati spediti alle ore 16,35, ma alle ore 19,00, era già tutto “pronto” e il Sindaco, dr Giuseppe Bellandi, medico di professione, e l’assistente sociale, dott. Daniela Dami, sono venuti a trovarmi nella Biblioteca di Montecatini Terme i cui dipendenti erano avvisati precedentemente di segnalare la mia presenza nella Biblioteca

(allegato “fax alla procura 11.2.10”).

Sono stata minacciata di essere portata via dalle Forze dell’Ordine pubblico se non mi fossi presentata entro 48 ore presso il CSM (!) di Montecatini Terme, su avviso verbale degli intervenuti. Alla mia richiesta espressa di darmi per scritto l’ordinanza, il sindaco rispondeva che non c’era nulla per scritto.

Sono in possesso di una lettera del Comune dalla quale emerge che NESSUN fax è arrivato in merito.

Addirittura, il Sindaco, mi ha riferito che lui ha agito su ordine del procuratore della Repubblica di Pistoia, dott. Renzo Dell’Anno. 

Anche il mio medico mi ha detto che gli hanno ordinato di fare le due richieste il sindaco e il procuratore-capo. Il medico NON mi ha mai risposto alle mie richieste.

NON ho avuto alcuna risposta ai miei esposti da parte dell’Ordine dei Medici di Pistoia.

In ogni atto generato da dipendenti pubblici, agenti, cancellieri, emerge la parola “escandescenza”, per togliere l’attenzione dai persecutori, per spostarla alla perseguitata come emerge dagli atti del fascicolo esaminato dal dr Carlesi. 

Nell’udienza celebrata il 11 Marzo 2010, SENZA la mia presenza, il giudice mi ha diagnosticato una patologia mentale e pericolosità sociale, in base di alcuni atti difensivi da me presentati: emissione di citazione a giudizio leggibile, tre domande al gratuito patrocinio, istanza di registrazione del processo, ricorso avverso al rigetto del gratuito patrocinio, due ricorsi di ricusazione, richiesta di remissione nei termini, ricorso in Cassazione avverso il rigetto di remissione nei termini, richiesta di rimessione del processo ad una sede imparziale, richiesta di casellario giudiziale delle 2 parti offese. 

Sono tutti atti difensivi previsti dalle norme procedurali che dovevo fare personalmente a seguito del diniego di difesa da parte del mio avvocato, Ilaria Vettori, nominato dal giudice di pace.

Il giudice ha fatto verbalizzare ogni parola dei testimoni. La parte offesa avvocato, ha ancora confermato che erano “offesi” pure i magistrati di Pistoia, quindi il processo NON doveva essere celebrato a Pistoia.

A seguito delle deposizioni, ma soprattutto degli atti da me depositati, il giudice ha diagnosticato un “disturbo psichico acuto” e ha nominato un perito psichiatra forense di Pistoia, dr Mariangela De Dona

(allegato “verb 11.3.10”).

Il giudice di pace ha chiesto di confermare la sua diagnosi e stabilire se io fossi “totalmente incapace di intendere e volere”, “gli atti di produzione delirante”, e quale sia il grado della mia “pericolosità sociale” ecc…

(allegato “all verb ud 25.3.10 perizia”).

La “diagnosi”, in quel momento si è basata sui miei atti difensivi, sul contenuto del verbale dell’udienza del 12 Novembre 2009 nella quale, a priori, sono state rigettate ogni prove da me richieste, in quanto “superflui e irrilevanti”, senza cher il giudice avesse potuto conoscere a priori l’oggetto della causa, mentre erano accolte tutte quelle delle mie controparti.

Il giudice ha ordinato l’acquisizione di tutti gli atti del fascicolo, gli atti riguardanti la mia salute e mio stato, presso gli uffici pubblici e ospedali.

Ho saputo di questa ordinanza degradante, proprio sproporzionata all’imputazione, mentre mi trovavo all’estero, ma l’avvocata di ufficio, ha negato di fornirmi i dettagli, di presentare opposizione ed era disponibile solo a comunicarmi la data della visita alla quale NON ho potuto presenziarmi perché ero all’estero da dove ho avuto il timore di tornare dalla paura che sarò sottomessa al TSO. Proprio quel periodo è stata diffusa dalla Rai3 la morte orrenda del Maestro Mastrogiovanni. Pochi mesi prima, è avenuta la morte di un ragazzo romena presso la Caserma dei Carabinieri di Montecatini, tra i numerosi altri decessi. Per la situazione orribile degli OPG è stata istituita una commissione parlamentare. Non ci vuole essere “folli” per aver timore dai potenti psicofarmaci che rovinano le persone, dagli OPG dove i “pazienti” vengono “scordati” e dove una parte del cervello viene cotta tramite elettroshock.

L’unico modo di proteggermi dagli abusi di autorità messi in atto dalle Autorità giudiziarie, era diffondere le mie vicende giudiziarie aggiustate nelle quali ero parte offesa e coinvolgevano personaggi potentissimi protetti dai magistrati operanti presso i massimi Organi.

Ci è interesato e coinvolto direttamente pure l’Amministrazione comunale di Montecatini Terme, quindi il Sindaco, titolare dell’ASO/TSO, per una questione di casa popolare assegnatami nel 1990, nello stato grezzo, con la delibera G.C. 587/90, dalla quale sono stata dichiarata occupante abusiva, il 31 maggio 2010.

I video sono stati preparati in fretta e furia, senza alcuna preparazione tecnica, ma ho cercato di dimostrare la vericidità dei fatti riprendendo gli atti giudiziari più significativi

(vds video postati con nickname evapollak e epmct). 

Che nelle mie vicende siano coinvolti dei massoni, avvocati massoni è un dato di fatto ed è ben saputo che presso l’Amministrazione pubblica di Montecatini, ne sono operanti diversi, che sono difesi da un avvocato massone famoso e potente.

Ho presentato istanze/richieste legittime all’avvocata, ai PM, al giudice di pace, che non erano mai risposte, mi rivolgevo a tutte le Autorità immaginibili per chiedere aiuto per questa situazione assurda che pregiudicava e distruggeva non solo me, ma anche la mia famiglia. Ho eccepito alla perita l’illegittimità della visita che, caso mai, doveva essere effettuata da uno psichiatra della mia lingua materna, secondo gli standard usati nel mio Paese d’origine, in quanto sono cresciuta secondo l’etica vigente nella mia Patria dove ho imparato la legge dell’Uomo, e NON secondo la questione morale vigente in Italia e applicata secondo la legge di Dio. 

Certamente, posso sbagliarmi nella grammatica, nella struttura delle frasi, avendo la mia lingua materna una struttura unica, molto particolare, solo di 3 tempi (presente, passato, futuro) senza distinzione di feminile, maschile, e a volte, posso sbagliare anche per la correzione automatica avendo predisposti il computer in un certo modo e in lingua inglese.

Questi errori meccanici, mi sono stati addebitati come malattia mentale, di confusione, di poca comprensibilità, ciò nonostante, NON ho avuto il diritto ad uno psichiatra della mia lingua materna e ad un interprete.

La dr De Dona, pur sapendo che ero all’estero, si è recata presso il CSM di Montecatini Terme, due volte, dove ha ottenuto le informazioni dal girettore, dr D’Anza che mi avrebbe cercata diverse volte a casa mia, nonostante che NON sia stata emessa alcuna ordinanza di visita da effettuare presso la mia residenza.

Lo psichiatra NON ha acquisto alcun atto in merito, nonostante l’incarico conferitogli in tal senso dal giudice, presso nessun ufficio pubblico e presso il mio medico di famiglia.

Il 5 e il 11 Maggio 2010, alcuni membri del Comitato spontaneo hanno avuto colloquio con il procuratore generale della Cassazione, dott. Vitaliano Esposito, e con il primo presidente di allora, dott. Vincenzo Carbone che mi conosce personalmente ed ha avuto il modo di sentire dalla mia bocca quello che stavo subendo da due decenni, nel primo Salone della Giustizia di Rimini, il 4 Dicembre 2009, nel quale ho discusso con il magistrati del CSM da lui presieduti.

Nessuno dei due organi è intervenuto per gli abusi subiti che sono sulla scrivania del Dott. Vitaliano, corredati di atti giudiziari, il quale è l’unico organo con l’obbligo di intervenire disciplinarmente e anche penalmente ne abbia obbligo di legge.

Il dott. Vitaliano ha confermato di essere a conoscenza della vicenda che stavo subendo presso il giudice di pace di Pistoia, denunciato reiteratamente anche presso la Procura di competenza, Genova, am gha omessodi procedere e provvedere.

