I MEMBRI ITALIANI DELLA TRILATERAL COMMISSION E IL GRUPPO BILDERBERG


Non è un gioco per loro, non è un gioco per noi. I popoli occidentali sono da sempre in mano a questi criminali che odiano l’umanità da statuto. Ora che possiamo conoscerne i nomi dobbiamo ben imprimerli nelle nostre menti. Abbiamo appositamente inserito una foto a fianco di ogni “curriculum” per coloro che rappresentano l’Italia in questo sporco sistema di potere solo per pochi.

Mario Monti, Presidente del Consiglio del Governo italiano, presidente dell’Università Bocconi, ex membro della Commissione europea, Presidente onorario della Bruegel, un think tank filoeuropeista, Presidente europeo della Commissione Trilaterale e membro del Comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia.

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Marta Dassù, è Direttore Generale per le Attività Internazionali di Aspen Institute Italia e Direttore di  Aspenia, rivista di politica ed economia dello stesso gruppo di potere. Ha collaborato come consigliere per la politica estera con il Presidente del Consiglio dei ministri nel Governo D’Alema I e II e nel Governo Amato II, e con il gruppo di riflessione strategica del Ministero degli Affari Esteri. È stata direttore del CESPI, Centro Studi Politica Internazionale, ed è componente della Fondazione Italia USA. Scrive come editorialista su vari quotidiani e periodici tra cui il Corriere della Sera, Il Sole 24Ore e La Stampa.

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John Elkann, Presidente del gruppo FIAT S.p.A., della Exor e della Giovanni Agnelli e C. È inoltre presidente dell’Editrice La Stampa e di Itedi, membro del Consiglio di Amministrazione di Fiat Industrial, SGS, RCS MediaGroup, di The Economist e di Banca Leonardo. È membro dell’international Advisory Council del Brooking Institution, trustee del Museum of Modern Art (MoMa) e consigliere della Fondazione Italia-Cina. Ha fatto parte del comitato di presidenza di Confindustria, dimettendosi dopo l’abbandono di Fiat al gruppo “nell’interesse dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Associazione”. È inoltre vice presidente dell’Aspen Institute Italia e della Fondazione Giovanni Agnelli ed è tra i promotori della Scuola di Alta Formazione al Management Collège des Ingénieurs Italia.

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Pier Francesco Guarguaglini, è un dirigente d’azienda, presidente di Finmeccanica il maggior Gruppo industriale italiano nel settore dell’alta tecnologia (51.026 dipendenti, ricavi consolidati nel 2004 per 9,4 miliardi di euro). Il Gruppo è quotato alla Borsa di Milano ed opera nei seguenti settori: aeronautica, spazio, elicotteristica, difesa, trasporti, energia, servizi di information technology. Finmeccanica, inoltre, detiene una partecipazione indiretta in STMicroelectronics, terzo gruppo mondiale nel settore della microelettronica. Laureato in Ingegneria Elettronica all’Università di Pisa, Ph. D. in Ingegneria Elettrica all’Università della Pennsylvania, U.S.A., libero docente all’Università di Roma.

Durante la sua attività professionale ha ricoperto molteplici incarichi manageriali: direttore generale delle Officine Galileo, amministratore delegato di Oto Malera e Breda Meccanica Bresciana, responsabile del settore Difesa di Finmeccanica, presidente di Alenia Marconi System, amministratore delegato di Fincantieri. Attualmente è membro dell’I.E.E.E., The Institute of Electrical and Electronics Engineers (U.S.A.), della Giunta e del Consiglio Direttivo di Confindustria, della Giunta e del Consiglio Direttivo di Assonime. del Comitato Consultivo SACE, del Board del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti, Membro italiano del Direttivo della Fulbright Commission e Presidente di Promostudi-Università della Spezia.

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Federica Guidi, è una imprenditrice italiana, dal 2008 Presidente dei giovani imprenditori di Confindustria. E’ Amministratore delegato e Vice-Presidente dell’azienda di famiglia DUCATI Energia, Membro del Consiglio di Amministrazione della DUCATI Energia Group.

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Enrico Letta, ha alle spalle un percorso umano e formativo all’insegna dell’Europa. Dall’infanzia a Strasburgo – dove frequenta la scuola dell’obbligo – alla laurea in Diritto internazionale all’Università di Pisa. Sempre a Pisa consegue il dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee alla Scuola Superiore “S. Anna”. A 25 anni è presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo. Nel 1990 conosce Beniamino Andreatta e diventa ricercatore dell‘Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nello stesso anno il primo contatto con le istituzioni. Segue infatti Andreatta, come capo della sua segreteria, al Ministero degli Esteri, nel governo Ciampi. Proprio Ciampi lo chiama nel 1996 al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l’euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito popolare italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D’Alema, diventa a 32 anni ministro per le Politiche Comunitarie. È il più giovane ministro della storia repubblicana e batte Andreotti, ministro a 35 anni. Nel 2000 è ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato nel secondo governo D’Alema. Incarico che conserva, con il governo Amato, per il quale è anche ministro del Commercio con l’Estero fino al 2001. Nel 2001 diventa deputato per la prima volta e s’iscrive alla Margherita. Nel giugno 2004 rassegna le dimissioni dalla Camera e, da capolista dell’Ulivo, viene eletto deputato europeo per la circoscrizione Italia Nord-Est. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e tra il 17 maggio 2006 e l’8 maggio 2008 è sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi. Nel 2007 si candida alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l’11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista PD nella Circoscrizione Lombardia 2, viene eletto alla Camera dei Deputati.  Poche settimane Walter Veltroni lo chiama a far parte del governo ombra del PD in qualità di responsabile Welfare. Nel 2009, in occasione del Congresso del Partito democratico, decide di appoggiare Pier Luigi Bersani e la mozione che lo sostiene. Il 9 novembre 2009 – dopo le primarie che eleggono Bersani segretario nazionale – viene nominato dall’Assemblea nazionale, ad amplissima maggioranza, vicesegretario unico del Partito Democratico. Dal 2004 è vicepresidente di Aspen Institute Italia. Ha svolto attività di insegnamento e di ricerca presso la Scuola superiore S. Anna di Pisa e l’Haute Ècole de Commerce di Parigi. Nel 2005 fonda veDrò, nel 2007 l’Associazione TrecentoSessanta.

