PREMIATA DITTA ATTILIO BEFERA E COMPANY


Attilio Befera e Fabio Fazio

Chissà Dante dove collocherebbe il direttore dell’Ufficio delle Entrate e presidente di Equitalia? Chissà quale pena inventerebbe per lui basandosi sul principio del contrappasso?

Sicuro lo strapotere che egli gestisce non può essere scevro da sospetti e critiche. Equitalia, come noto, è una società per azioni posseduta per il 51% dall’Ufficio delle Entrate e per il 49%  dall’INPS, già questo ci sembra un notevole caso di conflitto d’interesse.

Il creditore (Ufficio delle entrate o INPS) non può essere al tempo stesso anche esattore e addetto alla riscossione forzata di crediti insoluti; insomma le funzioni di Giudice, giuria e boia non possono essere delegate ad un’unica società, Equitalia appunto.

Se poi consideriamo che l’Ufficio delle Entrate ed Equitalia sono dirette dallo stesso personaggio allora il conflitto d’interessi diviene più che un sospetto, diviene una tragica certezza.

La volontà inquisitoria, la bramosia di voler perseguire ad ogni costo, chi è debitore, o presunto tale, verso lo Stato, senza tener conto delle motivazioni che hanno causato lo stato di insolvenza, è talmente forte che si è disposti a passare sopra ad ogni considerazione di buon senso, affidando un enorme potere ad un solo uomo che in pratica detiene nelle sue mani le sorti di svariati milioni di italiani. La tentazione è troppo forte e la carne è debole, si sa, per cui il buon senso, sempre lui, imporrebbe di diffidare di chi gestisce troppo potere.

Inoltre il Sig. Befera, conscio della forza di cui dispone, non manca occasione per lanciare messaggi inquietanti, minacciosi proclami nei quali, novello Torquemada, garantisce persecuzioni a tappeto contro tutti coloro che egli ritiene evasori fiscali.

Poiché lo Stato parte dal presupposto che tutti gli italiani siano evasori, salvo riuscire a provare il contrario, cosa quasi impossibile da farsi, egli garantisce che chi perseguiterà tutti, indagherà su ogni nostro più piccolo acquisto, controllerà ogni movimento bancario, setaccerà la nostra vita senza nulla tralasciare.

Se vi state chiedendo dove sia finita la privacy, che fine abbiano fatto i diritti civili, rassegnatevi, sono finiti nel cesso, preceduti e seguiti da tutto ciò che rendono un uomo libero differenziandolo da uno schiavo.

Qualche giorno fa il bieco inquisitore alla richiesta di esprimere un parere sull’impressionante numero di suicidi che sta sconvolgendo il nostro paese ha risposto con brutale arroganza che chi non è in difetto non viene perseguito, se chi viene perseguito prende decisioni drastiche forse ha molto da temere e che in ogni caso lo Stato non si fermerà ma continuerà, impassibile, a tartassare e strangolare.

E’ bravo il nostro censore! Noi dobbiamo essere perseguitati e i nostri morti vengono derisi, intanto lui favorisce i suoi parenti:

Da “Il Giornale.it”  – Cos’hanno in comune Coni ed Equitalia? Apparentemente nulla, se non la medesima origine pubblica. In realtà, i top manager del Comitato Olimpico Nazionale e dell’azienda di Stato che si occupa della riscossione dei tributi, Raffaele Pagnozzi e Attilio Befera, hanno provveduto a sistemare i rispettivi figli con assunzioni incrociate. Il curioso intreccio, più simile a uno scambio azionario che a un favore tra amici, viene segnalato dal quotidiano economico Italia Oggi. Protagonisti sono Marco Befera, figlio dell’amministratore delegato di Equitalia, assunto mesi fa al Coni e inserito nei servizi legali, e Flavio Pagnozzi, figlio del segretario generale del Comitato olimpico, da poco in organico della S.p.A. del fisco. Interessante rilievo: Raffaele Pagnozzi è anche amministratore delegato della Coni servizi S.p.A., società controllata dal ministero dell’Economia che, guarda caso, controlla anche Equitalia attraverso l’Agenzia delle Entrate. L’operazione a vantaggio dei rampolli dei manager di Stato non ha nulla di irregolare e sarebbe passata inosservata se i soggetti coinvolti operassero in ambito privato. Ma la cosa inevitabilmente «fa notizia» se sotto i riflettori finiscono due big del cosiddetto «pubblico», con il relativo strascico di polemiche e obiezioni. Così, in attesa dei probabili giri di valzer che accompagnano il passaggio delle consegne tra un governo e l’altro, chi può si organizza, mettendo gli eredi al riparo dalle intemperie. Il vecchio modello della provvidenziale «raccomandazione», insomma, non tramonta mai.

