PRIMAVERA ARABA – Integralismo truccato da democrazia

19 marzo 2012

Cambiamento Globale


In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un vasto fenomeno che ha interessato il mondo arabo, o per meglio specificare i paesi arabi propriamente detti ma anche quelli semplicemente di religione islamica. Infatti occorre dire che, pur facendo tutti riferimento alla patria del profeta, non tutti i paesi islamici sono arabi, anzi il più grande e popoloso paese islamico, l’Indonesia è tutt’altro che arabo.

Il fenomeno a cui facevamo riferimento è un sussulto di rivolta che dallo Yemen ha attraversato tutto il nord Africa, ha investito pesantemente paesi come la Siria ed ha sconvolto l’assetto politico di vaste aree. Occorre dire che paesi come la Libia, travolta dai moti rivoluzionari, come la Tunisia, l’Algeria, L’Egitto, la Siria, lo Yemen, non hanno mai brillato per aspirazioni democratiche, anzi in questi paesi abbiamo sempre, costantemente assistito alla sistematica violazione dei diritti umani. Dunque un cambiamento era auspicabile. Purtroppo dobbiamo anche considerare le cose da un diverso punto di vista: questi regimi forti arroganti costituivano, comunque, un muro, un baluardo non già a difesa della democrazia ma facenti funzione di argine al dilagare dell’integralismo islamico, propugnatore della guerra santa, del proselitismo armato. Dopo l’11 settembre 2001 le grande formazioni terroristiche, che già si erano fatte le ossa nella guerra in Afghanistan contro i russi, e poi nei Balcani con il placet degli USA e dei paesi occidentali, hanno raggiunto un tale grado di organizzazione e di efficienza militare da poter portare l’attacco al cuore dell’occidente, attentato alle Torri Gemelle, e poi poter iniziare una vasta manovra di accerchiamento dei paesi occidentali. In poche parole noi crediamo che dietro la così detta primavera araba si nasconda un ben agguerrito movimento islamico il cui scopo è di penetrare pesantemente in territorio occidentale. Crediamo che lo scopo principale di questi eserciti del Profeta Maometto sia di ripristinare almeno lo stato di cose antecedente al 1492, anno in cui si completò la “riconquista” spagnola con l’annullamento dell’ ultima enclave  mussulmana in territorio europeo occidentale.

Purtroppo gli stessi dimostranti, che spesso sacrificano la loro vita, non si rendono conto che stanno combattendo per consegnare il loro paese nelle mani dell’unica forza ben organizzata in grado di gestire un “dopo rivoluzione”, gli integralisti.

Se paesi come l’Iran sono stati solo sfiorati dalla crisi è perché il regime è già di tipo teocratico fondamentalista o ancora troppo forte per poter essere attaccato.

L’avvio a questi fenomeni di espansione militare-religiosa è stato dato da una male accorta politica militare e sociale di paesi come gli Usa e la UE che si sono buttati alla cieca in conflitti che non potevano essere vinti, Afghanistan ed Iraq, il primo perché coinvolgeva un paese dalle caratteristiche geografiche molto difficili, i russi ci si erano già spezzati i denti, il secondo perché era condotto su un territorio vastissimo. La supponenza di poter vincere una guerra su simili scenari con poche centinaia di migliaia di uomini è stata fatale. Così come letale è stato fare eccessivo affidamento alla tecnologia. Un combattente che non usa mezzi tecnologici, oggi, è praticamente invisibile, si sposta con facilità e si confonde agevolmente. Il risultato è che gli invasori occidentali si sono ritirati e continuano l’opera di sganciamento lasciando i territori in condizione ben peggiori di come li avevano trovati. L’Iraq era un paese stabile, assolutamente antidemocratico e governato da un tiranno, ma quel tiranno aveva sostenuto per ben dieci anni l’onere di una guerra contro il ben più pericoloso Iran.

Aver mal valutato le possibili ripercussioni di un intervento militare, aver sopravvalutato le proprie possibilità di vittoria ci costringe ora doverci preparare a difendere i nostri confini. La Libia è a poche centinaia di miglia dall’Italia, dall’altra parte del Mediterraneo. Siamo sicuri che quando i propugnatori della guerra santa saranno pronti noi saremo costretti ad affrontarli sulla porta di casa. Inoltre aver permesso l’ingresso di tanti immigrati, senza verifica alcuna, ha fatto si che, sicuramente, molte basi siano già state gettate per portare la guerra nel cuore dell’Europa.

