ORA PARLO IO: Hai un’idea per cambiare il mondo? Qualcuno inizia a seguirti? ALLORA TI BOICOTTO…

8 dicembre 2011

ORA PARLO IO


Benvenuti ad un nuovo appuntamento con lo spazio settimanale ORA PARLO IO, dedicato agli articoli dei lettori.

Questa settimana affronteremo un argomento assai curioso. Da qualche tempo si intensificano lettere alla redazione aventi come oggetto iniziative di carattere sociale finalizzate a cambiare lo stato delle cose nel nostro paese e ridare giustizia sociale e serenità al popolo.

Tra le email di proposta pervengono anche lamentele al riguardo, ovvero cittadini che dicono di non essere ascoltati e in alcuni casi addirittura boicottati nel momento in cui propongono un’iniziativa di protesta, magari frutto di mesi di lavoro, con tanto di progetto di fattibilità.

Noi della redazione siamo da sempre sensibili a questo tipo di comportamenti sociali, essendo tra coloro che, controcorrente, puntano il dito verso “noi stessi” e non verso le istituzioni, élite o lobbies internazionali. Il dito lo puntiamo non tanto su noi, popolo, individualmente, ma sulle patologie di massa di cui siamo affetti e che per quanto ne neghiamo l’esistenza e per quanto singolarmente ci riteniamo immuni, queste esistono. Noi cittadini siamo la pistola che spara, ignari di farlo a comando e secondo precisi programmi del pistolero.

L’assioma da cui dipende la buona riuscita di questo sistema di manipolazione di massa è rappresentato dalla nostra convinzione di pensare liberamente, con la nostra testa e guai a chi osa metterlo in discussione.

Ci scrive un cittadino, un giornalista, attivo e deciso ad approfondire la questione, affrontandola con spirito critico e umilmente scientifico.

Barbara Ciocche – Redazione Pensare Liberi

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Gentile redazione di Pensare Liberi,

sono un giornalista, precario, scrivo per un giornale locale del quale preferisco non fare menzione.

Non manca giorno senza che in redazione non pervengano iniziative interessanti di cambiamento sociale da parte di molti concittadini e abbiamo modo di verificare, su indicazione dei lettori, che i social network sono stracolmi di iniziative con elevato grado di fattibilità, ma che cadono presto o tardi nel dimenticatoio.

Come giornalista mi interesso molto alle questioni sociali, inoltre la mia precarietà è garanzia, se vogliamo, di libertà della mia mente nei confronti di qualsiasi forma di potere. Così la vedo, così la penso, così la scrivo.

Seguo con particolare interesse il vostro blog e dallo stesso ho avuto modo di ricavare spunti interessanti nonchè originali per quel che riguarda l’approccio ai problemi occidentali e soprattutto italiani. Annoverate psicologi, sociologi ed esperti di comunicazione di massa oltre che circondarvi di collaboratori dalle forti esperienze personali. Una bella equipe, ve ne do merito.

Ritornando alle proposte dei nostri concittadini voglio portare all’attenzione un fenomeno che forse voi definireste di carattere “psico-sociologico”. La rete ci offre la possibilità di osservare le masse in modo globale e organizzato. Esistono due forze contrapposte che si alternano in strana maniera (idem per le lettere che mi arrivano in redazione).

Abbiamo da una parte, come dicevo sopra, proposte strutturate anche da esperti di economia, finanza, ecologia, fisica e dall’altra energiche lamentele di chi rimprovera i concittadini di subire senza muovere un dito, al grido di “perchè non ci ribelliamo? Cosa aspettiamo?”.

I due fenomeni non si conciliano apparentemente, in modo sano quanto meno. Se da una parte abbiamo un esubero di proposte e si stanziano risorse, tempo ed energie per cercare di cambiare, è incomprensibile che ci sia una parte che si lamenti di un immobilismo che in realtà, potenzialmente, non c’è!

Non mi rimaneva altra scelta che approfondire la questione facendomi aiutare da amici e collaboratori tra i quali psicologi e sociologi. Ho ricreato una squadra simile a quella del vostro blog.

Quello che mi ha colpito, da osservatore, è stato il fatto che sia gli psicologi sia i sociologi non siano rimasti per nulla stupiti da quelle che per me erano inspiegabili incongruenze.

“Si tratta di una deformazione di carattere psico-sociologico dovuta a un iper bombardamento mediatico, alias lavaggio del cervello”. Quindi gli esperti di problematiche umane, come le chiamo io, conoscono e studiano il fenomeno, ma non sta a loro risolverlo perchè non ne avrebbero i mezzi. Scrivono libri e trattati al riguardo, ma ne vengono vendute poche copie, destinate spesso agli addetti ai lavori anche se il target di riferimento è quello dei profani. Un libro interessante che ho avuto modo di leggere su consiglio della “mia equipe” di esperti è il seguente: Bambini psico-programmati – essere consapevoli dell’influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi

Ora vi illustro il fenomeno che è stato osservato ed etichettato come sopra.

  1. Se l’iniziativa di protesta è non fattibile o ritenuta “stupida” allora si snobba e questo, per quanto possa essere definito cinico, è fisiologico.
  2. Se l’iniziativa di protesta è fattibile e ad elevato impatto sociale (sciopero fiscale, blocco delle attività, disobbedienza di massa coordinata etc.) allora SI BOICOTTA. Il popolo boicotta iniziative operative soprattutto nel momento in cui queste iniziano ad aver seguito, quindi a prendere forma.

Mi è stato spiegato in parole povere, affinchè potessi capire e potessi divulgare a tutti, che si tratta di una sindrome da paura del “leader distorto”, inedita degli ultimi anni e dovuta a modelli televisivi dove al leader spettano tutte le leccornie, soldi, donne belle ed affascinanti spesso circondate da spasimanti geni, ma “sfigati” e questo va ad esasperare la disequità tra il leader (distorto) e il NON leader.

