LIBERO ARBITRIO


LIBERO ARBITRIO

Voci, ora le sento, non ricordo da quanto sono in queste condizioni, solo da poco riesco a sentire le voci ed i suoni, a percepire le presenze intorno a me. Presumo di essere in ospedale, ricordo l’improvvisa fitta alla testa e poi il buio, ictus credo. Quanto tempo sarà passato? Ore, giorni , mesi, di più? Non lo so, non so nulla, ho vissuto sulla linea di confine tra la vita e la morte ed ora, ora è ancora peggio, percepisco qualcosa, ma non posso muovermi, non posso comunicare. Vivo, sono vivo? Non saprei, forse sono solo quasi morto o parzialmente vivo. Una mano delicatamente mi solleva le palpebre, facendolo mi da l’occasione di vedere accanto al mio letto, chi mi tiene la mano, la mia compagna di una vita, mia moglie, due gocce di collirio in un occhio altre due nell’altro occhio e poi buio di nuovo. Sono sicuro che lei è ancora accanto a me, che mi tiene una mano, quasi mi sembra di vedere le lacrime che scendono lentamente lungo le sue gote, il dolore stampato sul suo viso come una maschera. Mi sembra di scorgere il dubbio su quel volto, sul volto che non vedo, vorrei parlarle, ma non posso, e non solo a causa dei tubi che mi scendono giù in trachea, sono un vegetale, peggio un vegetale cosciente di esserlo.

Ti prego amore mio, ti prego ricorda la promessa, ricorda che io ho vissuto pienamente e dignitosamente, anche quanto ho dovuto rinunciare quasi a tutto ho cercato di mantenere intatta la dignità. Vorrei gridare, vorrei gridare forte che devi tenere fede a ciò che ci promettemmo, il caso ha voluto che sia capitato a me e ora sarai tu a dover affrontare la parte peggiore di questo dramma. Ti prego fallo. Ti prego non aspettare oltre, ti prego lasciami andare, non trattenermi. Dimostrami, come hai sempre fatto, l’amore che mi porti,  fai come avevamo convenuto, dammi la libertà, non costringermi all’umiliazione. No, sono sicuro, non posso dubitare di te, lo farai, non rinnegherai la promessa, il tuo amore non te lo permetterà, forse stai solo aspettando l’occasione o la forza per farlo, ti capisco non è certo cosa facile, ma tu sei forte, sei sempre stata forte e ora lo sarai per entrambi. Devo solo aspettare, poi so che tutto questo finirà e io continuerò a vivere nei tuoi ricordi, ricorderai un uomo che se ne è andato con indosso il suo miglior vestito di dignità, ricorderai me e non la larva in cui mi potrei trasformare. Ho fiducia in te moglie mia, compagna mia, amante mia, amica mia.

***

Premetto che qui io mi accingo ad esprimere la mia opinione, opinabile, contestabile ma con la stessa valenza di ogni altra opinione. Dico ciò non per evitare di alienarmi l’amicizia di eventuali lettori che non fossero d’accordo con me ma semplicemente perché sono convinto che chiunque debba poter esprimere liberamente le sue idee.

Tempo fa, alcuni anni, io ho scritto il mio testamento biologico in cui, oltre a dare disposizioni in merito alla donazione degli organi ed alla destinazione ultima del mio corpo, chiedevo a mia moglie, di provvedere, nel caso per un qualsiasi motivo non fossi stato in grado di farlo da solo, a porre in atto la pratica dell’eutanasia. Ovviamente se le mie condizioni fisiche fossero degenerate al punto da costringermi in condizioni di vita inaccettabili, chiaramente rigettavo con assoluta determinazione qualsiasi accanimento terapeutico.

Il mio punto di vista è quello di un laico convinto, pertanto sono cosciente del fatto che per me risulta più facile schierarmi con chi ritiene che una vita debba essere degna di essere vissuta, che di fronte all’inevitabilità della morte soffrire inutilmente è sbagliato. Certamente altri avranno convinzioni diverse, non intendo contestarle.

Dico solo che un uomo ha il diritto di decidere se affrontare un decadimento fisico progressivo e dall’esito scontato oppure sottrarsi alle ingiurie del male che lo ha colpito e, con dignità, porre fine ai suoi giorni. In questi ultimi anni si sono verificati molti casi e tutti, inevitabilmente, hanno destato un certo clamore mediatico, ritengo che ciò sia inaccettabile, non vi è nulla di più personale e riservato della morte.

