Sentenza rivoluzionaria: giuridicamente inesistente una multa via raccomandata

6 gennaio 2012

AntiEquitalia


[24-01-2012 Leggi anche il nuovo editoriale dedicato a Equitalia EQUITALIA: ISTRUZIONI PER L’ABUSO – Per non diventarne vittime]

Giudice: “Le tasse  arrivate per posta  non sono valide”

Abbiamo rispolverato sentenze risalenti addirittura al 2009. Di seguito dettagli, fonti e commenti che dimostrano come Equitalia sia stata battuta dai cittadini in cause legali singole e isolate e condannata, quindi, dalla Magistratura. Casi singoli, ma esemplari che comportano precedenti importanti da impugnare in azioni collettive (class actions).

Di seguito un estratto da un articolo de “Il Giornale” risalente al 2010 con all’interno fonti e commenti a corollario e sentenze originali scaricabili in PDF.

Con una sentenza rivoluzionaria il giudice tributario dichiara  giuridicamente inesistente una multa via raccomandata. Risultato: tutte  le notifiche eseguite da Equitalia sarebbero nulle. E i consumatori  preparano già una valanga di ricorsi.

Lancia in resta le associazioni di consumatori sono già partite all’attacco. Tra le mani un piccolo tesoro, carte che potrebbero fare la felicità di decine di contribuenti.

ATTENZIONE – Fonti ricercate, incrociate e verificate ineditamente dalla redazione di Pensare Liberi News. Nei commenti della redazione ulteriori dettagli.

Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)

Inoltre:

  • Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
  • Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
  • Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10

Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria regionale della Lombardia che ha dichiarato «giuridicamente inesistente» una multa di 9mila euro perché «notificata solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta». Tale modalità di notifica, infatti, se non effettuata da soggetti abilitati, secondo i giudici lombardi, non produce effetti nei confronti dei contribuenti (in pratica è come se la cartella, l’avviso di intimazione di pagamento o l’ipoteca non fossero mai stati notificati).

Tutto ciò deriva da un attento esame delle norme che riguardano la notifica degli atti esattoriali in generale e di quella a mezzo posta in particolare. La vicenda nasce da un ricorso presentato da un contribuente che dopo una verifica agli uffici dell’Esatri era venuto a conoscenza di dover pagare la bellezza di 9.153 euro relativa a Iva del 2003 comprensiva di sanzioni. Il contribuente sosteneva di non aver mai ricevuto la comunicazione, Equitalia con la ricevuta di ritorno alla mano diceva al contrario di aver spedito la raccomandata che era stata ritirata dal custode dello stabile sostenendo che «la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento». Non così invece per la XXII Commissione Tributaria che, nella sentenza elenca, individuandoli in maniera tassativa, «gli unici soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia: gli ufficiali della riscossione, i messi comunali, gli agenti della polizia municipale altri soggetti sempre opportunamente autorizzati dal Concessionario», ma mai quest’ultimo «direttamente», a mezzo di propri dipendenti.

Una sentenza che rimbalzata alle orecchie delle associazioni dei consumatori ha già riempito i siti web di «petizioni popolari» e minacce di class action. «Al di fuori dai casi previsti espressamente dalla legge, tutte le notifiche per posta sono da ritenersi inesistenti poiché effettuate da soggetti non appositamente abilitati, spiega l’avvocato Matteo Sances esperto di Diritto tributario e legale della Libera Associazione Consumatori Europei- Inutile dire che tale interpretazione della norma potrebbe portare ad effetti sorprendenti per i contribuenti “morosi”, in quanto non solo avrebbero la possibilità di contestare vecchie cartelle pervenute per posta ma, trattandosi di notifiche “giuridicamente inesistenti”, è come se le somme non fossero mai state richieste, con tutte le conseguenze derivanti da una eventuale prescrizione di vecchi crediti vantati dal Concessionario». Bocciato dalla Commissione Tributaria anche l’invito di Equitalia a una sanatoria. «La sanatoria si potrebbe fare per una atto nullo – spiegano i giudici – ma non per atti dichiarati giuridicamente inesistenti». In campo sono scese anche Sos Fisco e Cartellesattioriali.it due associazioni di consumatori che hanno proposto una petizione popolare. «Sappiamo di cittadini e imprese ridotte sul lastrico a seguito di fermi, ipoteche e pignoramenti portate avanti da Equitalia sulla base di cartelle esattoriali sconosciute – dicono – Per questo siamo impegnati in una battaglia di civiltà volta a sensibilizzare il ministero delle Finanze e il Parlamento affinché si comprenda la necessità di far allegare alle ipoteche e ai pignoramenti inviati da Equitalia almeno copia delle relate di notifica delle cartelle esattoriali per le quali si agisce, in modo da evitare almeno gli errori più grossolani».

