EQUITALIA: ISTRUZIONI PER L’ABUSO – Per non diventarne vittime

24 gennaio 2012

AntiEquitalia


Vi proponiamo un editoriale di carattere specialistico su Equitalia e il sistema tributario italiano, redatto dal Dr Daniele La Valle, Presidente del Consiglio Direttivo di NERO SU BIANCO, Associazione per la difesa dei diritti dei Consumatori e degli Utenti, per i lettori di Pensare Liberi. Buona lettura. NDR pensareliberi.com

*****

Tutti ne parlano, tutti la temono. Equitalia rappresenta, oggi più che mai, il simbolo di qualcosa che il popolo italiano ritiene ingiusto, sbagliato, afflittivo. Comprendiamo assieme il perché, tralasciando considerazioni di carattere politico o ideologico e scoviamo i metodi per non diventarne vittime.

Equitalia è l’agente di riscossione dei tributi, competente a riscuotere per conto dell’inps, dello Stato e, fino al 31 dicembre 2012, per conto dei Comuni che non si sono affidati ad altre agenzie di riscossione.

In pratica, è l’ente che ci costringe a pagare le tasse, le multe etc. per conto di tutti i soggetti sopra elencati, se non le abbiamo pagate alla normale scadenza. Equitalia, proprio per questo ruolo istituzionale, gode di privilegi ed agevolazioni peculiari, proprie solo di chi riscuote per conto degli enti pubblici.

Per meglio comprendere, è sufficiente fare una distinzione:

Il privato, cittadino o impresa, se creditore nei confronti di un soggetto, pubblico o privato che sia, deve affidarsi agli strumenti previsti dalla Legge, che, come noto, sono inefficaci, costosi, laboriosi e hanno tempi biblici. Ogni step deve essere autorizzato da un Giudice e portato a conoscenza del debitore, il quale può opporsi quasi a tutto, anche solo per procrastinare i tempi processuali.

Il controllo del Giudice è necessario per convalidare i crediti e le procedure esecutive adottate per riscuoterlo.

Riassumendo, il privato creditore (specie se creditore debole, con esigue capacità economiche) risulta pressoché impotente nei confronti del debitore; se poi quest’ultimo appartiene alla categoria dei c.d. nullatenenti artificiali, l’impotenza sarà assoluta.

E poi c’è Equitalia. Il supereroe del recupero crediti, munito di straordinari ed invincibili poteri, inarrivabili da chiunque altro. Ipoteche legali, fermi amministrativi, pignoramenti mobiliari ed immobiliari, tutto con un click, senza alcuna autorizzazione e senza l’obbligo di informare il destinatario. Incredibile.

Già, incredibile, ma non in Italia.

Equitalia riscuote per conto dello stato, più in generale degli enti pubblici, quindi si da per presupposto che “sia dalla parte del giusto”. Qualcuno la definisce  “ l’unica struttura in grado di condurre con efficienza la lotta all’evasione fiscale” (Saverio Fossati, Il Sole 24ore, 20/01/2011).

Eppure ho visto delle schifezze (scusate il termine, ma è il più appropriato che ci sia) fatte da Equitalia, che se le facesse un privato avrebbe cumuli di denunce.

Non parlo degli interessi assurdi, delle spese di riscossione mostruose, neppure delle procedure esecutive attivate in men che non si dica, come non parlo delle dilazioni con interessi montanti sugli interessi maturandi(!), perché tutto ciò, purtroppo,  è previsto dalla normativa di riferimento (Regio Decreto 639/1910, D.P.R. n. 602/1973, D.Lgs. n. 241/1997, D.Lgs. n. 46, 112 e 237 del 1999, D.L. 203/2005, D.Lgs. n. 546/1992, L. n. 106/2011 e L. n. 111/2011) che andrebbe urgentemente riformata.

Parlo di quando Equitalia va oltre ciò che la Legge le consente, ovvero, quando non può giustificarsi con essa.

Per permettere ai lettori di capire se hanno subito ingiustizie da parte di Equitalia, riporto alcuni esempi di ciò che può accadere ai contribuenti.

1) in qualche modo il contribuente scopre (Equitalia non avvisa), di avere un’ipoteca legale sulla casa (non quella a Cortina o a Forte dei Marmi, bensì la casa in cui vive con moglie e figlie e della quale sta cercando di pagare il mutuo), iscritta da Equitalia; si reca agli sportelli, e gli viene detto che deve pagare tutto ciò che risulta a ruolo, compreso il canone RAI della madre defunta 15 anni prima, il bollo auto del 1998, una multa del 1996, tutto con  importi decuplicati, ma gli propongono una vantaggiosa dilazione in 72 rate, con interessi montanti, e la promessa che quando avrà pagato tutto, libereranno la casa dall’ipoteca. Peccato che la maggior parte di quanto questo caro contribuente accetti di pagare, non sarebbe dovuto poiché prescritto.

