La Forza d’Urto della rivolta in Sicilia. Operazione vespri siciliani, le Cinque giornate della Sicilia e i Forconi. Quando la rivoluzione parte dalla Sicilia


Un titolo forte, deciso, completo e chiaro. Questo ed altro è quanto merita l’iniziativa di protesta in atto nella nostra isola.

Una regione ricca di risorse e di grande patrimonio umano. Eppure negli utlimi mesi la Sicilia ha subito più di un boicottaggio da parte di politici, istituzioni e, bisogna ammetterlo, concittadini.

L’alluvione di Messina è passato in secondo piano rispetto a tutti i disastri ambientali di questo movimentato autunno. L’emergenza carceri in Sicilia ha seguito lo stesso destino, si è data luce a realtà regionali solo del centro-nord.

Ma i siciliani stanno dimostrando di non arrendersi di fronte a scorrettezze sicuramente involontarie da parte della nostra società tutta. Questo in cui viviamo è un sistema alienante che rende difficile il tirar fuori il meglio delle persone e, ahimè, agevola il profilo peggiore.

Ora passiamo all’azione insieme ai nostri concittadini siciliani che hanno deciso con determinazione di essere il fronte d’onda di un popolo civile che si ribella nei confronti di un sistema che non da dignità e solo questo basterebbe per legittimare qualsiasi protesta e chissà, forse anche qualcosa di più.

Riportiamo le cronache da un giornale locale, per un editoriale tutto in siciliano! Seguiteci nei prossimi giorni per aggiornamenti, riflessioni e testimonianze.

NDR – pensareliberi.com

[Leggi anche il nuovo aggiornamento: Voci dal Fronte Siciliano dei Forconi, mentre i colletti bianchi della rivoluzione storcono il naso]

Da oggi ‘occupazione pacifica’ della Sicilia

E’ cominciato ieri sera a mezzanotte il blocco totale della Sicilia. Un’occupazione pacifica di tutti i principali porti, raffinerie e snodi viari dell’Isola. Tutti i punti di snodo sono presidiati dai protagonisti dei movimenti che, da oggi fino a venerdì 20 gennaio, daranno vita a quella che è già stata ”battezzata’ le “Cinque giornate della Sicilia”.

Una battaglia culturale e sociale portava avanti da imprenditori che operano in tutti i settori dell’economia isolana. Dai trasportatori agli agricoltori, dai commercianti ai piccoli industriali. Tutti uniti nella lotta per una Sicilia migliore. E, soprattutto, non vessata dal car-prezzi.

Da stamattina – anzi, in alcuni casi da ieri sera dopo la mezzanotte – i Tir, da quelli che trasportano benzina a quelli che trasportano prodotti agricoli e altri prodotti ancora, hanno spento i motori. Tutto fermo. Tutto bloccato. Come già accennato, una “Rivoluzione”. Pacifica, ma più che mai determinata. Anzi, determinatissima.

“La rivoluzione parte dalla Sicilia”, si legge nei manifesti “non una guerra tra poveri, ma una guerra insieme contro questa classe dirigente che ancora una volta vuole farci pagare il conto. Vogliamo scrivere una pagina di storia e la scriveremo. Siamo siciliani veri ed invendibili. Ora il gioco comincia a farsi duro”.

Non sono né di destra, né di sinistra. Minimo comune denominatore, la rabbia contro una classe politica nazionale vessatrice e la convinzione che la politica siciliana sia in mano agli ‘ascari’.

Movimento dei ForconiChi sono? A firmare la chiamata alle armi, il ‘Movimento dei Forconi’, un’associazioni di agricoltori, allevatori ed ora anche di autotrasportatori “stanchi del disinteresse quanto del maltrattamento da parte delle istituzioni” e, cosa non di poco conto, da quell’arcipelago di movimenti che difendono gli interessi reali della Sicilia e del suo Statuto (dalla protesta che si è chiamato fuori solo il Fronte nazionale siciliano).