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35 commenti su “Sentenza rivoluzionaria: giuridicamente inesistente una multa via raccomandata”

  1. mara Dice:

    la notizia è vaga chi è l’avvocato,chi il giuduce ? NUMERO DELLA SENTENZA ???

    Rispondi

    • Giorgio Fiore Dice:

      Di seguito le varie pronunce al riguardo:
      Commissione Tributaria Provinciale di Milano – Sent. CTP di Milano n.75/26/11
      Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
      Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
      Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10

      L’iscrizione ipotecaria è illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l’esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica.

      Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (Sent. CTP di Milano n.75/26/11; liberamente visibile su http://www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), secondo la quale il concessionario e l’ente impositore “si riferiscono alla definitività di un atto prodromico (la cartella di pagamento) assunto divenuto definitivo senza produrlo e comprovarne la definitività nei riguardi del ricorrente”.In pratica, i giudici evidenziano l’onere del concessionario di produrre in giudizio sia gli atti precedenti l’iscrizione ipotecaria (ossia le cartelle esattoriali) e sia le relative relate di notifica.Solo in questo modo il concessionario può contrastare l’eccezione del contribuente che eccepisce in giudizio la mancata notifica delle cartelle. Il più delle volte, invece, il concessionario si limita a produrre in giudizio solamente le relate di notifica (oppure le ricevute di ritorno delle cartelle spedite per posta) senza tuttavia produrre in giudizio copia degli atti. Ebbene, tale comportamento se da una parte prova la ricezione di un atto dall’altra non prova assolutamente il contenuto dell’atto stesso. Ciò è stato specificato a chiare lettere da numerose pronunce, tra cui è bene citare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10, quella della Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09 ed infine quella del Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10 (tutte visibili su http://www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti).In particolare, quest’ultima sentenza chiarisce espressamente che “l’Ente incaricato per la riscossione, ha sempre l’obbligo di produrre l’atto a cui si è fatto riferimento (nella specie la cartella esattoriale)” ed ancora, in riferimento alla contestazione del contribuente, specifica che “E’ come se il debitore cambiario, prima di pagare il credito vantato dal presunto creditore, chiede con diritto di essere posto a conoscenza del titolo cambiario da lui sottoscritto in forma autografa ed il creditore che ne richiede il pagamento ha l’obbligo di esibire il titolo”.Il Giudice di Pace, infine, in riferimento alla mancata esibizione della cartella, chiarisce ancora che “Tanto meno va considerata prova a tutti gli effetti la copia della cartolina di avvenuta notifica della cartella esattoriale, senza la produzione della cartella medesima…”.Ci si augura, dunque, che tutta la giurisprudenza si orienti in tal senso, in modo da assicurare la massima garanzia di tutela al cittadino/contribuente, il quale, prima di essere soggetto ad azione esecutiva, ha il diritto di essere informato esaustivamente dei debiti tributari dovuti.

      La redazione

      Rispondi

  2. Ghebura's Eye Dice:

    Ehm….Mara….scusi, ma se vuole qualche info in più, perché non cerca con google “Commissione Tributaria Provinciale di Milano (Sent. CTP di Milano n.75/26/11)”?

    Rispondi

  3. carmela Dice:

    Chiedere la sanatoria è avallare la sentenza, ammettere di avere sbagliato ed avere la consapevolezza che nel paese Italia solo i poteri forti possono pensare a soluzioni del genere quando compiono un errore, un grosso errore che compromette un ingente icasso spregiudicato , riprovevole e vigliacco .
    Ora immagino che, che nel caso in cui la sanatoria non venga concessa ( come probabile) cosa faranno ; daranno la possibilità a fare ricorso tipo offerte LIDL
    ” il primo lunedì del mese dell’anno bisestile dalle ore 8.42 alle ore 8.55, chi indosserà una maglietta rossa di una gradazione piacevole all’occhiodel presunto impiegato, sarà possibile inoltrare ricorso per le cartelle di Equitalia ) oppure faranno una legge ad hoc ?