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Carlo Pesenti, membro del Consiglio di Amministrazione di Mediobanca S.p.A., Direttore Generale, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo di Italmobiliare S.p.A., Consigliere Indipendente di Ambientale Sgr, Consigliere Delegato e Membro del Comitato Esecutivo di Italcementi S.p.A., membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo di RCS Media Group S.p.A. e Vice Presidente di Ciments Français S.A.. Inoltre è membro del CdA e del Comitato Remunerazioni di Unicredit. e Si è laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano e ha conseguito il Master in Economia e Management all’Università Bocconi.

E’ stato anche Co-Presidente del Business Council Italo-Egiziano, Consigliere di Sesaab S.p.A., Vice Presidente di SEB, Vice Presidente di BravoSolution S.p.A. (da giugno 2000 a febbraio 2008), Co-Presidente di CSI (Cement Sustainability Iniziative) nell’ambito del WBCSD (World Business Council for Sustainable Development); Membro della Giunta di Confindustria, membro della Giunta dell’Unione Industriale di Bergamo, membro del Comitato Esecutivo del WBCSD – World Business Council for Sustainable Development, membro del Consiglio di Amministrazione di Banche Popolari Unite S.r.L.; Presidente di Intertrading S.r.L., Consigliere di Italgen S.p.A., membro del Consiglio di Sorveglianza di KM Europa Metal AG, Direttore di Essroc e Consigliere e Vice Presidente della Gazzetta del Sud – Calabria.

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Luigi Ramponi, Generale dell’Esercito italiano, è stato Comandante Generale della Guardia di Finanza e direttore del SISMI. Appartiene al ristretto novero dei padri fondatori di Alleanza Nazionale poi inglobata dal Pdl, è stato membro sia della Camera che del Senato, nonchè membro della 4ª Commissione permanente (Difesa) e della Commissione consultiva per la concessione di ricompense al valore e al merito civile.

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Gianfelice Rocca, presidente del Gruppo Techint, composto dalle società Tenaris, Ternium, Tenova, Techint E&C, Tecpetrol e Humanitas. Riconosciuto tra i leader mondiali nei settori della siderurgia, energia e infrastrutture, il Gruppo ha generato nel 2010 un fatturato di 19 miliardi di dollari con il contributo di 54.000 persone. Negli anni Novanta fonda l’Istituto Clinico Humanitas (di cui oggi è Presidente), ospedale policlinico tra i più riconosciuti d’Europa, centro internazionale di ricerca e didattica, case di management dell’Università di Harvard. Attualmente è inoltre vice presidente di Confindustria con delega all’Education e siede nei Board di Brembo SpA, Allianz SpA, Buzzi Unicem e Istituto Italiano di Tecnologia. A livello internazionale è membro dell’European Advisory Board della Harvard Business School, del comitato esecutivo di Aspen Institute e dell’Advisory board di Allianz Group. Impegnato in attività sociali e di beneficenza, presiede la Fondazione Rocca e la Fondazione Fratelli Agostino ed Enrico Rocca. Nel 2009 gli viene conferita la laurea “ad honorem” in ingegneria Gestionale dal Politecnico di Milano. Nel 2010 riceve dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano il “Premio Leonardo 2009” per il contributo al rafforzamento della proiezione internazionale dell’Italia nei settori della siderurgia, energia e infrastrutture. È laureato “cum laude” in fisica all’Università di Milano e ha completato gli studi alla Harvard Business School di Boston.