“Tutti possono partecipare, basta che siano apartitici”, dicono gli organizzatori. Sui social network la febbre è altissima. Tutto fa pensare che la forza d’urto di questa protesta sarà dirompente.

L’obiettivo è far capire che la Sicilia non può continuare ad essere terra di conquista. Non a caso si ipotizza di bloccare i Tir che trasportano la benzina raffinata in Sicilla nel resto d’Italia (per la cronaca, nelle raffinerie dell’Isola si produce oltre il 50 per cento delle benzine utilizzate nel nostro Paese).

“Stanotte alle ore 00 del 15 gennaio – leggiamo – si muoveranno i Tir degli autotrasportatori siciliani presso i presidi stabiliti in tutte le province, accompagnati da manifestanti provenienti da tutta I’Isola per gridare forte l’indignazione contro una classe politica di ladroni e nepotisti. Il sistema politico istituzionale è al collasso, i politici rubano a doppie mani ,la stessa cosa fanno i burocrati, non c’e… spazio di discussione per risolvere il problemi della gente. Lombardo presidente della Regione siciliana si dichiara incapace d’intervenire, mentre l’economia del’Isola è ferma e le aziende e le famiglie sono al fallimento.

Tutti ci aspettiamo delle risposte, ma non sappiamo da chi. Questo è il momento cruciale per intervenire, per cambiare le regole democratiche ed istituzionali: la rivolta dei siciliani è necessaria ed urgente. A morte questa classe politica come si è fatto contro i francesi con il vespro”.

Qui sotto alcuni dei presidi. Per i politici è tempo di tremare. Link Sicilia seguirà passo dopo passo questa manifestazione.

Adesioni:

  • Autotrasportatori aderenti all’AIAS
  • Movimento dei Forconi
  • Commercianti
  • Pescatori
  • IGP Pomodoro di Pachino
  • IGP Limoni di Avola
  • A.P.M.P.

 Le manifestazioni principali saranno previste c/o:

  • Provincia di CataniaPiazzale antistante il Porto di Catania
  • Zona Industriale Rotonda VIII Strada
  • Tangenziale di Catania pressi svincolo Paesi Etnei
  • SS 114 Bivio pressi Hotel Orizzonte
  • Trepunti di Giarre
  • Provincia di MessinaPiazzali antistanti i Porti di Messina
  • Ingresso Milazzo, svincolo Giammoro
  • In prossimità del casello autostradale di Villafranca Tirrena
  • In prossimità del casello autostradale di Tremestieri
  • Provincia di PalermoCirconvallazione pressi rotonda di Via Oreto
  • Piazzale antistante il porto di Palermo
  • Piazzale antistante il porto di Termini Imerese e c/o la Zona Industriale
  • Rotonda Villabate
  • SS 121-189 Palermo – Agrigento in prossimità del bivio Vicari
  • Provincia di SiracusaRaffineria ESSO/ERG/SAXXON/AGIP/ENI
  • Autostrada SR / CT in prossimità dello Svincolo di Lentini
  • SS 115 pressi uscita svincolo di Avola
  • Provincia di RagusaScicli Contrada Rizza in prossimità del mercato dei fiori
  • Modica – Sacro Cuore
  • Piazzale antistante il Porto di Pozzallo
  • Piazzale antistante il Mercato di Donnalucata
  • Provincia di AgrigentoLa Rotonda Giunone
  • Provincia di CaltanissettaHotel Ventura / Rotonda Capodarso
  • Prossimità Raffinerie ENI-ENIMCO di Gela
  • Ingresso Gela provenienza Caltagirone
  • Rotonda Capodarso

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da http://www.linksicilia.it

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24 commenti su “La Forza d’Urto della rivolta in Sicilia. Operazione vespri siciliani, le Cinque giornate della Sicilia e i Forconi. Quando la rivoluzione parte dalla Sicilia”

  1. Andrea Dice:

    …FORZA SICILIA, questo è un momento in cui bisogna farsi sentire da tutti quelli che non solo fanno orecchie da mercanti, ma ostacolano chi cerca di tirare avanti con lavoro e sacrificio.