Le alte gerarchie militari, i signori della guerra, imparino dal passato come si affronta un immane pericolo quale quello dell’integralismo islamico. Personalmente non abbiamo alcuna preferenza religiosa, ma non intendiamo stravolgere il nostro stile di vita per uniformarci alla volontà del profeta. Io non chiedo ai musulmani di convertirsi o farsi atei, loro facciano altrettanto e imparino a rispettarci anche se noi non siamo così “civili” da lapidare una donna perché ha peccato.

Occorre chiarire particolari, di non secondaria importanza, che per motivi politici e di convenienza non sono mai adeguatamente evidenziati.

I gruppi terroristici e le organizzazioni islamiche, fomentatrici dell’odio razziale e religioso, non hanno alcun interesse a che si raggiunga una situazione, se non di pace, almeno di tregua, con l’Occidente tutto e con Israele in particolare. Non si pensi che le motivazioni siano solo religiose o ideologiche, molto più prosaicamente, si tratta di motivazioni economiche. I gruppi armati, tendenzialmente a carattere terroristico, ricevono un enorme flusso di denaro che giunge loro da un gran numero di paesi musulmani, anche e soprattutto, da quei paesi che a parole si dichiarano amici dell’occidente ma nei fatti armano la mano ai jihadisti, ne sono un esempio il Pakistan e l’Arabia Saudita, in questi paesi vige la Shari’a, legge coranica, sono quindi, assolutamente, antidemocratici e per di più doppiogiochisti per antonomasia.

Un’organizzazione estremistica che abbandonasse la lotta armata sostituendola con un dialogo multirazziale e multiconfessionale si vedrebbe tagliare i fondi e con essi il potere che esercitano sulla popolazione civile. Inoltre ogni musulmano emigrato fuori dalle aree di influenza islamica è costretto a versare una consistente parte dei suoi guadagni per la causa della guerra santa. Attraverso un’accorta opera di propaganda riescono ad avere il controllo su vasti strati di popolazione, generalmente diseredati, con piccoli aiuti economici fanno proseliti e riescono a tenere sempre accesa la fiamma dell’odio. In Palestina il gruppo terroristico denominato Hamas, filo iraniano, ha vinto le elezioni proprio con questi metodi e si contrappone alla più moderata Autorità Palestinese la quale, pare, sarebbe disposta ad un dialogo con Israele, per altro già iniziato ai tempi del defunto Arafat. In Libano, ugualmente hanno conquistato il potere il partito degli Hezbollah, filo siriano, un’organizzazione armata e antisemitica.

Da alcuni anni all’interno del mondo islamico è in gioco una forza centimetra che tende ad impossessarsi del potere, ha fare da elemento di coesione tra le innumerevoli anime dell’Islam cercando di fare quel che mai è riuscito a nessuno, creare un unica grande patria, e se non proprio tale almeno una confederazione di stati che si muovano sotto un’unica regia.

Le grandi organizzazioni terroristiche, come al qaeda, non sono schegge impazzite ma agiscono in base ad un’attenta strategia militare-politica.

L’errore enorme dei paesi occidentali è di sottovalutare il potere di queste organizzazioni, di voler, a tutti i costi, credere che siano delle bande criminali che si possano distruggere con ben mirate azioni di polizia, di non volersi rendere conto che è in atto una guerra. Questa guerra è ora in una fase iniziale, diremo che assistiamo a sporadiche azioni dimostrative messe in atto solo per saggiare la capacità, e la volontà, di reazione dell’occidente. Non si tratta di essere prevenuti nei confronti di chi è diverso per razza o per religione, si tratta di incominciare a pensare che è il caso di prepararsi alla difesa del proprio stile di vita e della propria libertà. Alla base di tutto occorre tener bene a mente che la pace bisogna volerla in due, la pace unilaterale si chiama semplicemente resa.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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3 commenti su “PRIMAVERA ARABA – Integralismo truccato da democrazia”

