IL RE E’ MORTO, VIVA IL RE – Il dittatore libico Gheddafi è stato ucciso


Editoriale di Luigi Orsino

20 ottobre 2011

Il capo carismatico, da oltre 40 anni, della Libia è morto ucciso dai rivoltosi.

Le immagini, agghiaccianti viste sui vari tg sono sconcertanti, ho avuto la netta sensazione di assistere ad una scena già vista, qualcosa che ogni italiano porta, in un modo o nell’altro, di qualsiasi colore politico si sia, come peso sulla propria coscienza storica.

Piazzale Loreto, il vilipendio del dittatore Mussolini, un’ombra sulla civilissima Italia, un episodio di brutale, gratuita violenza condotta contro le spoglie di un uomo ormai già morto,  che quindi aveva già pagato per le sue colpe. Ugualmente ho visto violato e oltraggiato il cadavere di Gheddafi, che aveva pagato con la vita i suoi errori ed eccessi. Inoltre non capisco come si possa gioire per la morte di un uomo, per quanto egli abbia potuto essere malvagio ed oppressivo nei confronti del suo popolo sono certo che è incivile festeggiarne l’assassinio, soprattutto quando la morte di questo uomo viene accolta come un atto giusto e liberatorio nella civilissima Europa e nell’Occidente tutto.

Non dobbiamo dimenticare che Gheddafi era stato, ormai da molti decenni, accolto nella Comunità Internazionale come un rispettabile capo di stato, dimenticando i suoi trascorsi di protettore di terroristi ed ispiratore di clamorosi attentati: l’attentato dell’aereo Pan Am 103 a Lockerbie  in Scozia,  la bomba alla discoteca “La belle” a Berlino, il dirottamento della motonave Achille Lauro sono tutti fatti che hanno pesato sull’immagine del Presidente Libico. Poi la svolta, La Libia si avvicina all’Occidente, intrattiene rapporti commerciali con tutti i paesi europei, riceve addirittura le scuse del governo italiano per il periodo coloniale, chiede e riceve un risarcimento per i danni subiti durante tale periodo, l’Italia dimentica di come la Libia abbia espulso, subito dopo la presa di potere del colonnello, gli italiani che risiedevano in quel paese e che tutte le loro proprietà  erano state confiscate, aprì braccia e portafoglio al nuovo amico.  Insomma il Colonnello improvvisamente divenne un amico e fu cancellato dalla lista dei nemici dell’Occidente.

Ovviamente dietro questa improvvisa amicizia vi erano enormi interessi economici, soprattutto legati alle fonti energetiche, leggi petrolio e gas naturali. Poi chissà come e chissà perché scoppia la “primavera araba”, moti rivoluzionari di dubbia natura,  portati da forze eterogenee e sicuramente strumentalizzate da elementi militarmente preparati e con notevoli risorse economiche, integralisti islamici chi altri, eppure l’Occidente si precipita a dare man forte agli insorti, la NATO, Francia ed Inghilterra in testa si gettano nella mischia. Possibile che ci si cacci nelle vicende di una guerra civile di un paese senza essersi accertati che i rivoltosi siano migliori di coloro che vorrebbero spodestare? Certo che è possibile se la speranza è quella di cavalcare l’onda del disordine, di creare un neo colonialismo mascherandolo per umanitario soccorso alle vittime di presunte persecuzioni ed eccidi. L’esperienza ci insegna che le guerre costano e molto, nessuno si sarebbe interessato dei libici se non vi fosse una ricca torta da spartire. Il problema è che al tavolo per mangiare la torta si presenteranno anche gli jihadisti  che vorranno la loro parte, salvo poi a non accontentarsi. La Francia e l’Inghilterra sono lontane, noi li abbiamo sulla porta di casa. Stupidamente l’Italia, dopo aver tentennato, si è uniformata alla volontà di chi voleva lucrare sulla pelle di un popolo.

Che il Colonnello non fosse una persona dabbene lo sapevamo tutti, anche chi lo abbracciava e gli baciava in pubblico le mani, ma si poteva restituire la democrazia al popolo libico con metodi pacifici, lavorando su basi economiche, creando un sistema che facesse implodere il potere , se lo si è potuto realizzare con l’URSS a maggior ragione lo si poteva fare con la Libia. Certo occorreva molto più tempo e le grandi multinazionali hanno fretta di fare profitti, qualche decina di migliaia di morti in più o in meno non è poi gran cosa. Come non è gran cosa dover spiegare ai nostri figli perché li sgridiamo e puniamo se picchiano l’amichetto, ma poi battiamo le mani felici di fronte alla tragedia di un uomo assassinato, per di più da un adolescente, ci compiacciamo nel vedere le sue spoglie oltraggiate. Avevo sentito “ Che nessuno tocchi Caino”, oggi l’ho visto uccidere ed Abele ne era felice.

Primo video sulla morte – immagini esplicite:

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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7 commenti su “IL RE E’ MORTO, VIVA IL RE – Il dittatore libico Gheddafi è stato ucciso”

  1. Nicastro Damiano - 97100 Ragusa Dice:

    Sì, stranamente quando in un paese c’è l’oro nero, tutti vogliono intervenire per portare… democrazia.
    Mi chiedo: ma questa “primavera araba”, quale beneficio e quale libertà ha portato al popolo Egiziano?
    Lo so che non è molto, ma sappi che come me, molti altri ti sono solidali. Decidendo di lottare anzichè arrenderti, come tanti altri, hai dato un contributo a questa nostra società, dai un grande e sano insegnamento. Cosa che molti politici non conoscono, perchè lo stato emana leggi attraverso i politici eletti, e se lo stato non ti supporta a sufficienza, è perchè questa classe dirigente non ha ancora capito che ci sono dei valori per cui bisogna battersi e sostenerli.

    Rispondi

  2. Laura Dice:

    Questa crudeltà così espressa comunque non è certo di insegnamento. Chi sbaglia deve essere punito, ma non bisogna perdere di vista di come le cose vanno fatte. Un uomo cattivo è morto punto. Sicuramente non saremo lì a pinagere la sua morte, ma festeggiare la cosa come un evento è sbagliato.

    Rispondi

    • Nicastro Damiano - 97100 Ragusa Dice:

      Oh, no!
      Io stavo facendo i complimenti a Luigi Orsino, che non si è arreso alla camorra ma ha dato un grande insegnamento a tutti noi!
      Chiedo scusa per non essermi spiegato a sufficienza.
      Di certo Gheddafi non ha avuto nulla da insegnarci, figurarsi i valori!
      Posso essere dispiaciuto per la sua morte come per qualunque essere umano. Nessuno merita di fare una fine così terribile. Certo, neanche tutte le persone che Gheddafi ha fatto morire.

      Rispondi

  3. Giusy Dice:

    ghedaffi è stato un uomo terribile, ma vedere il video di questo articolo, mi fa pensare guardandolo…” mamma mia che cosa terribile”… solo che lui è morto e allora, perchè continuiamo a vedere atti terribili che lo riguardono????

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