L’Italia dopo l’Euro – Analisi di un disastro, ma sfatiamo i falsi miti


Riceviamo dalla redazione di Riecho Economia e Libertà questa interessante quanto specialistica analisi socio-economica relativa agli effetti dell’adozione della moneta unica europea e alla conseguente politica dell’Eurozona.

Buona lettura a tutti – Redazione Pensare Liberi

I pranzi e le cene tra parenti ed amici in occasione delle festività sono il momento e luogo perfetto per capire quali sono le idee e i sentimenti che serpeggiano nella società. Se la tavola è abbastanza numerosa è probabile che dai discorsi sull’attualità possiate carpire come la società sta affrontando questo momento di crisi.

Mentre vi scrivo lo spread è tornato a livelli temibili e i titoli di stato, seppur andati tutti venduti, concedono rendimenti esorbitanti ed insostenibili. D’altronde come abbiamo ripetuto più volte la tranquillità ottenuta nei mercati negli ultimi mesi era dovuta agli interventi monetari di Mario Draghi e all’arrivo del governo Monti e la sua determinazione a spremere gli italiani pur di ripagare il debito. Niente a che vedere con una ripresa della fiducia nel miglioramento di lungo termine delle condizioni economiche del paese.

Come ampiamente previsto la fase 2, liberalizzazioni e riforma del lavoro in particolare, si è rivelata una farsa. Unica cosa che riescono a fare è trovare nuovi spazi per ulteriori aumenti fiscali e scuse tecnico-burocratiche per scongiurare la diminuzione della spesa pubblica.

Ma cosa si sente dire nelle tavole d’Italia? Qual’è l’analisi delle cause di questo disastro?

Se volete condividerla, sarei lieto di leggere la vostra testimonianza, qui vi porto la mia esperienza. Ebbene quello che ho sentito io è l’esempio perfetto di ciò che intendo dire quando accuso il nostro paese di ignoranza economica e finanziaria dilagante..

“L’altro giorno sono stato in una pizzeria che ancora aveva nel menù leggibili i prezzi in lire.. una margherita costava 7000 lire, ora costa 7 euro!” Praticamente tutti i miei conviviali erano d’accordo nel sostenere che l’origine di tutti i mali sia stato.. il perfido ed avido commerciante ovviamente! Che ha cinicamente sfruttato il cambio lira euro posto a 1936,27 per raddoppiare di fatto il prezzo dei suoi prodotti. E così da un giorno all’altro gli italiani si sono ritrovati con il raddoppio del costo della vita, alla faccia di chi ancora crede nella curva della domanda e dell’offerta. Sono molto sconfortato da questi ragionamenti, mi inducono sempre più a convincermi che siano frutto di un’ignoranza profonda, una confusione di fondo che porta alla ricerca e la condanna di un capro espiatorio. Stessa processo accade per l’evasione.

Se anche voi pensate che l’aumento delle sigarette, del gelato, della benzina sia stato causato volontariamente dai commercianti di tutta Italia, da Palermo a Trieste, che si sono telepaticamente messi d’accordo a raddoppiare tutti i prezzi, o se spesso sentite questa tesi nella bocca di vostri amici e conoscenti,  il mio consiglio è leggere queste poche righe tratte da un discorso di Francesco Carbone, di Usemlab:

“Data la complessità della materia, legata alla teoria monetaria, compresa chiaramente ancora da pochissimi economisti, nessuno e sottolineo nessuno, riesce bene a comprendere cosa significhi inflazionare il denaro, né come funzioni e si realizzi il processo inflativo. Pertanto, fregare la gente attraverso lo strumento monetario è un’operazione politicamente innocua che viene realizzata su base costante e continua. Generalmente nessuno capisce con chiarezza chi sono i veri responsabili del deprezzamento del denaro. L’ultima volta, per esempio, con il passaggio all’euro, ci si è sfogati contro i commercianti e l’imprenditore avido che insegue il profitto. La colpa va sempre al mercato, non all’autore dello svilimento del denaro. Non a chi continua a confiscare valore.

