IL GRANDE FRATELLO – ORWELL DOCET

29 ottobre 2011

Politica e Istituzioni


Le nuove norme che dovrebbero essere contenute nella finanziaria sembrano tratte di peso dal famoso romanzo di George Orwell.

Lo Stato attraverso l’ufficio delle entrate e con il supporto della Guardia di Finanza si propone di:

  • Poter monitorare i conti bancari di ognuno di noi senza alcuna formalità e senza bisogno di autorizzazioni di un giudice.
  • Tutti gli acquisti, di qualsiasi genere, che superino l’importo di 3000 Euro dovranno essere comunicate dal negoziante venditore all’ufficio delle entrate con l’indicazione dei dati dell’acquirente.
  • L’inasprimento del redditometro permetterà che scatti in automatico un controllo a chi sfora del 10% i parametri imposti dal suo reddito.

Possono sembrare regole giuste per tenere sotto controllo l’evasione fiscale, anzi per poterla combattere degnamente, indubbiamente sono misure che avranno un notevole ritorno in risultati. Il vero problema è che queste regole attaccano duramente la riservatezza a cui ognuno di noi ha diritto, calpestano inesorabilmente la nostra privacy, ci privano di quei diritti civili a cui non possiamo rinunciare. Si badi, la mia non è una difesa dell’evasore fiscale ma bensì la difesa, ad oltranza, del nostro diritto a non dover rendere conto allo Stato di tutto ciò che facciamo.

Queste regole nascono dalla convinzione che tutti sono colpevoli e quindi che tutti debbano essere dei sorvegliati speciali, si chiama presunzione di colpevolezza, la dove dovrebbe vigere il principio della presunzione d’innocenza. Il criterio adottato per monitorare i cittadini costituisce una chiara violazione al nostro diritto di poter vivere senza essere continuamente spiati ne dallo Stato ne da chiunque altro. Invece ogni nostra azione è spiata e registrata, catalogata ed archiviata. Le telefonate sono monitorate, tutte, da un sistema di ascolto automatico, gli sms, che dovrebbero essere, in base ad una legge, iniqua, archiviate per due anni, in realtà vi restano  per sempre in virtù del fatto che per inserire in una memoria il costo è praticamente inesistente, mentre per cancellarli il costo sarebbe rilevante, dato l’altissimo numero di messaggi, milioni al giorno.

Durante una normale giornata lavorativa veniamo filmati, mediamente, da telecamere di sorveglianza non meno di dodici volte. Non possiamo fare operazioni  bancarie in contanti superiori a 2500 Euro, pena la segnalazione alla Banca d’Italia, sui libretti di risparmio non si possono accumulare più di 2500 Euro. Tutte queste regole e tante, troppe altre ci rendono totalmente trasparenti agli occhi degli spioni di professione, la scusa che tali regole servono a rendere la vita più sicura alle persone oneste è destituita di qualsiasi fondamento, basta guardare le statistiche e ci si rende conto che, ad esempio, l’uso intensivo delle telecamere di sorveglianza non ha affatto ridotto il numero di reati, l’introduzione di misure drastiche contro l’evasione in realtà la favorisce e la incentiva anziché deprimerla. L’evasione si combatte con un’imposizione fiscale giusta e che dia come contropartita adeguati servizi. Sorvegliare tutti i cittadini serve solo a fortificare uno Stato di polizia in cui ogni cittadino è considerato un potenziale trasgressore, dove la libertà del singolo è sacrificata non a beneficio di tutti ma della solo oligarchia che ci governa e che fa del mentire la pratica comune del governare. Di questo passo cosa ci chiederanno ancora? Di inserirci un chip con GPS per poter monitorare tutti i nostri spostamenti, come se non lo facessero abbastanza grazie alle carte di credito, i telepass, i navigatori satellitari e soprattutto i telefoni cellulari.

Insomma dobbiamo accettare di essere continuamente spiati e dobbiamo fingere di credere alle enormi fesserie che politici corrotti e desiderosi solo di conservare i loro privilegi di casta. Mentono su tutto, ma in modo particolare sull’economia, facendo di tale materia una coacervo di terminologie incomprensibili e spesso senza senso. In realtà l’economia è una materia di facilissima comprensione, con regole semplici, ad esempio tutti comprendono che aumentando la pressione fiscale non si favorisce la ripresa economica e la ricchezza di un paese, ma si ottiene l’effetto esattamente contrario: meno denaro in circolazione, commercio ristagnante, produzione in calo, perdita di posto di lavoro, aziende che chiudono. Risultato diminuiscono i contribuenti e aumenta il debito pubblico, se invece si abbassano le tasse nuove aziende iniziano l’attività, avvengono nuove assunzioni e si creano nuovi contribuenti che pagando la giusta quantità di tasse favoriscono il rifiorire dell’economia.