Ne era a piena conoscenza lo stesso giudice, come emerge dagli atti esaminati dal dr Carlesi, che avrebbe avuto l’obbligo di legge di astenersi, che gli è imposto dalle norme dell’Ordinamento giudiziario e del Codice etico.

Malgrado ciò, l’avv. Guazzelli continuava a procedere, ad interloquire direttamente con la parte in causa, con l’ufficio del pubblico ministero, ampiamente violando il principio di imparzialità, di terzietà che aveva negato dal primo momento. 

(allegato “gp com x dellanno 18.5.10”) 

Il video preparato da Sky è stato diffuso in Rete e poi annotato da un membro del Comitato spontaneo

Saputo il giudice dei video postati in Youtube per i quali NESSUNO mi ha denunciata, la cui “analisi” non era compresa nell’incarico precedente, è stata fatta rinunciare la nomina dalla dr De Dona, in violazione dell’articolo 231 c.p.p., la quale ha evocato l’espediente banale che, anche se fosse ordinato “l’accompagnamento coattivo” – per di più vietato per legge – senza la mia collaborazione, “non consente di effettuare correttamente il lavoro”, ma NON è stato poi questo il caso del dr Carlesi. 

La dr De Dona, incomprensibilmente, ha salvato le mie poche email a lei indirizzate su un CD, senza stamparle, al quale mi è stato negato l’accesso dal giudice di pace che NON le ha fatto stampare, probabilmente perché motivavo bene le mie ragioni con dei fatti tangibili.    

(allegato “rinuncia dedona 17.5.10”).

La dr De Dona è stata liquidata secondo la tabella in vigore, come se avesse effettuata la perizia. NON ho potuto fare opposizione alla liquidazione perché non ho accesso a Pistoia e la cancelleria NON mi ha voluto fornire i dettagli della parcella. 

(allegato “dec pag 18.5.10 De Dona”).

Sono stata tenuta all’oscuro delle date delle udienze, ma causalmente, ho saputo dell’udienza di incarico del nuovo perito dr Giovanni Carlesi. Era contro la legge nominare un nuovo perito visto che il primo NON ha effettuato la perizia e non ha avuto alcuna motivazione ragionevole della rinuncia, se non altro per NON dover rispettare le circostanze da me portate a sua conoscenza.

Per l’udienza del 23 Settembre 2010, ho chiesto l’autorizzazione di accedere in Pistoia che sono riuscita ad ottenere 

(allegato “aut acc PT 20.9.10”).

Ho chiesto parola, mi sono opposta all’ordinanza di perizia ed ero intenzionata a rendere dichiarazioni spontanee previste dalle norme procedurali. Il giudice mi ha TOLTO la parola, ha omesso di far verbalizzare le dichiarazioni, le varie richieste, la querela di falso, ha negato la richiesta di ricusazione. Infruttuosamente chiedevo l’intervento del PM. Il mio avvocato NON ha aperto bocca.

A quel punto, ho dichiarato in arresto il giudice, pronunciando il rito, nella mia funzione di pubblico ufficiale, come previsto dall’articolo 383 c.p.p. per i reati di associazione di stampo mafioso, riduzione in schiavitù che chiedevo anche agli organi competenti, tramite il video postato prima di andare in Pistoia.

A quel punto, il giudice, invece di adempiere alla mia intimazione, compiendo i reati di resistenza al pubblico ufficiale, di favoreggiamento, ha fatto verbalizzare la mia azione e ha ordinato il mio allontanamento dall’aula. La legge NON eccettua i magistrati dall’applicazione delle norme penali e procedurali.

Mi sono rivolta ai Carabinieri presenti affinché arrestassero loro il giudice.

Nell’allontanarmi, sono stata spintonata dai Carabinieri, quindi li avevo intimati di NON toccarmi, in quanto mi stavo allontanando da sola. Nell’uscire dall’aula, ho detto al giudice di far acquisire pure il video postato in Youtube, prima di andare al tribunale, intitolato “Il giudice di pace di Pistoia, avv. Chiara Guazzelli, prostituisce il suo ufficio…”.

Questi fatti sono riportati, anche se in parte in modo distorto, nel verbale di arresto dei Carabinieri e alla scena assisteva il dr Carlesi che ha distorto l’accaduto nella perizia.. 

Le mie dichiarazioni NON erano quelle verbalizzate e quelle poche frasi scritte erano del tutto modificate. La querela di falso che intendevo far verbalizzare NON è stata riportata, mentre avrei “urlato” il che NON era assolutamente vero!

Dalla mera visione del verbale emerge che il verbale e l’allegato sono stati redatti in un momento diverso, da mano che scriveva in uno stato psichico diverso (la prima mano era veloce, la seconda tranquilla).

(allegati “ver arr23.9.10” e “verb ud 23.9.10”).

Una volta fuori dall’aula, sono stata arrestata con violenza fisica, evocando che NON potevo fare riprese fuori il tribunale.

Dopo il mio allontanamento, è stato verbalizzato che la mia difesa nuova, avv. Alfredo Calistri e Simone Puccini, sempre nominata dal giudice, HA RINUNCIATO A PRIORI IL CONTRADDITTORIO ALLA PERIZIA, IN MODO ARBITRARIO, SENZA AVERMI CONSULTATA!!!

Ovviamente, l’avvocato “mio”, come quello precedente, NON hanno chiesto la nomina di un perito di parte e che questo assistesse alla visita, come NON hanno aperto bocca per contestare la VIOLAZIONE dei miei diritti, delle norme procedurali che doveva eccepire lo stesso pubblico ministero.

L’avvocato mi ha illusa di voler farmi fare una perizia di parte alla quale non solo NON ha chiesto autorizzazione al giudice, visto che NON possiedo alcun reddito, ma mi ha voluto convincere di concordare un’infermità mentale parziale, al momento della commissione del reato di diffamazione (affissione dei cartelli), altrimenti, a suo dire, mi avrebbero portata via direttamente dall’udienza a Montelupo, nell’OPG. Che doveva andare proprio così, è dimostrato dal fatto che l’avv. Calistri ha riferito ad un giornalista (e pure a me nella presenza di un’altra persona) che chiedeva l’udienza a porte chiuse e l’Ordine degli Avvocati di Pistoia, gli ha imposto il silenzio stampa. 

Avevo pieno diritto ad un perito di parte ai sensi e per gli effetti dell’articolo 225 c.p.p.

Solo dopo alcuni mesi sono entrata nel possesso del verbale di udienza del 23 Settembre 2010.

LA SCELTA DEL DR GIOVANNI CARLESI:

Dal verbale di nomina emerge che il dr Carlesi è NOTA all’ufficio del giudice di pace.

Non si capisce per quale ragione lo stesso sia noto al giudice di pace, avvocato Chiara Guazzelli, se fosse in uso dal giudice che per ogni reato di diffamazione fosse nominato un perito psichiatra e nella persona del dr Carlesi.

Quanto meno si giustifica la sua “notorietà” il fatto che dr Carlesi NON ERA ISCRITTO nell’albo dei periti psichiatri, né in quello di Pistoia, dove comunque NON poteva essere iscritto avendo la residenza a Sesto Fiorentino (FI), né presso il tribunale di Firenze.

La sua iscrizione presso l’Albo dei periti di Firenze è avvenuta solo nel mese di Luglio 2011, secondo le mie informazioni ottenute.

Ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 221 c.p.p. e 67 Att.c.p.p., il giudice avrebbe dovuto chiedere e ottenere l’autorizzazione della nomina di un perito fuori la circoscrizione, e per di più avrebbe dovuto MOTIVARE BENE perché aveva scelto un perito NON ISCRITTO e quali erano le sue competenze particolari che NON possedevano i periti regolarmente iscritti. Secondo la legge, sono preferibili persone che operano presso le strutture pubbliche, ma qui LE LEGGE NON E’ STATA APPLICATA!!!

 

TUTTO questo NON è avvenuto, quindi lo stesso dr CARLESI dovrebbe spiegare la motivazione VERA della sua nomina al Vostro Ordine e caso mai a un magistrato imparziale. 

Già per queste ragioni la perizia di Carlesi è colpita di NULLITA’ RADICALE e INSANABILE.

Con l’ccultamento degli atti del processo, delle udienze tenute alla mia insaputa, mi è stato impedito che io possa presentare ricusazione del perito NON ISCRITTO ALL’ALBO, probalmente NON PSICHIATRA FORENSE che necessitava lo studio di fascicoli giudiziari molto complessi, ai sensi dell’articolo 223 c.p.p.. 

In effetti, si è poi dimostrata da sé la subdola parzialità dEl perito che NON possiede nemmeno la specializzazione in Psicoterapia.

