Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria


Il mio lavoro di psicologa, soprattutto nell’ambito del volontariato, mi ha portato a conoscere l’ambiente carcerario e dal punto di vista strutturale e umano.

Le carceri sono ambienti sovraffollati, al limite della sostenibilità umana, dove chi si trova rinchiuso per aver commesso un reato penale rischia di uscirne, scontata la pena, psichicamente danneggiato. La psiche è un organo e qualcuno lo dimentica.

Se qualcuno crede di visitare un carcere e trovarvi orde di delinquenti spietati, assassini, colpevoli di crimini contro l’umanità, grandi truffatori internazionali a scapito della collettività, pedofili, mafiosi e camorristi allora ne rimarrà deluso.

Posso dare questa informazione per esperienza diretta: le carceri sono stracolme di recidivi ladruncoli di galline.

Vengono proposte improbabili riforme del sistema carcerario, si parla di braccialetti elettronici, ma se non ci poniamo prima la domanda fondamentale su chi deve andare in carcere o indossare un braccialetto elettronico, le riforme serviranno a ben poco se non a mantenere quello stato di profonda ingiustizia, la cui verità viene nascosta riempendo “le galere”, nascondendo la polvere sotto il tappeto.

La Giustizia alimenta le carceri e lo fa con criteri “non giusti”.

A mio avviso è necessario riformare prima il sistema giudiziario e poi le carceri (che personalmente ritengo un’usanza medievale.)

Nel frattempo è necessario, oltre che urgente, dare alle persone detenute la possibilità di scontare la loro pena in un ambiente umano.

Barbara Ciocche – Redazione Pensare Liberi News

Carceri siciliani sempre più bombe ad orologeria

di Giulia Cosentino

La capienza regolamentare ormai è un optional: 2.427 i detenuti di troppo nelle 27 carceri dell’Isola. Sovraffollamento, scarsa igiene e gravi carenze di organico restano problemi irrisolti.

PALERMO –  Sono passati pochi giorni dall’insediamento del nuovo Governo e con esso la nomina dei nuovi ministri che già si pensa ad azioni risolutive alle svariate problematiche sociali che da tempo attendono risposta. E se la crisi economica nazionale riveste un ruolo di prim’ordine, non meno importante è la crisi del sistema giudiziario, i cui protagonisti sono gli stessi detenuti e le condizioni in cui da tempo si ritrovano. Dal sovraffollamento alla grave carenza di personale, dalle nuove carceri alla manutenzione di quelli esistenti, dalla mancanza di fondi per la benzina al mancato pagamento dello straordinario e delle missioni. Sono solo alcuni dei tanti – oramai noti – temi su cui bisogna intervenire e che si presentano sul tavolo del neoministro della Giustizia Paola Saverino.

Il materiale da lavoro è presente in “casa”. Basta difatti dare uno sguardo al sito del Ministero della Giustizia per visualizzare gli ultimi dati aggiornati al 31 ottobre 2011, riguardanti il numero dei detenuti presenti nelle carceri italiane, per capire come la situazione attuale resta grave.

Il quadro che emerge è sempre lo stesso: la regolamentare capienza degli istituti penitenziari non è sufficiente a contenere il numero effettivo dei detenuti. A questo problema di fondo si sa che ne seguono altri strettamente collegati tra loro: scarsa igiene, carenza di organico della polizia penitenziaria, tracce di sangue di suicidi tra i detenuti e l’obsolescenza delle strutture. Spesso difatti in 7 metri quadri si sta in sei o in 12-14 persone, lontano dagli standard europei che prevedono per ogni detenuto almeno 7 metri quadri in cella singola e 4 in cella multipla.

In Sicilia ad oggi, la regolamentare capienza nei 27 istituti penitenziari è di 5.406 (13 posti in meno rispetto allo scorso 31 agosto), ma i detenuti presenti sono 7.833 (ben 79 in più rispetto agli ultimi dati rilevati). In pratica nell’Isola, in soli due mesi, la situazione si è aggravata: non solo la regolamentare capienza vede posti in meno da offrire ai detenuti, ma il numero degli stessi è aumentato notevolmente. Scende invece il numero delle donne presenti (da 223 a 216) e degli stranieri (da 1.876 a 1.789).

Non meno roseo il quadro della Lombardia, dove la regolamentare capienza nei 19 istituti penitenziari è di 5.416. Al 31 ottobre sono presenti 9.530 reclusi (211 detenuti in più rispetto allo scorso agosto quanto se ne contavano “solo” 9.319. Tra le Regioni più equilibrate a parità di capienza regolamentare e numero dei detenuti effettivi: la Valle D’Aosta, la Sardegna e il Molise. Invece, il Trentino Alto Adige, malgrado negli ultimi mesi abbia registrato 11 detenuti in più, si aggiudica sempre il primo posto. Nei due istituti penitenziari presenti nella regione, con capienza regolamentare pari a 520, sono presenti solo 362 detenuti.