Questo sarebbe l’archetipo del fustigatore della morale pubblica?  Costui può permettersi di chiamare tutti noi evasori?

I suoi scheletri nell’armadio devono essere per forza di cose numerosi, nessuno arriva gestire tanto potere senza scendere a compromessi, senza tacitare la propria coscienza, ammesso che ne abbia una, rendendola satolla di privilegi e lussi che lo elevano, pensa lui, al di sopra della gran massa di pezzenti, noi, che sguazzano nelle difficoltà quotidiane.

Evasori, dice lui, ma è essere evasori cercare di evitare, almeno un po’, almeno in piccola parte, una pressione fiscale che sfiora, quella ufficiale, il 60%? Io credo che si tratti di LEGGITTIMA DIFESA. Se qualcuno cerca di portare via il pezzo di pane che faticosamente sono riuscito a portare a casa e per contro, cercando di attenuare il danno, cerco di nasconderne un pezzo, io non mi sento un criminale. Criminale è chi affama la mia famiglia. Qui parliamo di gente come tutti noi, non di grandi evasori, quelli non vengono mai toccati seriamente, anzi siedono comodamente alla stessa tavola dei criminali che ci strangolano e con loro si spartiscono il maltolto.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello. Nave sanza nocchiere in gran tempesta. Non donna di province, ma bordello”. (Dante).

Magari fosse donna di bordello, le onesti lavoratrici del sesso, spesso hanno un cuore e sentimenti nobili. Vendere il proprio corpo non significa, necessariamente, mancare di valori morali,anzi, chi ha sofferto è portato ad aiutare chi soffre. Oggi la nostra sopravvivenza è nelle mani di individui senza scrupoli, delinquenti che pur di godere di denaro e potere hanno portato la morte fin dentro le nostre case.

Il nostro destino è sopportare? Soffrire in silenzio? Porgere l’altra guancia? Non credo proprio! Il cane che troppo abbaio mai morse, quello che accusò in silenzio le legnate, a tempo debito, azzannò alla gola il suo aguzzino.

IL TEMPO E’ ORA!

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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21 commenti su “PREMIATA DITTA ATTILIO BEFERA E COMPANY”

