ALLE DONNE – La mia ammirazione e il mio rispetto alle donne di tutte le età

15 gennaio 2012

Racconti e Poesie


Grazie, grazie di tutto, grazie di esistere, grazie della vita che ci donate, della protezione che ci offrite durante la nostra fanciullezza, grazie per il primo fuoco che accendete nei nostri cuori e che ci costringe a diventare uomini, sì dobbiamo ammetterlo che se noi maschi cresciamo e ci assumiamo delle responsabilità è sempre per amore di una donna, dipendesse da noi resteremmo eterni fanciulli.

Grazie per il primo amore che ci regalate e non riusciamo, poi, mai più a dimenticare vivessimo cent’anni, se qualcuno di noi afferma il contrario mente spudoratamente. Grazie per gli anni che ci dedicate, per essere la parte più logica di noi stessi, di orientarci verso le scelte giuste facendoci credere che a scegliere siamo stati noi. Grazie per l’immenso piacere che ci date rendendoci padri, orgogliosi come se avessimo fatto tutto noi, mentre invece ci siamo limitati alla parte piacevole lasciando alle nostre compagne tutta la parte gravosa. Grazie per continuare a starci vicini quando invecchiamo e, se possibile, diventiamo ancora più insopportabili.

Grazie per lasciare che la nostra testa riposi sul vostro accogliente seno mentre esaliamo l’ultimo respiro. Grazie.

Luigi Orsino

Vite

Una farfalla batte le ali
Il mio cuore pulsa al ritmo del suo battito
Il profumo del fiore ci cattura
Inevitabilmente le nostre anime si fondono
 
Dolce farfalla lascia che la mia anima riposi sul tuo grembo
Lascia che il mio cuore ti appartenga
Lascia che il sole sorga e tramonti un’unica volta per noi soli
 
Una farfalla non potrà mai appartenerti, si poserà sulla tua mano per un breve attimo, ti regalerà la gioia dell’infinito e volerà verso un altro fiore.
 
Nell’attesa che ritorni appassirai e morirai.
 
Donna, ti prego, non farti farfalla se non vuoi che io mi faccia fiore.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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8 commenti su “ALLE DONNE – La mia ammirazione e il mio rispetto alle donne di tutte le età”

  1. Rosa Dice:

    Complimenti, l’articolo lo sento vicino a me. In questo blog stiamo dimostrando l’unità delle menti tra nord e sud…..non si è compreso che è questa la vera unità nazionale. Siamo un popolo e pochi si stanno liberando da quel malcostume e da quella delinquenza morale che ci ha condotto a questa crisi economica. Sono mie idee personali, ma Voglio far capire che occorre lottare. Ora, ricevo ordini da qualsiasi parte: devo tacere perchè perchè….certe cose non devono essere rivelate. Ecco il principio della mafia….”State zitti, comandiamo noi”. Noi chi? Il sistema tra società, corruzione e i boss della piovra. Questi ultimi sono arrivati a gestire il sistema sanitario, dal nord al sud. Che rammarico, che follia!!!