    Rispondi

  2. Mattia Cresta Dice:

    Come si dice “aiutati che Dio ti aiuta”. I siciliani stanno dimostrando grande coesione e grande spirito popolare. Hanno capito più degli altri, per cause di forza maggiore che il blog sottolinea saggiamente, che se non ti aiuti da solo non ti aiuta nessuno. E’ triste, ma è così.
    I risultati che ha ottenuto la sardegna e che sta continuando a ottenere e che ha in programma di ottenere se li sta sudando da sola. Ma è possibile una cosa del genere?
    Un augurio a tutti gli italiani di pronta guarigione di coesione popolare !! Mettiamola così.
    MC

    Rispondi

  3. Rosa Dice:

    E’ giunto il momento di essere un popolo con una propria identità. Questo articolo invita alla riflessione. Gli Italiani devono acquisire una coscienza. Sono stanca della mentalità creata da quel partito che si configurava nella religione e….non aveva nulla a che fare con i religiosi…..

    Rispondi

  4. domenico Dice:

    bellissima iniziativa, se rimane apolitica, teniamo duro in tutte le posizioni appena non arriva la benzina mandarenno l’esercito, fino ad allora il grosso dell’onda d’urto starà a guardare, così da constatare se è tutto organizzato o se veramente si vuole ottenere un po di rispetto per la nostra sicilia e per la nostra personalità.

    Rispondi

  5. Aurelio Dice:

    Direi che anche i politici siciliani, non sono esenti da resposabilità.Gli onorevoli del parlamento siciliano percepiscono uno stipendio più alto dei colleghi del montecitorio.
    Certo questa protesta andrebbe allargata al resto d’italia.

    Rispondi

  6. ricke Dice:

    Mi dispiace, ma per protestare contro chicchessia bisogna protestare con chi spreca a casa propria. Così come è stupido protestare contro i tedeschi o i politici tedeschi per la nostra situazione senza sputare in faccia ad alcuni politici italiani, primi responsabili, e fare mea culpa perchè li abbiamo eletti, costringendoli a cambiare anche con forti pressioni di piazza, altrettanto stupido è reclamare conto il Governo centrale, con un Governo regionale siciliano che permette chicche come un numero di dipendenti regionali da 4 a 8 volte quello medio delle altre regioni, uno stipendio medio di più di un terzo superiore a quello delle altre regioni, permessi il 1400% superiori, pensione con il retributivo collegato all’ultimo stipendio finchè hanno potuto, nonchè stipendi dei parlamentari superiori a quelli già vergognosi dei loro colleghi italiani e vitalizi imperterriti a età incredibili per chi dovrà farlo a 66 anni.

    Alla faccia di tutti.

    Così cari amici siciliani non vi resta che dirottare i TIR a Palazzo dei Normanni.

    Rispondi

    • Gabriele Frontini Dice:

      Perfettamente d’accordo, mi pare inutile protestare di fuori quando a casa (e ricordo che la Sicilia è una delle cinque regioni a Statuto speciale) c’è tanto di quel marcio che nemmeno ci si immagina.

      Rispondi

  7. Giuseppe Dice:

    Come al solito la protesta in Italia parte sempre dal sud.Per farci ascoltare ed ottenere ciò che ci spetta,basta bloccare i mezzi che trasportano i carburanti raffinati in Sicilia,che servono per il 50% del fabbisogno nazionale , ed il gioco è fatto.E’ giunta l’ora di far venire “la cacarella” a tutti quei bastardi politici ,specialmente del Nord,che non vogliono capire l’importanza che ha il sud nello scacchiere commerciale e finanziario nel resto d’Italia.Fosse stato per me questa manifestazione ad oltranza l’avrei fatta iniziare quando la fiat ha deciso di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese.E allora tutti a combattere contro la spacchiosità del nord,tutti uniti vinceremo.E che tutti i prodotti provenienti dal nord se li mettano tutti nel culo.

