Paolo Barnard – Eurozona – Analisi di un complotto franco-germanico


[Merkel, Sarkozy: se fossimo un popolo unito e lucido rimarrebbe loro assai poco tempo per ridere… Magari Sarkozy rideva anche durante il massacro in Costa d’Avorio avvenuto nell’aprile di quest’anno ad opera della “grande” Francia e del suo spietato colonialismo, episodio taciuto dalla stampa nazionale, internazionale e dagli stessi cittadini francesi.
Oggi proponiamo all’attenzione dei nostri lettori questa originale lettera ad opera del giornalista Paolo Barnard. In redazione abbiamo goduto della lucidità riguardante l’analisi della “questione Eurozona”, ma al contempo abbiamo un po’ sorriso sui toni in stile “salvatore della patria” rivolti al Presidente del Consiglio. Questa è la lettera di un coraggioso giornalista che ha il merito di denunciare un vero male come un vero giornalista deve fare, a differenza dei suoi mediatici e venali “colleghi” ed è proprio da questo coraggio che nasce quel contrasto pirandelliano che solletica il sorriso: si può chiedere a un male minore di sconfiggere un male maggiore? Se il popolo fosse in grado di comprendere lucidamente e senza ciechi fanatismi la realtà dei fatti ci si potrebbe rivolgere all’opinione pubblica, divisa tra l’ossessione sulle “puttane di corte” del cui interesse se ne fa bottino da oltre venti anni e la ricerca della verità, in un miscuglio ideologico patologicamente schizofrenico, in nome della libertà di espressione, della libertà di stampa e in nome del servizio pubblico.
Barbara Ciocche – Redazione]
Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA.
Presidente,

perdoni l’approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell’Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.

Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

a) l’Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

b) esistono responsabili italiani ed europei di questo “colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche”. (una definizione del tutto ragionata offerta dell’economista americano Michael Hudson)

Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d’uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:

L’Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall’operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell’Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.

L’Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di “Togliere agli Stati la loro ragion d’essere”. La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d’Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l’esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.

Specificamente, la moneta unica:

– Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell’Eurozona.

– I debiti dell’Eurozona non sono più sovrani, poiché l’Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all’emissione. L’Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

– I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è “Ability to pay”, cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di “Ability to pay”, la cui presenza è infatti l’unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l’Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

– L’Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l’assenza radicale di “Ability to pay” nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

– Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè  il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

– Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell’adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall’adozione della moneta unica, che, ribadisco, l’Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l’Europact sono l’espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

– L’Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l’Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell’Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi ‘tecnici’ in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell’Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l’Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l’Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.

In ultimo una precisazione di ordine morale.

Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.

I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.

Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.

Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.

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Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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57 commenti su “Paolo Barnard – Eurozona – Analisi di un complotto franco-germanico”

  1. Andrea Dice:

    Ma si veramente muoviamoci ad uscire dall’euro che che ci ha portato ad una situazione non più sostenibile

    Rispondi

  2. Simone Dice:

    E’ inutile dire che quando avevamo la lira stavamo decisamente meglio….mi domando allora cosa stiamo aspettando a porre fine all’euro?

    Rispondi

  3. An Dice:

    Bè uscire dall’euro sarebbe il primo passo concreto per rimediare a questa profonda crisi economica in cui ci troviamo.

    Rispondi

  4. Ghebura's Eye Dice:

    certo, usciamo dall’euro: ma Bersani e il PD ce lo permetteranno?? Ricordiamoci che se cade Berlusconi, andranno su loro….

    Rispondi

  5. Fabrizio Dice:

    Sarebbe proprio il caso che la scelta di ritornare alla lira sia solo ed esclusivamente decisa dai cittadini. Se ci rimettiamo ancora alle scelte di questo governo la situazione non migliorera mai.

    Rispondi

  6. enzino Dice:

    il punto debole dell’ottima e condivisibile analisi è che berlusconi non è in grado di far nulla per l’italia, punto e basta

    Rispondi

  7. laorchi Dice:

    si ma lentamente i media stanno facendo emergere il problema. Oggi vedevo l’italia sul 2 (suona giustificatorio, ma mia madre nn sa vivere senza), e parlavano diversamente dal solito. Ho sentito parlare di decrescita, delle lobby finanziarie, signori e signore. Anche su rai news si accennava al problema. Ne parlava Ferrara, e l’avranno seguito in molti, dopo la notizia-smentita delle dimissioni del Berluska. Spero solo che non ne parli LUI. Perchè la sua credibilità è ai minimi storici e le sue parole sminuierebbero la portata del problema. E non crediate che uscire dall’euro ci salverebbe adesso, dipendiamo energicamente, e non solo, dai lorsignori, e ci farebbero fuori comunque. Lacrime e sangue, ecco cosa c’aspetta…

    Rispondi

  8. Gianluca Dice:

    Speriamo che la legga…non si sa mai.. Magari visto che è con le spalle al muro!!Cmq signori leggete attentamente gli articoli e i saggi di barnard e capirete che il berlusca in confronto a coloro che hanno inventato l’euro e che ci hanno traghettato verso di esso,è un angelo!!