A dimostrazione della vericidità di quanto sto subendo dalle Autorità giudiziarie, produco la comunicazione pubblicata dal mio avvocato di fiducia subentrata per le ultime udienze

(ALLEGATO “RELAZ_avv Bimbi”)  

COMPORTAMENTO DI PARTE DEL DR GIOVANNI CARLESI:

Il dr CARLESI HA GIURATO IL FALSO, come di seguito sarà dimostrato.

Lo psichiatra è stato incaricato di acquisire gli atti presso le strutture pubbliche, le mie email che sono nate dopo l’ordinanza della visita psichiatrica.

Nessun atto è stato acquisito presso le strutture sanitarie, presso il Comune, presso il mio medico di famiglia, per accertare il mio stato di salute EFFETTIVO.

Dalla mia cartella clinica, si sarebbe emerso che ho avuto un solo ricovero presso il reparto ortopedico di Pescia per un incidente stradale, nel 2005.

Dalla cartella custodita presso il mio medico di famiglia, si sarebbe emerso che non soffro di alcuna malattia, nemmeno di mal di testa, tutti i medicinali che mi erano prescritti dal mio medico di famiglia, che mi è stata riconosciuta la patologia per ipertiroide che causa stato di agitazione. 

Anche questo problema si è risolto dopo una cura brevissima.

O se, il dr Carlesi, nella speranza di scoprire qualcosa per conto mio avesse acquisito gli atti, ma visto che NON ne era nulla che avrebbe potuto usare a proprio favore, ne avesse taciuto questo fatto rilevante, la questione srebbe ancora più grave.

Il dr Carlesi ha indicato l’indirizzo del suo Studio, piazza Boromini n. 9 di Empoli. A prescindere dalla data indicata, il 7 ottobre 2010, quando io ero impegnata in una protesta permanente davanti al Montecitorio a Roma, con il Comitato spontaneo, io sì che sono andata a quell’indirizzo dove lo STUDIO del dr CARLESI NON e’ proprio indicato da alcuna targa.

Come emerge dalla perizia, questa è stata effettuata a FIRENZE, ad un indirizzo OCCULTATO anche sul timbro dello stesso dr Carlesi alla pagina 14 della perizia.

Lo psichiatra HA OMESSO DI COMUNICARE LA VARIAZIONE DEL LUOGO DELLA PERIZIA doverosa alla mia difesa, che IMPLICA LA NULLITA’ ASSOLUTA E INSANABILE DELLA PERIZIA!!!

Produco il parere PRO VERITATE AUTOREVOLE, redatto da un noto e esperto docente universitario, psichiatra forense di Bologna, dr Volterra, che ha valutato la perizia del dr Carlesi da punto di vista professionale e del codice etico che sa molto di più di Eva Polak.

(ALLEGATO “rel Volterra”).

Il dr Carlesi NON ha esaminato e valutato tutto il materiale da me inviato, ma soprattutto, NON quello che supporta le mie ragioni, quello che rappresenta cosa sto subendo da anni da parte della Magistratura. 

NON sono stati indicati quali erano i video esaminati.

Nessuna osservazione è stata fatta sulla manipolazione della richiesta di rimessione del processo inoltrata alla Cassazione che doveva segnalare il Carlesi nella perizia, tra gli altri la falsificazione della copia di ufficio fatta passare per originale, la trasmissione immatura dell’atto alla Cassazione, il diniego di autorizzazione di entrare in Pistoia per poter ritirare le copie notificate che implicava la dichiarazione di inammissibilità dell’atto evocata poi ad alta voce del giudice come se fosse la valutazione della sua imparzialità e di agire in rispetto della legge che ha continuato a violare con DOLO e COLPA grave con la COMPLICITA’ del Carlesi.

Il dr Carlesi, rispettando il suo incarico e l’articolo 228 c.p.p., poteva accedere a tutti i fascicoli a me riguardanti, agli uffici della PA per rendersi conto della mia situazione effettiva e reale che dura da anni, avrebbe potuto consultare altre persone sulle mie condizioni di salute, ma NON l’ha fatto con dolo e colpa grave.

Sarebbe stato molto auspicabile, che il perito avesse richiesto il mio esame durante il dibattimento, il quale NON è mai avvenuto e per il quale ho insistito sia io sia il pubblico ministero nell’udienza del 12 Novembre 2009 e del 23 Settembre 2010.

Il perito doveva ben conoscere le norme da me qui richiamate, ma soprattutto, conosce benissimo le norme del DSM che inquadra tra le malattie mentali anche chi continuamente e consapevolmente MENTE e VIOLA I DIRITTI DI ALTRUI, soprattutto se opera quale AUTORITA’, che era proprio il caso dello stesso giudice, dei PM, delle parti offese, come emerge palesemente dagli atti esaminati dal perito e dai video postati in Youtube.

Considerato che ero ritenuta incapace di partecipare al processo, il giudice aveva l’obbligo di nominarmi un curatore speciale agli effetti dell’articolo 71 c.p.p. che il dr Carlesi sa sicuramente.    .

FALSITA’ NEI FATTI E NEGLI ATTI DELLA PERIZIA CARLESI MANIPOLATA:

(ALLEGATO: “perizia integrata+ cert-parere” -contiene atti periziati ivi inseriti + pro veritate + certificato ospedale di Pescia,)

Nella perizia Carlesi si riscontrano agevolmente gli elelmenti costituivi di REATI, anche il FAVOREGGIAMENTO, INFEDELE PERIZIA, FALSO IN ATTO DESTINATO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, in quanto gli associati sono più di tre, riduzione in schiavitù. 

L’articolo 238 c.p.p. parla di verbali di prove ed una Perizia medica è un elemento di prova della quale è stato redatto il conseguente verbale.

Anzi, deve essere fatta anche la distinzione formale tra una perizia di parte ed una perizia di Ufficio, redatta da chi è stato nominato dall’A.G. (inquirente o giudicante nulla cambia), infatti chi è stato nominato dall’A.G., con tale nomina assume la qualifica di Pubblico Ufficiale (Udienza di Cassazione del gennaio ’99 e sentenza del marzo successivo) ed il suo documento è un “Atto Pubblico” (artt. 2699 e 2700 c.c.) quindi, in caso di “Falso”, trattasi di Falso in Atto Pubblico con tutte le conseguenze previste dal codice (art. 479 c.p. con l’aggravante ad effetto speciale prevista dall’art. 476 c.p.).

Il dr Carlesi, dolosamente, NON indica nemmeno i miei dati anagrafici, l’istruzione avuta, che poteva ottenere NON solo dagli atti, ma dai video “valutati”, il mio stato di salute generale, probabilmente, per celare il mio titolo di studio benché durante il processo, siano stati rispettati i titoli delle parti offese, “avvocato”, “dottore”, ad eccetto il mio. 

Pagina 2: il materiale esaminato NON comprendeva le mie istanze riguardo la violazione dei miei diritti, le memorie difensive, i torti subiti nel procedimento RG 1376/01 e negli altri connessi richiamati nella denuncia, i documenti inoltrati in allegato, a dimostrazione delle mie ragioni.

Il dr Carlesi NON riporta quali sono le prove oggettive degli “elementi clinici e comportamentali”, ma ne fa solo delle asserzioni soggettive.

Lo stesso ha già considerato “patologico” che non volevo presenziarmi alla visita, senza valutare che il reato a me contestato NON era tale gravità da dedurre la patologia mentale, in quanto c’è chi dice e ne fa molto peggio di me, lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri ha detto peggio sui magistrati, anche in video postati in Youtube, senza essere sottoposto a visita pischiatrica umiliante che NON si basa su alcun fondamento oggettivo, ma soggettivo, su aspetti esteriori, molto dubitabili.

Nemmeno la Franzoni ha partecipato alla visita, ma Lei è stata considerata solo semi-inferma, pure il reato commesso era molto più grave, se non si vuole valutare l’origine dell’Est della scrivente e il lavoro svolto, avvocato, della parte offesa di origine italiana. In tal caso, scatta pure la disciminazione razziale.

Per il resto rinvio alla valutazione del dr Volterra, della stessa professione, ma molto più qualificato dal dr Carlesi.

Gli appellativi usati “delinquenti, vigliacchi, falsi testimoni” sono dati di fatto e documentati come esattamente descritto nelle Memorie difensive ignorate dal perito la cui veridicità doveva essere l’oggetto del dibattimento che NON è stato.

Pagina 3: la “falsità, frode processuale” – è documentato pienamente nel fascicolo RG 1376/01 e negli allegati delle email.

Il dr Carlesi dovrà spiegare da dove ha ripreso la frase “costituenti sodalizi di corruttori e fautori di imbrogli processuali”, in quanto NON ho mai usato questa frase, quanto meno la frase “fautore” del quale NON conosco il significato. 

Lo stesso vale per la frase messami in bocca “appartenenti alla Lobby massonica-mafiosa”.