2) Tizio scopre di avere un fermo amministrativo iscritto su un veicolo per la cartella xxx  di 1000€, di cui 500€ di carico, 250€ di interessi/sanzioni e 250€ di spese di riscossione; Tizio sa di avere altro da pagare in Equitalia, ma non può pagare tutto, quindi decide di pagare il necessario per togliere il fermo, altrimenti non sa come accompagnare i bambini all’asilo o come andare a lavorare.

Illustra la situazione allo sportello e gli dicono che può pagare un po’ alla volta, ma subito deve pagare una cifra di 500€; lui paga e ritira altri bollettini, di cifre variabili, che pagherà nelle prossime settimane, per un totale complessivo di 1000€.

Pagati i bollettini, tizio, convinto di aver pagato la cartella per cui era iscritto il fermo, chiede un estratto di ruolo; ebbene, la cartella xxx è diventata di 500€, di cui 400€ di carico, 50€ di interessi e 50€ di spese di riscossione, quindi  il carico è sceso di soli 100€, mentre sono stati pagati quasi per intero interessi e spese.

Vi chiederete dove sono finite le rimanenti 500€ versate da Tizio: bene, hanno pagato interessi e spese delle cartelle yyy e zzz, ormai prescritte, ma di cui il correttissimo impiegato di Equitalia aveva provveduto ad inserire gli estremi nei bollettini, senza informare il caro Tizio.

Per il nostro Ordinamento Penale, non si può parlare di usura ne di truffa; ma tutto questo è quantomeno definibile truffaldino, sicuramente privo di correttezza.

Correttezza. La stessa che hanno i contribuenti colpiti da Equitalia, che -contrariamente a quanto è in uso nel “sistema Italia”- hanno dichiarato i loro redditi, salvo poi non riuscire a pagare tempestivamente tasse e tributi che ne sono derivati.

Colpevoli di “sperperare” gli introiti piuttosto che risparmiarli per le tasse. Come se in Italia si riuscisse a guadagnare e mettere da parte qualche risparmio.

No, caro Fossati, Equitalia degli evasori non sa proprio nulla (opera iscrivendo a ruolo crediti già accertati dall’Agenzia delle Entrate, dall’Inps e da altri enti, il più delle volte derivanti da corrette dichiarazioni dei redditi e/o bilanci, sanzioni al Codice della Strada ed altro, che nulla hanno a che fare con l’evasione fiscale) e non fornisce alcun contributo nella lotta all’evasione.

Semmai costringe alla scelta: diventare disonesti o nullatenenti.

Vedo quotidianamente persone oneste, e non evasori, che cercano disperatamente un modo per risollevare la loro condizione economica, bissati da Banche che revocano fidi, non concedono prestiti e mutui, finanziarie assetate, aziende che li hanno licenziati o che non pagano loro i compensi, perché a loro volta in deficit, immobilizzati per il DURC (l’assenza del quale, per alcune aziende private, viene utilizzata quale motivo per non pagare i fornitori, seppure ciò non sia previsto da alcuna normativa, ndr).

Lo Stato, in queste condizioni, non dovrebbe autorizzare il proprio “esattore” ad agire con l’insensibilità di un boia e in modo scorretto; quantomeno, dovrebbe mitigarne l’azione, obbligandolo a procrastinare le dilazioni, ridurre gli interessi, sospendere le procedure esecutive e cautelari, cancellare i ruoli relativi a crediti prescritti, solo per citare i provvedimenti a costo zero.