“Siamo certi – ha detto Mimmo Nicotra, vicesegretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp – che il neoministro della Giustizia terrà conto dell’emergenza-carceri e che, subito dopo aver incontrato i rappresentanti dell’associazione magistrati, convocherà i rappresentanti della polizia penitenziaria”.

——————————————————————————–

Sindacato Sappe. Riforma “svuota-carceri” urgente

PALERMO – Il Sappe, principale sindacato penitenziario ha salutato con favore la nomina del neoministro Saverini e auspica un intervento concreto per fronteggiare la situazione di tensione che si sta determinando in molti istituti penitenziari del Paese. A questo proposito Donato Capece, segretario del Sappe, ha evidenziato come “non si può perdere ulteriore tempo per cui occorre percorrere la strada di una riforma del sistema penale, sostanziale e processuale che renda stabili le detenzioni dei soggetti pericolosi affidando a misure alternative al carcere la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale, prevedendo che i compiti di controllo sull’esecuzione penale e sulle misure alternative alla detenzione siano affidati alla Polizia Penitenziaria”.  “Oggi difatti – ha aggiunto Capece – 20mila degli attuali detenuti sono condannati a pene inferiori a 3 anni. Esclusi gli stranieri, da espellere per far loro scontare la pena nel Paese d’origine, gli italiani detenuti con pena inferiore ai tre anni potrebbero essere affidati ai servizi sociali e impiegati in lavori socialmente utili, quindi fuori dal carcere”. Si tratta quindi di attuare una riforma svuota-carceri quindi, proposta promossa del garante dei diritti dei detenuti, Salvo Fleres.

Fonte

Altri articoli che ti potrebbero interessare:

DIVENTA NOSTRO FAN SU FACEBOOK E SOSTIENICI DIFFONDENDO

Software Magazzino Tracciabilità Big

Annunci
, , , , ,

Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

Vedi tutti gli articoli di Barbara Ciocche

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

10 commenti su “Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria”

  1. Neng Dice:

    A Cagliari il 16 e 17 settembre 2011 si terre0 un Convegno Nazionale per un ruolo attvio del Servizio Sanitario Nazionale e degli Enti locali contro l’Orrore degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. L’obiettivo e8 la denuncia di queste strutture e la loro abolizione come scelta di civilte0.Quelli che vengono chiamati ospedali psichiatrici giudiziari ma sono sempre gli stessi manicomi criminali di una volta.Sono sei, ci sono rinchiusi in 1500 e il 40% di loro non ci dovrebbe stare ma, finita la pena, gli viene prorogato il soggiorno. All’infinito. Spesso senza un processo. Le famiglie non ci sono o li rifiutano e i territori non li accolgono. Cosec vivono in nove in una cella, lenzuola luride come i bagni, l’acqua tenuta in fresco nella tazza del cesso, legati se sgarrano, con lo psichiatra a disposizione per meno di un’ora al meseEcco che denunciare questa situazione diventa obiettivo primario del congresso che si terre0 a Cagliari . Con la consapevolezza che le riforme, per essere fatte hanno un loro tempo e che richiedono un coinvolgimento della societe0 civile e un consenso diffuso. del malato di mente.Nel merito delle ipotesi di riforma si ritiene auspicabile che gli ospedali psichiatrici giudiziari possano essere trasformati nel senso di rispondere maggiormente alle esigenze di trattamento sanitario del paziente. Cif2 deve avvenire con modalite0 organizzative attraverso le quali organizzare una vera integrazione con i servizi psichiatrici territoriali, e il loro pieno coinvolgimento, superando quella segregazione istituzionale propria dell’attuale ospedale psichiatrico giudiziario.Punti fermi di tale riflessione sono, a nostro avviso, due: a) la malattia mentale non puf2 essere titolo sufficiente per la limitazione della liberte0 personale, in assenza di un accertamento in ordine alla commissione di un fatto previsto dalla legge come reato; b) la restrizione della liberte0 di una persona malata di mente in ragione della commissione di un fatto-reato non puf2 avere durata indefinita, ne8 superiore al massimo di pena previsto dalla legge per il reato commesso.Per quanto riguarda l’impianto normativo in materia, pur con i correttivi introdotti dalla Corte Costituzionale, e8 ancora quello del Codice Rocco. Tale impianto era coerente con la legislazione “segregazionista” in materia di malattia mentale: prima della legge del 1978, infatti, la malattia mentale era titolo sufficiente, di per se8, per limitare indefinitamente la liberte0 personale di un soggetto e, quindi, ben poteva prevedersi la segregazione del malato “accusato” di un reato. Ma con la legge Basaglia l’ordinamento ha operato una rivoluzione copernicana in materia, e cif2 impone un ripensamento della normativa del codice penale.L’illegittimite0 di questo doppio circuito penale e8 denunciata da tempo da molti operatori del settore e dalle associazioni di volontariato. Prima che andassero di moda il giustizialismo e il populismo, la critica alle istituzioni totali era anche uno dei caratteri distintivi dei comunisti e della sinistra.L’ultima denuncia arriva dal rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa, redatto dopo un’ispezione effettuata nel settembre 2008. Nelle 84 pagine del testo si segnalano le pessime condizioni in cui versano gli Ospedali psichiatrici giudiziari, ma si riferisce anche di un diffuso ricorso alle percosse da parte delle forze dell’ordine nei confronti delle persone fermate o arrestate, oltre a rilevare il grave stato di sovraffollamento delle prigioni.La persona internata non e8 un detenuto e nemmeno un condannato, ma ritenuta abpericolosa socialmentebb. L’internamento si protrae fino a quando il magistrato di sorveglianza ritiene che la persona sia pericolosa .Ma avviene lo stesso anche quando l’internato non ha nessuno che possa prendersi cura di lui. L’internamento puf2 essere prorogato all’infinito, lo decide sempre il magistrato di sorveglianza in base alle valutazioni mediche. Per questo lo chiamano abergastolo biancobb.Igino Cappelli, magistrato di sorveglianza di Napoli nel volume Gli avanzi della giustizia affermava:”Il manicomio giudiziario e8 un’istituzione due volte da negare perche8 due volte violenta e due volte inumanamente e irrazionalmente totale: come carcere e come manicomio:” Il documento della XII Commissione permanente del Senato denuncia, infatti, l’aumentata incidenza del numero di coloro che sono sottoposti a misura di sicurezza per breve periodo (2 anni)” ed evidenzia come “trovino ricovero in tali ospedali pazienti psichiatrici a bassa pericolosite0 sociale per evidente carenza dei servizi psichiatrici del Servizio sanitario nazionale, nonche9 di adeguate strutture intermedie . Sotto accusa, in particolare, la situazione in cui versa l’Ospedale psichiatrico giudiziario Filippo Saporito di Aversa. Una struttura scadente. Numerose le situazioni di criticite0 rilevate: condizioni igieniche e di vivibilite0 minime, carenza di personale civile, assenza di attivite0 di reinserimento sociale, insufficienza del livello di assistenza sanitaria, uso dei letti di contenzione. Solo pochi mesi fa e8 stato registrato il decesso di un internato morto per il proprio rigurgito e di un altro deceduto per tubercolosi. La delegazione ha riscontrato che alcuni pazienti erano stati trattenuti pif9 a lungo di quanto non lo richiedessero le loro condizioni e mentre erano mantenuti nell’Opg oltre lo scadere del termine previsto dall’ordine d’internamento. Le autorite0 italiane hanno risposto che la struttura e8 in corso di ristrutturazione e che la legge non prevede un limite per l’esecuzione di misure di sicurezza temporanee non detentive.Erika Anedda..