Gli elenchi degli avvocati e magistrati sono reali, tutte le persone che si sono prestate ad aggiustare i procedimenti nei quali sono coinvolta.

Quanto riguarda le mie denunce fatte ai magistrati, non ho fatto null’altro che rivolgermi alla legge e denunciare chi si abusa della sua funzione pubblica. Lo stesso onorevole Di Pietro ci ha invitati fare denunce degli abusi.

 

La frase richiamata e messa in bocca mia “per aver favorito soggetti appartenenti alla massoneria…” è la frase ricopiata pari-pari dalle numerose richieste di astensione del procuratore della Repubblica di Pistoia, dr Dell’Anno, il quale NON mi ha mai denunciata per queste parole da lui scritte. A prescindere dal fatto che lui effettivamente favorisce soggetti appartenenti alla Massoneria operanti presso la Pubblica Amministrazione e i loro difensori avvocati (tra gli altri, l’avv. Claudio Casciani, conosciuto massone e difensore delle mie controparti, nonché degli stessi imputati nell’inchiesta “Appaltopoli” archiviata con dolo, dopo 8 anni, “per prescrizione”, l’assessore Riccardo Sensi del Comune, l’atttuale assessore l’avv. Ferrante ed altri).

Gli atti difensivi richiamati sono riconosciuti come diritto di difesa dalla legge a tutti gli imputati dei quali mi ero avvalsa, caso mai, il perito doveva valutare la patologia mentale chi mi ha negato quelli ed altri diritti che emergevano dagli atti sotto il suo esame.

Le frasi sedicentemente “estrapolate” da non si sa quali video, che deve dire il perito, sono state piuttosto alterate.

Quanto alla frase “forze maligne” che operano nella Giustizia e le considero tali chi opera nella massoneria deviata, in violazione del regolamento di loro stessi, e ho copiato la frase da un libro che narra un evento realmente accaduto.

Pagina 4: In effetti, la dichiarazione di incapacità di intendere e volere, come il FVO emesso dal questore, aveva lo scopo primario di impedire in tutti i modi affinché io possa rendere dichiarazioni a verbale sulla manipolazione avvenuta in vari procedimenti, per impedire che questi soggetti debbano finire sul banco degli imputati per aver “privatizzato” il servizio pubblico della Giustizia, per togliermi la parola e rendermi NON credibile così impedendo di NON presentare più denunce. 

La parola ONNIPOTENZA era usata da me nei confronti del Procuratore della Repubblica di Pistoia che il perito ha rigirato a me, ma deve dire da dove l’aveva tirata fuori. 

Quanto alla “Legge 180” riguardo il TSO, questa è usata in modo molto distorto nei miei confronti e in tanti altri casi, anche di morte, perché riguarda i veri malati mentali accertati che diventano pericolosi effettivamente e rifiutano la cura. Prima del dr Carlesi, e dell’avv. Guazzelli, nessuno mi ha mai diagnosticato malattia mentale patologica e pure mi sentivano parlare, mi leggevano tanti magistrati togati. Addirittura, il giudice di primo grado, dott. Valeria Marino, del procedimento RG 1376/01 ha rigettato la richiesta dello stesso avvocato parte offesa avvallata dal PM di udienza del 21 Maggio 2007, dott. Ornella Galeotti, richiamando che le mie dichiarazioni e scritte erano coerenti e l’animosità e il carattere personale NON si deve confondere con la malattia mentale.

Il CARLESI aveva questo verbale di udienza sotto gli occhi come allegato alle mie Memoriale che ha TACIUTO DOLOSAMENTE!!!

Per di più, la legge in parola è nata solo per regolare i posti letto riservati ai malati mentali negli ospedali, della quale si abusa il Potere per zittire le persone scomode, come emerge da diversi Blog in Rete.

Il TSO, certamente influisce sul cervello ed è un dato di fattO che le cellule del cervello vengono cotte dall’elettroshock che non una volta porta alla morte e NON è applicabile a chi soffre problemi di spina d’orsale che mi si è presentato di recente.

Che si tratta di “psicopolizia”, espressione copiata da un Blog, certamente è una espressione non molto apprezzata per la Psichiatria della quale si abusa secondo il Programma T4 dei nazisti, come dimostra il mio caso, per sterminare le persone, soprattutto nell’OPG che sfugge a qualsiasi controllo e alla legge al quale sono destinata.

Che parlo di 43 magistrati, è un dato di fatto, che riguarda tutti quelli che gestivano il procedimento RG 1376/01. Di questo fatto è responsabile il procuratore-capo, Dell’Anno, anche per aver sperperato il denaro pubblico in violazione della legge. Da lì, il numero è pure aumentato con i magistrati della Cassazione che hanno aggiunto altro FALSO al FALSO che ha visto il Carlesi.

Anche questo fatto doveva essere valutato dal Carlesi in senso contrario, in quanto il numero sproporzionato dei magistrati serviva per poter evocare che tanti NON possono “sbagliare”, ma sì che possono prestarsi alla manipolazione, come in effetti si erano prestati.

Se le persone denunciate erano tante, perché erano altrettante coinvolte e la legge dice che vanno denunciati tutti i colpevoli.   

Pagine 5-8: è uno SCANDALO clamoroso che lede l’onore della psichiatria, dei periti psichiatri onesti.

Il dr Carlesi, ha tagliato a pezzi alcune delle mie email e li ha ricomposti, secondo i suoi comodi, sottraendoli dal contesto originale, mutando completamente il significato dei documenti da me inoltrati. 

IL perito accuratamente ha distorto la violazione dei miei diritti per i quali chiedevo aiuto a vari Organi, tra i quali a quelli del mio Paese d’origine.  

Il perito HA CANCELLATO LA FRASE DELLA EMAIL E L’HA RE-ISCRITTA CON L’EVIDENZIATORE per farla saltare all’occhio. 

La email NON e’ stata spedita in questa condizione

(allegato “mail 16.5.10 manipolata”)

C’è da scoprire chi ha evidenziato le frasi e ha deciso dove devono essere inserite, anche cambiando l’ordine originale della paginazione. 

Tra le email ricomposte “da puzzle” figurano pure frasi del Blog della dott. Olga Babenko da lei scritte E A ME ADDEBITATE.

LA VALUTAZIONE FINALE DI CARLESI:

Pagine 9: ci sono delle frasi tecniche il cui significato NON conosco perché diverse parola non figurano nel mio dizionario italiano-ungherese, quindi, NON posso dare una valutazione esauriente cosa è stato raccontato su di me.

Quanto mi sembra di capire, il dr Carlesi mi accusa indirettamente di aver presentato diverse denunce “calunniose”. Ho presentato denunce per i reati commessi a mio danno che NON sono stati esaminate o se esaminate, con subdola parzialità per favorire le mie controparti potenti. A chi sarei dovuta rivolgermi? Alla Mafia o dovevo fare giustizia da me? Lo dica il Carlesi!!!

Le mie “pseudocapacità giuridica…basate su obiettive conoscenze di nozioni giuridiche”, sono frutti di 4 esami di diritto e di un profondo studio che mi ha fatto acquisire conoscenze e preparazione che NON hanno tanto avvocati e magistrati (parere di persone autorevoli).

La persecuzione emerge dai comportamenti addottati nei miei confronti ed è ben conosciuta da tutti nel ambiente che vivo. 

Non dice il perito da dove deriva “l’aggressività, collera, intensa frustrazione, rivendicazione”, visto che NON ho mai aggredito nessuno, caso mai sono stata io fatta finire all’ospedale NON una volta, come sa l’ambiente giudiziario pistoiese che non solo tollera questi comportamenti, ma ordina agli agenti delle Forze dell’Ordine pubblico intimandoli di sottomettermi a continue provocazioni, a farmi sequestro di persona, che ora è stata trasmessa pure al Palazzo di Giustizia genovese.

Il Carlesi MENTE sostenendo che interrompevo continuamente giudici, avvocati. Emerge dai verbali qui allegati che sono stata immediatamente allontanata dall’aula dopo essere stata interrotta dal giudice, quindi NESSUNO dei due avvocati discutevano che avrei interrotto, quanto meno il giudice (ne era uno solo).

Se l’avessi fatto, è la legge che dice che l’imputato ha la facoltà di intervenire del quale DOVEVO essere avvisata appositamente che risulta anche dai verbali di udienza prestampati!!!

MENTE il Carlesi sostenendo che ero invitata a ad allontanarmi dall’aula a seguito dei “toni elevati” facendo intervenire i Carabinieri, e “spinta dall’onnipotenza”, ho pronunciato la frase di “arresto” “al posto di presunzione paradossale di funzioni e autorità…costruita su un ordito di “logica” giuridica”.

