CAMBIANTI CLIMATICI GLOBALI


I fattori che possono modificare il clima del pianeta Terra sono molteplici e rispondono ad un numero così elevato di variabili che è praticamente impossibile prevedere cosa possa accadere, anche nel medio termine.

Innanzi tutto bisogna considerare che la terra non è un corpo celeste inamovibile e privo di cambiamenti spontanei, anzi tutt’altro, essa si comporta come un organismo vivente, e considerata nel suo insieme possiamo dire che lo è a pieno titolo. Quindi, dato per assunto quanto sopra, i cambiamenti climatici, ed anche altri tipi di modificazioni, possono manifestarsi a livello planetario spontaneamente, anzi, tenuto conto di alcuni fenomeni, quelli che sono diventati patrimonio delle nostre conoscenze, non escludendo che ve ne siano molti altri di cui ancora ignoriamo l’esistenza, possiamo calcolare, per grandi linee e con notevole approssimazione, quando si ripresenteranno fenomeni complessi e globali quali le glaciazioni.  Sicuramente si sono avute numerose ere con clima molto diverso da quello attuale, dal molto secco e caldo al l’estremamente piovoso fino al glaciale, con l’Europa coperta, fino all’Italia compresa, da uno spessore di ghiaccio alto circa due chilometri. L’ultima era glaciale si  esaurì circa diecimila anni fa, fu una sorta di mini glaciazione durata circa mille anni, iniziata in un un’epoca in cui l’uomo di Neanderthal conviveva con il Sapiens.

Sul cambiamento climatico molto influisce l’inclinazione dell’asse terrestre, il quale descrive un cono con il vertice ai poli e la base verso lo spazio infinito, detto fenomeno viene definito precessione ed ha un periodo di realizzazione, di un intero ciclo, di circa ventiseimila anni. L’inclinazione dell’asse terrestre modifica l’angolo di incidenza della luce solare, per cui, si passa da periodi di maggior riscaldamento della superficie del pianeta a periodi di freddo intenso, dovuti al fatto che i raggi solari colpiscono la Terra come una tangente. Oltre all’inclinazione dell’asse terrestre molto peso hanno le correnti marine, quelle calde, come la corrente del golfo che arriva sino a lambire le coste del Regno Unito, mitigando il clima. Correnti fredde, come quella di Humboldt, sortiscono l’effetto contrario.

Per quanto strano possa sembrare un riscaldamento del pianeta ha per conseguenza un repentino, centinaia di anni, raffreddamento del clima. Ciò è dovuto al fatto che lo scioglimento dei ghiacci polari produce acqua dolce, tale acqua ha minore densità rispetto a quella salata per cui rimane in superficie, è molto fredda ma riesce ugualmente a rimanere al di sopra di quella calda proveniente dal golfo del Messico, ciò causa un raffreddamento di tutta l’Europa continentale. Fatte le dovute considerazioni e tenuto conto anche della correnti marine dette El Niño e La Niña ora noi dovremmo trovarci all’inizio di un nuovo periodo di raffreddamento del pianeta, tale eventualità, sembra, sia contrastata dall’azione dell’uomo, che attraverso l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera genera il cosiddetto effetto serra. Vi sono, quindi, due forze contrastanti in gioco, una naturale ed una artificiale. Riteniamo che, essendo la Terra un pianeta con una massiccia biomassa, possa considerarsi, nel suo insieme, un organismo vivente essa stessa, per cui alla fine a prendere il sopravvento saranno le forze naturali che tendono alla conservazione dei cicli ripetitivi. Insomma per ora l’ipotesi più accreditata è che avremo brevi estati caldissime e inverni sempre più lunghi e freddi, un clima tipicamente continentale che si estenderà a tutto il pianeta, zone costiere comprese.

L’uomo ha già superato dei periodi molto freddi, l’ultimo, una mini glaciazione, nel diciassettesimo secolo. Probabilmente supererà un tale evento anche se sarà costretto a rinunciare a molte delle comodità che rendono, oggi, la sua vita più comoda e piacevole.

In fin dei conti il popolo inuit vive da sempre in tale stato.

Bisogna farsene una ragione, la Terra attua i suoi programmi senza tener conto dell’uomo. Noi ci sentiamo importanti e riteniamo che il pianeta Terra sia di nostra proprietà, commettiamo lo stesso errore della pulce che vivendo tra la peluria di un cane ritiene di essere padrone del suo mondo.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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3 commenti su “CAMBIANTI CLIMATICI GLOBALI”

  1. Rosa Dice:

    Complimenti! E’ un’analisi profonda. Rosa

    Rispondi

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