    Rispondi

  9. Albert Dice:

    Ho letto con piacere la lettera di Barnard, cosi precisa, dettagliata, informata. Ho pensato:” bene finalmente qualcuno che dice le cose come stanno”, non succede quasi mai. Poi riflettendo mi è venuta in mente una domanda: ma come mai del 1989 non si parla mai?

    Rispondi

  10. carmelo Dice:

    Concordo perfettamente con l’analisi del signor Barnard, in effetti in tempi non sospetti esattamente un paio di mesi dopo l’introduzione dell’euro ,nel mio modesto cervello si è insinuata la sensazione di aver imboccato la strada sbagliata, adesso purtroppo anche tirando il freno a mano non ci fermiamo piu’. Al popolo hanno raccontato solo di Berlusconi per nascondere le malefatte europee di questi due paesi da sempre con manie di grandezza quali Germania e Francia. Ma quando ci sveglieremo invece di azzuffarci come galline???? L’Italia è e resta un grande paese pieno di arte di cultura e di gente bella e appassionata, dove abbiamo smarrito il nostro amor proprio?Il senso di appartenenza alla nostra amata patria? Ribelliamoci all’oppressore europeo ,e con il nostro impegno e sacrificio riusciremo ad emergere. Come abbiamo sempre fatto.

    Rispondi

  11. Toni Dice:

    Un solo uomo non può fermare quello che si è messo in moto e il popolo è troppo impegnato a mangiare gli avanzi,del resto il debito pubblico non si è creato solo grazie ai politici della prima Repubblica ma anche grazie a un popolo che voleva vivere al di sopra delle proprie possibilità incurante delle conseguenze,inutile quindi aspettarsi Messia o improbabili prese di coscienza.

    Rispondi

    • IO Dice:

      “il debito pubblico non si è creato solo grazie ai politici della prima Repubblica ma anche grazie a un popolo che voleva vivere al di sopra delle proprie possibilità incurante delle conseguenze,” FALSO. Il DEBITO PUBBLICO è la RICCHEZZA di uno Stato se questo ultimo può EMETTERE MONETA. Quello che tu chiami “vivere al di sopra delle proprie possibilità” è stato il potersi permettere di avere case, scuole, ospedali, energia, materie prime, strade, servizi pubblici, risparmi per gran parte della popolazione come mai prima nella Storia. Questo non si chiama “vivere al di sopra delle proprie possibilità” ma si chiama DEMOCRAZIA e ciò è stato possibile proprio grazie a quel DEBITO PUBBLICO che tu detesti tanto. E’ stata la SPESA A DEFICIT dello Stato a trasformare l’Italia da paese agricolo a paese industriale con i vantaggi in termini di benessere materiale che comporta per tutti noi, in particolare i nostri genitori. Se essi si sono potuti comprare una casa, avere uno stipendio decente e garantirsi un minimo di pensione è stato grazie a quel DEBITO PUBBLICO. Il fatto che poi non sia stato più così è dovuto a scelte ideologiche ben precise che hanno portato alla progressiva DISTRUZIONE di tutto ciò che i nostri genitori e nonni hanno ottenuto nello scorso dopoguerra. Lo Stato con la SPESA A DEFICIT può garantire PIENA OCCUPAZIONE, PIENO STATO SOCIALE, PIENA PRODUZIONE, PIENA ISTRUZIONE, PIENE INFRASTRUTTURE accessibili a TUTTI e dico TUTTI i suoi cittadini. Se ciò non è avvenuto è perchè qualcuno ( grandi industrie, grande finanza e grande capitale privato in generale ) che sta in alto non ha VOLUTO che ciò fosse possibile perchè minacciava i suoi interessi. Questo è un CRIMINE contro l’UMANITA’.