    Carmela

    Rispondi

    • mazzetta Dice:

      la fonte è un articolo de Il Giornale, circolato nei giorni scorsi, ma risalente al 2010, occhio

      Rispondi

      • Giorgio Fiore Dice:

        Attenzione. Un giornale non è una fonte. Un giornale ha il dovere di citare le fonti, cosa che “Il Giornale” nel 2010 non ha fatto. Quindi la notizia riportata dal quotidiano era tecnicamente infondata (priva di fonti).

        Noi abbiamo ripreso il testo che è scritto bene e da la giusta enfasi, ma ci siamo presi la briga di andare a ricercare le varie fonti e di incrociarle per dare un servizio preciso e non ambiguo ai nostri lettori.

        Ricercando tra le fonti ci siamo accorti che molte sentenze anche nel 2011 sono cadute nel dimenticatoio, sentenze che avrebbero potuto salvare la vita di molte persone.

        Abbiamo ripreso un “bla bla bla” di un giornale per riportare alla luce dei FATTI che a quanto pare tutti cercano di nascondere, ovvero fior di sentenze a favore dei cittadini, come da noi riportato anche nei commenti a corredo di quanto riportato sopra.

        Un saluto – Redazione

        Di seguito le varie pronunce al riguardo:
        Commissione Tributaria Provinciale di Milano – Sent. CTP di Milano n.75/26/11
        Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
        Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
        Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10

        L’iscrizione ipotecaria è illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l’esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica.

        Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (Sent. CTP di Milano n.75/26/11; liberamente visibile su http://www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), secondo la quale il concessionario e l’ente impositore “si riferiscono alla definitività di un atto prodromico (la cartella di pagamento) assunto divenuto definitivo senza produrlo e comprovarne la definitività nei riguardi del ricorrente”.In pratica, i giudici evidenziano l’onere del concessionario di produrre in giudizio sia gli atti precedenti l’iscrizione ipotecaria (ossia le cartelle esattoriali) e sia le relative relate di notifica.Solo in questo modo il concessionario può contrastare l’eccezione del contribuente che eccepisce in giudizio la mancata notifica delle cartelle. Il più delle volte, invece, il concessionario si limita a produrre in giudizio solamente le relate di notifica (oppure le ricevute di ritorno delle cartelle spedite per posta) senza tuttavia produrre in giudizio copia degli atti. Ebbene, tale comportamento se da una parte prova la ricezione di un atto dall’altra non prova assolutamente il contenuto dell’atto stesso. Ciò è stato specificato a chiare lettere da numerose pronunce, tra cui è bene citare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10, quella della Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09 ed infine quella del Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10 (tutte visibili su http://www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti).In particolare, quest’ultima sentenza chiarisce espressamente che “l’Ente incaricato per la riscossione, ha sempre l’obbligo di produrre l’atto a cui si è fatto riferimento (nella specie la cartella esattoriale)” ed ancora, in riferimento alla contestazione del contribuente, specifica che “E’ come se il debitore cambiario, prima di pagare il credito vantato dal presunto creditore, chiede con diritto di essere posto a conoscenza del titolo cambiario da lui sottoscritto in forma autografa ed il creditore che ne richiede il pagamento ha l’obbligo di esibire il titolo”.Il Giudice di Pace, infine, in riferimento alla mancata esibizione della cartella, chiarisce ancora che “Tanto meno va considerata prova a tutti gli effetti la copia della cartolina di avvenuta notifica della cartella esattoriale, senza la produzione della cartella medesima…”.Ci si augura, dunque, che tutta la giurisprudenza si orienti in tal senso, in modo da assicurare la massima garanzia di tutela al cittadino/contribuente, il quale, prima di essere soggetto ad azione esecutiva, ha il diritto di essere informato esaustivamente dei debiti tributari dovuti.

