Il testo della lettera della Bce al Governo italiano – Quel sapore post 15 ottobre


«Caro Primo Ministro». Inizia così la lettera strettamente riservata inviata dalla Bce al Governo italiano datata 5 agosto scorso e firmata dal presidente Jean Claude Trichet e dal futuro numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi. Una missiva dettagliata pubblicata sul Corriere della Sera, in cui la banca centrale europea indica le misure antispeculazione da adottare «con urgenza» dall’Italia per «rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali»: dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni alla pubblica amministrazione.

Durante la grande manifestazione del 15 ottobre Draghi è stato uno dei bersagli più colpiti dagli striscioni e dai cori di protesta. Sicuramente la lettera in oggetto ha suscitato inquietudine tra i cittadini, come se si fosse svelato una sorta di disegno segreto in stile wikileaks e diciamoci pure la verità, questo colpo lo abbiamo sentito in pancia, come avessimo sorpreso i ladri in casa.

“Schiavi delle banche”, non è un aforisma, ma è tecnicamente il principio di funzionamento e di regolamentazione interstatale di tutto il tessuto occidentale. Possiamo sostituire la parola “schiavi” con il più accademico e diplomatico “in funzione”, ma il risultato è lo stesso; siamo adulti e vaccinati.

Questo sistema e i suoi dirigenti (burattini e burattinai tutti) hanno compromesso il nostro futuro, continuano a comprometterlo e non hanno nessuna intenzione di smettere. Ci chiediamo quanti ne siamo seriamente coscienti.

Prima di passare alla lettera del Dragone BCE vi lasciamo ad alcune chicche del compaesano Mario Draghi, “il compassionevole”:

08 ottobre 2011 – Draghi: «L’Italia cresce poco per le difficoltà che trovano i giovani»

13 ottobre 2011 – Draghi: l’Italia deve salvarsi da sola – “Ma non mi dica!”

15 ottobre 2011 – INDIGNADOS: DRAGHI, SCONTRI A ROMA “UN GRAN PECCATO” … Ma non ci dica!

Se fossimo tutti ad un bar ci chiederemmo se costui “ci è o ci fa”!

Al titolo di SCONFIGGIAMO DRAGHI a Roma i Dragoni Ribelli:

Ecco di seguito il testo della lettera., apertamente contestata durante i cortei del 15 ottobre a Roma <<Stracciate la lettera inviata all’Italia, ritiratela, rimangiatevela…>>. Senza ombra di dubbio una grande lucidità e preparazione da parte dei manifestanti italiani, venuta fuori proprio quando meno ce l’aspettavamo, guardando sempre agli altri paesi. Ed invece gli italiani, ancora una volta, hanno dimostrato di essere, lasciatecelo dire, tra i migliori e più bravi… peccato che politici e media vogliano farci passare per deficienti teppisti. [Ne abbiamo parlato qui: Roma 15 Ottobre – Il giorno della speculazione schizofrenica]

«Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.

Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.

Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure: 1.Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed é cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.

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a) E’ necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.

b) C’é anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.

c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2.Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.

a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. E’ possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.

b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.

c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo. Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’é l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet»

Conclusioni: è chiaro che i poteri forti facciano il loro gioco e vogliano farci sudare con il sangue di generazioni quello che potremmo guadagnarci con una vera, sana e sacrosanta rivolta popolaree e i ragazzi a Roma hanno dimostrato di condividere all’unisono questo concetto.

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12 commenti su “Il testo della lettera della Bce al Governo italiano – Quel sapore post 15 ottobre”

  1. Romina Dice:

    Continuiamo così facciamo sentire e urliamo i nostri diritti, mettiamoli alle strette il nostro malcontento deve essere il loro incubo……

    Rispondi

    • Nicastro Damiano - 97100 Ragusa Dice:

      Puoi urlare quanto vuoi, purtroppo questi se ne fregano… e se ne fregano alla grande.
      Una doce signora, Campo Innocenza ha urlato per otto anni, ma l’insensibilità di Mario Draghi, non gli ha permesso di interessarsi alla sua storia triste.
      Questi, per sentire i problemi della gente, hanno bisogno di qualcosa di più che le urla…hanno bisogno di avere una coscenza.
      Però hai ragione tu, il nostro malcontento deve essere il loro incubo. Auguri!!!

      Rispondi

  2. Enrico Dice:

    La manifestazione ha sicuramente smosso la situazione sta soltanto a noi ora indirizzarla verso la giusta direzione, senza permettere a nessuno di ostacolarci o addirittura portarci alla resa, facendoci credere cose che non esistono…….

    Rispondi

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