E’ la legge che conferisce al privato tale autorità come dicevo sopra.

Sono stata allontanata dopo aver DICHIARATO in arresto il giudice, ai sensi di legge, che emerge pure dal verbale di arresto e di udienza qui allegati, quindi c’è la prova oggettiva di due agenti dei Carabinieri che il CARLESI MENTE!!!

Pagina 10: il Carlesi dice tutto da sé senza alcuna prova oggettiva. Il complotto è un dato di fatto, del quale fa parte anche lui, che emerge da atti giudiziari NON acquisiti dal perito, ma da altri, in suo possesso.

Cosa è se non è un complotto mafioso l’omertà, il diniego della Giustizia, la copertura di persone appartenenti alla Massoneria, alla criminalità organizzata, che sono state le mie controparti? Addirittura, l’imputato del procedimento RG 1376/01, il “dottor” Massimo Morini, mai laureatosi, pregiudicato, si è visto arrestare ben tre volte per reati commessi in associazioni per delinquere, è stato dichiarato socialmente pericoloso dalla sentenza della Corte d’Appello di Firenze che era sotto l’esame del Carlesi!!!

Il Carlesi si è pure premunito di alibi da eventuale denuncia nei suoi confronti, evocando che inserisco tutti nel “complotto mafioso-massonico”.

Si chiarisca lui se appartiene o meno alla Massoneria e perché ha ottenuto incarichi dal giudice di pace o da altri giudici di Pistoia pur NON essendo stato iscritto nell’elenco dei periti, i quali pagavano per ottenere perizia e, caso mai, sono pure psichiatri forensi e possiedono maggiori titolo del Carlesi.

Il Carlesi ha dato prova tangibile che la legge NON è la sua parte forte.

Il Carlesi ha emesso la sua diagnosi TERRIBILE, SENZA VISITA, DELIRIO QUERULOMANE MONOTEMATICO, STRUTURATO E SISTEMATIZZATO, INSERIBILE IN UN PROBABILE QUADRO SCHIZOFRENICO PARANOIDE …DISTURBO DELIRANTE ecc…

NON ho mai sofferto nemmeno di depressione e mi vedo inquadrata quale schizofrenica che sarà pure una malattia organica diagnosticata dallo psichiatra VISIONARIO dotato di estreme capacità mediatiche.

Pagina 11: lo psichiatra vede la causa della “malattia” nell'”assenza di provvedimenti terapeutici” che i miei medici di famiglia NON hanno mai rilevato. Addirittura, lo psichiatra si identifica nel mio bene fattore per farmi “risparmiare infelicità e sofferenze”.

Pagina 12: Il perito aggiunge anche il suo, avendomi qualificata per la più folle e più pericolosa criminale, non avendo mai “visto nella sua carriera privata e pubblica un delirio querulomanico così complesso e strutturato”. 

Di queste parola offensive, diffamatorie il Carlesi DEVE rispondere sia penalmente, sia disciplinarmente!!!

Però, qualcosa NON ha funzionato alla perfezione perché lo psichiatra fa accenno a un “sentimento di ingiustizia profonda patito, spesso, come in questo caso, per cause che sembrano verosimili” che poi analizza secondo la sua fantasia da psichiatra chiaroveggente. 

In base di queste affermazioni di NON poco conto, dovrebbero essere arrestate tutte le persone che avrebbero causato che io sarei ridotta alla “totale incapacità di intendere e volere”, per l’abuso di un’incapace mentale che è punito con 10 anni di galera e dovrebbero risarcire ME e i miei familiari.

Il Carlesi colloca l’evento scatenante a 20 anni prima, cioè nel 1990 che, guardi caso coincide perfettamente con i primi abusi subiti con l’assegnazione della casa popolare, il 12 Aprile 1990, con delibera G.C. 587/90 alla quale faccio riferimento in diversi video.

Bisogna che Lo spettabile Organo in indirizzo verifichi dai video se io avessi mai minacciato qualcuno e quale era il mio stato mentale mentre registravo la voce, pur avendola fatto in fretta e in furia, quindi non scevra di errori grammaticali.

MENTE il perito quando riferisce “all’evento scatenante”, al rapporto avuto con il Morini, da lui incomprensibilmente chiamato “ragioniere”, mentre dai verbali di udienza, il giudice stesso gli conferisce il titolo di “dottore” che emerge anche dai video.

Il Carlesi è stato, sicuramente, ISTRUITO molto bene anche nei piccoli particolari, ma NON abbastanza.

La relazione con il Morini NON si è conlusa 20 anni fa, ma nel 2000. Il perito nemmeno è riuscito a capire la cifra esatta della truffa, 1 miliardo e mezzo di lire, forse, volendo accusare me così, indirettamente, di confusione mentale, ma il confuso sembra piuttosto lui. 

La “collaborazione” avuta con il Morini risale agli anni 2000-2001 che è dimostrabile con due perizie contabili da me fatti che emergono anche dalle carte processuali, dalle Memorie mie difensive taciute.  

Il Carlesi ritorna sulla mancata tutela da parte del sistema giudiziario che gli fa cascare nella propria contraddizione, pur essendo uno psichiatra.

Il Carlesi MENTE quando parla di “risarcimento atteso” che sarebbe “tuttora anche affettivo”, così scagionando dalla responsabilità dei suoi complici, i magistrati, indossando tutto alla responsabilità del Morini, al sentimento affettivo che NON risulta da nessun atto esaminato dal Carlesi.

Pagina 13: il perito “ridimensiona” il verdetto finale e mi ritiene “totalmente incapace di intendere e volere” nel momento di aver commesso il reato di diffamazione, praticamente, quando ho affisso i cartelli in giro, senza che mi avesse vista alcuno mentre li mettevo, ma il chiaroveggente sa tutto lui da sé.

NON si capisce proprio da dove nasce questo giudizio irrazionale. La stessa incapacità è aggiudicata come reiterata anche in tempi diversi, visto che la parte offesa ha presentato diverse querele dello stesso identico contenuto, per le quali pendono altri procedimenti penali a mio carico, NON riuniti, così facendo attribuire la validità di questa perizia in tutti gli altri processi, nonostante che la legge lo vieti.

Il giudizio gravissimo è stato spiegato per ultimo. Il Carlesi mi accusa di “aggressione fisica eterodiretta” (che NON capisco cosa sia), di “capacità di recare danno”, nonostante che NON abbia mai recato danno a nessuno, ma ero io a subirlo. Le “azioni attive dei discredito, intentate attraverso Internet e forme di esposizione pubblica” NON sono nient’altro che diffusione delle informazioni sul comportamento antigiuridici di dipendenti pubblici che operano con soldi di Tutti e nel nome del Popolo sovrano che ha pieno diritto di conoscere cosa fa chi si aziona in nome suo, visto che gli atti giudiziari sono atti pubblici, accessibili a tutti.

Lo fanno anche gli altri, non solo la Polak, però nessuno finisce in OPG, eccetto la Polak.

MENTE il Carlesi quando parla di ribellione fisica alle forze dell’Ordine tace che erano loro a spintonarmi nell’aula. Escluso il caso se il Carlesi NON era a sbirciare dietro la finestra quando venivo arrestata con la forza fisica, illegittimamente, con le mani ammanettate addietro. Di quanto avevo subito è documentato con una pagina di certificato medico.

Caso mai, avrò fatto resistenza passiva che volevano costringermi con la forza fisica di salire in macchina, senza dichiararmi in arresto perché non sapevo cosa mi potrà succedere in caserma, senza alcuna testimonianza.

Ma con subdola parzialità, il Carlesi ha taciuto questo fatto.

MENTE ancora il perito accusandomi di aver causato dei danni. Quali siano questi, li deve spiegare perché NON emergono dalla perizia.

Il Carlesi conclude con un verdetto orribile e MI HA DICHIARATA SOCIALMENTE PERICOLOSA.

La pericolosità sociale deve essere accertata secondo certi parametri contenuti nell’articolo 133 del c.p. valutando la gravità del reato commesso, il danno causato, le condizione di vita del reo, i motivi del reato, le condanne precedenti che il Carlesi NON ha voluto tener conto.

TUTTO E’ STATO SOTTOFIRMATO CON LA DICITURA SECONDO “SCIENZA E COSCIENZA” – frase che deve essere valutata di chi è la competenza.

Luogo di emissione FIRENZE in contrasto con il luogo concordato, EMPOLI, che colpisce di NULLITA’ RADICALE, INSANABILE questo ORRENDO VERDETTO MAI PRONUNCIATO SUL CONTO DEI PEGGIORI DEI DELINQUENTI NELLA STORIA DELLA PSICHIATRIA, ECCETTUATA L’ERA DEL NAZISMO!!!