    Rispondi

  2. Renato Salicetto Dice:

    Sarebbe molto bello se un giorno qualcuno avesse il coraggio di ringraziare anche gli uomini oltre che a scusarsi con loro (come Papa Giovanni Paolo II fece in una lettera di “scusa alle donne”).
    Grazie per andare in guerra risparmiandone i più grandi orrori alle donne.
    Grazie e scusate se siete morti a milioni in guerra, se avete riempito interi cimiteri in ogni città e monumenti ai caduti in tutto il mondo.
    Scusate se ogni qualvolta si voglia fare un complimento a una donna sembra necessario dover includere per forza un offesa a un uomo, come fosse un atto dovuto e imposto dall’alto.
    Grazie e scusate per essere il 99% dei morti sul lavoro quando NESSUNO lo dice, scusate per le ingiustizie che vi infliggono i tribunali e le ex mogli, scusate se finite alla Caritas e se siete i nuovi poveri, scusate se vi proibiscono di vedere i figli, scusate se gli avvocati delle mogli consigliano loro di ricattarvi usando la minaccia della violenza sessuale per estorcere gli alimenti.
    Scusate se le lobbies gonfiano meschinamente e ad arte le statistiche riguardanti le violenze contro le donne (hai mai fatto sesso controvolgia? Domanda dell’ISTAT. Sei mai stata criticata per come cucini? Sempre nel questionario ISTAT). Scusate se non dicono che i principali paesi in cui si fa violenza sulle donne sono proprio quelli più emancipati, come la Svezia e che l’Italia insieme alla Spagna registrano un tasso ridicolo di questa deprecabile violenza.
    Scusate se la violenza contro gli uomini non è oggetto nè di studio, nè di riflessione sociale, tanto che nell’opinione pubblica non esiste, quando invece è in preoccupante aumento.
    Grazie per fare due lavori per campare famiglia.
    Scusate se rappresentate quasi la totalità dei suicidi in questo periodo e non certo perchè più deboli delle donne come sarebbero pronti a dire tutti gli stolti.
    Grazie agli uomini se negli anni 60 e 70 hanno combattuto per i diritti alle donne al loro fianco, mentre oggi non una sola donna si muove per vedere riconosciuti i diritti dei padri.
    Grazie agli uomini perchè siete soli al mondo nel combattere contro le campagne abortiste.
    Scusate se il 90% degli stupri sono falsi e quindi il 90% degli uomini accusati vanno in galera da innocenti.
    Scusate se quel giorno in cui avete deciso di chiedere alla vostra ragazza di sposarvi questa lo stesso giorno ha abortito e scusate se gli ospedali psichiatrici sono pieni di questi uomini devastati da un orrore che sentono solo loro, proprio loro che non hanno un utero, ma forse un cuore… perchè non basta un organo per riprodurre la vita… ci vuole anche amore e il sospetto è che (come diceva la stessa Natalia Ginzburg premio Nobel) ce lo mettano VERAMENTE e AUTENTICAMENTE solo gli uomini.

    Questi uomini dimenticati, calpestati, pestati, de virilizzati, come nemici da abbattere, come una specie da estinguere.

    Potrei continuare e continuare…

    Sarebbe molto coraggioso se una donna scrivesse delle belle parole sugli uomini, ma la vedo dura…

    Renato

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    • Alberino Zaffoni Dice:

      Dico: ho tanti anni, tanti. Da giovane correvo a piedi nudi tra l’ erba rugiadosa e sciavamo tutti, (una schiera di fratelli e cugini), nudi i piedi, non su montuose discese innevate ma, udite udite, su lunghe scie di merda di vacca (risultava dalle foglie di barbabietola che queste mangiavano: i culiti) disseminate lungo gli stradoni campestri. Tra gli scapestrati ci contavo anche tre quattro cugine: erano belle. Refoli gentili giocavano tra le sue ciocche dorate e raggi di sole colpivano i suoi cristallini: uno scintillio meraviglioso rifranto nell’ infinito azzurro e il melodioso silenzio d’ una foglia tremula..il clangore possente dei tempi e..quella bella creatura eretta davanti a me.. mi dettarono, la notte:
      Quando nascesti tu, nacque un bel fiore
      la luna s’ inchinò nel camminare
      le stelle cangiarono colore.
      e ancora:
      tre gocce
      Celate tre gocce nei chicchi di grano
      distesi sull’ aia. Refoli e sole
      le fan levitare, su, in alto, lontano.
      Fresche tre gocce l’ adusto viandante
      dissetano, in un cavo di mano.
      Rugiadosa goccia su petalo di rosa
      pare un brillante.
      Nubi bioccose coprono un cielo
      sereno: di poi minacciose.
      Fragrante in aria un odore
      di fieno. Il cielo s’ oscura
      da metter paura. Tinnanti
      tre gocce diamanti. Barbagli
      accecanti. Bombi, fragori
      sussulti tremori. Venti ululanti.
      Frettolosa una mano
      una croce traccia sul grano.
      Diradano lampi e saette,
      s’ en vanno lontano:
      restan celate tre gocce,
      nei chicchi di grano.
      E ancora scrissi e ancora.
      Mi si era rivelata la donna. Scoprii di navigare tra le donne, e le ho d’ amor sincero amate. Una nonna vera, e zie cortesi e sorelle e cugine e mamma e ancora zie: tante donne. La simmetria perfetta di delicate forme e avvenenti del viso mi toglievano il fiato: ritenevo queste creature detentrici di valori sublimi, perfetti…mi innamorai dell’ oro, dell’ azzurro e di delicate linee, del suo profumo: sposai. Credevo amasse come io amavo..Tuttavia riversai tutto il mio oro in una famiglia preziosa che la morte volle tangere: mi tolse un tesoro di bimba tredicenne…Dolorante vivevo e..come sempre, guatavo…
      (scusate, ora devo smettere, è tardi e sono stanco; se lo vorrete, proseguirò: cari saluti a tutti).