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Marcello Sala, Consigliere di Gestione di Intesa Sanpaolo dalla data di costituzione, nel 2007, e Vice Presidente Vicario dal 2010; in questa veste ha ricevuto dal Consiglio di Gestione l’incarico di sviluppare le relazioni internazionali e seguire i progetti di internazionalizzazione del Gruppo. All’interno di Intesa Sanpaolo, è anche membro del Consiglio di Amministrazione di AlexBank S.A.E. (Egitto) ed ha ricoperto le cariche di membro del Consiglio di Amministrazione di Banca IMI S.p.A., membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo di IMI Fondi Chiusi SGR S.p.A.. Dopo le lauree in Economia e Commercio ed in Scienze Politiche conseguite presso l’Università Cattolica di Milano, inizia il suo percorso professionale nel private equity come analista finanziario presso Advance (Gruppo LBO), di cui diventa Direttore Generale nel 1997. Dal 1998 al 2000 ricopre la carica di Senior Manager presso Medinvest, società specializzata in merchant banking. Nel 2000 è nominato Chief Financial Officer del tour operator Last Minute Tour; dal 2001 al 2005 è Managing Director del fondo di private equity The Oak Fund. Fino al 2009 è Senior Investment Advisor Alternative Assets presso EIF. Dal 2008 è membro del Comitato Strategico presso il Ministero degli Affari Esteri per lo sviluppo all’estero degli interessi nazionali in economia, che si occupa principalmente di globalizzazione e presenza di fondi sovrani nelle società italiane. Dal 2008 è membro del Consiglio di Amministrazione di Banca ITB S.p.A..
E’ membro della Trilateral Commission, del International Council del Bretton Woods Committee (Washington) e del Consiglio Direttivo di Diplomatia.

*Ferdinando Salleo, Vice Presidente di Mediocredito ed ex Ambasciatore italiano negli Stait Uniti.

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*Carlo Secchi, Professore ordinario di Politica economica europea. Rettore dell’Università Bocconi dal 2000 al 2004. Direttore dell’ISLA – Istituto di studi latino americani e dei paesi in transizione. E’ stato in aspettativa dal 1994 al 1999 per mandato parlamentare (Senato della Repubblica e Parlamento Europeo). E’ stato Prorettore dell’Università alle questioni afferenti alla didattica e formazione (corsi di laurea e post-laurea) e alle relazioni internazionali. E’ stato direttore del corso di perfezionamento in Economia del turismo. E’ stato vice-presidente della CEMS (1988-1993) ed è stato presidente dal 1990 al 1993 dell’European Association of Development Research and Training Institutes (EADI). E’ vicepresidente dell’Associazione Universitaria di Studi Europei (AUSE). Ha svolto attività tecnico-scientifica per enti pubblici e organismi internazionali. Partecipa agli organi direttivi di fondazioni a carattere tecnico-scientifico. E’ stato ricercatore presso il Netherlands Economic Institute di Rotterdam (1970/72) e visiting professor presso la Erasmus University di Rotterdam (1978), la HEC di Parigi (1988-1990), la Wirtschaft Universität di Vienna (1991) e il Centre for European Studies della Chulalongkorn University di Bangkok (1999). Ha insegnato presso le Università di Milano, Sassari e Trento, dove ha diretto il Dipartimento di Economia.

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Maurizio Sella, presidente di Banca Sella Holding SpA, capogruppo del Gruppo Banca Sella, di Banca Sella SpA, di Banca Patrimoni Sella e C., di Sella Servizi Bancari S.c.p.a. e della Maurizio Sella S.A.A., holding di famiglia. Oltre ad essere membro del Comitato esecutivo di ABI dal 1981, è consigliere della Federazione ABI-ANIA dal 2008, consigliere della “Compagnie Financière Martin-Maurel” di Marsiglia dal 1993 e consigliere dell’Associazione per le Aziende Famigliari dal 1994. Fa parte del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti dal 1990 e del Board dello stesso dal 1999, nonché del Gruppo Italiano della Trilateral Commission dal 1999 e dell’Institut International d’Etudes Bancaires dal 2000. È presidente dell’AIdAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari) dal 2007. È nel Consiglio di Amministrazione dell’Associazione fra le Società Italiane per Azioni dal 2003, della Toro Assicurazioni SpA dal 2003, di Buzzi Unicem dal 2000 e di Alleanza Toro dal 2009. Conseguita nel 1965 la laurea in economia e commercio all’Università di Torino, nel 1966 inizia a lavorare presso la Banca Sella, dove percorre tutte le tappe della carriera fino alla carica di CEO che ricopre per 30 anni dal 1974 al 2004. Molto attiva è stata la sua presenza nelle organizzazioni di categoria del sistema bancario, particolarmente in ambito ABI, dove ha ricoperto le seguenti cariche: referente al Comitato Esecutivo e al Consiglio su tutte le problematiche relative al Sistema dei Pagamenti dal 1987 al 1998, vice presidente dal 1996, presidente dal 1998 al luglio 2006. Ha inoltre guidato la “Delegazione ABI per le trattative in tema di lavoro e occupazione” dal 1998 al 2006. È stato presidente della Fédération Bancaire de l’Union Européenne dall’ottobre 1998 all’ottobre 2004, poi consigliere fino a settembre 2006, membro italiano al PSSG (Payment System Steering Group) presso la Fédération Bancaire de l’Union Européenne dal 1992 al 1997, membro in rappresentanza dell’Italia al PSTDG (Payment System Technical Development Group), gruppo di lavoro della Commissione Europea dal 1992 al 1997, presidente della SIA (Società Interbancaria per l’Automazione) dal 1988 al 1999, consigliere del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi dal 1998 a luglio 2006, presidente dell’APAF (Associazione per le Aziende Familiari) dal 1994 al 1999, presidente dell’Ente Einaudi dal 2005 al 2007.