  1. Giovanni Molè Dice:

    Carissimo amico, mi permetto di fare una critica al tuo pezzo. L’occidente prima di lottare contro un fantomatico nemico che minerebbe le nostre presunte “libertà” (mi viene da ridere) dovrebbe pensare seriamente a come uscire prima dalla propria empasse che l’ha portato alla decadenza e all’oscurantismo di cui siamo modestamente “portatori sani”. Qui la religione, la fede, la chiesa e come caspita le volete chiamare, sono solo strumenti per controllare masse informi di persone che si scagliano contro altre persone convinti di fare il bene comune e addirittura insegnare a vivere ad altri in modo “democratico”. La tanto decantata civiltà, di cui l’occidente si vanta di esserne la culla e che con così prodiga generosità si preoccupa di insegnarla ad altre civiltà (buone/cattive che siano, sarebbero pure cazzi loro), è ormai solo un grande bluff. E’ merce avariata. Una tragica commedia di cui noi (io e te compresi, nostro malgrado) siamo attori inconsapevoli, convinti di vivere in un posto speciale, un posto dove sei libero di vivere la tua vita e impostarla come meglio credi, sotto l’aura della sacralità del diritto, della democrazia, delle leggi. Le stesse leggi e lo stesso diritto che possono essere manipolati al solo fine di consentire ad uno sparuto gruppo di persone privilegiate di decidere le sorti del mondo intero attraverso l’uso corrotto degli strumenti più disparati (politica, economia, informazione, compresa la finanza fai-da-te) e che a causa delle quali io, tu e milioni di nostri simili siamo ridotti in schiavitù. Carissimo amico, l’occidente non deve difendersi solo dall’islam, ma deve prima lottare contro se stesso e la sua arroganza, contro l’ignavia della sua gente. Prima di esportare democrazia dovrebbe abbattere le assurde dittature di cui è vittima la sua gente. Prima di guardare le pagliuzze negli occhi altrui, dovrebbe togliersi le travi nei propri. Perché se no, l’occidente, si è già fottuto con le sue mani. Quindi, l’Integralismo truccato da democrazia, da parte di chi sarebbe ? Buona giornata.

    Rispondi

  2. Luigi Orsino Dice:

    Sono daccordo con te, l’occidente è attraversato da una crisi globale che mette a rischio la tranquillità di ognuno di noi. Se non si è un gran benestante è facile finire nel baratro dell’indigenza. Io stesso ho dovuto affrontare, e sono ancora nei problemi fino al collo, grandi ostacoli. Da 15 anni mi batto contro la camorra che, unitamente allo Stato, mi hanno portato via tutto. Eppure ti dico che bisogna tener sempre presente che ci sono altri pericoli in agguato, altre nubi minacciose che si affacciano all’orizzonte. Vero è che non abbiamo grandi libertà da difendere, purtroppo, altrettanto vero è che soffriamo perchè afflitti da una classe dirigente oligarchica e arroccata nella difesa dei propri privilegi. Ma almeno i tempi di Giordano Bruno sono passati, oggi, io e te, possiamo parlare di queste cose, io posso professarmi ateo, non dobbiamo temere di essere condannati a morte. Prova a fare lo stesso in Iran, la legge coranica si abbatterà su di te come una scure. L’islamizzazione dell’occidente è un problema da non sottovalutare. Tutti coloro che pretendono di essere i depositari dell’unica verità sono estemamente pericolosi. Sicuramente noi non stiamo messi bene, ma c’è chi sta peggio.
    Lottare per migliorare la democrazia nel nostro paese non esclude, anzi, che si debba fare in modo di tenere lontano da noi modi di vivere che ci sono alieni.
    Non sono contro l’Islam, come non sono contro i Buddisti o gli induisti o i cristiani. Ma sono decisamete contro ogni forma di fondamentalismo.
    Se hai letto altri miei editoriali avrai notato che tratto gli argomenti più disparati, ma quelli sociali sono i miei preferiti. Già domani pubblicheremo un nuovo editoriale che tratta, ancora una volta, dell’attuale situazione economica italiana.
    Grazie del commento, solo attraverso il confronto civile delle idee vi può essere crescita intellettuale.
    Luigi Orsino

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  3. ludwig375 Dice:

    ma ancora crediamo alla favola di Al qaida? Alla lotta contro questo pseudoterrorismo, della serie: “siamo a buon punto ma è ancora lunga …”; ma per favore …è come se la juve giocando in 20, per battere il solo portiere del Cesena, avesse bisogno dei tempi supplementari ….

    Rispondi

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