Mia moglie, fu d’accordo con me al punto da preparare un testamento biologico del tutto simile al mio. Il problema sorge sul fatto che chi dovesse porre in essere le nostre ultime volontà si troverebbe, in Italia, a violare la legge, con conseguenze penali di non lieve entità. Sono, anzi siamo, convinti che ciò sia una invasione inaccettabile della cosa pubblica nella vita privata di un uomo. Per mere ragioni politiche, perché sono convinto di questo si tratta, si vieta ad un uomo una fina dignitosa, lo si costringe a dover sopportare sofferenze inutili, a doversi adeguare e conformare a regole in cui non crede, questa è una chiara violazione del diritto di autodeterminazione che non può essere negato a nessuno.

Voglio essere ancora più specifico, penso che se una persona, anche in perfetta salute, decida di porre fine alla sua vita gli debba essere concesso, ovviamente dopo essersi accertati che egli non è mentalmente disturbato, ma semplicemente stufo di vivere. Non si può trascurare il fatto che per una percentuale rilevante di persone la vita, pur essendo dotata di una certa sacralità laica, è pur sempre un fatto materiale e come tale intendono trattarla.

Io non mi oppongo, non critico chi ritiene la vita un dono di un essere superiore e si comporta di conseguenza, non mi permetto di pontificare sulla scelta di far patire indicibili sofferenze ad un malato terminale in virtù di un credo religioso, mi aspetto che le mie scelte siano rispettate allo stesso modo, solo questo, null’altro. In fin dei conti anche coloro che sono religiosi osservanti nel caso il loro cane o gatto, o altro animale domestico, dovesse ammalarsi gravemente non disdegnano di praticargli l’eutanasia, ovviamente non tutti ma un’altissima percentuale si, forse perché in osservanza al loro credo ritengono che gli animali siano forme di vita inferiore, che non possano provare sentimenti, che non sentano dolore, che non abbiano dentro il soffio divino. Sono in totale disaccordo, la vita di un animale vale quanto quella di un uomo, e se qualcuno mi dirà che bestemmio… pazienza.

Per eccesso di sincerità voglio dire che non sono vegetariano, ma almeno sono cosciente che ogni volta che mangio carne commetto un crimine, sono come un drogato, sto cercando di disintossicarmi e ritengo che a breve diventerò vegetariano, non di quelli fondamentalisti certamente. Bere latte o mangiare uova non provoca la morte dell’animale.

Ritornando all’argomento iniziale penso che l’Italia dovrebbe rivedere il concetto di laicità e separare finalmente l’altare dalla cosa pubblica, non dovrebbe permettere alla Chiesa di mettere bocca negli affari dello Stato, anche in virtù del fatto che in Italia non ci sono solo Cristiani Cattolici ma individui di ogni confessione religiosa senza dimenticarsi di non credenti, che non sono pochi.

Ma forse quello che veramente in Italia va riconsiderato è il concetto stesso di libertà.

Luigi Orsino

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About Luigi Orsino

Studi di medicina non completati per dedicarmi alla vera grande passione della mia vita: Fare l'imprenditore. Purtroppo sul mio cammino ho incontrato un mostro che si chiama camorra contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Ma forse da morto la mia voce si leverà ancora più alta e arriverà ancora più lontana. Il mio cruccio? Dovermi confrontare ogni giorno con lo Stato che solo a parole aiuta chi si ribella ma nella realtà ti consegna alla burocrazia che completa l'opera dei camorristi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili. Adoro guidare, in off road soprattutto.

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2 commenti su “LIBERO ARBITRIO”

  1. giuseppe bresciani Dice:

    Caro Luigi, sono vegetariano (non fondamentalista) e animalista. Sull’eutanasia non ho mai preso posizione perché è facile essere dogmatici finché non capita a te o a qualcuno che ami. E’ un argomento di fronte al quale mi sento confuso e impotente. Per quanto concerne la libertà mi consola pensare che “finché un uomo pensa è libero”. come disse Emerson. Troppo poco? Per ora dobbiamo accontentarci. Ad maiora! Giuseppe

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  1. GOTT MIT UNS (Dio è con noi) | Pensare Liberi News - 29 dicembre 2011

    [...] LIBERO ARBITRIO [...]

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