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Stefano Silvestri, Presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) dal 2001. E’ editorialista de Il Sole 24 Ore dal 1985. È stato Sottosegretario di Stato alla Difesa (gennaio 1995 – maggio 1996), consigliere del Sottosegretario agli Esteri incaricato per gli Affari Europei (1975), e consulente della Presidenza del Consiglio sotto diversi governi. Ha svolto e svolge lavoro di consulenza sia per il Ministero degli Esteri che per quelli della Difesa e dell’Industria. Come giornalista professionista, è stato anche inviato e notista del Globo (1982), membro del comitato direttivo de l’Europeo (1979), collaboratore di numerosi quotidiani nazionali sui temi di politica estera e di difesa. E’ stato anche docente sui problemi di sicurezza dell’area mediterranea, presso il Bologna Center della Johns Hopkins University (1972-76) e ha lavorato (1971-72) presso l’International Institute for Strategic Studies di Londra. E’ membro del Consiglio d’Amministrazione della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD)

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Marco Tronchetti Provera, imprenditore e dirigente d’azienda italiano, presidente della Pirelli&C., della Prelios, della Pirelli Tyre, della holding GPI (Gruppo Partecipazioni Industriali), della Marco Tronchetti Provera & C. Sapa; E’ presidente esecutivo della holding Camfin e Vice presidente di Mediobanca. E’ membro dell’Esecutivo di Confindustria, del CdA (rappresentante dell’Ente Fondatore Istituto Javotte Bocconi) dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, del CdA RCS quotidiani, del CdA Cai, del CdA Eurostazioni e del Cda della squadra di calcio Internazionale FC. Con i suoi 5,664 milioni di euro di stipendio annuo è considerato il terzo manager italiano più pagato.

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Franco Venturini, giornalista, storico commentatore per gli affari esteri del Corriere della Sera

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*Comitato esecutivo

Insomma un bel calderone di personalità di spicco del panorama politico, finanziario e mediatico italiano. Queste persone decido in gran segreto i destini delle nostre nazioni, si prendono il nostro futuro e lo plasmano a proprio uso e consumo. Ci fanno credere in una democrazia fasulla, ci mettono l’uno contro l’altro in nome di ideologie inventate da loro, ci indottrinano nelle loro scuole e ci dicono come dobbiamo comportarci e cosa comprare per essere i più conformisti possibile. Veicolano le nostre coscienze e ci distraggono quotidianamente. Ci hanno reso schiavi, e noi di questo non ne siamo consapevoli, per cui c’è una certa fierezza nel mostrare in pubblico il proprio rango di schiavitù e i marchi identificativi del nostro status sociale. Siamo schiavi e fieri di esserlo, è questa la grande tragedia.

Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo“, scriveva Goethe. Io vi dico che cambiare padrone non è sinonimo di libertà, dobbiamo porre fine a questa illusione e capire realmente cosa si cela dietro le quinte di questa quieta e artificiosa apparenza. Il Governo Monti è un governo fantoccio, messo li dalle alte sfere per sfruttare a proprio vantaggio il tracollo del paese Italia.

Problema-Reazione-Soluzione, è la solita tattica usata dai mondialisti per raggiungere i propri scopi. Creano una crisi, aspettano la reazione (già prevista) della popolazione, e poi propongono (impongono?) la loro soluzione. La democrazia non esiste cari lettori, è ora che ne prendiamo coscienza e la sovranità italiana è in mano ad organi sovranazionali che tutto fanno, fuorchè gli interessi della collettività. La Stato italiano sta per abdicare la propria governance ai poteri mondiali. Tutto secondo i piani.

Vi lascio con le parole Brzezinski, ideatore e co-fondatore della Commissione Trilaterale, tratte da un suo libro del 1971 “Tra due età: il ruolo degli Stati Uniti nell’era tecnotronica” che dice così:

“La Nazione-Stato come unità fondamentale della vita dell’uomo organizzata ha cessato di essere la principale forza creativa: Le banche internazionali e le corporazioni transnazionali sono ‘ora’ attori e pianificatori nei termini in cui un tempo erano attribuiti i concetti politici di stato-nazione” .

E’ la fine degli Stati-nazione, delle sovranità nazionali come le abbiamo conosciute e del ruolo dello Stato nella società.  Quello che si vuole è un mondo governato dalle banche e dalle corporazioni transnazionali. Una vera e propria dittatura del capitale.

Questo è quello che veramente sta succedendo.

Italo Romano

Linkografia:

Bibliografia:

  • Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale – Marcello Pamio – MacroEdizioni
  • Massoneria e sette segrete – Ephipanius – Controcorrente
  • Il club Bilderberg – Daniel Estulin – Arianna Editrice
  • Il Governo Mondiale e la Controchiesa – Virion – Controcorrente

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9 commenti su “I MEMBRI ITALIANI DELLA TRILATERAL COMMISSION E IL GRUPPO BILDERBERG”

  1. Nicastro Damiano Dice:

    Nel loro povero modo di influenzare il destino dell’umanità, questi della TRILATERAL COMMISSION E GRUPPO BILDERBERG, sprofonderanno nel vuoto eterno del buio e della solitudine.
    La luce è per quanti si adoperano per una corretta informazione ed il rispetto degli individui.
    Arriva il momento per ognuno di noitutti di guardarsi dentro. Quanto è bello non avere simili pesi.