GLI EFFETTI CAUSATI DALLA PERIZIA DEPOSITATA IL 23 NOVEMBRE 2010:

La perizia è stata divulgata immediatamente a tutte le autorità immaginabili, nonostante che la sentenza sia uscita solo il 26 Aprile 2011, in violazione delle norme di legge, delle disposizioni dell’Ordinamento giudiziario.

a) il 14 Dicembre 2010, presso il Comune di Montecatini Terme, sono stata aggredita con la forza fisica e ammanettata con le mani indietro dagli agenti di varie Forze dell’Ordine pubblico e dal personale medico del 118, dopo che il medico intervenuto mi aveva strappato il telefonino dalla mano, mentre stavo parlando con il membro del Comitato spontaneo, di Modena.

Mi è stato tentato un TSO, con il taglio della manica della mia maglia che non mi ero accorta essendo stata immobilizzata con le mani indietro.

Sono stata tesa per terra, sempre con le mani ammanettate indietro, e quando chiedevo di alienarmi il dolore insopportabile del polso avendo tutto il peso del corpo sopra le manette, il medico mi ha tappato la bocca, con la mia stessa sciarpa, da morsa da cavallo.

Era già tutto pronto, quando all’improvviso è entrato un mio amico di Firenze, referente del Comitato spontaneo che mi stava raggiungendo per testimoniare sulla denuncia pubblica che intendevo presentare sugli abusi commessi dall’Amministrazione locale che truffa la comunità da decenni. 

Quindi, ci hanno ripensato di trattarmi sul loco, visto che c’era il testimone che ha visto la siriga pronta per essere iniettata, sono stata portata all’Ospedale di Pescia per il TSO, sempre ammanettata come l’ultima delinquente, dove il vigile ha riferito al medico che il TSO era ordinato già il 5 Febbraio 2010, ma NON sono riusciti a trovarmi.

Il medico ha replicato che NON è questa la procedura per il TSO.

Lo psichiatra di turno ha avuto un colloquio di tre ore con me, volendomi somministrare dei calmanti in dose sproporzionata che avevo rifiutato categoricamente pur essendo stata avvisata che potrebbero somministrarmela legandomi al letto.

Lo psichiatra mi ha dimessa certificando che NON avevo bisogno di TSO, perché avevo un comportamento normale.

Il certificato dell’Ospedale è stato allegato al parere del dr. Volterra che è stato del tutto ignorato dal giudice

(allegato “tso 14.12.10+richiesta”).

A causa della perizia del Carlesi, la denuncia fatta al tentativo di TSO messo in atto con la stessa modalità che ha visto morire il ragazzo romeno, NON è stata esaminata dalla Procura di Pistoia che mi ritiene per “folle”.

Il 21 Gennaio 2011, la parte offesa del reato ha trasmesso la perizia alla Corte di Cassazione a dimostrare la mia “pazzia”, quindi SONO STATA INTERDETTA DI ENTRARE IN CASSAZIONE. Di conseguenza, NON è stata considerata la querela di falso da me depositata e stra-documentata

(allegato “Vecchi motivi cass 21.1.11”).

NULLA ha servito la raccolta di firme in Rete, la denuncia del Comitato spontaneo

(allegato “sottoscr FB”)

Il 3 Marzo 2011, è stata rigettata l’opposizione avverso la richiesta di archiviazione del procedimento RG 4/11 aperto a seguito della mia querela nei confronti dei Carabinieri i       quali hanno poi giustificato il mio arresto perché non avrei avuto l’autorizzazione di entrare in Pistoia per partecipare al processo, mentre ce l’avevo. NESSUNA attività investigativa è stata svolta perché la denuncia e l’opposizione alla richiesta di archiviazione sono state considerate da atti “deliranti” frutti della mia patologia “delirante”. Di conseguenza, nemmeno il gratuito patrocinio può essermi riconosciuto pur NON avendo delle entrate

(allegati “rich arc RG 4-11”, “decr GIP RG 4-11 3.3.11”, “rigetto grat patr  4-11”).

Sono rinviata a giudizio per aver violato il provvedimento di divieto di entrare in Pistoia, per la violenza usata nei confronti degli agenti che mi hanno creato un terribile precedente di Polizia, senza la possibilità di difendermi, essendo fatta passare per una “folle”. Sicuramente, è stato aperto un fascicolo per falsificazione di atto pubblico, per calunnia a mio carico a danno degli agenti.   

Il giudice ha accolto ogni parola della perizia. Ero considerata “presente” al processo, mentre mi è stato impedito con ogni mezzo il diritto di presenziarmi e difendermi.

Ovviamente, la parola d’ordine era “l’escandescenza” ribadita pure dai testimoni che hanno reso dichiarazioni contraddittorie, ma erano ben istruiti per illustrare il mio “stato di agitazione” per giustificare il progetto terribile portato a termine con la complicità del Carlesi. 

Non mancava il riferimento agli “illeciti perpetrati nei confronti dei numerosi magistrati di Pistoia” mai commessi, che avrebbero implicato la mia “pericolosità all’ordine e alla pubblica sicurezza”, come se la popolazione pistoiese fosse costituita solo dai 4 magistrati che mi hanno GRATUITAMENTE CALUNNIATA come emerge dal provvedimento di archiviazione del tribunale di Genova, per l’unico episodio risultante nel Foglio di via e per il quale sono stata iscritto a registro, DOPO L’EMMISSIONE DEL PROVVEDIMENTO FVO, atti facenti parte del materiale esaminato dal Carlesi

(allegato “ricarc4061” e “decreto di archiv”).

Il fulcro della sentenza è la perizia del Carlesi integrata con le convinzioni del giudice che ha diagnosticato la grave patologia mentale causata dal mio “ex-convivente” e dalle ingiustizie subite in mancanza di “contenimento farmacologico”. 

Il giudice di pace ha disposto la trasmissione della sentenza alla Questura, competente per il ricovero in OPG, ai sensi dell’articolo 222 c.p.p.

(allegato “sentenza 843-08-21-bis”).

A nessuno dei peggiori delinquenti, terroristi, mafiosi, assassini è riservata la mia sorte, una perizia del genere, per di più effettuata SENZA VISITA, vietandomi il diritto di difesa, per un reato così lieve, di competenza del giudice di pace.

Per comprare la complicità e il silenzio del Carlesi, egli avvocati presenti ai fatti, lo stesso Carlesi (come gli avvocati di ufficio), è stato onorato con una liquidazione INUSUALE, superiore alle tabelle!

(allegato “decr liq 12.1.11 Carlesi”).

Per il resto, inoltro il ricorso presentato dal mio avvocato di fiducia la cui sorte è ben immaginabile essendo coinvolti nella manipolazione del procedimento RG 1376/0, il presidente della Corte d’Appello di Pistoia, il Procuratore generale della Cassazione, tutti protetti anche dalla Procura di Genoval Il Carlesi ha messo la sua funzione pubblica al servizio nell’interesse di questi soggetti 

(allegato “appello Bimbi p1,2,3,4,”).

 Il Comune NON mi dà alcun sostegno economico evocando che posso ottenerlo solo dal CSM che implica che devo essere schedata come paziente.

Nessuna denuncia è accettata da me, non posso depositare alcun atto presso la cancelleria che fa intervenire immediatamente diversi agenti per “contenermi”.

Sono stata segnalata al Ministero dell’Interno quale personaggio molto pericolosa. Nessuna autorità è disponibile esaminare atti da me provenienti.

Il tribunale di Pistoia continua a pocedere a mio danno, come se fossi già interdetta, pur avendo ancora la capacità di agire in giudizio.

Sono stata totalmente distrutta, in ogni senso della parola, assieme alla mia famiglia, offese profondamente nella Ns dignità. Il mio figlio è stato condannato su base di falsi atti affinché sia un pregiudicato e NON possa essere nominato il mio tutore nella procedura di interdizione. 

Qualsiasi persona può commettere ogni reato a mio danno perché mi è tolta la parola.

Non sarò più credibile in sede del Consiglio d’Europa dove sono stati aperti diversi procedimenti contro l’Italia per violazione dei miei diritti fondamentali.

Lunghi anni di studio sono vanificati nel nulla, NON posso più reperire alcun lavoro. La mia situazione è apparsa sul quitidiano La Nazione e il mio caso è stato portato all’attenzione della Commissione Giustizia del Parlamento.

Il 20 Settembre 2011, il giudice Lucia Vignale, titolare di diversi procedimenti penali aperti a mio carico dopo gli avvenimenti del processo di Pistoia, ha riunito tutti i procedimenti nei quali le parti offese sono 9 magistrati di Pistoia di quelli “offesi” che NON si sono offesi nel procedimento RG 843/08/21-bis, nei quali l’unica connessione soggettiva è la mia sedicente “follia”. 

