NOKIA JABIL Italia. Delocalizzare la professionalità. Scelta perdente a medio/lungo termine

21 novembre 2011

Cambiamento Globale


Erano altri tempi quelli in cui Henry Ford remunerava i suoi dipendenti con stipendi ben superiori alla media dell’epoca, facendo in modo che i dipendenti fossero i primi a comprare le automobili Ford da loro stessi costruite.

Erano altri tempi quelli in cui un’azienda ridimensionava il personale perchè il suo prodotto non era più richiesto, magari perchè superato o passato di moda, in un momento in cui il mercato cambiava e in cui l’azienda non aveva avuto l’abilità di rinnovarsi.

Oggi viviamo dei paradossi inediti nella storia dell’uomo. Un’azienda è leader nel mercato? Allora delocalizza e ridimensiona il personale; cestina alcune competenze e le sposta senza criterio umano, sociale e aziendale alcuno!

E’ ormai usuale sentirsi dire “è il mercato” e giustificare tutto in base a questo elemento che dovrebbe essere al servizio della società e della competitività di una nazione. Invece non esistono nazioni, non esiste vera competitività, esiste solo quella realtà azionistica dove il successo delle vendite o la leadership di mercato rappresentano fattori stranamente secondari rispetto a quanto siamo abituati a pensare.

Per aumentare i margini di guadagno e spingerli all’estremo con costi di produzione tendenti allo zero, le multinazionali di tutto il mondo, spesso le “migliori” e più in forma, delocalizzano, soprattutto in Cina, con risultati devastanti per la nostra industria, per la nostra economia, per le nostre famiglie e per il nostro futuro.

Come sempre è importante sapere. Oggi un’azienda multinazionale distrugge il futuro e la professione di migliaia di persone proprio nel momento in cui non è in crisi! Per quanto possa sembrare assurdo ai profani questa è la nuova legge di mercato venutasi a formare durante gli ultimi decenni e che ha raggiunto oggi il limite massimo della sostenibilità e dell’assurdità.

Ma attenzione! Le aziende vincenti, ancora oggi, sono quelle in grado di avere progetti a lungo termine, in base ai quali le persone non sono delle semplici risorse, ma delle vere e proprie opportunità.

[Redazione “Pensare Liberi News”]

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Sono passati oltre 4 anni dalla joint venture tra Nokia e Siemens che ha dato vita a Nokia Siemens Networks Italia (NSN).

In questo lasso di tempo, tra incentivi all’esodo, mobilità, cessione delle produzioni (700/800 persone) e di attività definite dall’azienda non strategiche, 2000 lavoratori sono stati espulsi, esternalizzati o ceduti dall’azienda i dipendenti quindi sono passati da 3000 agli attuali 1000.

Gennaio 2008

A seguito di una durissima vertenza che ci ha visto nettamente contrari alla cessione (o outsourcing) delle produzioni, operazione decisiva per la rottura della ”catena del valore” che avrebbe messo in discussione la tenuta complessiva dell’azienda, è stata raggiunta un’intesa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la quale:

  • NSN si impegnava a mantenere in piena attività i siti italiani, a mantenere e potenziare la Ricerca e Sviluppo, a garantirne l’occupazione ed ad affidare a Jabil (multinazionale Americana acquisitrice dei reparti produttivi i nuovi prodotti e le nuove prototipazioni;
  • Jabil si impegnava a garantire i livelli occupazionali e il mantenimento e il rilancio industriale dei siti attraverso la ricerca di nuovi clienti.

Fine del 2008

NSN ha iniziato ha ridurre la propria presenza, attraverso il ricorso sistematico agli esodi “spontanei” incentivati ed operazioni di cessione di rami d’azienda.

Il sito di ricerca e sviluppo per la parte di radiomobile a Cinisello Balsamo (Milano)

Nel 2007 nel settore ricerca e sviluppo di Cinisello lavoravano circa 900 persone, tra collaboratori esterni e dipendenti, a maggio 2010 NSN ha chiuso il sito e trasferito il personale “superstite” (184 lavoratori), attraverso una procedura di cessione di ramo d’azienda, ad una società che si occupa di consulenza nel settore di sviluppo software.

Il sito di ricerca e sviluppo Cassina De’ Pecchi (Milano).

Nel 2007 lo stabilimento contava circa 1200 dipendenti e produceva più del 20% del consumo mondiale dei Ponti Radio (MicroWave).

Ogni anno immetteva sul mercato nuovi prodotti o nuovi aggiornamenti di prodotto.

Aveva una forza vendita specifica MicroWave rispetto a quella attuale, generica, di NSN.

C’era all’interno tutta la filiera : progettazione, prototipazione , produzione, vendita e manutenzione.

Ufficialmente NSN indica quello di Cassina come sito di riferimento mondiale per il MicroWave.