    Dottor Corrado Passera non dimentichi che la Signora Campo Innocenza Maria aspetta da Lei pubbliche spiegazioni sul perchè e per quale oscuro motivo avete nascosto alla Magisratura di Ragusa il Borsino Azionario Bav acceso con Banca Intesa con sede in Parma, Via Langhirano 1, e il c/c 10/645629 dei quali si sono perse le tracce in Intesa San Paolo di cui Lei era Amministratore Delegato?
    Come fanno tutti gli Italiani a fidarsi delle banche se dopo questi gravissimi fatti Lei non riferisce pubbliche spiegazioni a tutti?
    Ragusa è conosciuta nel mondo anche per la bellissima serie televisiva del Commissario Montalbano del Maestro Andrea Camilleri e del bravissimo attore Luca Zingaretti dove regna la Giustizia e la legalità, e Lei Dottor Corrado Passera anche per rispetto a questi grandi personaggi, deve chiarirecosa è successo al c/c 10/645629.

    Rispondi

  2. alberto Dice:

    l’origine di tutto ciò si perde nella notte dei tempi: bene che ci sei arrivato, ma pensi che resteremo solo laterali?

    Rispondi

  3. Franco Rosi Dice:

    Non è male l’idea che ci sia una entita’ superiore a governare questo povero mondo terrestre. Ma questi rappresentati del Vaticano, delle banche, dei gruppi di potere industriali, dei massoni, degli ebrei e………. Sono una garanzia per i loro “sudditi”? Questi “super” sono di fatto incontrollati.
    Per vivere in pace, in sicurezza, ci rimane soltanto credere nell’aldilà che con tutti i suoi infiniti poteri, può garantirci che questo pruppo di potere lavori per il bene dell’umanità e, perchè no, dell’universo.
    Purtroppo- in questo ultimo decennio – quei risultati di giustizia umanitaria tanto attesi, non si sono fatti vedere.
    Come facciamo a crederci a questa trilaterale comision, ai circoli Bilderbeger, ai club bilderberger , alla asociacion Bilderbeger. Dalle loro foto questi personaggi, danno fiducia. Ci vorrebbe qualche cosa in più, per credere in questo super potere. Che cosa? Che questi personaggi , giochino a “carte scoperte”. Forse è troppo ?
    Franco Rosi

    Rispondi

  4. Nicastro Damiano Dice:

    Questi personaggi vogliono solo il potere, se ne sbattono alla grande dei bisogni delle persone. Questi sono il cancro maligno che nessuno vuole o vorrebbe mai avere, la copia del demonio perché vanno contro gli interessi dell’umanità. Di certo non hanno nulla a che vedere con Dio, la spiritualità e il bene!

    Rispondi

  5. carlo tompetrini Dice:

    Queste entità,sono sicuramente soggetti al principio lineare,come tutti noi e per quanti sforzi facciano,devono tenerne conto,come il sottoscritto ,che è un semplice cittadino.Ci sono,in una forma particolare,d’aiuto,in quanto svelano l’aspetto negativo dell’uomo ,nel suo essere limitato perché si incancreniscono nell’egoismo,del pensiero unico.

    Rispondi

  6. lory Dice:

    Satanisti membri gruppo new world order amano satana

    Rispondi

  7. onceww Dice:

    non diciamo cose senza senso…è inutile negare la realtà e poi chiedersi il perchè di certe cose…l’economia è tutto tranne che lineare…ma poi anche satana e che cavolo. amano il potere, se lo individuate meramente in satana siamo freschi. una domanda allora: chi è pro e chi contro l’europa?

    Rispondi

  8. onceww Dice:

    ahhaah nicastro nella tua visione pura della realtà sei assolutamente esilarante…ma come si fa a chiedere dove sono finiti i soldi????ma sveglia orsù dunque

    Rispondi

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  1. Trilateral Commission | - 16 agosto 2017