    Rispondi

Trackback/Pingback

  1. CAMORRA AMICA? L’ARRESTO DEL BOSS ZAGARIA | Pensare Liberi News - 13 dicembre 2011

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

  2. RUSSIA UNITA – ELEZIONI IN RUSSIA: IL PARTITO DI PUTIN PERDE VOTI | Pensare Liberi News - 16 dicembre 2011

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

  3. La Forza d’Urto della rivolta in Sicilia. Operazione vespri siciliani, le Cinque giornate della Sicilia e i Forconi. Quando la rivoluzione parte dalla Sicilia | Pensare Liberi News - 16 gennaio 2012

    […] è passato in secondo piano rispetto a tutti i disastri ambientali di questo movimentato autunno. L’emergenza carceri in Sicilia ha seguito lo stesso destino, si è data luce a realtà regionali solo del […]

  4. LA RIVOLTA SICILIANA | Strangethelost - 16 gennaio 2012

    […] è passato in secondo piano rispetto a tutti i disastri ambientali di questo movimentato autunno. L’emergenza carceri in Sicilia ha seguito lo stesso destino, si è data luce a realtà regionali solo del […]

  5. Voci dal Fronte Siciliano dei Forconi, mentre i colletti bianchi della rivoluzione storcono il naso | Pensare Liberi News - 18 gennaio 2012

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

  6. Movimento dei Forconi. La rabbia nel cuore della protesta. Interroghiamoci, semmai, sulle assenze | Pensare Liberi News - 19 gennaio 2012

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

  7. Comunicato per i lettori di Pensare Liberi – Non faremo gossip. Non ci presteremo a sciacallaggio mediatico | Pensare Liberi News - 21 gennaio 2012

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

  8. Movimento dei Forconi – Esplode la protesta in tutta Italia, taxi e blocco dei TIR | Pensare Liberi News - 23 gennaio 2012

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

  9. Blocco della Sardegna – Coordinamento, determinazione e idee molto chiare | Pensare Liberi News - 25 gennaio 2012

    […] Emergenza carceri, detenuti in condizioni disumane – In Sicilia bomba a orologeria […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: