SOLIDARIETA’


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Editoriale di Luigi Orsino per il sociale

Barcollo, un ricordo mi ha colpito, violento come uno schiaffo e doloroso come una stilettata, forse qualcuno pensa che sono ubriaco. Non bevo, non ho denaro per l’alcool ma anche se ne avessi non ne comprerei. Non mi drogo, non posso ma non lo farei comunque, la droga, come l’alcool fa dimenticare e io non voglio dimenticare, non ho altro solo ricordi, belli, brutti, lontani nel tempo ma vividi come immagini riflesse in uno specchio. A volte ancora sento il mio odore e ne sono disgustato, sudore, urina, sporcizia, marciume, puzza di strada, puzza di povertà. Mi aggiro per le vie della città nuotando tra uomini e donne che passano, vanno, vanno verso il loro futuro, io cerco il mio passato, non lo troverò ma lo cerco, perché cercando incontro i miei ricordi. Una ragazza passa veloce e ride, la sua risata è argentina, dolce e un po’ maliziosa, un ricordo: mia figlia. Un uomo anziano si accende una sigaretta, tossisce, guarda la sigaretta ma non trova la forza di buttarla via ed aspira un’altra boccata, un altro ricordo, mio padre, credo, a volte anche i ricordi non sono chiari, ecco questo temo più di tutto: dimenticare. Non posso, non devo dimenticare, non posso perdere l’unica cosa che mi resta. Altri, tanti altri come me viaggiano lungo i fiumi del tempo, sono sicuro che come me vogliono solo vivere nei ricordi; alcuni non ci riescono è troppo il peso, troppo forte il dolore e preferiscono perdere il loro tesoro. Qualcuno si ubriaca, qualche altro combattendo la sua battaglia perde il senno, ma tutti viaggiamo alla ricerca di qualche cosa. Siamo barboni, esseri invisibili, infatti molti, quasi tutti non riescono a vederci. Sono solo pochi quelli che riescono a varcare la soglia del nostro mondo, una coperta in inverno, una minestra calda, un pezzo di pane e i nostri mondi si incontrano, per un breve istante loro guardano oltre la porta e riescono a vederci, quasi a toccarci.

Quanti sono coloro che vivono per strada? Perché sono costretti a vivere in quel modo? E noi cosa facciamo per loro?

Ci sembrano tutti uguali, infagottati in estate ed in inverno, puzzano e chiedono una moneta, ne siamo infastiditi. Eppure ognuno di loro è una storia, è un passato è un uomo, un uomo che ad un certo punto della loro vita sono stati travolti, qualche cosa li ha abbattuti e non sono stati più in grado di rialzarsi. Qualcuno ha perso tutti i suoi cari, qualcun altro ha avuto un tracollo finanziario ed altri ancora sono stati vinti dalla confusione, la loro mente ha vacillato ed hanno perso la strada. Ma siamo sicuri che siano loro ad aver perso la strada? E noi siamo sicuri di essere sulla strada giusta? Fermiamoci, solo per un attimo fermiamoci, regaliamo loro uno sguardo, cerchiamo di capire cosa c’è sotto quel cumulo di stracci e quel cattivo odore. Ha cosa sono serviti migliaia d’anni di civiltà, se poi gli uomini del neolitico erano più solidali fra di loro di quanto lo siamo ora noi con i nostri simili. A cosa serve avere tanta tecnologia a disposizione se poi lasciamo che un altro essere umano muoia d’inedia o d’ipotermia, ma davvero abbiamo dimenticato il significato della parola “Solidarietà”? Cosa cerchiamo nella nostra perenne corsa? La ricchezza, il benessere, il superfluo, l’apparire? Dunque questo siamo diventati: Indifferenti, non ci importa che di noi stessi ed escludiamo gli altri dal cerchio che ci siamo costruito intorno, ma quel cerchio finirà per essere sempre più piccolo e un giorno resteremo soli al suo interno. Quel giorno chi sarà ricco? Colui che è solo nel cerchio del suo benessere materiale o coloro che, sapendosi accontentare, hanno condiviso con altri quello che avevano ed  hanno mani da stringere e braccia che si tendono in un abbraccio?

Essere solidali con i propri simili non è un atto di bontà verso gli altri è la garanzia che nel nostro futuro, nel futuro di ognuno di noi, non c’è la solitudine.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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16 commenti su “SOLIDARIETA’”

  1. Nicastro Damiano Dice:

    X Luigi Orsino
    Sono d’accordo, essere solidali con chi non ha avuto o la forza di lottare, oppure la fortuna di avere accanto persone che possano capirti e aiutarti, è una cosa molto bella.
    Spesso vediamo persone deboli subire le angherie, i sorprusi di chi è più forte.

    Innocenza Maria ha sofferto molto per la sparizione dei suoi soldi. Io le ho consigliato di rivolgersi alla Magistratura, di combattere e non arrendersi mai.
    Invece, contro lo strapotere finanziario, non si è riusciti ad avere delle rispostre.
    Lei è morta aspettando della risposte che non sono mai venute.

    Mi chiedo se esiste veramente il senso della Giustizia.

    Ma come è possibile che Corrado Passera, Giulio Tremonti, Angelino Alfano, Mario Draghi, l’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia, PierLuigi Bersani, la CONSOB e atnti altri, siano rimasti indifferenti a fronte di una denuncia così grave nei confronti di Banca Intesa San Paolo ??

    Indifferenti, nel vedere una persona anziana, essere derubata non solo dei soldi, ma addirttura di tutto il conto corrente n. 10/645629.

    La Banca è soggetta alla Magistratura, deve rispondere del proprio operato?
    Corrado Passera, è o non è soggetto alla Magistratura?

    Oppure esistono due pesi e due misure, ossia che questo valeva solo per Silvio Berlusconi e non per la Banca Intesa San Paolo?

    Non mi meraviglio, se tali soggetti, siano poi indifferenti anche verso chi non ha neanche un tetto.

    Questi sono fatti molto gravi, su cui sarebbe utile riflettere.
    La rifessione di tali fatti è necessaria per il Presidente Giorgio Napolitano quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura;
    del Presidente del Consiglio Mario Monti;
    della stampa tutta e di noi cittadini tutti.
    Damiano Nicastro

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