In attesa di un desiderabile intervento dell’attuale legislatore (magari sollecitato -in modo lecito- dal popolo), invito i contribuenti ad alcune accortezze:

  • Ritirate sempre la posta (per la Legge italiana la notifica si perfeziona anche per compiuta giacenza delle raccomandate), diffidate della mala informazione che dice il contrario, vaneggiando citando sentenze rivoluzionarie quanto inesistenti.
  • Leggete le cartelle esattoriali, i solleciti di pagamento, le ingiunzioni etc. e cercate di capire cosa riguardano (spesso basta fornire la documentazione necessaria per farle annullare)
  • Se avete intenzione di presentare ricorso o contestare gli addebiti, non aspettate: i termini sono brevi, ed ogni fase ulteriore della procedura esecutiva riduce l’ambito dei motivi proponibili in sede di impugnazione; in pratica, se volete contestare una multa o un accertamento, fatelo subito, dire al vicino che avete subito un’ingiustizia non vi esimerà dal pagamento. Contestualmente, non improvvisatevi giuristi facendo copia-incolla di motivi trovati sul web, ricordatevi che perdere costa.
  • Se vi recate allo sportello di Equitalia, fatevi stampare un estratto di ruolo dettagliato, sarà utile per avere contezza di tutto ciò che risulta a vostro carico; è un vostro diritto, fatelo valere contro la reticenza degli operatori!
  • Prima di pagare, controllate cosa state pagando: se volete pagare una singola voce del ruolo, ovvero una singola cartella, controllate che la ricevuta di pagamento contenga i dati corretti.
  • Dall’estratto di ruolo capirete poco, è redatto in una forma criptica e non comprensibile ai più, ma sarà utile se vi rivolgerete a dei professionisti e comunque vi fornirà un quadro complessivo.
  • Diffidate da “esperti” dalle facili promesse: sono momenti difficili e molti stanno cercando di approfittarne, compresi soggetti muniti di titoli da cui dovrebbe discernere una competenza adeguata, ma in questo settore non esistono bacchette o formule magiche, ne tantomeno “santoni cancella-debiti”.
  • Se vi rivolgete a dei professionisti, saggiatene la correttezza, chiedete come e perché potrebbero farvi ottenere dei risultati, diffidando chi vanta segreti o metodi poco ortodossi, è solo l’anticamera di una truffa. Se ciò che viene promesso sembra troppo bello per essere vero, semplicemente non lo è.

Consiglio generale: non disperate ma non fate finta di nulla, i debiti non si cancellano con il tempo; se mettete la testa nella sabbia, lascerete scoperta la parte che permetterà all’esattore di compiere l’attività che preferisce…

Dott. Daniele LA VALLE

Presidente NERO SU BIANCO – Associazione per la difesa dei diritti dei Consumatori e degli Utenti
www.nerosubiancotorino.itinfo@nerosubiancotorino.it

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30 commenti su “EQUITALIA: ISTRUZIONI PER L’ABUSO – Per non diventarne vittime”

  1. Dario Sabbino Dice:

    Queste dritte sono utilissime per chi ha problemi quantitativamente risolvibili.
    Pensiamo però a una media/piccola impresa che fallisce. Sappiamo che l’ammontare dei debiti nei confronti di INPS e IVA e altre tasse è mediamente di 100.000 euro (questo perchè, nessuno lo dice, gli imprenditori smettono di pagare le tasse per pagare gli stipendi… però non si dice perchè l’imprenditore deve essere visto come L’EVASORE e quindi cattivo).
    In questo caso come si fa a pagare una cifra come quella se non superiore? Dilazionandola? Non è forse meglio, in questi casi, adottare la strategia San Francesco, ovvero spogliarsi di tutti i beni, risultare ed essere nullatenenti e mandare tutti a quel paese?

    Un saluto

    Dario

    Rispondi

    • Dott. Daniele La Valle Dice:

      Caro Sig. Sabbino,
      purtroppo, molto spesso l’unica via perseguibile è la “strategia San Francesco”, che il nostro sistema permette e proteggeda sempre. Tuttavia, la circostanza stessa che questa pratica diventi l’unica soluzione, testimonia di quanto sia squilibrata la pressione fiscale in Italia e quanto sia urgente riformarne drasticamente causa(malagestione dei conti pubblici) ed effetti (impossibilità a farvi fronte da parte dei privati).
      Perchè, se è vero che oggi sono tante le situazioni “irreparabili”, bisogna pensare al futuro e fare in modo che qualcosa -magari tutto- cambi, altrimenti, il futuro non c’è.

      Rispondi

  2. Luigi Dice:

    Mi auguro tanto che questo momento storico di vera rivolta popolare metta fine anche a voi che siete da considerare usurai disonesti che conduco le persone alla disperazione che spinge a atti che vi rendono anche assasini.