        Rispondi

        • mazzetta Dice:

          Il Giornale (o un giornale) è una fonte. Senza se e senza ma

          Per correttezza quando si copincollano parti di un articolo si cita da dove le si sono prelevate, in questo caso poi, si tratta di un copincolla integrale
          di questo

          http://www.ilgiornale.it/milano/giudice_le_tasse_arrivate_posta_non_sono_valide/milano-tasse-posta/06-10-2010/articolo-id=478279-page=0-comments=1

          Senza una riga aggiunta, se non in seguito

          Cosa per la quale Il Giornale vi potrebbe giustamente accusare dal furto e dell’utilizzo fraudolento dei suoi contenuti

          Mi stupisco che non se ne renda conto, citare è un conto, riprodurre integralmente un articolo senza citarne la fonte è molto diverso e non si fa

          Senza considerare che le sentenze non “cadono nel dimenticatoio, ma possono essere soggette a ricorsi che ne dilazionano nel tempo l’efficacia, quando non le cassino

          Questo articolo quindi è ingannevole per i lettori nel merito e un reato nei confronti di chi lo ha scritto e pubblicato, almeno fino a che lo lasciate così

          Rispondi

  4. Stefanillo (@Stefanillo) Dice:

    Solo in Italia!
    Che Paese del cazzo! 😦

    Rispondi

  5. Daniele La Valle Dice:

    Egr. Avv. Sances,
    mi complimento per la rassegna giurisprudenziale presente sul suo sito, però sono costretto a muovere qualche critica alle conclusioni che sono state tratte dalla lettura “combinata” tra le varie sentenze.
    Un’attenta lettura della Sentenza n. 75/26/11 emessa dalla C.T.P. di Milano rivela che la Commissione censura la mancata produzione della cartella e della notifica in sede processuale, e non (come invece viene ritenuto necessario dalla C.T.P. di Parma, che tuttavia si esprime in modo eccentrico rispetto alla giurisprudenza dominante) in allegato agli atti dell’esecuzione successivi alla cartella stessa.
    Invero, per giurisprudenza costante, è necessario che negli atti esecutivi successivi alla cartella esattoriale vengano indicati gli estremi della cartella stessa e non che venga allegata nuovamente la cartella e le relate di notifica (!); se essa non è stata notificata correttamente (ma sulla irritualità della notifica mi permetto di dissentire dalle sue considerazioni, che non trovano riscontro nelle sentenze che indica) ciò pregiudica gli atti esecutivi stessi e permette di invocare la prescrizione laddove la notifica non perfezionata ne avrebbe interrotto la decorrenza.
    Ma questi vizi della procedura possono emergere solo in sede di contenzioso, stante l’attribuzione alla parte resistente (il concessionario) dell’onere di provare il rispetto della procedura.
    In breve – e qui mi rivolgo a chi ha redatto l’articolo – non enfatizziamo come statuizioni, meglio, arresti giurisprudenziali consolidati, delle deduzioni personali, per quanto esse possano essere fondate e/o condivisibili.
    L’assenza di una pronuncia della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione che possa avvalorare le tesi (perchè di tesi si tratta) sovraesposte suggerisce di non fare annunci straordinari, utili solo ad aumentare la confusione dei consumatori.
    Confusione che potrebbe tramutarsi in ricorsi suicidio, perchè (facendo riferimento alla sentenza della C.T.P. di Milano sovraemarginata) ad Equitalia sarebbe bastato produrre in giudizio cartella e relata per superare i motivi di ricorso esposti; purtroppo, non è sempre domenica e faranno tesoro dell’errore commesso, quindi non aizziamo vari inesperti del settore tributario a fare ricorsi pretestuosi o infondati, perchè in caso di soccombenza, son dolori.
    A Torino, per i ricorsi presentati in proprio e rigettati, le spese forfettarie per Equitalia vanno da 400 a 800€; un ricorso con addotte le motivazioni di cui sopra non avrebbe altro destino, a meno che Equitalia non dimenticasse di produrre la documentazione (cosa che qui fa regolarmente, purtroppo).

    Dott. Daniele La Valle, presidente NERO SU BIANCO – Associazione Consumatori

    Rispondi

  6. Giorgio Fiore Dice:

    Cari lettori,
    in questo editoriale abbiamo riportato una notizia e dei link ad alcune sentenze, così come nei commenti a corollario.
    Non essendo il blog uno studio legale ci dispiace non poter rispondere nel merito di specifici quesiti da voi posti.

    Sarà nostra cura, come sempre, continuare ad approfondire i temi trattati e a fornirvi ulteriori notizie e aggiornamenti.

    Un saluto

    Giorgio Fiore – Redazione

    Rispondi

    • mazzetta Dice:

      Fiore, lo avete capito che avete agito scorrettamente diffondendo una non-notizia?

