LO STATO SOCIALE


Oggi l’Italia è il fanalino di coda della democrazia europea, i cittadini sono sottoposti a continui, ed inutili, controlli che ci fanno capire, casomai la cosa ci fosse ignota, che viviamo in uno stato di polizia. Evidentemente chi ci governa teme che gli abusi a cui siamo sottoposti possano, prima o poi, sfociare in tumulti se non in aperta ribellione.

Quanto è successo ultimamente in Grecia è solo un pallido esempio di ciò che potrebbe succedere in Italia, infatti da noi la democrazia, e con essa i cittadini, è calpestata ben più duramente che non in Grecia.

Volendo fare un elenco delle cose che non funzionano toglie il fiato e alla fine ci si rende conto che è molto più facile elencare le cose che funzionano. E… poi ci si arrende, qui non funziona un accidenti di niente, meglio è dire che per il 99% della popolazione tutto va a rotoli, per la restante parte di italiani, invece, la vita è bella e facile, vivono nel lusso e si godono i privilegi di casta. Dunque il principale problema è una iniqua suddivisione della ricchezza: ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri.

La classe politica si fa portavoce solo delle aspettative di quell’1% che hanno il denaro e il potere, anzi i politici ne fanno parte integrante e, dunque, difendono i loro privilegi.

Ci propinano idiozie ammantandole di santità, il profeta di turno ci vuole convincere che se non faremo sacrifici indicibili ci colpiranno i fulmini divini, certo i sacrifici li devono fare chi è abituato a farli, mica si può chiedere ad un senatore, un deputato o un ricco benestante di scendere la loro piedistallo. Chi invece già nuota nel fango se affonda ancora un po’ magari neanche ci fa caso. Così pensa chi ci malgoverna, in realtà portare il peso della crisi e soffrire sapendo che sarà inutile sacrificio sconvolge tutti e predispone all’ira, che forse sarà un peccato capitale ma se serve spazzare via i parassiti ben venga.

Certo se preferite dire al vostro bambino, quando vi chiederà un pezzo di pane, che oggi non si mangia perché dobbiamo farci carico dei sacrifici necessari a restare in Europa, allora siate mansueti.

Se dovrete spiegare alla famiglia che avete perso la casa perché il vostro negozietto è fallito a causa della recessione e dell’inevitabile detrimento dei consumi e che siete dei senza tetto, allora accettate con santa rassegnazione ciò che vi infilano… in gola.

Se dovrete spiegare a vostra moglie che siete tornato a casa con la testa rotta da una manganellata perché protestavate per la perdita del posto di lavoro, scambiate pure un segno di pace con chi vi ha pestato.

Questo stato è sociale nella misura in cui riesce a fregarci tutti, in questo è la massima espressione della solidarietà sociale: noi soffriamo e loro godono. Sempre di solidarietà si tratta, a senso unico ma molto, molto gradita.

Giustamente non comprendiamo perché si debba sperare in una vita migliore e nel rispetto dei propri diritti quando avremo tutto e di più in paradiso. In fin dei conti chi ci opprime ci fa un piacere, ci aiuta ad avvicinarci puri e santi al trapasso verso una vita migliore. E non pensate che in tal modo lascerete i vostri figli a soffrire per il piacere dei figli dei delinquenti odierni, è un pensiero gretto e meschino, indegno di chi si predispone con la sofferenza del corpo mortale al benessere della sua anima immortale.

Fate un po’ come volete, per quanto mi riguarda sono stufo di essere trattato a calci in faccia, di vedere teste di c… fare la bella vita, sapendo, per di più, che non valgono una mazza. Della mia anima immortale me ne sbatto e del paradiso pure.

Voglio giustizia qui e ora, non la aspetto da nessuno, me la prendo e se per farlo dovrò tagliare la mano a qualche ladro lo farò e state sicuri dormirò finalmente una notte tranquilla sapendo che quella mano non entrerà più nelle tasche di nessuno.

Come dite? Sono un provocatore, un arruffa popolo, un esacerbatore d’animi. Può essere che io sia tutto ciò ed altro ancora, ma coglione no.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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4 commenti su “LO STATO SOCIALE”

  1. antonia Dice:

    Ciao Luigi,mi trovi in perfetto accordo con tutto cio che hai chiaramente spiegato,e anche io mi sento umiliata e offesa come cittadina e come persona intelligente che non si fa manipolare dai media e che vede con lucidita’ il baratro nel quale stiamo sprofondando.L’altra sera ero sbalordita e impotente ascoltando alla tv ,non ricordo quale trasmissione,dove enunciavano dati statistici,dove dicevano che la maggior parte degli italiani sono contenti della manovra MONTI,detta anche MACELLERIA SOCIALE,termine piu che appropriato.Nessuno ha chiesto il mio parere e mi dissocio da queste false opinioni.Sono una pittrice,che strano ,ma sembra che gli artisti siano esseri invisibili da non tenere in alcuna considerazione,e sto facendo una fatica disumana per sopravvivere.Ciao e grazie

    Rispondi

  2. pagel9284 Dice:

    Mi trovo d’accordissimo…

    Rispondi

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