La lotta pacifica delle popolazioni NO TAV – Peccato sia a senso unico

24 ottobre 2011

NoTav


Con un sospiro di sollievo ci si ritrova a parlare della Manifestazione NO-TAV in Val Susa.Negli scorsi giorni, soprattutto a partire dai fatti gravissimi di Roma, la preoccupazione era salita alle stelle, tanto in ambienti istituzionali (del Ministero degli Interni), quanto nei circuiti di disobbedienza che avevano già organizzato scontri violenti in passato. Ma alla fine è filato tutto liscio e gli organizzatori hanno dimostrato una serie di dati di fatto, difficilmente contestabili, di cui dobbiamo essere consapevoli.

Il primo risultato è un successo delle forze dell’ordine. Il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) ha rilasciato una dichiarazione sui meriti della massiccia presenza delle forze di Polizia e sulla loro grande professionalità. Indubbiamente l’opera di prevenzione dell’ultima settimana ha reso la vita molto difficile ai delinquenti che volevano approfittarsi della tensione in Val di Susa per continuare la latente e cieca guerra civile promossa. Come rivela Massimo Montebove, consigliere nazionale Sap, tuttavia, l’apparato di sicurezza comporta una spesa di 30 mila euro al giorno nella zona del cantiere, e la situazione resta difficile. Mentre si avviano i primi processi contro quanti in passato hanno ferito e addirittura tentato di uccidere poliziotti, lo spiegamento di forze di questa domenica (blindati lince, elicotteri, idranti, più di 1700 uomini) è costato a tutti gli italiani una cifra esorbitante. Ma c’è di più. Il movimento NO-TAV festeggia e celebra la grande manifestazione pacifica con immensa soddisfazione, sui blog e sui social network della rete. Complimenti e solidarietà da tutte le parti, soprattutto in ragione del confronto con la devastazione nella capitale di soli sette giorni fa.

Ma se a tutte le precedenti «marce pacifiche» i cosiddetti black bloc sono stati presenti, cosa è cambiato? La Questura di Torino ha sicuramente fatto un grande lavoro, e da Giaglione a Chiomonte si è spiegato un dispositivo di sicurezza a protezione di 40 mila metri quadrati di cantiere, ma c’è anche da dire che l’opinione pubblica era in forte fibrillazione e che altri attacchi violenti e illegali non sarebbero stati altro che un incredibile autogol per gli organizzatori. Leggeremo per alcuni giorni dell’abilità dei vari Perino e abitanti della famosa «baita Clarea», simbolo del movimento, come questa grande volontà popolare e pacifica di contrastare un’opera ci sia e sia sana.

Pochi si soffermeranno su un fatto inquietante: la violenza c’è quando conviene e improvvisamente scompare, come se fosse perfettamente gestita ed orchestrata dai vertici di questa politica anti-politica. Un sospetto inquietante, che si allontana dalle reti metalliche del cantiere di Chiomonte e arriva fino al G8 di Genova, dove un martire cercato è stato trovato. Oggi, un martire sarebbe stato solo un criminale per i media e per quanti, dalle cucine di tutta la Penisola, seguono queste vicende con una predisposizione mentale altalenante: non c’è stato alcun martire. In conclusione i NO-TAV sono riusciti a dimostrare di non essere cattivi fin troppo facilmente; il Ministero degli Interni ha dimostrato di riuscire a gestire situazioni veramente limite con effetti di deterrenza notevoli.

Il vero piano dello scontro, il vero terreno di battaglia, rimane chiuso dentro i giornali e le televisioni con giovani violenti, sbandati e strumentalizzati da volponi che si battono contro tutto e contro tutti per guadagnarsi un posto al sole. Per oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo, ma da domani speriamo che la giustizia faccia il suo corso e gli ultimi episodi non siano solo la dimostrazione che siamo tutti in balia di chi ha deciso di giocare con le proprie regole, infischiandosene di quelle della democrazia in cui viviamo.

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Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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8 commenti su “La lotta pacifica delle popolazioni NO TAV – Peccato sia a senso unico”

  1. Paola Dice:

    Certo che essere manipolati è proprio una cosa che quando te ne rendi conto ti fa arrabbiare e non poco. Insomma sembra che siamo tutti burattini nelle mani di chi ci muove come meglio crede….non facciamoci abbindolare da questi spegniamo la tv e cerchiamo fonti di notizie libere….

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  2. Rita Dice:

    Essere gestiti e diretti nelle proprie ribellioni è assurdo, ma purtroppo è vero, la manipolazione di massa esiste gente, prendiamone atto e reagiamo di conseguenza….

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  3. Matteo Dice:

    Non facciamoci condizionare, facciamo le nostre lotte secondo ciò che proviamo,lasciamoci guidare dalla sola nostra volontà e allora si che accadrà qualcosa che porterà al cambiamento.

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  4. Ghebura's Eye Dice:

    Vero….qualcuno orchestra queste manifestazioni, ma si sanno bene i nomi e i cognomi come si sa anche che la sola “arma efficace” contro la politica, non verrà mai usata da loro per paura che si ritorca contro loro!

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