      Rispondi

      • Giorgio Fiore Dice:

        Lei ha capito che non rispondiamo a provocazioni di nessun genere?

        Saluti

        Rispondi

        • mazzetta Dice:

          non è una provocazione la mia, è segnalare un comportamento scorretto. se lo scambiate per una provocazione sono problemi vostri e dei lettori che vi danno fiducia

          fare informazione vuol dire prima di tutto trasparenza delle fonti e dei comportamenti e ui non si è vista nessuna delle due

          Rispondi

  7. Dario Sabbino Dice:

    Ieri ho avuto un primo riscontro dal mio legale. Le sentenze che avete riportato sono utili per impugnare sentenze e per eseguire ricorsi. Esistono altre sentenze al riguardo e a quanto pare azioni successive al non pagamento notificato via racomandata non sono legittimate. O meglio nel 100% dei casi se la notifica è stata fatta da un “postino” conta come il due di picche. Però se all’udienza si producono le vere cartelle originali e si notificano al debitore allora da li parte l’eventuale accanimento per il recupero crediti, compresi pignoramenti etc.
    Insomma alla fine di cosa parliamo? Parliamo di anziani che si suicidano per una raccomandata di Equitalia dove si “minaccia” il famigerato “entro e non oltre il”. Ecco, queste raccomandate lasciano il tempo che trovano, questo è il punto.

    La notifica deve avvenire per mano di un “ufficiale giudiziario” e non per mano di un postino o chi per lui e ovviamente la notifica deve essere consegnata alla persona interessata e non ad amici, familiari, donna delle pulizie, perchè in questo caso la notifica può essere banalmente considerata dall’utente come NON PERVENUTA.

    A detta del mio legale (informatevi) anche se il titolo “Sentenza rivoluzionaria: giuridicamente inesistente una multa via raccomandata” enfatizza molto, la sostanza rimane valida. Ci vuole ben più di una raccomandata per pignorare una casa e una multa arrivata per raccomandata può essere considerata come “non pervenuta”… questo è il succo.

    Comunque grazie per lo spunto.

    Dario

    Rispondi

  8. Gioia_S Dice:

    Quando arriva una multa maggiorata di mora per raccomandata questa può essere impugnata o soggetta a ricorso per vari motivi.
    Rivolgendosi alle varie associazioni (federcontribuenti per esempio) è possibile citare Equitalia per usura anche se qualcuno dice che non è possibile e altri dicono che lo è.
    A parte questo una notifica per raccomandata può essere sempre dichiarata come NON PERVENUTA come spiegato da Dario Sabbino.

    Se si tratta di poche centinaia di euro forse conviene pagare, ma se si tratta di una casa è necessario lottare con i mezzi legali che esistono e non farsi terrorizzare perchè il sistema contributivo italiano è basato sul terrorismo psicologico.

    Quindi ben venga ogni tipo di iniziativa e di informazione al riguardo.

    Rispondi

  9. Alfonso masiello Dice:

    per essere più chiari,se la raccomandata è stata consegnata alla persona giusta ma non da un messo comunale o da un ufficiale giudiziario, la consegna è valida o no!

    Rispondi

    • Dario Sabbino Dice:

      Più che valida/non valida la questione è impugnabile o meno e “se la raccomandata è stata consegnata alla persona giusta ma non da un messo comunale o da un ufficiale giudiziario” una eventuale condanna a pagare è impugnabile per non aver RECEPITO l’avviso, la comunicazione, la cartella esattoriale. Tanto mi riporta il mio legale.
      Però sia chiaro, se per esempio Equitalia alla successiva udienza produce la cartella esattoriale originale allora li c’è poco da impugnare e tanto da pagare SE E’ DOVUTO e se la richiesta di pagamento non viola altre leggi come ad esempio quello contro l’usura etc.

      Io consiglio di rivolgersi a un amico legale se ne avete uno. A quanto pare è un diritto risaputo, non è una novità, ma è bene ricordarli i diritti, questo si.