    Rispondi

    • domenico Dice:

      Se avessimo una legge elettorale che rispecchiasse la preferenza degli elettori, sicuramente non ci sarebbero tutti questi cialtroni, uomini che non possono essere chiamati Onorevoli, bensì mafiosi e tira piedi delle solite caste. In tutti i partiti di qualsiasi colore ci sono personaggi che dovrebbero stare in carcere, altri che dovrebbero essere processati altri che hanno un passato poco raccomandabile, quindi il momento politico che viviamo penso sia uno dei più bassi degli ultimi 50 anni. Va bene lo sciopero come si sta facendo in sicilia e non capisco perchè le altre regioni non si uniscano alla protesta, siamo tutti nella stessa barca, muoviamoci…….

      Rispondi

  8. NUCCIO LA MANTIA Dice:

    SPERO TANTO CHE LA STORIA SI RIPETA E CHE LA RIVOLUZIONE PARTA DALLA SICILIA

    Rispondi

  9. Angela Dice:

    Tutta la nostra vita si commenta da sola.La nostra grande terra e’ solo un fenomeno da baraccone diventata,vengono per ammirare le sue bellezze,ma poi quando ci troviamo nelle regioni verso il centro come sono costretta a stare io per motivi miei personali,ci guardano dall’alto in basso,ma da quand’e’ che ho avuto modo di conoscere alcune persone di questi posti…ho capito che ancora nella mia bella Sicilia si conosce la parola dignita’,qui e’ nuova per tutti.Ed’e’ vero il vecchio detto:megghiu lu tintu canusciutu chi lu bonu a canusciri.Santa verita’!Speriamo che ci tengano in considerazione e non ci trattino come la suola dello scarpone che rappresentiamo per l’Italia,perche’ se vogliamo siamo noi quelli in grado di poterlo sfilare lo stivale,e credo che ne verra’ fuori di puzza poi!

    Rispondi

  10. Marchesa Colombi Dice:

    per la cronaca. chi protesta, in questo momento, non sta sulla sedia comoda di Palazzo dei Normanni (ex-sede del Parlamento siciliano) ma è costretto a farsi pagare il grano a 15 centesimi al Kg a fronte di un costo di produzione che ammonta intorno ai 12. e questo perchè qualcuno ha deciso che in Italia si deve importare il grano dalla grecia, dall’ukraina o dal canada 10 giorni prima della trebbiatura in modo da far abbassare il prezzo del grano siciliano per poi poterlo comprare (a basso prezzo) e rivendere fuori dall’italia 10 volte tanto. chi protesta in questo momento lo fa contro le misure della cosiddetta ‘vendemmia verde’ che prevede un rimborso di 1300-2000 euro ad ettaro se l’agricoltore decide di buttare l’uva raccogliendola quando è ancora acerba. perciò, apriamo i nostri orizzonti e domandiamoci a che livello c’è del marcio. forse a livello nazionale/internazionale? visto che a decidere cosa ci sarà sulle nostre tavole sono 4/5 multinazionali che fanno cartello sui nostri prodotti? svegliamoci, signori e consumiamo ciò che è bene per la nostra salute e anche per il nostro futuro!

    Rispondi

  11. Marchesa Colombi Dice:

    e non lasciateci da soli, please!

    Rispondi

  12. Salvatore Azzaro Dice:

    l’Onda d’Urto dei nuovi Vespri Siciliani

    In mezzo al Mare Nostro,
    nella Terra più a sud,
    il cuore riprende a pulsare,
    brivido alla schiena
    per tutto lo Stivale.

    Si è svegliato dal torpore
    e si batte con fermezza
    il Popolo siciliano,
    tendendo con Amore
    ai più deboli… a mano.

    Poesia di Salvatore Azzaro da Giarratana.

    Una mia poesia, una mia canzone, un mio video…in sostegno del “soffio” dell’Onda d’Urto in Sicilia.
    Salvatore Azzaro, poeta e cantautore siciliano, impegnato contro le mafie.
    salvatoreazzaro59
    http://www.salvatoreazzaro.it

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