    […] Molti membri del Gruppo Bilderberg fanno anche parte della Trilateral Commission o Commissione Trilateral, che riunisce le persone più influenti di Europa, Nord America e Sud Est Asiatico. Per evitare fraintendimenti, prima di analizzare attentamente COSA realmente è la Commissione Trilaterale, vi cito solo alcuni degli italiani che ne fanno parte: ■ Romano Prodi ■ Mario Monti ■ Enrico Letta ■ John Elkann (Fiat) ■ Pier Francesco Guarguaglini (Finmeccanica) ■ Federica Guidi (Ducati Energia) ■ Maurizio Sella (Pres. Banca Sella Holding Spa) ■ Marco Tronchetti Provera (Pirelli) ■ Marta Dassù (Direttore di Aspenia) ■ Carlo Secchi (Direttore dell’ISLA) ■ Franco Venturini (Corriere della sera) ■ Stefano Silvestri (Il Sole 24 Ore) ■ Ferdinando Salleo (Vice Presidente di Mediocredito) ■ Marcello Sala (Intesa Sanpaolo) ■ Gianfelice Rocca (Gruppo Techint) ■ Luigi Ramponi (Generale dell’Esercito italiano) ■ Carlo Pesenti (Mediobanca) La Commissione Trilaterale, o ellitticamente la Trilaterale (in inglese Trilateral Commission), è un gruppo di studio (think tank) non governativo e non partitico fondato il 23 giugno 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti e notabili, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. La Trilaterale conta come membri più di trecento privati cittadini (uomini d’affari, politici, intellettuali) provenienti dall’Europa, dal Giappone e dall’America Settentrionale, e ha l’obiettivo di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree (di qui il nome). Ha la sua sede sociale a New York. L’organizzazione fu fondata a motivo del declino, in quegli anni, dell’influenza del Council on Foreign Relations, un precedente gruppo di studio americano di politica estera, le cui posizioni sulla guerra del Vietnam erano divenute impopolari. Tra gli scopi che la commissione si propone c’è quello di facilitare la cooperazione internazionale nella convinzione della crescente interdipendenza tra gli Stati. La lista dei membri è pubblicata ogni anno. I membri della commissione provengono dalle tre aree geopolitiche di Europa, Asia ed Oceania e America Settentrionale. Il numero dei membri provenienti da ognuna delle tre zone è tale che la rappresentanza di tali zone è, in proporzione, sempre la stessa. I membri che ottengono una posizione nel governo del loro paese lasciano la Commissione. COMPOSIZIONE Al 2012 il Nord-America è rappresentato da 120 membri (20 canadesi, 13 messicani e 87 statunitensi), l’Europa da 170 membri (di questi 20 sono tedeschi, 18 italiani, francesi e britannici, 12 spagnoli, mentre i restanti Stati hanno tra 1 e 6 rappresentanti). L’area dell’Asia Pacifica è rappresentata da 117 membri: 75 giapponesi, 11 sudcoreani, 7 australiani e neozelandesi e 15 dai paesi ASEAN. Nel 2011 la Trilaterale ha ammesso alle proprie riunioni anche rappresentanti di Cina ed India. DIREZIONE E ORGANIZZAZIONE La struttura direzionale riflette le tre aree geografiche da cui provengono i membri: un gruppo europeo (Unione Europea), un gruppo nordamericano (Stati Uniti, Canada e Messico) e uno asiatico-pacifico (Giappone, Corea del Sud, ASEAN, Australia, Nuova Zelanda, Cina e India). Ogni gruppo ha una propria presidenza, il cui gabinetto è composto da un Presidente (Chairman), due Vice-Presidenti (Deputy Chairmen) e un Direttore generale (Director). La leadership è collegiale. Le tre Presidenze sono affiancate da un Comitato esecutivo (Executive Committee). Il compito dei presidenti e vice-presidenti è quello di selezionare gli argomenti da discutere nei meeting, di organizzarli, coordinarli e presiederli. IL VERO VOLTO DELLA TRILATERALE. I “POTERI FORTI” AL DI SOPRA DEI GOVERNI. In occasione della riunione della Commissione Trilaterale a Milano dell’11 novembre 2000, l’Associazione “Giovane Padania” ha organizzato a Palazzo Marino una Conferenza Stampa di contro-informazione cui ha partecipato Maurizio Blondet, scrittore, giornalista di Avvenire ed esperto di queste tematiche. La Trilateral Commission è una filiazione del Council on Foreign Relations (CFR), nato nel 1921 con il finanziamento di potenti banchieri quali John Davison Rockefeller, Paul Warburg, J.P. Morgan, Jacob Schiff, Bernard Baruch allo scopo di contrastare l’isolazionismo in cui gli Usa minacciavano di chiudersi dopo la Grande Guerra. Tutti i grandi ministri degli esteri americani sono stati assunti prima da Rockefeller per lavorare in questo gruppo che elabora progetti storici politici economici per disegnare gli scenari futuri in cui si muoverà l’America. Clamoroso il caso del 1939 in cui il CFR fece uno studio interessantissimo che spiegava perché l’America doveva entrare in guerra: se la Germania avesse occupato la Russia, si sarebbe formato un insieme economico autosufficiente a cui gli Stati Uniti non avrebbero più potuto vendere niente. La stessa cosa se il Giappone avesse occupato la Cina. Questo progetto fu poi presentato alla Casa Bianca e la convinse a far entrare in guerra gli Stati Uniti, per un fatto puramente economico, non c’era nessun giudizio morale sul nazismo, c’era solo la convenienza per l’America a mantenere il mondo aperto alle sue merci. La cosa strana fu che tutto il CFR fu assunto dalla Segreteria di Stato Usa (ministero degli esteri) durante tutta la guerra; tutto il personale politico del presidente Franklin D. Roosevelt proveniva dal CFR. Da allora nulla è mai cambiato perché quasi tutti i presidenti americani hanno avuto un ministro degli esteri che veniva dal CFR cioè da un ente privato, una fondazione culturale che non paga le tasse, pagato dalla famiglia Rockefeller ossia la Chase Manhattan Bank e la