Quindi dobbiamo dedurre che il dovere civico, come è inteso dallo Stato Italiano, è quello di farsi spremere a sangue, rendere conto anche se decidi di risparmiare per un anno e poi acquistare un anello di 3000 € a tua moglie, controllare che il proprio tenore di vita sia rigidamente quello imposto dallo stato alla tua fascia di reddito e non fare follie, se sei un fanatico della nautica e decidi di mangiare pane e pane pur di avere una barca, usata, vecchia, magari che hai ristrutturato tu stesso, corri il rischio di finire in bocca alla Guardia di finanza, cosa che è sempre meglio evitare. Inoltre il bravo cittadino deve farsi spiare sempre, deve sapere che ogni sua azione verrà registrata e che un dossier sarà aperto a suo nome con tutto, ma proprio con tutto.

Sinceramente credo che la perdita della libertà non sia sufficientemente giustificata, non lo è oggi e non lo sarà mai. Così come crediamo che è preferibile avere cento colpevoli in libertà che non un innocente in carcere così crediamo che sia preferibile dover affrontare qualche reato che non dover rinunciare al sacrosanto diritto alla riservatezza. Deve esserci un pezzetto di spazio in cui solo io, e nessun altro, posso accedere, un angolino dove posso sentirmi libero.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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2 commenti su “IL GRANDE FRATELLO – ORWELL DOCET”

  1. Nicastro Damiano - 97100 Ragusa Dice:

    DUE PESI, DUE MISURE!

    Si vuole controllare chi spende tremila euro ma non si controlla una banca che nasconde il conto corrente alla Guardia di Finanza e quindi alla Magistratura di Ragusa e allo stesso Ministro dell’Economia.

    Vorrei dire al Ministro Giulio Tremonti che ne và del suo prestigio.
    Di sicuro negli altri paesi Europei, una cosa del genere non sarebbe mai successa e mi chiedo cosa penserebbero i Ministri degli altri paesi che il caro Tremonti ha mostrato una profonda indifferenza verso un’anziana signora che presenta una così grave accusa che è degna di approfondimento.

    Non ha mai risposto all’Esposto-Denuncia della Signora Campo Innocenza che il 30 dicembre 2009 gli espone: “Oggetto: conto corrente n. 10/645629 acceso presso la Filiale della Banca San Paolo IMI di Ragusa.
    Onorevole Signor Ministro Giulio Tremonti (..)
    La Filiale San Paolo IMI di Ragusa il 10/08/2004 comunicava alla Guardia di Finanza il solo conto corrente n. 10/645666. Nessun accenno del conto corrente n. 10/64 56 29 viene fatto dalla Banca San Paolo IMI alla Guardia di Finanza.
    Il 12 luglio 2007 l’indagata Arestia Giovanna, nell’interrogatorio reso alla Guardia di Finanza di Ragusa dichiara: “(.) ed ho curato l’apertura di un suo conto avente numero 10/64 56 29. (..) Tale conto corrente, non è stato mai riportato dalla Banca San Paolo IMI alla Guardia di Finanza. (..)
    Il 19 giugno 2007 il CTU Giuseppa Marraro scrive alla dott.ssa Tomatis segretaria del Direttore Generale di San Paolo IMI, e facendo riferimento ai “colloqui telefonici intercorsi”, rappresenta l’incarico avuto dal Sost. Procuratore dott. Emanuele Diquattro e chiede gli originali di due assegni tratti dal conto corrente 10/64 56 29.
    Nonostante il Sostituto Proc. Dott. Emanuele Diquattro abbia emesso Decreti di Sequestro il 29/9/2006 e il 26 Gennaio 2007, la CTU non ha a disposizione gli originali.
    Il CTU Giuseppa Marraro ha avuto colloqui telefonici con la Signora Tomatis ma non riceve da questi nessuna risposta.”

    Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, su un’accusa così grave nei confronti della Banca San Paolo IMI, non ha mai risposto a Campo Innocenza, mai!

    Vedi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, ma non vedi la trave che è nel tuo occhio?
    Damiano Nicastro

    Metto i documenti a disposizione della redazione per una eventuale pubblicazione.

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  1. … E RIDIAMOCI SOPRA | Pensare Liberi News - 10 novembre 2011

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