E continueremo a chiamarlo un nuovo anno…


Il 2012 come si prospetta? Personalmente, entro nel quarto anno di sopravvivenza e niente è mutato.

Qualcuno che mi legge nella mia città, non condivide ciò che scrivo, ciò che penso e ciò che sento. Mi si rimprovera una durezza interiore, ma nessuno può intendere la mia rabbia profonda.

Un esempio è il cumulo dei rifiuti, carta, plastica, organico, che in questi giorni di feste vengono lasciati nei cassonetti per giorni. Si crea un inquinamento che può essere pericoloso per tutti e per me è deleterio.

Dire la verità in questo Paese è riservarsi delle contestazioni? Io mi interesso dei malati, di coloro che hanno avuto ingiustizie e di quelli che vogliono far sentire la propria voce. Se questa mia esperienza di vita così avventurosa mi ha permesso di esistere allora il problema è “come esistere”.

La vita continua è vero, ma io sono una persona diversa. Desidero lavorare, ma spesso mi aggredisce una stanchezza fisica che non riesco a controllare. Questa stanchezza è stata provocata dalle cure e non ho “il portaborse” che mi può aiutare. Al contrario ogni politico ha il suo portaborse, la segretaria e una serie di individui a disposizione. Io chi posso avere? La casta si è mai chiesta che le donne hanno un doppio lavoro, in casa e fuori casa? La casta sa che la malattia mi ha alterato lo “spiritus”? Sono molto legata alla corrente filosofica dell’Esistenzialismo e considero Seneca un suo precursore.

Il nostro Seneca ha affermato che “lo spiritus governa la coscienza” e ritengo che ognuno debba migliorare lo spiritus.

Ed ecco un nuovo anno con i soliti privilegi, con tasse da inventare, con visite fiscali inutili, con orari di lavoro stressanti, con impegni quotidiani faticosi, ma queste considerazioni ai politici non interessano!

Questi politici hanno il germe di quel partito che dal 1946 ad oggi ha creato il fenomeno del clientelismo, del voto di scambio, dei contatti con la mafia e colpisce dal nord al sud, dal Piemonte alla Sicilia. Perchè non diventiamo più giusti? E’ per caso un’utopia?

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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