Standard Oil. La Trilaterale nasce nel 1973 all’interno del CFR allo scopo – secondo le parole di Zbigniew Brezinsky che materialmente la creò, con i soldi di Rockefeller – di “controllare la democrazia”, perché la democrazia deve essere funzionale ai grandi interessi capitalistici privati. Brezinsky crea questa associazione, che non è propriamente una società segreta ma un gruppo di pressione, una lobby, una super-lobby, in un modo che in America è accettato e che anche qui esiste, anche se in modo meno chiaro. I politici eletti spesso sono persone mediocri che non hanno idee né progetti: saliti al potere sono grati a chi glieli offre. Queste istituzioni hanno fior di professori in grado di elaborare molti progetti. È in questi ambienti che è nata l’idea dell’Europa come è stata sviluppata fino ad ora, cioè un’Europa non democratica fatta da burocrati. Prima ancora della Trilaterale, il CFR formò l’idea del Piano Marshall e affidò la distribuzione del denaro del Piano Marshall, di cui gli europei avevano estremo bisogno, a una persona che nessuno conosceva ma che loro conoscevano perché era un loro uomo – Jean Monnet, non a caso un grande nemico di De Gaulle – per fare l’Europa burocratica governata da questi poteri e sostanzialmente nell’interesse delle multinazionali. In Italia, per esempio, l’uomo di questo giro era Ugo La Malfa (padre di Giorgio). Alcide De Gasperi una volta disse, dopo aver estromesso i comunisti dal Governo, che La Malfa non si poteva estromettere altrimenti non sarebbero arrivati i soldi del Piano Marshall. Quindi il PRI di La Malfa con il 3% contava moltissimo: è sempre stato il partito di Mediobanca, di Agnelli, perché ha dietro questo gruppo di potere fortissimo. Fortissimo e molto intelligente. Adesso la Trilaterale viene qua a dirci di accelerare la costruzione di questo disegno dell’Europa, di Stati Uniti d’Europa. Il discorso è lo stesso che da settimane sta facendo (perché ne ha ricevuto l’ordine) il nostro amato Presidente della Repubblica, colui che ha cambiato la bandiera italiana con quella strana bandiera che ha una losanga e la ruota dentata, che è un simbolo della massoneria e serve a far capire che in Italia comanda la massoneria, che è l’Italia massonica collegata ai più grandi poteri massonici che parla. I simboli contano moltissimo per i massoni. Questo signore come ricorderete “salvò la lira” quando era Governatore della Banca d’Italia facendo spendere allo Stato italiano 60.000 miliardi senza riuscire a salvarla e qui apro una parentesi: il banchiere centrale della Thailandia per aver tentato la stessa operazione è stato messo sotto processo, invece il banchiere centrale d’Italia è diventato Presidente della Repubblica dopo aver fatto perdere al nostro paese la cifra pazzesca di 60.000 miliardi… è diventato un benemerito… Del resto quando c’è di mezzo la ruota dentata nessuno viene mai messo sotto processo, come Badoglio che doveva essere fucilato e non lo fu. La Trilaterale dunque vuole accelerare il processo di “europeizzazione”, ma questo non è un buon momento per lei, perché il processo si è bloccato. Alcuni dei loro progetti e delle loro previsioni non si sono verificate. Per esempio, uno dei loro, Tomaso Padoa-Schioppa che è il creatore dell’euro, una moneta fantasma, aveva scritto chiaramente che bisognava fare l’euro così, una volta divenuto una moneta fortissima, provocherà “crisi economiche asimmetriche” in tutta Europa tali per cui gli europei ci chiederanno in ginocchio di fare il Governo Unico Europeo, cioè di fare l’unificazione politica dopo quella economica-monetaria. La previsione di Padoa-Schioppa non si è avverata, anzi avviene il contrario: l’euro sta crollando e questo indebolisce molto il progetto di lor signori, tant’è vero che si comincia a dire che è vietato parlarne nei giornali, ma qualcuno comincia ad avere un certo disagio e a chiedersi che cosa mai ci stiamo a fare in Europa. C’è un altro fenomeno che li preoccupa davvero moltissimo: è l’emergere nella nostra Europa di uomini politici che loro non hanno scelto. Questi politici che emergono dal popolo per loro hanno un nome comune: “populisti”, che in America significa quasi fascisti, è proprio una brutta parola, per loro sarebbe più accettabile un politico pedofilo di uno populista. I politici populisti vogliono politiche popolari, a favore del popolo e non dei capitali finanziari e dunque sono “cattivi”. Con il “caso Haider” hanno commesso un altro errore: è così grande la loro paura che persino il capo di una piccola provincia di montagna è stato presentato improvvisamente come un Hitler (cosa che sul piano storico è assurda) e ha subìto l’ostracismo di tutti i capi di stato europei (non dell’Unione Europea ma dei singoli Stati), come se tutti avessero ricevuto un ordine, cosa che in effetti è avvenuta: hanno ricevuto una telefonata da Washington o da qualche altro fanatico della Trilaterale e hanno detto che Jörg Haider è nazista, antisemita (prima o poi ogni politico populista a sentire loro diventa antisemita), eccetera, e quindi bisogna bloccarlo. Così facendo, i politici hanno anche scoperto il loro gioco in modo impressionante, tanto è vero che il capo europeo della Trilaterale, Otto Von Lambsdorf, in un articolo apparso sui giornali del loro regime, l’Herald Tribune, Washington Post, eccetera, ha detto che le misure adottate contro l’Austria sono state un “errore politico”. Infatti l’Europa unita che loro sognano è quella in cui la gente è rassegnata ad adattarsi ai loro piani. Invece il caso Haider ha fatto paura in molti piccoli paesi: la Svizzera si chiede se vale la pena di entrare in