Fantasmi senza anima – Solidarietà per i lavoratori Jabil


PRESIDIO LAVORATORI JABIL

Meravigliosa testimonianza di una lavoratrice, di una concittadina che lotta per un diritto fondamentale di tutti noi: il lavoro e la sua dignità. Lavoratori vittime di un sistema senza scrupoli, di uomini carnefici di questo sistema che non esitano un solo istante nel vendere le vite dei lavoratori italiani alla “concorrenza” cinese.

Fantasmi senza anima –

Resto davvero colpita dalle immagini che scorrono senza sosta nella mia mente,le immagini di una provocazione inutile che si poteva benissimo evitare e che nonostante tutta la buona volontà di chi crede di essere un passo avanti a noi non sortirà gli effetti desiderati. Non riesco a vedere la cattiveria da parte di chi stressato,umiliato,nell’attesa di uno straccio di spiegazione si vede ancora una volta beffeggiato da chi credendo di essere furbo e di passare per vittima cerca di screditare la nostra lotta fin troppo educata e signorile fino ad ora. Ci siamo anche sentiti dire che questo non sembrava nemmeno un presidio tanto era tranquillo ed educato.Siamo stati educati al rispetto, alla serietà, ai valori che forse sono stati dimenticati e che forse in un mondo spersonalizzato come quello in cui viviamo non sevono nemmeno a molto.

Se ascolti e cerchi di comprendere e di capire senza fare la voce grossa vieni giudicato privo di personalità, forse si dimentica che l’operaio di oggi non è l’operaio di tanti anni fa,forse si dimentica che avere tanta cultura e non aver conservato un bricciolo di anima serve davvero a poco, forse si dimentica che chi guarda e osserva comprende benissimo da che parte sta la ragione, forse si dimentica che non si può chiedere ai lavoratori ma nemmeno a qualsiasi essere umano di restare lucidi e sereni anche quando si perde la dignità del proprio lavoro.

Queste strane congetture non albergano nelle coscenze e nelle conoscenze di chi da sempre convive con le regole dell’altruismo, del rispetto per gli altri, dello svolgere il proprio dovere senza doversi svendere al peggior offerente.

Non volevamo chissà che,volevamo solo uno straccio di discorso da parte di chi i meeting aziendali li ha sempre organizzati e si è sempre preoccupato di segnare nel registro dei “cattivi”coloro che non vi prendevano parte, queste persone dovrebbero essere abituate a relazionare con i loro sottoposti ah scusate ho usato la parola persone quando loro non ci hanno mai considerato tali, ci hanno e ci continuano a lasciare nelle nostra disperazione. Non abbiamo granchè è vero ed a differenza di questi personaggi infondo tristi che credono di appartenere alla categoria degli intoccabili ma che forse non hanno ancora realizzato di essere soli al mondo poichè si circondano di connivenze, di rapporti costruiti e preconfezionati ,di illusioni che non gli riempiranno la vita.

Grazie a loro siamo disoccupati ma grazie a loro abbiamo anche perfettamente compreso cosa non vogliamo mai diventare,non vorrei mai avere un figlio che si vergognasse di me,di quello che sono, di come tratto male le persone,di come mi riempio la bocca di belle parole e di quanto poi a tutti gli effetti vivo calpestando le dignità altrui.

Dico ai miei colleghi che le loro testimonianze, i loro occhi pieni di lacrime, la loro rabbia sommersa, non sono elementi di cui provare vergogna ma che ancora una volta ed ancor di più hanno dimostrato quanto possediamo in più rispetto a soggetti freddi, scaltri, chiusi nell’apparenza delle loro vane esistenze, dico loro che il mostrare la preoccupazione per i loro figli, per le loro famiglie o per il progetto che volevano realizzare ma che non riusciranno a portare a compimento che sono delle grandi donne e dei grandi uomini, che devono essere fieri di se stessi e che non devono darsi per vinti.

Mi hanno privato dei miei sogni da quattro anni ormai, hanno reso le mie notti insonni,mi hanno massacrata di sensi di colpa e di inadeguatezza ma vado avanti e mai come ora tutto ciò che ho dentro ha voglia di emergere e di volare alto cosa che forse questi ispettori colombo in impermeabile non sanno più cosa voglia dire e di questo mi dispiace davvero per loro e lo dico senza nessuna retorica, credo che la pietà sia una cosa e quella riesco a provarla per chi sbaglia e si pente cercando di rendersi utile e di rimediare nonostante tutto ma la pena beh quella no fare pena a qualcuno credo sia davvero deleterio e per quello che può valere regalo a questi “esseri superiori” tutta la pena che provo per loro e mi auguro che quando il loro cuore si spezzerà in 325 piccoli pezzi abbiano qualcuno che gli stia accanto per fargli meno pesare le lacrime che hanno solcato i volti di chi nonostante tutto riesce ad avere l’umanità che forse non hanno mai posseduto loro.

Andiamo avanti ragazzi/e e sorridiamo sempre non quel ghigno sardonico che non ci appartiene ma a pieno viso perchè ciò che valiamo è nettamente superiore a quanto ci hanno voluto portare sterilemente a pensare. Testa alta, spalle diritte e avanti l’importante non è cadere ma come ci si rialza!!!

Un abbraccio speciale alle grandi persone di cui mi pregio di far parte.

Anna Lisa

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Informazioni su Barbara Ciocche

Mi chiamo Barbara Ciocche, vivo a Milano, ho 31 anni e sono una psicologa. Penso che la massima realizzazione per una donna sia quella di essere mamma. Redattrice del blog "Pensare Liberi". Esprimo le mie opinioni, racconto verità nascoste, oso andare oltre per il futuro...

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