      Rispondi

  12. Francesco Finucci Dice:

    Allucinante. Ci sono elementi che questo economista lascia da parte assolutamente fondamentali. Il primo è sicuramente che il finanziamento del debito tramite l’emissione di moneta è stato messo sotto accusa, perché ha avuto il piccolo merito di causare la peggiore crisi economica del XX secolo, quella del ’23 in Germania. Conosciamo le conseguenze. Il secondo che l’uscita dall’Euro comporta dei costi di riconversione enormi, per non parlare del dissesto, solo per cambiare moneta ci abbiamo messo un bel po’ di tempo, figuarsi riconvertirla e trovarsi un mostro come l’euro (più forte anche del dollaro) come vicino, forse aumenterebbe le esportazioni, ma non potremmo importare nulla, a questo punto (compresa l’energia che prendiamo dalla Francia) legandoci ancora di più alla Russia di Putin, che di democratico ha ben poco. Parlare di un golpe Franco-Germanico ricorda tanto la propaganda fascista contro i paesi plutocrati, noi, povero paese proletario. Significa creare un odio indiscriminato che ci porta ancora più vicini ad una vera e propria guerra in piena Europa. Quello che ci serve è proprio questo, per sgretolare non solo il sistema monetario europeo, ma unione europea stessa. L’euro ha le sue grosse contraddizioni, anzi, forse è minato alla sua base, ma significa anche comprendere che con l’euro siamo costretti alla solidarietà tra gli stati, proprio per l’eliminazione del finanziamento tramite l’emissione di moneta e la possibilità di default. Se gli euroentustiasti ci hanno portato a questo gli euro-scettici vediamo a cosa ci portano. Ricordo solo che guerre sono scoppiate per molto meno. Ma tanto ci odiano tutti, a noi, povero paese di pulcinella, perché sono brutti, cattivi e tedeschi, mentre gli altri ci hanno preso la gioconda e ci invidiano la coppa del mondo. Restiamo lucidi, una volta tanto

    Rispondi

    • IO Dice:

      Allora:
      L’IPERINFLAZIONE tedesca di Weimar è avvenuta per i seguenti motivi:
      -pesanti sanzioni economiche postbelliche alla Germania
      -invasione dell’area industriale della Ruhr da parte delle truppe franco-belghe
      -sciopero a oltranza dei lavoratori della Ruhr come protesta contro tale invasione
      -conseguente blocco della produzione dell’industria tedesca ( dalla Ruhr la Germania ricavava i 4/5 delle materie prime come carbone e acciaio )
      -emissione massiccia di moneta da parte del Governo tedesco per pagare i sussidi ai lavoratori della Ruhr in sciopero

      Cioè praticamente in Germania in seguito ad un’aggressione illegittima si è bloccata la produzione ed è aumentata l’offerta di moneta, quindi INFLAZIONE.
      Barnard dice l’esatto contrario: se l’aumento di emissione moneta determina ( tramite un’attenta SPESA PUBBLICA e INVESTIMENTI ) un aumento della produzione, l’INFLAZIONE è un FALSO PROBLEMA.
      Lo vedi che non hai capito 1 cazzo

      Rispondi

      • Dario Sabbino Dice:

        Io penso che gli economisti siano stati i grandi assenti negli ultimi 15 anni riguardo questa crisi economica.
        Tutte le volte che un economista oggi (2012, dopo un letargo o non so cosa) esprime un’opinione o una critica nei confronti di qualsiasi articolo di carattere socio-economico si denota chiaramente una mancanza di know how.
        Credo che gli economisti, prima di cominciare ad esprimersi, vedendo ovviamente cazzate dappertutto come è ovvio che facciano gli ignoranti, debbano colmare questo divario e riprendere le redini della conoscenza economica applicata a quello che è successo dagli anni ’90 in poi. I testi di economia dell’epoca non sono più adeguati per spiegare il fenomeno odierno.
        Acciaio, carbone, materia prime??? Negli ultimi 20 anni c’è stata una TOTALE virtualizzazione del mercato e della finanza. Le ricchezze reali non hanno più peso (se non per il petrolio, ma questo è un altro discorso!). Lo spread sale e scende in base a dichiarazioni, parole dette in tv o riprese da un giornale estero.
        Consiglio agli economisti di farsi un giro, guardarsi intorno, ricominciare umilmente a studiare e poi a tornare ad esprimersi, senza, possibilmente, sparire per altri 30 anni per riapparire poi non capendoci, giustamente, una mazza di quello che scrive un giornalista che da anni è impegnato in scuole economiche d’eccellenza internazionale… proprio per cercare di capire un fenomeno che con il “reale” non ha più nulla a che vedere, dove di reale c’è solo una popolazione progressivamente impoverita da un sistema che gli economisti NON CAPISCONO.

        Rispondi

  13. Keynes Dice:

    Un uso distorto di argomentazioni economiche deliberatamente manipolate. Da parte di un ex-Report non me lo sarei proprio aspettato.

    Rispondi

  14. Gianluigi Celeghini Dice:

    Ho letto solo ora questa lettera che avrei condiviso anche al momento della stesura. A maggior ragione lo faccio adesso che abbiamo sotto gli occhi il risultato del golpe. A me il Presidente Berlusconi non è mai stato simpatico, ma non ci vuole un’aquila per capire che dava troppo fastidio a coloro che controllano la politica da fuori, così sono diventato un suo sostenitore, nonostante tutto. E non è ancora detta l’ultima parola.

    Rispondi

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