La violenza spirituale

4 aprile 2012

Cultura e Società


Nei primi mesi di questo anno, sono state 20 le donne uccise e massacrate da un uomo. Pochi giorni fa, a Brescia, un uomo ha ucciso la ex moglie, il suo nuovo compagno e la figlia di lei.

Quante violenze accadono nella tranquillità familiare? Tanti uomini credono che picchiare la moglie non sia reato; che rivolgere espressioni ingiuriose non sia reato.

Ed ecco il dramma: uomini e donne si devono reinventare. In che senso? Occorre proporsi in modo più spontaneo e ripartire dai semplici sentimenti di comprensione: comprendere per scoprire il dialogo.

Pier Paolo Pasolini sosteneva che “la comune coscienza è inadattabile alle atrocità” e quindi, la coscienza è un nostro valore.

Noi viviamo in una società in cui esiste la paura di esporsi, la paura di raccontare fatti sgradevoli.

Voglio generalizzare: non è solo la violenza domestica, ma la violenza nei rapporti umani, la violenza delle parole, dei gesti,delle azioni e dei pensieri. Donne che sono violente con i compagni e uomini violenti con le compagne..Il dualismo dispotico si può annientare.

Seneca scriveva, citando la moglie Paolina che “comincio a pensare a me stesso, per pensare a lei. Il Nostro esprimeva un affetto sincero per la giovane moglie.

Tutti noi abbiamo il dovere di ripartire nella dimensione della comunicazione, verso il superamento dell’egoismo esasperato. Proviamo ad essere più sensibili… anche se la mia angoscia è che noto un potere corrotto e ripugnante.

Le donne che sono al governo “tecnico” sono coloro che non accolgono le rivendicazioni dei cittadini che lavorano sacrificandosi. E si continua a degradare noi, i cittadini di questo Paese.

L’aurora

L’aurora invade i miei pensieri.
Eterea la mia mente
in un orizzonte lontano.
Un fremito un mistero ignoto
mi avviluppa
in una speranza nebulosa.
E’ impalpabile la vita…
leggera la mia anima.
 
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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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7 commenti su “La violenza spirituale”

  1. abbaschia Dice:

    Non so quanta validità possa avere un messaggio di pace io lo invio,a te,se trattenerlo o meno;che questa Pasqua ,e ancora, possa spensierarti donandoti tutti gli affetti che ti mancano.auguri

    Rispondi

  2. Rosa Dice:

    Il tuo messaggio mi inonda il cuore, Abbaschia. Desidero che il popolo italiano si svegli…..ieri un operaio si è suicidato, un imprenditore si è suicidato…..forse è giunto il momento che lo faccia anche io questo gesto. I MIEI APPELLI NON HANNO AVUTO RISCONTRO: i malati oncologici sono alla deriva. LE ASSOCIAZIONI anticancro non tutelano chi lavora nel settore pubblico. Dopo 5 anni il malato oncologico risulta guarito e le percentuali di invalidità vengono ridotte. Esiste la recidiva e quindi non si guarisce mai dal cancro. Questa è la verità, dura, disarmante, tetra da accettare…..Rosa Mannetta

    Rispondi

  3. Anna F. Dice:

    Sempre più casi di omicidi nell’ambito familiare, tanti di violenze fisiche (e quelle denunciate, dopo vari episodi subiti, sono solo una minoranza rispetto a quelle effettivamente perpetuate), ma tantissima violenza psicologica sommersa che non emerge perché spesso la vittima stessa non riesce a prenderne coscienza, subisce senza ribellarsi e quando decide di denunciare si trova nella difficoltà di provare una violenza che ferisce dentro, mortificando l’anima, spegnendo lo sguardo.

    In una società individualista, dominata dall’egoismo esasperato, dalla violenza, dalla prevaricazione, dalla mancanza di rispetto occorrerebbe prima di tutto una RI-EDUCAZIONE e quindi una ri-scoperta del dialogo, invece della sovrapposizione di monologhi, basato sul recupero dell’ascolto dell’altro, sempre più raro.

    VIOLENZA NON E’ AMORE.

    “Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza.” C. Pavese

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  4. Rosa Dice:

    Cara Anna la violenza NON é AMORE, la violenza è un annegamento dell’anima, la violenza è disperazione per non avere la forza di reazione, la violenza è imposizione sulla propria volontà personale. Come al solito, pongo il problema e mi gratifica essere seguita……perchè i messaggi quando sono letti, evidenziano che il cuore di ognuno di noi è stato coinvolto….non importa come,ma è stato coinvolto.

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  5. Alessandro Pagella Dice:

    Sono d’accordo sulla necessità assoluta di reinventarci tutti da capo,perchè siamo figli/nipoti e pronipoti di mentalità,usi,convinzioni uno peggio dell’altro..da qualunque parte la si prenda:furono inventati ruoli,sottoruoli,doveri e maschere varie e ci furono marchiati a fuoco sulla pelle…io,come uomo,garantisco che l’esistenza da maschio umano è tra le meno appetibili dell’Universo( e mi mantengo nell’eufemistico);sono da sempre controcorrente,e la cosa che più mi ha ucciso dentro mille e mille volte è da sempre la mentalità di “ruoli” e ” doveri” maschili e femminili…lo scontro trai sessi mi ha ammazzato dentro e per quello ho deciso di non contribuire a questa oscenità amorale,facendo figli,che fossero femmine o maschi…E’ una matrice che non mi appartiene,probabilmente non sono di questo Mondo. Però apprezzo e sottoscrivo i tuoi suggerimenti,ossia il dialogo,la comprensione ed il rispetto reciproci,trai sessi. Personalmente poi,carissima Rosa,ti invio un’abbraccio di luce dal mio cuore e ti auguro di trovare la disinvoltura coraggiosa necessaria ad attingere a quel Sole di Luce taumaturgico che possiedi dentro di te,come tutti,ma che il pensiero corrente disconosce ed induce tutti a dimenticare… Un bacione. Alessandro.

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