Ovviamente la figura del leader non è quella che leva agli altri qualcosa, nè quella che si prende il meglio, donne comprese. Per fare un esempio immaginiamo Che Guevara e i suoi uomini. Erano tutti valorosi guerriglieri per la libertà del popolo. Non c’era tra questi chi aveva più donne in base alla leadership, ma in base agli stessi criteri che si conoscono in natura, quindi prestanza fisica, intelligenza, valorosità e queste non sono caratteristiche di esclusività del leader. Ma questa visione oggi è completamente distorta, tanto che la paura di essere comandati da un uomo leader (distorto) porta le donne a scendere in campo, a prendere iniziative, data la situazione di stallo in cui versano gli uomini. Allo stesso tempo gli uomini non seguono le donne, se non in una fase iniziale in cui l’ipocrisia straripa anche tra le righe di un semplice messaggio.

Concludendo, se l’iniziativa è buona e inizia ad avere seguito allora scatta un’aggressiva forma di invidia preventiva e la paura di qualcosa che non esiste se non nelle nostre menti, se non nelle nostre televisioni.

Riflettiamoci, tenendo presente che sin dai tempi di Freud una persona psico-patica (affetta da una qualsiasi forma di patologia psichica o piscopatologia) come prima reazione di fonte alla realtà ha quella di negarla a se stessa e agli altri.

“Gli altri si, ma IO no”.

Giuseppe R. – Bologna

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Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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17 commenti su “ORA PARLO IO: Hai un’idea per cambiare il mondo? Qualcuno inizia a seguirti? ALLORA TI BOICOTTO…”

  1. Mirko Parioli Dice:

    A chi non è successo di essere stato snobbato a seguito di un’iniziativa?
    A Genova, la città in cui vivo, ho cercato di dare supporto alle attività commerciali italiane che si trovavano sotto l’assedio scorretto e senza regole del mercato cinese.
    Subito grande entusiamo, ho fatto stampare dei volantini con i miei soldi, ma nel momento in cui si doveva passare ai fatti sono stato accusato di “voler comandare” e di cose peggiori che vi risparmio.
    Delle mie amiche mi hanno sostenuto e le ringrazio, salvo che dopo pochi giorni si sono scannate tra loro e non si potevano vedere a vicenda.

    Questo articolo racconta la mia storia e dà una spiegazione all’apparente immobilismo. Ma non crediate di avere molto ritorno da questo coraggioso esposto, anzi aspettatevi attacchi di tutti i tipi.

    Ora me ne sto buono a coltivare i miei interessi, sino a che sarà possibile coltivarli.

    Di una cosa sono sicuro: tutto è ben previsto. La rete pulula di esaltati e di ottusi. Se ti conoscono che sei già famoso (vedi Grillo) allora ok, ma se ti vedono nascere ti affossano e non è stato sempre così. Mio nonno ancora si vanta serenamente (e senza subire crisi di inferiorità o di virilità…) di aver aiutato quella persona o quell’altra “quando ancora avevano le pezze nel culo”.

    E’ un problema di oggi!

    Rispondi

  2. Dario Sabbino Dice:

    Su una cosa non sono d’accordo. Per esperienza personale (sono stato di recente a New York, a Madrid e a Londra per lavoro) non è così dappertutto.
    In Italia ve ne do atto e anche io potrei denunciare un’esperienza personale compatibile con quanto esposto sapendo di essere in ottima compagnia, ma all’estero, in molte nazioni come Inghilterra, spagna e USA non è proprio così. Non so prima, ma ora non è così o è un limite che hanno superato, questo non lo so.
    A Madrid mi è capitato di conoscere dei ragazzi che poi ho frequentato anche in rete su facebook, ragazzi che avevano proposto iniziative collettive per i sussidi alle case per il popolo, da cui sono nati gruppi su facebook da 100.000 (centomila) iscritti in su e ora gli spagnoli hanno delle tutele sul piano casa e godono di ammortizzatori sociali considerevoli, per non parlare del fatto che non sono governati DIRETTAMENTE dalle banche come noi.

    In Italia vedo, come fate ben notare, che se hai un’idea sembra quasi che alla fine ti dicano “eh, ma non è che poi comandi, guadagni e ti fotti tutte le femmine?” è vero!!!
    AHAHAHAHAHAHAHAH

    POVERA ITALIA!!!

    Rispondi

  3. Mariabel Perez Dice:

    La frustrazione, qualunque siano le cause che la producono, fa fare strane cose a uomini e animali. Se a questo aggiungiamo l’esaltazione e, da non dimenticare, la depressione che colpisce buona parte delle popolazioni mondiali il quadro si completa.
    Ho scritto una mail alla dott.ssa Ciocche, studio psicologia a Firenze. Se mi rispondesse sarebbe una cortesia che apprezzerei.
    Cordialmente

    Mariabel Perez

    Rispondi

  4. Danilo Dice:

    Vorrei anche io confermare quanto ho letto sopra: non so in altre nazioni, ma qui in Italia chi cerca di cambiare qualcosa alla fine si trova contro tutti, soprattutto la gente comune. Si tanti sono proprio solo degli invidiosi verso chi potrebbe portare rinnovamento e progresso quindi meritano tutti i problemi attuali, criticano i politici ma poi si comportano molto peggio di loro. Come ha detto Mirko Parioli, se sei famoso tipo Grillo allora un po’ vai bene, diciamo che trovi delle pecore se ti metti a fare il pastore populista, non di certo se si è obiettivi e si dicono le cose come stanno.

    Rispondi

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