In realtà:

  • E’ stata ceduta a Jabil la fabbrica, mentre NSN ha avviato la produzione di un nuovo prodotto in una ex fabbrica Siemens in Germania ed è stata approntato ultimamente un nuovo sito produttivo in India.
  • E’ stata perseguita una politica di ridimensionamento dei ricercatori e la totale scomparsa del personale che si occupava della commercializzazione all’ estero.
  • Una parte del prodotto (IDU) molto importante e strategica delle attività di ricerca è stata trasferita a Shangai, dove è stato creato un polo di ricerca e sviluppo che ad oggi dopo due anni dall’ apertura occupa più di un centinaio di ricercatori
  • E’ stato creato un reparto “confino” (Support Function), ufficialmente per trasferire le competenze a Shangai, ma di fatto per fare un contenitore di lavoratori della ricerca predisponendo così la loro fuoriuscita . isolandoli utilizzando forti pressioni psicologiche , come la richiesta di cassa integrazione, motivata da una non ben definita crisi congiunturale di mercato.
  • E’ stata deciso di “abbandonare la sede storica (di proprietà) a Cassina dè Pecchi per trasferirsi in una unica sede in affitto in un centro direzionale .
  • NSN sta valutando di cedere anche la ricerca e sviluppo del Microwave concludendo in questo modo la trasformazione di questo sito da “Centro di Competenza Internazionale” a semplice “Local Company” distruggendo definitivamente quanto costruito faticosamente e orgogliosamente in 50 anni ..

I Siti Produttivi Jabil Competence Jabil

A metà 2010 Jabil vende a Competence (società del fondo Mercatech) i siti produttivi italiani totalizzando purtroppo in soli 7 mesi ben 70 milioni di euro di debiti. A seguito dell’udienza del Tribunale di Milano che avrebbe dovuto sancire lo stato di insolvenza di Competence con la conseguente messa in amministrazione straordinaria, Jabil inaspettatamente ritorna proprietaria dell’intero pacchetto azionario di Competence .

Ci auguriamo che questa bizzarra e onerosa mossa della multinazionale americana prefiguri la reale intenzione di tornare a investire nel nostro paese dal punto di vista industriale. Ma il presente e il domani non si gioca sulle dichiarazioni rassicuranti e sulle buone intenzioni espresse. Per il sindacato “è indispensabile che la ‘nuova’ proprietà presenti un piano industriale credibile rispetto al rilancio dell’attività e alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Fino a quando questo non accadrà, le lavoratrici e i lavoratori di Cassina de Pecchi, resteranno in assemblea con presidio permanente come dichiarato dalla RSU JABIL.”

Alcune considerazioni finali:

La scelta della multinazionale di cedere le produzioni, scorporare parti considerate non strategiche, smantellare la forza di vendita specifica, trasferire parte della ricerca a Shangai, non avviare ricerche per nuovi prodotti, cancellerà un patrimonio industriale e professionale che per oltre mezzo secolo ha portato l’azienda ad essere leader mondiale del mercato delle telecomunicazioni.

A Cassina ci sono ancora le competenze per ritornare sul mercato Microwave a pieno titolo, purchè la multinazionale compia scelte diverse che passino dal rilancio di nuovi prodotti atti a restituire capacità produttiva a tutte le società presenti nel sito e dalla ripresa dei rapporti con l’università e con il territorio, recuperando la ricerca e sviluppo proprio sui nuovi progetti strategici riprendendo così un ruolo nel settore delle telecomunicazioni a livello mondiale.

NSN non può continuare a guardare solo i risultati finanziari a breve termine senza avere un progetto a medio/lungo termine se non quello mai dichiarato di totale dismissione .

Anche rispetto agli investimenti Governativi (statali e regione Lombardia) sul digital divide e la banda larga, la tecnologia dei ponti radio sviluppata e prodotta a Cassina può integrare le connessioni in fibra ottica in alcune zone del nostro paese (montagne, colline, zone isolate) limitando drasticamente i costi.

Per questo i lavoratori contestano la strategia aziendale che prevede lo smantellamento graduale di NSN e JABIL , la perdita di risorse e competenze, la “distruzione” graduale di un patrimonio industriale così importante per il paese.

28/09/2011

LA JABIL HA UFFICIALMENTE DICHIARATO LA CESSAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITA’ LAVORATIVE NEL SITO NOKIA/SIEMENS DI CASSINA DE PECCHI PER IL GIORNO 12 DICEMBRE 2011……

CHIESTA LA MOBILITA’ PER TUTTI I 325 DIPENDENTI…….. Noi non demordiamo e staremo qui fino alla fine!!!

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Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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3 commenti su “NOKIA JABIL Italia. Delocalizzare la professionalità. Scelta perdente a medio/lungo termine”

  1. Laura Dice:

    Il problema è che si dovrebbe privilegiare e mandare avanti la nosta industria e portare interesse e crescita del mercato conservando tutto per noi.

    E’ anche il fatto di non esserci comportati così infatti che ci ha portati al punto critico dove oggi ci troviamo.

    Rispondi

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  1. ORA PARLO IO: Storia di una lavoratric​e | Pensare Liberi News - 24 novembre 2011

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