Il PM di udienza, dott. Alberto Lari, ha illustratto il mio stato mentale sulla base della perizia del Carlesi e SONO STATA DICHIARATA TOTALMENTE INCAPACE DI INTENDERE E VOLERE, SENZA CHE IL GIUDICE O IL PM MI AVESSERO MAI VISTA

(allegato “verb ud RG 3165 20_8_11”).

Al giudice di pace di Genova, dott. Filippo Santarella, è stato riferito dalla parte offesa magistrato di Pistoia, Luciano Costantini, che il processo di Pistoia è ancora in corso, ma lo stesso, ovviamente sapeva della perizia essendo stati informati tutti.

Quindi, è stata acquisita la perizia con le conseguenze ben immaginabili. 

Addirittura, il Costantini ha riferito che il procedimento RG 1376/01 a lui assegnato è stato archiviato e dall’archiviazione è nato il mio “rancore” nei suoi confronti. 

Quando mai sarò credibile con una perizia del genere, a fronte della parola di un magistrato che spudoratamente MENTE, che ha taciuto i procedimenti da lui gestiti e aggiustati, la condanna da parte sua di mio figlio avvenuta dopo la sua deposizione il quale, come tutti i suoi colleghi, SI COPRONO CON LA PERIZIA DEL MEDICO CHIRURGO PSICHIATRA, PSICOTERAPEUTA SENZA LA SPECIALIZZAZIONE, ORA ISCRITTA NELL’ALBO DEI PERITI DI FIRENZE. 

(allegato “verb ud RG 1133 9_6_11”).

SONO SOGGETTA AD ESSERE STRAPPATA DALLA MIA FAMIGLIA PER TEMPO INDEFINITO, IN BASE DELLE NORME VIGENTI, IN QUANTO I GIUDICI SONO LEGITTIMATI AD ORDINARE LA CURA PREVENTIVA IN OPG VISTO CHE NON POSSO ESSERE RICOVERATA IN OSPEDALE NORMALE A CAUSA DELLA MIA “AGGRESSIVITA’ E PERICOLOSITA'”, come il Carlesi mi ha fatto passare.

Non posso rivolgermi ad alcuna Autorità perché mi è stata tolta la parola. A seguito di ciò, HO RESTITUITO I MIEI DOCUMENTI AI MASSIMI ORGANI DELLO STATO NON POTENDOMI PIU’ RICONOSCERE IN QUESTO STATO CHE MI HA COLLOCATA FUORI LA LEGGE. 

Tanto la mia vita è stata già presa ad opera del Carlesi che chissà quante vite distruggerà a seguito delle sue capacità mediatiche.

(allegato “se mi uccidesserò”). 

A Voi il compito di frenarlo e fare sì che il Carlesi NON possa distruggere altre vite umane essendo diventato ricattabile e un potenziale ricattatore, NON più IDONEO ad assolvere funzione pubblica!!!

Credo che io non debba spiegare a Voi la portata di questa PERIZIA VERGOGNOSA e DELLA SENTENZA, ALTRETTANTO VERGOGNOSA, SCATURITA DALLA PERIZIA CARLESI, che ha creato un eco NON indifferente tra gli avvocati di Pistoia, in Rete perché è stato creato UN PRECEDENTE ORRENDO per distruggere e zittire le persone che alzano la voce contro le carenze della Giustizia, contro la corruzione ben conosciuta nell’ambiente giudiziario, chi posta video “scomodi” in Rete. 

Esiste un procedimento penale a carico del Sig. Pino Zarrilli di Firenze, referente de Comitato, per lo stesso identico reato commesso a danno di avvocati di Firenze, in quanto ho copiato le parole oggetto dell’imputazione mia dal suo Blog.

Anche lui ha fatto tante denunce, anche a carico di magistrati, ha protestato, ha “offeso”, ha provocato “danni”, è intervenuto nell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze il 27 gennaio 2011, sul mio suggerimento perché io sarei stata rigettata.

Vi domand: anche lui sarà periziato, a parità di diritti, caso mai dallo stesso Carlesi, e dichiarato pericoloso e totalmente incapace di intendere e volere come la Polak, oppure lui, essendo totalmente italiano è immune di un abuso del genere?

Per rappresentare che NON sono l’unica a subire ingiustizia presso i Palazzi di Giustizia pistoiesi, allego l’estratto dal Blog di un poliziotto di Pistoia che deve essere ritenuto più credibile di me.

Vi faccio presente che il Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto un procedimento disciplinare a carico dell’avv, Chiara Guazzelli 

(allegato “CSM P 12474-11 13_5_11”).

Copio l’opinione di un medico su un sito che allego il link e del Blog di un medico che è sceso in campo per me, come esempio della risonanza in Rete del comportamento del Carlesi 

(http://agnesepozzi.splinder.com/home?from=40, https://pensareliberi.com/2011/09/14/eva-polak-le-istituzioni-contro-una-cittadina-una-cittadina-contro-le-istituzioni/).

“lore’ vincenza Dice: 

14 settembre 2011 a 23:19  0 0 Rate This

sono un medico ed ho ascoltato con molta attenzione le dichiarazioni della dssa polak.i ll disturbo di personalita’e comunque nello specifico la relazione fatta dalla psichiatra,del tribunale nn tiene conto che che un essere umano vessato e violentato psicologicamente che sviluppa una patologia psichiatrica tanto da dover essere sottoposta a trattamento farmacologico intensivo,nn si esprime con la lucidita’ la chiarezza sia neii contenuti che nella forma espressiva che ha contraddistinto la dssa eva nel ripercorrere una vicenda cosi’ dolorosa a suo carico.

 

Massimo Dice: 

14 settembre 2011 a 18:30  0 0 Rate This

Questa è ingiustizia che per descriverla qualsiasi dispregiativo non basta per far capire. I veri colpevoli la devono pagare cara e marcire nella loro miserabilità.

giorgia Dice: 

14 settembre 2011 a 15:55  0 0 Rate This

E’ ovvia la volontà di voler zittire una persona che è nella verità capace di dimostrarla ed è un classico farlo facendola passare per una pazza scatenata.

I veri pazzi saranno e sono tutti coloro che non faranno nulla per aiutare questa signora.

Andrea Mascia Dice: 

14 settembre 2011 a 15:50  0 0 Rate This

Signore che schifo…no assolutamente non si può ignorare l’incubo di questa donna, chiaramente vittima di un complotto di chi è stato partorito dal male.”

Per quanto contenuto in questo ESPOSTO PUBBLICO,

CHIEDO che 

lo Spett.le Ordine VOGLIA APRIRE un’inchiesta e valutare il comportamento del dr Giovanni Carlesi che, sicuramente, dovrà essere radiato dall’Albo dei Medici perché si è dimostrato INCAPACE DI AGIRE CON SCIENZA E COSCENZA, di RENDERSI CONTO DEL SUO COMPORTAMENTO CONTRARIO AL SUO UFFICIO, AL SUO GIURAMENTO RESO IN UN ATTO PUBBLICO, MA SOPRATTUTTO AL SUO GIURAMENTO D’IPPOCRATE ANCHE PER EVITARE CHE POSSA RIPETERE UNA PERIZIA ORDINATA NEGLI INTERESSI DI UN GRUPPO DI PERSONE CHE SCAMBIANO LA LORO FUNZIONE COSTITUZIONALE CON IL POTERE.

In attesa della decisione definitiva, il dr Carlesi DEVE ESSERE SOSPESO DALL’ESERCIZIO DELLA SUA FUNZIONE.

Vi comunico che essendo il mio caso monitorato dal Comitato spontaneo dei Cittadini contro la Malagiustizia che si interfaccia con i massimi Organi dello Stato e, nella mia funzione di vicepresidente del’Associazione di Volontariato, il presente esposto e le decisioni in merito saranno resi pubblici e diffusi in Rete, a vari Organi, alla mia Ambasciata, allo scopo di tutelare la mia integrità mentale e fisica.

Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriori chiarimenti, produzione documentale, mi rendo disponibile, già da ora, di essere sentita come esponente e persona informata sui fatti, in contraddittorio.

Allego copia del mio documento d’identità.

Ne caso che NON riuscissi ad inviare gli allegati con una sola email, ne seguiranno altre, contenenti esclusivamente gli allegati qui richiamati.

Eventuali errori grammaticali si devono alle mie origine estere. Eventuali confusioni nell’esposizione dei fatti o concettuali sono fatte perché NON sono un avvocato.

Distinti saluti.

Dott. Eva Polak

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Ricercatore autonomo di informazioni basilari per la vita e la dignità delle persone.