  1. Giovanni Molè Dice:

    Ottimo articolo, sono d’accordo su tutto quanto. Questi Lanzichenecchi della politica e della pubblica amministrazione (alla fine scelti dalla politica stessa) stanno razziando questo paese da ormai più di 50 anni. Se ci fate caso dall’inizio del boom economico dell’inizio anni ’60, cominciando a vivere con più agiatezza questo paese ha inevitabilmente cominciato a produrre pure questi soggetti, che da una generazione all’altra si passano il testimone in questa perversa gara del …”chi arraffa di più e meglio fotte il prossimo” facendoci sprofondare in un clima di neo medioevo. Ci vorrebbe più indignazione. Come ? Ci vorrebbe più informazione. Ahi!!! Mai tasto fu più dolente. Lo penso e lo dico da tempo e continuerò a ripeterlo fino alla nausea che nella nostra pseudo nazione (e nell’intero mondo occidentale) non esiste l’informazione ma solo un sistema omertoso di orientamento dell’opinione pubblica mirata e prestabilita da chi è innominabile. Il prossimo passo sarà internet , benché gli amici di Pensare Liberi non siano d’accordo con questa mia conclusione (ci siamo già confrontati su questo argomento), ma la realtà che percepisco mi fa pensare di si, purtroppo.
    Ma detto ciò, e qui mi riallaccio a quanto auspicato da Luigi Orsino nel finale del suo pezzo, spetterebbe a noi tutti passare dalle tastiere a qualcos’altro, perché – tanto per fare un esempio – il futuro distopico descritto da grandi narratori come Bradbury, Huxley, Orwell oppure da registi come i fratelli Wachowski (Matrix), Kurt Wimmer (Equilibrium) e tutti quelli che si sono cimentati in questo filone, si sta materializzando sotto i nostri occhi senza che vi sia la minima opposizione, grazie – appunto – al quel sistema di indottrinamento collettivo e orientamento ideologico-comportamentale che ci ha ridotti a meri esecutori inconsapevoli dell’altrui volontà. Tant’è vero che i più grandi economisti di quest’epoca nonché i politici stessi non parlano di noi definendoci cittadini ma …”consumatori”. Ci avete fatto caso ? E’ una bella differenza, formale e sostanziale. Però viene così tanto ripetuta questa parola, fino alla noia, che ormai nessuno ci fa caso. Perché ? Perché ormai il cervello si è così assuefatto che il meccanismo di indottrinamento ha raggiunto il suo scopo, cioè di farci autoconvincere che siamo nati non per vivere ma per …”consumare” e soprattutto per alimentare in ognuno di noi quell’edonismo e quella cultura dell’individualità che seda ogni istinto di ribellione che nasce dal senso di coesione e solidarietà sociale, cose che sono alla base del comune sentire, dell’essere animali sociali. Nascere, crescere, lavorare per pagare le tasse e per comprare, sfruttare, consumare e poi di nuovo buttare e poi di nuovo ancora ricomprare … e così via, in un perverso ciclo di produzione-consumo-riciclaggio di massa perfettamente oleato e messo in atto da chi vende/produce i cosiddetti beni e servizi (di chi e rivolti a chi? Mi viene da ridere) ma anche da chi dovrebbe tutelare il cittadino (ancor prima che consumatore) come dovrebbe fare il Sig.Befera e tutti i crumiri della politica e della pubblica amministrazione.
    No, il nostro destino non è sopportare, non è porgere l’altra guancia e nemmeno soffrire in silenzio. Il nostro è un destino di Uomini liberi. E non di consumatori. O sostituti d’imposta.
    Giovanni Molè

    Rispondi

    • Luca Rivoli Dice:

      Grazie a nome della redazione per il tuo articolato ed approfondito commento.
      Qualora volessi condividere in prima pagina un pensiero come questo basta farlo pervenire via email in redazione con oggetto ORA PARLO IO, rubrica settimanale dedicata ai pensieri dei lettori.
      Saluti

      Rispondi

  2. pipino Dice:

    Equitalia, ovvero come operare in un paese ad alta criminalità fiscale.

    Come i politici hanno inventato il “fumus persecutionis” da parte dei giudici, così gli evasori stanno facendo con Equitalia. Il “vittimismo di Calimero” sembra essere una scorciatoia diffusa nel nostro paese per sfuggire alle responsabilità, per poter continuare a truffare insomma e per “pilotare” l’opinione pubblica.