      Dario Sabbino

      Rispondi

      • Daniele La Valle Dice:

        Scusate ma potreste riferire nomi dei legali e foro di appartenenza, specie di colui che consiglia di denunciare Equitalia per usura???
        Chiariamoci, faccio parte dei contestatori di Equitalia, della loro metodologia e degli strumenti che hanno a disposizione. Ma tutte queste informazioni errate non servono a null’altro se non a peggiorare le situazioni soggettive.
        Purtroppo è la legge che consente ad equitalia di applicare interessi, maggiorazioni e spese in misura inaccettabile. Ed è la legge che va cambiata.
        La giurisprudenza utilizzabile ( e ricordo ai professionisti che citare giurisprudenza di merito, specie di primo grado, può al massimo fornire uno spunto riflessivo al giudicante ma ben difficilmente lo vincolerà nella sua decisione) , cioè quella fornita dalla Corte di Cassazione, diverge da tutto ciò che vedo pubblicato. Certo, ogni singola procedura esecutiva va spulciata e nella stragrande maggioranza dei casi gli spazi per un ricorso degno si trovano -o si creano nella fase processuale – ma non esiste la formula magica universalmente applicabile.
        Anche le notifiche vanno spulciate, certo, ma non tiriamo fuori regole che non esistono.
        Mi rivolgo a colleghi, operatori del settore e bloggers vari: non illudete la gente, perchè i ricorsi o i comportamenti passivi, attuati sulla scorta delle istruzioni mal interpretate, li porteranno a peggiorare la loro situazione e ingrassare le casse di Equitalia.
        Rivolgendomi ai contribuenti: so bene che la disperazione porta ad “attaccarsi” ad ogni speranza, ma state attenti, non è tutto oro quel che luccica.
        Affidatevi a professionisti seri e diffidate dagli “stregoni”, più in generale da chi è di facili promesse; inizio a vedere troppi “Wanna Marchi” in questo settore.
        P.s. Grazie al moderatore, mi scuso se sono stato prolisso.
        Dott. Daniele La Valle, Presidente Nero su Bianco – Associazione Consumatori.

        Rispondi

        • Dario Sabbino Dice:

          Ho messo a disposizione di tutti quella che è la mia consulenza invitando a consultarsi ognuno con i propri legali. Più di questo non so cosa fare, non certo mi metterò a produrre prove, testimoni o fori di competenza su un blog. Non è un tribunale, siamo qui per condividere, mica per processare equitalia, nè, tantomeno come sembra, per processarci tra noi.
          Ribadisco: informatevi e cercate una consulenza legale appropriata e dovremmo farlo tutti anche coloro che affermano che i tassi di usura applicati da equitalia sono permessi per legge.

          Saluti

          Dario Sabbino

          Rispondi

  10. Giorgio Fiore Dice:

    Sarebbe davvero interessante se da questo dibattito venissero fuori dei riferimenti utili ai lettori e agli utenti.
    Saremo lieti di pubblicare un editoriale basato su una considerazione autorevole, come alcune che ho avuto modo di leggere nei commenti.

    Chi se la sente di fare chiarezza per il bene pubblico?

    Siamo come sempre al servizio delle informazioni: scriveteci a redazione@pensareliberi.com

    Un saluto a tutti i lettori

    Giorgio Fiore – Redazione

    Rispondi

  11. pierluigi montalbano Dice:

    Nel mio caso la notifica (fatta nel 2009) è valida per compiuta giacenza. Ossia, non ho mai ricevuto nulla ma mi hanno mostrato la cartolina della raccomandata spedita, senza alcuna firma, quindi sostenendo che il postino ha lasciato l’avviso e io non sono andato a ritirarla all’ufficio postale. La cartella del 2006 di 750 Euro è diventata, nel 2012, di 1250 Euro.

    Rispondi

  12. Costantino Rover Dice:

    Salve sono un comune cittadino che ha ricevuto cartelle esattoriali. Non posso dimostrare che le cifre richieste sono inesistenti e dovute ad errori contabili del mio ex commercialista il quale si rifiuta di riconsegnarmi la mia documentazione fiscale originale (verso di lui ho sporto denuncia per truffa ed appropriazione indebita).

    Vorrei fare ricorso almeno per annullare le multe applicate alle somme richieste.

    Le mie domande sono molto semplici e spero di ricevere risposte chiarifichiatrici:

    1) come faccio a dimostrare che Equitalia mi ha consegnato le cartelle per raccomandata come in effetti è stato?

    2) Qual’è l’iter per fare ricorso, ovvero quali sono le istruzioni pratiche su come agire?
    (Devo scrivere al Giudice di Pace? Cosa devo scrivere? Posso farlo personalmente o è necessario l’apporto di un Avvocato?).

    Ringrazio sentitamente

    Rispondi

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