      Rispondi

    • vaitolmaster Dice:

      GRAZIE RENATO, non potevi scrivere meglio di così, anche se molte donne-femministe e molti uomini-subdoli non apprezzeranno la tua logica. GRAZIE RENATO, perché questa sera avevo voglia di dormire “senza più sognare” ( vent’anni di lotta nelle separazioni sono troppi anche per me). GRAZIE RENATO, per avermi svegliato dall’oblio. Se mi permetti lascio due pensieri, il primo e di questa sera: “Strisciano sull’asfalto fra grigio cemento servi bavose viscide femministe con i miei piedi soltanto tutte non posso schiacciarle; attendo i piedi degli ALTRI”. Il secondo pensiero molto più antico: ” Il contadino con il suo aratro solca la terra, la semina e con pazienza aspetta la fioritura; RICORDO: donne che portano nel grembo la VITA”. Notte, ciao

      Rispondi

  3. Luigi Orsino Dice:

    Sig. Renato Salicetti,
    Non posso, e non potrò mai condividere le sue opinioni apertamente e sfacciatamente misogine. Non nego che molte cose sarebbero da rivedere e che molti abusi ed ingiustizie siano compiute da donne verso uomini come da uomini verso donne. Lei non ha semplicemente compreso lo spirito del mio editoriale, esso non va riferito ad un particolare momento storico con gli strascichi inevitabili di comportamenti sociali più o meno discutibili. Io mi riferisco al ruolo antropologico della donna, e per conseguenza a quello dell’uomo, forse più che antropologico dovrei dire etologico, considerando io gli essere umani niente altro di quello che sono: una delle tante specie animali che popolano il pianeta Terra. Tutti i problemi e le assurde impalcature sociali nascono, crescono e proliferano quando più ci si allontana dai compiti che la natura ha inteso affidarci. Per farla breve e rispondere ad uno dei suoi appunti se un uomo muore in guerra assolve solo ad uno dei compiti per cui è programmato: difendere la prole e chi garantisce la vita della prole, la donna. Si chiama istinto di sopravvivenza e serve a garantire la continuità della specie. La prego si astragga, per un attimo, da questo contesto storico sociale che vuole conflittualità anche tra i maschi e femmine e cerchi di vedere il tutto nel suo insieme, come un grande disegno. Un disegno tracciato non da un dio ma da milioni di anni di evoluzione.
    Luigi Orsino

    Rispondi

    • Giovanni Molè Dice:

      La poesia è stupenda e ti faccio i complimenti. Dice molto più di te che delle donne che descrivi. Parole che testimoniano una pacatezza d’animo grazie alla quale tu vivi il tuo rapporto con l’altro genere senza alcuna conflittualità.
      Sono d’accordo sul discorso relativo alla …”programmazione naturale dell’uomo per il sacrificio”. Non sono d’accordo sull’apertamente e sfacciatamente misogino che hai dato al nostro amico Renato il quale – mi sembra – rivendica la stessa dignità di genere che ci spetta in quanto essere umani!!
      Perché, proprio in virtù di quel sacrificio estremo di cui solo un Uomo è capace (non è un vanto ma la statistica di una matrice comportamentale ben documentata, studiata e scientificamente provata), oggi la razza umana ha potuto ergersi rispetto al resto del mondo animale (la coscienza di se!!!) e continua a vivere, pur se tra mille problemi e contraddizioni. Su questo non vi è dubbio e sarebbe stupido non considerarlo.
      Adesso provo a fare come suggerisci tu, cioè provo a guardare tutto l’insieme come a un grande disegno e ti dico questo: se è l’evoluzione che ci porta a preservare la specie, allora non vi è dubbio che quello che stiamo vivendo in questo tempo rappresenta il punto più basso della scala evolutiva, proprio a causa di quella conflittualità tra maschi e femmine della quale (perdonami) ma tu non riesci a percepire la vera entità (non è un’accusa ma una constatazione), visto che non si tratta di una semplice e rituale scaramuccia ma c’è qualcosa di più subdolo, profondo e distruttivo che mina le basi della naturale e complementare coesistenza dei due generi maschile e femminile, così diversi ma straordinari entrambi per le loro specificità che hanno consentito al genere umano di essere quello che è oggi.
      Caro Luigi, ti invito a riflettere sul perché molti Uomini oggi si rifiutano letteralmente di omaggiare il gentil (?) sesso e sull’opportunità di una continua e sfacciata genuflessione nei confronti di un genere che apertamente ci detesta e ci odia e non perde occasione per deridere e mortificare tutto quello che è maschile.
      Trovo molto ingenuo non capire che viviamo in una società misandrica (e non misogina come vogliono farti/farci credere) che – per l’appunto – detesta gli Uomini fino a pestarli moralmente. Io sono un Uomo, sicuramente non perfetto e strapieno di difetti e proprio per questo un Uomo, e vorrei con tutte le mie forze (!!!) che il mondo delle donne sia quello dipinto così poeticamente nei tuoi versi. Ma io so così non è, e ne soffro più di quanto possa trasparire da queste mie parole.
      Sicuramente esistono le Donne che tu descrivi, mi piace pensarlo e sperarlo come si potrebbe sperare che ci siano altre forme di vita nell’Universo perché – cito il dialogo di un vecchio film di qualche anno fa – sarebbe un bello spreco di spazio!!!
      Se poi, invece, dietro tutto ciò c’è il disegno di un dio infallibile che si proclama Amore puro… beh, allora o deve avere un bel po’ di cattiveria per permettere che accada che un intero genere si rivolti contro il proprio simile oppure con quella costola ci si poteva fare un lavoro migliore. Forse.
      Nel frattempo tu, con ogni probabilità, darai del misogino pure a me.
      Amen.

      Ma la tua poesia è stupenda

      Saluto a tutti

      Rispondi

  4. Dario Sabbino Dice:

    La poesia è quanto di più incantevole si possa udire, il pensiero è segno forte di un uomo dolce e sensibile.
    COMPLIMENTI ALL’AUTORE !!

    Riguardo al commento misogino vorrei precisare che è evidente il fraintendimento o il pregiudizio (?). Spezzo però una piccola lancia anche per quest’ultimo, cercando di trovarne un lato costruttivo se vogliamo: bisogna ammettere, amaramente, che un ragazzo oggi se vuole far calzare quanto scritto a una ragazza (stile scarpetta di Cenerentola) è molto probabile che se ne torni a mani “piene” girando mezzo mondo, dall’Italia agli USA. Pensiero stupendo, ma da dedicare a chi? A un’idea di donna che oggi, appunto, è solo un’idea. Credo che le stesse difficoltà si troverebbero a parti invertite. Se non siamo d’accordo su questo, mi domando, che ci stiamo a fare qui? 🙂 Perchè se vivessimo in un mondo di donne e uomini stupendi faremmo sicuramente a meno di molti sforzi per cercare di cambiare le cose. Siamo tutti qui per questo invece che su un sito di topolino no? 🙂

    Saluti a tutti

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