    Di solito, quando c’è molta criminalità dovrebbe esserci di conseguenza molta polizia. Sembra questo un assunto logico, quantomeno per tentare di arginare il fenomeno malavitoso. Liberati quindi i potenti freni inibitori dati dalla politica negli ultimi anni, l’Agenzia delle Entrate ha finalmente cominciato ad agire nei confronti dei furbetti che evadono il fisco. Più controlli, incrocio dei dati fiscali, verifiche sui patrimoni e anche azioni simboliche, come gli ormai famosi “bliz” a Cortina, plateali certo, ma utili perché rappresentano un segnale, il sintomo evidente anche al cittadino comune di un cambio di rotta, e perché no, anche un deterrente alla dilagante boria dei furbetti. La prima azienda nazionale, con un fatturato annuo pari a 150 miliardi di euro, dice la Guardia di Finanza, cioè l’Evasione Fiscale Spa, comincia a vedere i suoi lucrosi affari messi finalmente in discussione. Che si voglia cominciare a parlare di legalità come in un qualunque paese normale? Assolutamente no.
    Come era ovvio i milioni di furbetti che alimentando il malaffare tributario, gioiellieri, idraulici, avvocati, medici, gestori, autonomi e professionisti che dichiarano meno di un precario ma rubano come un consumato professionista, non sono certo stati a guardare. D’altro canto questa moltitudine di contribuenti ha anche il diritto di voto. Ecco allora che la lobby politica di riferimento è corsa in aiuto dei poveri ladruncoli proprio con la stessa arma già ampiamente collaudata da loro stessi. Il discredito, con l’aggiunta questa volta del terrorismo psicologico. La stessa “macchina del fango” già messa in moto dai politici nei confronti dei giudici per distrarre l’attenzione dalla corruzione dilagante e dal malaffare, viene ora rivolta verso l’Agenzia delle Entrare e verso Equitalia.
    Così come la politica si è sperticata attraverso i media a spiegarci che in fondo si sono solo utilizzati fondi pubblici per fini personali, niente di più, che il malaffare non esiste insomma ma è piuttosto una persecuzione dei giudici comunisti, così gli stessi politici si stanno ora sperticando a spiegarci che non è giusto disturbare i ladruncoli durante le loro sacrosante villeggiature, è un abuso che vengono fermati alla guida delle loro auto di lusso, che si tratta di violazione della privacy il controllo della emissione degli scontrini fiscali. Siamo in uno stato di polizia, il tintinnio delle manette è un attentato alla libertà, alla democrazia e di questo Equitalia è responsabile come il boia sul patibolo. I soldi delle vacanze, delle auto, dei ristoranti sono stati in fondo onestamente rubati alla collettività, allo stato vampiro, mentre i negozianti stanno solo facendo il loro lavoro, in nero certo ma come altro potrebbero fare. Dov’è quindi il problema.
    Alcuni comuni, e perfino la regione Piemonte, hanno addirittura ripudiato Equitalia recidendone con orgoglio il contratto, per operare la riscossione in maniera autonoma e, a loro dire, più vicina al cittadino. Non oso pensare il pantano che si creerà da questa gestione famigliare, quando gli amici degli amici convinceranno gli esattori comunali, amici pure loro, a chiudere un occhio o forse due. E’ come se nella regione Lombardia, le eventuali pendenze fiscali del finanziere Daccò fossero gestite da Formigoni e Belsito, magari con la consulenza di Cristiani, pagata naturalmente. Con la scusa di avere uno stato dal volto umano, come nei migliori paesi d’Europa, ho il forte sospetto che sia in atto un vero e proprio colpo di stato in stile Gattopardesco. Si vuole demolire il semplice concetto che dove non si ruba non servono i poliziotti, ma dove si ruba invece si, eccome, e non devono guardare in faccia a nessuno, perché fra una società giustizialista ma con i ladri in carcere ed una garantista, ma con i ladri in libertà, io preferisco la prima. Almeno è democratica, e coi tempi che corrono non è cosa da poco.
    CD per http://www.alfadixit.com

    Rispondi

    • Luigi Orsino Dice:

      Lei è un ottuso, Galileo avrebbe potuto benissimo ispirarsi a lei per il personaggio di Simplicio Nel dialogo sui massimi sistemi. Al contrario suo, la prego di notare che le do del lei in quanto non intendo abbassarmi al suo livello dandole del “tu”, come normalmante si fa sul web, io preferisco cento colpevoli in libertà piuttosto che un innocente in carcere. Lei è un bieco reazionario,preferisce ignorare le sofferenze altrui, un giustizialista senza coscienza. A fronte di pochi reali evasori, che in ogni caso non vengono toccati perchè collusi con il potere, gli altri cercano solo di difendersi da uno Stato che applica il ladrocinio come mezzo di imposizione fiscale. Se un poveraccio deve lavorare sette mesi l’anno per far ingrassare l’oligarchia al potere, senza ottenere nulla in cambio, cercare di sottrarsi alle vessazioni non è evasione ma LEGGITTIMA DIFESA. Da quel che scrive sono portato a pensare che lei sia dotato di una lingua ben avvezza a leccare il culo a tutti i potenti di turno.
      Tanto le dovevo
      Luigi Orsino
      P.S. Abbia il coraggio di firmarsi con nome e cognome!