    Rispondi

  3. kiriosomega Dice:

    Storie difficilmente leggibili-
    I Rothschild, prima Meyer, il cui capostipite fu Amschel che ebbe 5 figli, erano usurai in Germania, in Assia-Hannau, e lì praticavano per il loro traffico usuraio simile a quello di molti ebrei; ma ottennero dal Langravio della contea, che era stato favorito dall’Amschel per certe sue necessità economiche, la possibilità di segnalare il loro negozietto, presente nel ghetto, con uno straccio rosso, in tedesco appunto “roth schild”. Poi, dallo stesso Langravio furono fatti conoscere alla “spiantata” e viziosa società “bene” del tempo, e di lì a breve già prestavano soldi direttamente al re di danimarca per certe sue guerre al seguito d’altri. In seguito, alla morte dell’Amschel, i figli, eccetto il maggiore che rimase in sede, sì distribuirono per l’Europa con solidi portafogli continuando l’usura che cominciò a chiamarsi “banca”, anche se istituti di questi tipo già erano presenti anche presso i popoli sumerici. Anche il piccolo Piemonte per l’apporto di Cavour ottenne in prestito, tra Nathan Meyer ed il fratello Charles, ben due milioni di euro (mio calcolo al valore corrente di questa moneta), ma sì pensi alla cifra rapportata con il costo della vita d’allora, per esempio, 12 kg di pane pianco costavano un poco meno di 1Taler Borbonico, Stato contro cui fu dichiarata la guerra. Ma già prima dei Rotschild, in epoca medievale, l’usura ed il recupero crediti era affidato dalla Chiesa Cristiana Cattolica agli ebrei, specie askenaziti, che potevano perciò trattenere circa il 25% delle somme recuperate. Equitalia, Serit in Sicilia ne è l’equivalente, non sono diverse come principio nell’azione svolta. In ogni caso possiamo dire che Rothschild ed Equitalia/Serit (più in piccolo) servono gli Stati, come gli Stati servono a loro!
    kiriosomega

    Rispondi

  4. marco,m Dice:

    Ammesso che una azienda sas fallisce, il titolare è pensionato, e anche se durante i 9 anni di procedura la sua pensione non è stata toccata, cosa si deve aspettare questa persona dopo la chisura del fallimento? Premetto che ci sarebbero i termini per la esdebitazione, ma dalle mie parti il giudice non la prende neanche in considerazione pur avendo il benestare del curatore. Sarei grato per una risposta a questa domanda, non avendo trovato nessuno che mi da certezze.

    Rispondi

  5. marco,m Dice:

    Vorrei precisare che a quella persona sono state alienate tutte le proprietà personali, e vorrei finire col dire che agli operai la detta sas pagò tutti gli stipendi prima di chiudere.

    Rispondi

    • Daniele La Valle Dice:

      Se non è stata concessa l’esdebitazione contestualmente al decreto di chiusura del fallimento, può richiederla con ricorso entro un anno dall’emissione del decreto. In caso di rigetto, può proporre reclamo alla Corte d’Appello. Tenga presente che è una concessione e non un atto dovuto, quindi pur sussistendo tutti i presupposti potrebbero non concederla.
      Ciò detto, se l’accomandatario è in regola con i contributi previdenziali e non ha altri beni, potrà essere aggredito il quinto della pensione.

      Rispondi

      • marco,m Dice:

        Grazie Daniele, per chiudere, il quinto sarebbe aggredito anche a un soggetto che in precedenza avesse chiesto la cessione del quinto stesso?

        Rispondi

        • Daniele La Valle Dice:

          Purtroppo, la Legge prevede che cessione del quinto volontaria e pignoramento dello stipendio possano coesistere sino a raggiungere il limite (al netto) dei 2/5 della retribuzione. Altro limite è rappresentato dal minimo sostentamento garantito, nel caso di stipendi/pensioni di importo ridotto. Tenga presente che senza conoscere le specifiche non posso far altro che darle informazioni “generiche”. In bocca al lupo.

          Rispondi

  6. maurizio Dice:

    buon giorno ….nn sono riuscito a pagare l’imps x tre anni consecutivi per via del lavoro che ce’ e nn ce’……oggi mi ritrovo a dover pagare a equitalia circa 45000 euro…..premetto che il debito era circa 9000 ed ora ho dovuto chiudere la mia attivita’……be’ fate voi …..disperato? no!! ma nn riesco piu a dormire tranquillo ……insomma come caxxo si fa a ridurre una persona ONESTA in questo stato!!!!!……forse anno ragione gli evasori totali …..se nn si evade ti distruggono………..scusate lo sfogo ma forse e ora che qualcuno di serio prenda in considerazione il pensiero delle persone x bene , visto che ci prendono x i fondelli dalla mattina alla sera !!!

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