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36 commenti su “ORA PARLO IO – Eva Polak “Esposto all’Ordine dei Medici di Firenze””

  1. Cinzia Dice:

    La sua storia è agghiacciante mi dispiace per tutto quello e ancora sta subendo.
    Le mando un caloroso abbraccio di solidarietà

    Rispondi

    • EvaP Dice:

      Grazie mille. E’ una lotta contro un Potere terribile al quale la legge riconosce solo la Funzione. Sto lottando per tutti e se mi ammazzano, morirò per tutti Voi

      Rispondi

  2. Gekos Dice:

    Cosa sono capaci di combinare i veri criminali della giustizia che sono proprio quelli che dovrebbero garantirla. Ma il punto è sempre quello ovvero rimanere soli altrimenti non ti possono fare questo. Un tempo gestivano le persone contando sulla paura e sulla semplicità dei tempi, oggi sulla nostra solitudine!

    Rispondi

  3. Lia Dice:

    Tutto questo accade, perchè non abbiamo più valori e rispetto per una vita degna. Chi commette questi gravi reati non prova nessun senso di colpa, anzi magari si sente pure realizzato e dorme sonni tranquilli. Ma prima o poi toccherà fare i conti con la propria coscienza e a quel punto non vorrei essere proprio nei panni di questi criminali……………………

    Rispondi

  4. Angelo Corsato Dice:

    Questa è la classica vicenda da manuale. Classico della giustizia italiana. entri nel vortice e se hai torto condanna immediata, se hai ragione inizia il calvario e ti fanno girare mezzo mondo distruggendoti la vita!
    COMPLIMENTI ALLA MAGISTRATURA ITALIANA!!!

    E i giornalisti SOSTENGONO SAPENDO DI ESSERE IMMUNI SE LO FANNO!!! NO?????? SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

    Paghiamo gli straordinari a questi magistrati poverini…

    BELLA GENTE SVEGLIA!!!

    Rispondi

  5. EvaP Dice:

    La ringrazio per la redazione di avermi dato spazio in questo periodo molto difficile della mia vita. Ritengo di dover aggiornare i lettori sui sviluppi dell’esposto. Genuinamente, credevo che avessi offerto prove documentale sufficienti per iniziare un procedimento disciplinare che doveva terminare con la radiazione del psichiatra Carlesi. Incredibilmente, l’Ordine dei Medici di Firenze, non ha ravvisato alcuna anomalia nel comportamento dello psichiatra il che significa che la psichiatria ha ragione di essere usata come arma per zittire i cittadini onesti che alzano la voce contro gli abusi di autorità.
    Invio il rigetto alla Redazione affinché possa postare nella pagina.
    Segue il mio reclamo inviato all’Ordine e una email inoltrata da un mio compagno di lotta contro la Malagiustizia agli indirizzari della mia email, come gesto di solidarietà.

    “Spett.Presidente ODM

    OGGETTO: riferimento lettera di risposta PROTOCOLLO n. 3457 del 17.10.2011
    concernente i comportamenti del Dr. Carlesi, VS iscritto

    Faccio presente all’Ill.ma S.V. , che la VS risposta è del tutto fuori luogo in quanto l’Ordine dei Medici deve innanzitutto tutelare i cittadini e qualora siano segnalate precise violazioni, deve aprire un fascicolo a carico del medico oggetto della segnalazione.
    Vista la risposta così tempestiva, presumo che, trattandosi di materiale voluminoso, nemmeno sarà stato letto, quanto meno valutato.

    Nello specifico, ho comunicato quanto ho subito dal Dr.Carlesi e riaffermo quanto precedentemente comunicatovi allegandovi anche la fotocopia della mia carta di identità, in quanto da parte del Dr.Carlesi ci sono PRECISE VIOLAZIONI del vostro codice deontologico (se questo documento ha ancora un senso negli Ordini dei Medici…).

    IO SONO IL PAZIENTE oggetto della violazione:

    non sono stata affatto visitata;
    l’incontro avvenuto in un’udienza pubblica, è stato frettoloso e superficiale e in base a pochi minuti non si può decidere della vita di una persona “in scienza e coscienza”. Ripeto che nell’udienza NON si trattava l’oggetto del processo, ma solo la nomina del Dr. Carlesi, e mi sono stati VIOLATI tutti i diritti di difesa nella sua presenza, fatto che avrebbe dovuto capire meglio di tutti essendo uno psichiatra forense esperto conosciuto al tribunale di Pistoia.

    Il Dr.Carlesi mi ha forse valutata con la sfera di cristallo perché è arrivato a delle conclusioni senza aver fatto alcuna seria valutazione.
    Probabilmente è stato indotto da ordini superiori a stilare un referto di consulenza legale, che però non poggia su alcuna base professionale. Inoltre, afferma il falso perché ci sono altri documenti PRO VERITATE, stilati da Professori in Psichiatria che affermano esattamente il contrario di quanto affermato dal Dr. Carlesi.

    In ragione di ciò il Dr.Carlesi ha violato una serie di articoli del codice deontologico per la qual cosa dovreste essere i primi ad avere interesse ad acclarare quanto da me denunciato.

    Carlesi ha violato sicuramente

    l’articolo 4
    articolo 7
    articolo 13
    articolo 20
    articolo 21
    articolo 22
    articolo 24
    articolo 62
    http://www.ordine-medici-firenze.it/xdeonto.htm#A007

    ma evidentemente il codice Deontologico è pura carta straccia e non è tenuto in alcun conto.
    Se eliminassero gli Ordini professionali farebbero benissimo tanto non servono assolutamente a tutelare nessuno.

    Evidenzio che la perizia del Carlesi è stata diffusa a livello nazionale, prima che il giudice di pace di Pistoia avesse condiviso pienamente l’argomentazione del Carlesi con la conseguenza che sono stata interdetta di entrare negli uffici pubblici, dichiarata totalmente pazza pure dal giudice di Genova, prima che mi avesse mai vista ed avesse aperto il processo, ho subito il divieto assoluto di entrare in Pistoia, sono nell’attesa che sia portata in OPG e sottomessa a cure psichiatriche per salvaguardare la mia “felicità”.

    Nel reiterare la denuncia VI DIFFIDO ad aprire un fascicolo nei confronti del Dr. Carlesi.

    Di tale mia denuncia viene prodotta copia anche alla Federazione Nazionale, ad altri Organi e sarà resa pubblica in Rete considerata la gravità dei fatti, il precedente terribile creato dal Carlesi che rende vittime potenziali tutti i cittadini onesti che alzano la voce contro la corruzione e il Potere deviato i quali saranno zittiti tramite la psichiatria avvalendosi dello sterminio già vissuto nell’epoca del nazismo.

    Voi, prima di tutti che avreste l’OBBLIGO di impedire che un medico a priori possa pretendere di stilare perizia SENZA VISITA, confermare la DIAGNOSI fatta da un giudice privo di competenze, MENTIRE su fatti asseritamente avvenuti in 20 anni prima evocando PROVE OGGETTIVE NON meglio specificate, Vi rendete COMPLICI.
    Rinviate la Vostra responsabilità alla magistratura persecutore in cui interessi il Carlesi ha fatto la perizia falsa in cambio di vantaggi?
    Segnalarete il professor Volterra di Bologna e la Dr. Francescini Pacini dell’Ospedale di Pescia ai ripettivi Ordini per aver “violato” il Codice deontologico e aver emesso atti contrari alla perizia del Dr. Carlesi?
    Non vi è strano che spesso e volentieri dei dipendenti pubblici che commettono abuso di autorità siano affiancati da medici, tipo Carlesi?
    I signori medici si rendono complici di sterminio di cittadini onesti di soggetti che usano la legge e la psichiatria come una arma?

    Per maggior dettagli vds il link http://www.censurati.it/2007/08/05/il-racket-che-interdice/ su comportamenti simili e NON poco frequenti.

    Insisto affinché sia aperto il procedimento disciplinare a carico del Carlesi. per la mia tutela diffondo in rete il contenuto della email presente.

    Distinti saluti.
    Dott. Eva Polak”

    “Spett.li Signori, Tutti, in indirizzo…

    continuo ancora una volta a chiedermi-Vi…

    a cosa servono i declamati “Codici Deontologici” (in Primis quello degli “Avvocati”…) quando ci sono Centinaia di esempi che in Tanti-TROPPI casi, gli addetti a farli rispettare si astengono con risposte Deficienti (nel senso letterale del termine) da così di fatto e in Sostanza essere Complici e Copertori dei loro Troppi iscritti, certamente Delinquanzialmente Disonesti!!!

    Sarebbero MOLTO gradite Risposte CONCRETE nel merito e nella Sostanza di un così Gravissimo Problema per l’intera Comunità.

    Cordialmente

    Pino Zarrilli”

    Rispondi

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