      Rispondi

    • Luca Rivoli Dice:

      Oltre ad associarmi a quanto già detto da Orsino, aggiungo che “pipino” dovrebbe considerarsi davvero onorato di aver ricevuto una risposta così garbata nei confronti di un commento che non fatico a definire di origine nazi-vessatorio.

      Ho avuto modo di dare uno sguardo al sito che “pipino” ha linkato in calce al suo delirante commento di onnipotenza fiscale… http://www.alfadixit.com
      Ma questa è follia del peggior braccio armato del terzo reich portato alla Bocconi!!!

      Alcuni titoli di questo manicomio cibernetico:
      -Equitalia, ovvero come operare in un paese ad alta criminalità fiscale
      -Bossi ha dovuto dimettersi, colpa dei soliti giudici comunisti
      -Rigore e serietà, la formula vincente della locomotiva tedesca
      -Siamo in uno stato di diritto; anche troppo. (beato lui n.d.r. pensareliberi.com)
      -Il debito pubblico è la nostra questione morale (da notare la copula, non è una congiunzione, “è”)
      -Crisi finanziaria? Si grazie.

      Mi sono fermato alla prima pagina perchè ho anche io una pazienza e come tutte le cose terrene è limitata.

      Mi sento in dovere di dare ONORE ai caduti di questa guerra contro l’umanità, e disonore a coloro che parteggiano per questo massacro economico e sociale.

      Luca Rivoli

      Rispondi

      • troOpers Dice:

        Onorevole Fugatti, la domanda che greidrai farLe e8 la seguente:Voi che siete un partito cosec radicato sul territorio al punto di desiderare un scuola dove i ragazzi imparino il Vs. dialetto, che Vi siete battuti le quote latte, che sempre dichiarate guerra (giustamente direi) agli evasori, che ci avete insomma dimostrato l’ importanza dell’appartenza al territorio ed all’oneste0 , come e8 possibile che ora che si tratta di salvalguardare da multinazionali che sono di propriete0 di finanziarie di chisse0 chi, che hanno sedi in Cina (chisse0 poi perche8 proprio in Cina!!) e non per ultimo, chisse0 dove pagano le tasse, Vi troviate dicevo a calpestare i diritti da sempre acquisiti di societe0 di artigiani di lavoratori che chiedono semplicemente di poter continuare a fare cif2 che legalmente hanno fatto da decenni. Non sono spesso d’accordo con Voi ma Vi rispetto e non voglio pensare che questa volta intendiate per interessi di partito decidere il tragico destino di 13,500 famiglie italiane che non solo producono il vero made in Italy ma pagano le tasse in Italia.Certo ci vuole coraggio a dire NO quando di fronte hai una potenza . Voi lo avete?

        Rispondi

    • gatto Dice:

      sono una persona normale,ne’ un politico , ne’ un critico e tantomeno uno che fa gli affari degli altri:apprezzo oltremodo il commento dettagliato e documentato di qui sopra.da quando mi e’ arrivata ingiustamente una lettera dall’ agenzia delle entrate, una di quelle famose 300000 del fine maggio ho perso il sonno e la mia vita va avanti a psicofamaci. la mia capacita’ lavorativa e’ ridotta e l’ entusiasmo di spendere e’ ridotto a zero. ho 3 figli piccoli e l’unico pensiero e ‘ rivolto a loro. per questo ho iniziato a nascondere i soldi nel classico materasso , una garanzia di sopravvivenza apettando la sentanza del mandante Befera e del suo boia, persone che creano senza scrupoli, alla stregua dei criminali comuni profondi danni biologici alle persone piu’ deboli che non riescono a reagire in modo adeguato.Ma quando ci avranno ridotto ingiustamente alla fame, allora non avremmo nulla da perdere……

      Rispondi

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