Blocco della Sardegna – Coordinamento, determinazione e idee molto chiare


E’ arrivato in redazione questo dettagliato resoconto la cui fonte sono gli stessi manifestanti sardi. Buona lettura. NDR pensareliberi.com

Aggiornamento 14:30 – Le truppe dei Commercianti e degli Artigiani liberi, da Villamassargia, liberi hanno iniziato la loro marcia praticamente al buio. Cento chilometri più a nord i pastori, a Tramatza, si sono riuniti per preparare il loro piano di battaglia. Ma la vera sorpresa è arrivata nel bel mezzo della mattinata quando davanti al porto di Cagliari, lato Dogana, si sono schierati gli autoarticolati delle imprese di trasporti: facevano davvero paura.

I movimenti indipendenti, in azione sin dalle prime ore del mattino in diversi punti del sud Sardegna, stanno ottenendo l’effetto sperato: rallentamenti nelle due principali arterie che collegano il capoluogo sardo al resto dell’Isola e presidiata la Saras, i manifestanti stanno comunque ricevendo la solidarietà dei cittadini e in particolare dei camionisti che fermano i loro tir e aiutano a coordinare le azioni. In tarda mattinata la protesta si è spostata nel porto canale di Cagliari, dove sono confluiti quelli del presidio piazzale Trento e il gruppo di Sestu, guidato dal Movimento artigiani e commercianti liberi della Sardegna, che in precedenza aveva causato rallentamenti nella ex 131 nei pressi del centro commerciale La Corte del Sole. Intasato anche un tratto della 131 in direzione Sassari, la 195 verso Sarroch e la 130 in diversi punti, all’altezza di Elmas, Siliqua e Villamassargia. La protesta è pacifica: nessun incidente fino a questo momento. Intanto è in corso a Tramatza, in provincia di Oristano, una riunione del Movimento pastori sardi che potrebbero mettere in atto azioni di lotta nelle prossime settimane.

Il gruppo di circa 200 persone di fronte alla raffineria di Sarroch ha consegnato intorno alle 10.15 un documento indirizzato a Moratti. La dirigenza si è rifiutata di incontrare la delegazione dei manifestanti e perciò ci ha pensato la Digos a fungere da intermediario. Ecco il testo del documento:

Le associazioni e i movimenti qui rappresentati sono oggi davanti ai cancelli della più grande raffineria d’Europa, qui a Sarroch, per manifestare la drammaticità della crisi sarda che impoverisce sempre più tutte le categorie lavoratrici sia quella salariata sia quella così detta autonoma, degli artigiani, dei commercianti, dei trasporti, degli agricoltori e dei pastori.

La scelta della Saras non è casuale perché il prezzo del carburante incide pesantemente ed attraversa tutte le categorie che necessariamente fanno uso della benzina e del gasolio non solo per normale circolazione, ma specificamente per il lavoro.

La Sardegna in particolare è penalizzata sia per gli assurdi ed ingiustificati costi della corrente elettrica derivante da fossili sia per i costi enormi della benzina e del gasolio, che in presenza della raffineria dovrebbero avere ben altra incidenza.

I sardi già pagano pesantemente le servitù industriali e l’inquinamento che ne deriva sul proprio territorio senza alcun beneficio, relativamente al costo del carburante che in Sardegna dovrebbe avere un costo inferiore e scontato.

Per questo motivo siamo qui a rimarcare lo stridente e assurdo rapporto tra gli enormi profitti della Saras e l’inquinamento che, tra l’altro, sono usciti dall’obiettivo uno e dai vantaggi ad esso legati proprio per il superamento degli standard imposti dall’Europa a causa della ricchezza della Saras.

La giornata di oggi segna un limite oltre il quale non è più possibile andare. La Saras deve pagare pegno ai sardi, che non possono accontentarsi più delle sole buste paghe degli operai, che hanno pagato anche con la propria vita e pagano ogni giorno col rischio la perdita del loro lavoro.

Ora la Saras, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale, deve aiutare i sardi, riconoscendo loro uno sconto significativo sul prezzo dei carburanti che agevoli il loro lavoro e la loro vita.

I manifestanti

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2 commenti su “Blocco della Sardegna – Coordinamento, determinazione e idee molto chiare”

  1. Simone Dice:

    I Sardi così come i Siciliani vanno solo che sostenuti per loro causa. In questo momento sono sicuramente il motore di una rivolta giusta che è appena iniziata, dalla quale ci si aspetta tanto altro. SOLIDARIETA’ ASSOLUTA A TUTTI VOI!!!

    Rispondi

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  1. Una manganellata qua, un blitz là… « Buzz&m - 26 gennaio 2012

    […] anche in sardegna le proteste si fanno sentire. Attendiamo le notizie delle prime manganellate. Share this:Like this:LikeBe the […]

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