Signori, sia ben chiaro una volta per tutte. A deprezzare costantemente il denaro è la banca centrale, un’agenzia parastatale. Che essa lavori in autonomia, in totale indipendenza, su mandato statale, o che sia di proprietà dello stato, è solo un dettaglio di poca rilevanza. Quello che possiamo affermare con certezza è che essa opera sulla base di un privilegio monopolistico di concessione governativa: il potere di emettere denaro! Il potere più importante di tutti. E lo fa in cambio di qualcosa. Si dice che Mayer Amschel Rothschild nel 1790 abbia detto: “datemi il permesso di controllare ed emettere il denaro, e per me non avrà alcuna importanza chi fa le leggi”.

La questione del passaggio dalla lira all’euro è splendidamente spiegata da Francesco nella sua postfazione alla fine del libro La Tragedia dell’Euro di Philipp Bagus, che vi invito ad acquistare. Un piccolissimo investimento per conoscere una grande verità economica e comprendere le cause prime dei problemi che l’Europa dovrà affrontare.

Tornando all’Italia.. la situazione è grave. Sempre più persone vedono la propria vita profondamente influenzata dal peggioramento delle condizioni economiche e sempre più persone si rendono conto che non si tratta di uno scherzo o di una tempesta passeggera. Quando tutti lo capiranno sarà troppo tardi. Non rimanere indietro.

Da Riecho Economia e Libertà

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8 commenti su “L’Italia dopo l’Euro – Analisi di un disastro, ma sfatiamo i falsi miti”

  1. Rosa Dice:

    Mi auguro che i lettori riflettano sul contenuto di questo articolo interessante e valido.
    Rosa Mannetta

    Rispondi

  2. Antonio Camerano Dice:

    Condivido il fatto che sull’aumento dei prezzi, in effetti, ognuno si sia fatto la propria favola. In realtà dietro al disastro dell’euro ci sono meccanismi speculativi delinquenziali… fose un giorno qualcuno verrò processato in ambito internazionale per crimini contro l’umanità.
    Detto questo ricordiamo che l’Italia è e rimane il paese dei furbi, quindi i problemi noi ce li moltiplichiami sempre, anzi ce li assommiamo uno sull’altro.

    Rispondi

  3. Mimmo Dice:

    Credo che euro si euro no, noi italiani rimaniamo un popolo di ignoranti, ero molto fiero di essere italiano ma dall’euro in poi mi sono ricreduto, siamo tutti colpevoli di quello che sta succedendo, purtroppo la gente va ancora dietro ai politici, che disgrazia, ho iniziato a pensare che forse la nostra poca influenza a livello internazionale, la nostra poca forza a livello militare e strategico oggi sta pesando. Ci vuole un cambiamento

    Rispondi

  4. Rosa Dice:

    Mi complimento con i lettori: da ciò che leggo dai commenti, noi della redazione “Pensare Liberi”, abbiamo realizzato il nostro scopo principale che è quello di informare e di sollecitare il risveglio della propria anima.
    Rosa Mannetta

    Rispondi

  5. Mimmo Dice:

    L’Italia è entrata nell’euro perchè c’erano soldi tanti soldi per i nostri politici che potevano continuare a parassitare scaricando le colpe a Bruxelles e lavandosi le mani di tutto.. Questa è la realtà, potevano invece non entrare nell’euro e cercare di risolvere da soli i problemi che loro stessi hanno creato in tanti anni di sperperi e decisioni disastrose. Ad oggi continuiamo a pagare tutti quei ladroni che ( a loro detta ci stavano portando ad un passo dal default) in più altri ladroni…. I tecnici e che tecnici, pensate che l’unica idea geniale che hanno partorito sono: PIU’ TASSE PER TUTTI!
    Facciamoci tutti un esame di coscienza e tiriamo fuori un pizzico di orgoglio.

    Rispondi

    • Mimmo Dice:

      Sono pienamente d’accordo, bisogna cacciarli tutti a calci nel culo, sono dei falliti, ladroni e ignoranti. Vi dico la veritá se vedo che non succede niente io vendo quello che ho e me ne vado da qualche parte, non possiamo aspettare che la gente che poi a sostenuto questo sistema di sterminio della civiltá cambi idea velocemente. Questi ancora sperano in qualche santone che paghi loro uno stipendio senza fare nulla (vedi il PD primo partito italiano) E’ triste dirlo ma siamo sul si salvi chi può.

      Rispondi

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