un’Europa che le dice chi e come deve votare; la Danimarca ha fatto lo stesso discorso e ha votato ancora una volta contro questo disegno di Europa. La “carta dei diritti” è un esempio di come loro vogliono l’Europa: suddita di un gruppo di 60 persone tra cui c’è Stefano Rodotà – un altro che non viene mai eletto da nessuno, ogni tanto si presenta alle elezioni ma nessuno lo elegge, nemmeno i suoi parenti – uno che poi troviamo “Garante della privacy” per 500 milioni l’anno in un ufficio che non ha mai fatto nulla, né di buono né di cattivo. Questi “grand commis” sono pagati da noi contribuenti, sia chiaro! I miliardi che prende Carlo Azeglio Ciampi – pagato il triplo del presidente Usa – sono soldi del contribuente, non li guadagna certo da sé. Il suo segretario, Gaetano Gifuni, prende un miliardo l’anno. Io come italiano non ho nessun bisogno di Gifuni. Il potentissimo addetto stampa di Ciampi, Arrigo Levi, è un membro molto influente della Trilaterale: è molto più importante di Ciampi sul piano internazionale e anzi in realtà è il suo controllore. In questo scenario cade l’appuntamento del Vertice di Nizza, programmato per tempo all’indomani delle elezioni presidenziali americane. in cui la Trilaterale doveva venirci a cantare le lodi degli Stati Uniti che seguono le loro direttive: hanno un forte presidente eletto in modo splendido, hanno una borsa in rialzo, hanno dieci anni di crescita economica, non ci sono crisi né instabilità politica… ed eccoli invece in questa situazione che incute loro una paura spaventosa: c’è vuoto di potere a Washington che dura da giorni e rischia di durare ancora molti giorni o settimane, se non dei mesi; la Borsa di New York invece sta calando e la cosa li spaventa ancora di più perché il calo della Borsa di New York può provocare il caso dello “scenario-catastrofe”. Dovete sapere che la Trilaterale il 15 luglio scorso ha fatto a New York una riunione in cui hanno simulato al computer il crollo della gigantesca bolla speculativa finanziaria che c’è a New York che ammonta alla cifra astronomica di 300 milioni di miliardi di dollari di esposizioni varie, un enorme debito che nessuno può pagare, basti pensare che tutto il PIL dell’Unione Europea non arriva a 7 milioni di miliardi di dollari. Quei soldi non ci sono, sono soltanto impegni di pagamento, sono delle specie di cambiali speculative che nessuno pensa di cambiare mai. Se crolla quella borsa si forma un risucchio gigantesco che azzera tutti i nostri conti correnti. Loro hanno il terrore di arrivare alla crisi, che loro prevedevano già da luglio, in un vuoto di potere che non possono controllare. Se scoppia questa crisi finanziaria staremo malissimo tutti, ma anche i loro progetti di interdipendenza globale diventano irrealizzabili a breve: possono sorgere i nuovi populismi che loro temono moltissimo, non sapranno rendere ragione del disastro alle popolazioni che hanno seguito i loro progetti, magari chiederanno a Ciampi dove sono le meraviglie dell’euro. La crisi della Borsa di New York può essere come quella del 1929, mina la loro credibilità e soprattutto mina l’interdipendenza economica che è rovinosa in tempi di crisi, perché la gente non ha da mangiare. Nei periodi di crisi economica è invece utile l’autosufficienza, se non l’autarchia. In America entrambi i partiti fanno un programma di emergenza nazionale proprio per la crisi, perché vedrete che prima o poi finirà così. Insomma oggi la Trilaterale è a Milano, nessuno sa cosa si stanno dicendo (si riuniscono a porte chiuse e le loro decisioni si conoscono anni dopo che sono state prese), però è presumibile che siano qui a parare questo colpo in una situazione difensiva. CRONOLOGIA DEI PRESIDENTI Presidenti del gruppo europeo ■ Jean-Claude Trichet (dal 2011) ■ Mario Monti (2010-2011) ■ Peter Sutherland (2001-2010) Honorary European Chairman ■ Otto Graf Lambsdorff (1992-2001) Honorary European Chairman ■ Georges Berthoin (1976-92) Honorary European Chairman ■ Max Kohnstamm (1973-76) Founding European Chairman Presidenti del gruppo nordamericano ■ Joseph S. Nye, Jr. (dal 2008) ■ Thomas S. Foley (2001-2008) ■ Paul A. Volcker (1991-2001) Honorary North American Chairman ■ David Rockefeller (1977-91) Founder and Honorary North American Chairman ■ Gerard C. Smith (1973-77) Presidenti del gruppo asiatico-pacifico ■ Yotaro Kobayashi (dal 1997) ■ Kiichi Miyazawa, Acting Chairman (1993-97) ■ Akio Morita (1992-93) ■ Isamu Yamashita (1985-92) ■ Takeshi Watanabe (1973-85) TEORIE DEL COMPLOTTO E CRITICHE Sebbene la Commissione trilaterale sia soltanto uno tra i tanti gruppi di discussione di destra e di sinistra, essa è presente in molte teorie del complotto. Lo scrittore francese Jacques Bordiot affermò, riguardo ai membri della commissione, che “il solo criterio che si esige per la loro ammissione, è che essi siano giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell’organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione“ e che ”il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale“. (“Présent”, 28 e 29 gennaio 1985). Non sono però specificate le fonti su cui Bordiot avrebbe basato le sue opinioni. Per altri la Trilaterale è semplicemente l’espressione di una classe privilegiata di tecnocrati “La cittadella trilaterale è un luogo protetto dove la téchne è legge e dove sentinelle, dalle torri di guardia, vegliano e sorvegliano. Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggiore benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso» (Gilbert Larochelle, L’imaginaire technocratique, Montreal, 1990, p. 279). Fonte […]

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