UNO SGUARDO OLTRE


Luigi Orsino per il sociale

Guardo i TG  e sempre più spesso mi capita di pensare a quanti telespettatori veramente comprendono ciò che viene detto o, peggio ancora, a quanti importa ciò che il giornalista snocciola con noncuranza e tanta supponenza. Spread, Rating, Pil, International Monetary Found, World Bank, BTP, Bond, Bund e vai col liscio, tutta una terminologia che forse lo stesso giornalista trova difficoltà a ben collocare nel firmamento degli dei dell’economia, dei guru dei mercati mondiali.

Ma si rendono conto che gran parte di coloro che li ascolta devono quotidianamente combattere con le difficoltà di mettere insieme pranzo e cena? Sono consapevoli che esiste una grossa fetta della popolazione italiana che vive al di sotto della soglia di povertà e che del differenziale tra titoli di stato italiani e titoli di stato del paese di riferimento (attualmente la Germania in quanto economia più stabile della UE), altrimenti conosciuto come spread, non gliene frega niente, per la semplice ragione che è una realtà a loro aliena, distante anni luce dai suoi problemi.

Forse sarebbe il caso di fare delle edizioni TG come quelle per i non udenti (ove le notizie sono date nel linguaggio dei segni), le notizie dovrebbero essere quelle che interessano ai poveracci che faticano a tirare avanti, quanto costa il pane, perché è aumentato il latte e perchè lui deve fare la fame e i suoi figli devono avere le scarpe rotte mentre c’è chi può permettersi di bruciare 20.000 (ventimila) Euro in una cenetta romantica con la giovane amante di turno.

Come mai nessuno mostra mai l’esercito dei morti di fame, dei zombi che cercano di sopravvivere con niente o quasi, dei poveri pensionati ridotti a chiedere l’elemosina o a frequentare le botteghe solo per chiedere gli avanzi che dovrebbero essere smaltiti nei rifiuti umidi, in quanti vedono il dolore negli occhi di quei genitori che non riescono neanche a sfamare compiutamente i propri figli.

I grandi giornalisti dei TG ci dicono che siamo la settima potenza economica mondiale, vale a dire che nella scala dei paesi più ricchi noi siamo al settimo posto, al terzo in Europa, ma hanno mai visto, come è capitato a me, una povera giovane mamma, con dignità e discrezione, chiedere l’elemosina fuori ad un supermercato? Credo che non l’abbiano vista perché non sanno più guardare, perché hanno perso la sensibilità verso i problemi degli altri, perché hanno finito per credere alle panzane che raccontano.

Scioperano perché si vuole, o sospettano vogliono, ridurre la libertà di stampa, ed hanno ragione a farlo, ma dovrebbero scioperare, e con molta più forza gridare le ragioni della protesta, per le notizie false e tendenziose che sono costretti propinare.

Lasciare credere che i problemi degli italiani siano solo come e dove trovare i saldi più convenienti è criminale, mostrare servizi girati sempre e solo nelle strade bene di Milano, dove il povero neanche ci passa perché sarebbe guardato come e peggio che se fosse ET, è mentire con malizia, mostrare feste e baccanali al Bilionaire come se fosse la regola del vivere comune è offensivo e ferocemente discriminante.

Mostrare un’Italia patinata, da giornaletto di gossip, è un reato contro l’umanità, contro quella umanità che soffre, che si affligge, che lotta per la sopravvivenza. Mostrare un calciatore che tirando quattro calci guadagna quanto basterebbe a mille italiani per tutta la vita è provocatorio, è un’incitazione alla rivolta, equivale buttare un fiammifero sulla benzina per vedere se ci sarà un bel falò.

In Italia ci sono (dati ufficiali, a mio avviso ottimistici) ben otto milioni di poveri, poveri veri non da telenovela, su una popolazione di poco superiore a sessanta milioni di abitanti, più del 13%, non mi sembrano dati da settima potenza economica mondiale, anche perché bisogna tener conto del fatto che se i poveri assoluti sono otto milioni quelli che hanno gravi difficoltà economiche quanti saranno? Quindici milioni? E quelli con difficoltà saltuarie?

Governo Berlusconi, governo Monti, governo Tizio o Caio poco importa, chi ha la pancia vuota non fa politica la subisce. Ecco, ora si spiega tutto, è questo che vogliono! Gli italiani non devono fare politica devono subirla, per loro deve essere come una malattia, la prendi, e te la tieni perché incurabile.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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10 commenti su “UNO SGUARDO OLTRE”

  1. Luisa Dice:

    Il dramma è la mancanza di sensibilità, infatti, le persone sembrono ormai pilotate come robot e hanno perso quell’animo nobile che ci ha sempre portati avani anche nei momenti più difficili. Le persone sono completamente svuotate e non riescono più a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e peggio non sanno più riconoscere la verità.

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