CAMORRA AMICA? L’ARRESTO DEL BOSS ZAGARIA

13 dicembre 2011

Lotta alle Mafie


Questa settimana le forze dell’ordine hanno provveduto a trarre in arresto il boss dei casalesi Zagaria, un’operazione condotta con tempismo ed efficacia. Si è tolto dalla circolazione uno dei capi camorra che nel tempo aveva sempre più adottato tecniche imprenditoriali all’interno del clan mafioso.

Quello che, ad un primo esame, è la protezione e l’omertà che godeva, nonché aperte simpatie di parte della popolazione di Casapesenna, il paese in cui era nato ed in cui si nascondeva.

Voglio che sia ben chiaro che le persone intervistate da vari TG e che hanno speso parole di apprezzamento a favore del boss non possono essere considerati collusi tout-court, la verità è, come ho più volte dichiarato, che lo Stato è completamente assente da certe zone, nulla viene fatto per lenire le difficoltà della popolazione, lasciata da sola a combattere contro i prevaricatori della politica, quelli si collusi, contro le difficoltà economiche dovute alla mancanza endemica di lavoro. In poche parole lo Stato non ha il controllo di larghe fasce del territorio. Questo vuoto istituzionale viene colmato da chi detiene una forma qualsiasi di potere, nel caso delle cosche questo potere gli viene da un oculato esercizio della violenza e dalla pressione psicologica sugli abitanti. La violenza, ovviamente serve a tenere sotto controllo il territorio e a sfruttarne le risorse. Quando poi entra in gioco un personaggio che sa ben dosare la carota ed il bastone, atteggiandosi a buon camorrista, a novello “Sindaco del rione Sanità” (Nota opera di Eduardo De Filippo ndr) egli riesce ad attirarsi le simpatie di coloro che camorristi non sono ma che magari, in un momento di difficoltà, hanno ricevuto un aiuto proprio dal padrino. Da quel momento sono agganciati e prima o poi dovranno restituire, con i dovuti interessi, l’aiuto ricevuto.

Non si deve pensare al camorrista ottuso adepto della violenza fine a se stessa, non sono mai mancati, neanche in passato, malavitosi che hanno cercato di aggraziarsi le simpatie del popolino, costa poco e rende tanto. Per accaparrarsi le simpatie di personaggi più in alto nella scala sociale il camorrista è costretto a ricorrere al ricatto, alla violenza o meglio ancora ad associarsi con essi. Occorre anche dire che l’affermarsi di una camorra sempre più di stampo finanziario e politico risulta meno invadente, almeno all’apparenza, alle persone comuni. Ripeto fenomeno non nuovo: se chiedete agli abitanti dei Quartieri Spagnoli di Napoli, quelli che nulla hanno a che fare con la delinquenza, come vivono, se temono furti ed aggressioni vi risponderanno che gli abitanti del quartiere non vengono molestati da nessuno, anzi sono in qualche modo protetti.

La camorra è un’organizzazione che si adatta al territorio e cerca di circondarsi di vari anelli protettivi che spaziano dalla collusione alla simpatia opportunista. E’ solo una delle tante facce della piovra, una delle infinite maschere che indossa. Ma di chi è la colpa di tutte queste chance lasciate ai criminali? La colpa è di chi non ha fatto il suo dovere, di chi ci lascia soli, di chi ci chiude le porte in faccia, di chi ci rifiuta un piccolo prestito, di chi dovrebbe essere il nostro alleato: lo Stato.

Quando lo Stato manca è come una nave che affonda, ci si aggrappa a quel che si trova.

Non sventolino tanto la bandiera della vittoria, se Zagaria è sfuggito per 15 anni alla cattura è solo perché la gente non crede nell’efficienza dello Stato, anzi spesso lo teme più di quanto tema la camorra.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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