I SACRIFICI DI TUTTI


Quello che oggi sta succedendo in Italia ed in Europa tutta è solo colpa nostra. Siamo stati troppo fiduciosi in passato ed abbiamo permesso che una pianta velenosa crescesse nel nostro giardino, ci hanno detto che era buona, anzi taumaturgica e noi ci abbiamo creduto. Intanto la mala pianta è cresciuta, ha messo solide radici, si è accresciuta come un cancro, un orribile mostro che pur di continuare a vivere e prosperare è disposta a qualsiasi cosa, non importa quanto riprovevole o dannosa per la stragrande maggioranza della popolazione. Essa si ingrassa a danno di noi tutti, noi tutti abbiamo sbagliato perché non l’abbiamo estirpato quando ancora era possibile farlo.

Fin dal dopoguerra andava cercando affermazione una nuova genia di criminali, i progettisti politico-economici. La fusione tra questi due poteri forti non poteva portare nulla di buono per i popoli, la loro maggiore preoccupazione era di occultare i progetti alle masse, fornire falsi bersagli in grado di sviare l’attenzione di chi, ribellandosi, avrebbe potuto far fallire i loro piani.

Fin dal congresso di Roma in cui furono, dai sei paesi fondatori, gettate le basi della nuova Europa, fu inserito nel progetto un virus. Coloro che lavorarono a tale progetto furono molto lungimiranti e programmarono il futuro a lungo termine. Quella che noi abbiamo accolta, con speranza, come una grande opportunità per tutti i popoli d’Europa, e poteva esserlo, oggi mostra la sua vera natura: un progetto speculativo la cui finalità è quella di riportare le cose in ciò che una ristretta minoranza ritiene essere l’ordine naturale delle cose.

Il virus che ci sta attaccando è quello di una gravissima malattia, fabbricata in laboratorio, questa nuova peste farà si che pochissimi avranno nelle loro mani tutto il potere politico ed economico, mentre la gran massa dovrà arretrare fino allo stadio di servi della gleba. Si un neofeudalesimo di cui tutti possiamo già ora cogliere i sintomi più che evidenti. L’oligarchia al potere detiene il 90% delle risorse economiche del paese, e ancora non è sazia. Attraverso la creazione di ondate di crisi recessive si provvede ad impoverire sempre di più il popolo, mentre loro si arricchiscono sempre di più.

Non è una teoria cospirazionista, non è una fantasia di chi vede fantasmi e mostri in agguato in ogni angolo buio, è la realtà incontrovertibile dimostrata dai fatti che accadono quotidianamente. La manovra finanziaria, senza fine, voluta da Monti è un modo molto spiccio per accorciare i tempi, sanno che devono agire ora o sarà troppo tardi, i nuovi sistemi di comunicazione, anche se inquinati, controllati e censurati da chi ci governa, costituiscono pur sempre un grave pericolo. Se l’informazione tradizionale è stata ben imbrigliata altrettanto non si può dire delle fonti alternative d’informazione che fanno correre veloci le notizie e potrebbero causare gravi danni ai progetti golpisti dei nuovi feudatari. Ciò che sta avvenendo in Italia avviene in tutta Europa ed in tutto il mondo occidentale, cioè in quella parte del mondo dove la volontà popolare deve essere domata ad ogni costo. Usare la violenza sarebbe sbagliato e causerebbe reazioni incontrollate, invece rendendoci la vita difficile avranno partita vinta. Un popolo con la pancia vuota deve pensare a come fare per sfamarsi, non ha tempo per occuparsi di politica o di economia. Basta non esagerare, basta non essere troppo frettolosi ed il popolo si riabituerà ad avere fame, ritornerà ad occupare il suo posto nella melma da cui ha cercato di elevarsi.

Ci vogliono far credere che i provvedimenti economici presi da questo governo dal potere usurpato servono a riportare il paese verso lidi più sicuri, niente di più falso! Come può essere che al popolo venga un beneficio da una manovra finanziaria fatta per l’83% da nuove tasse e per il 17% da tagli di bilancio. Le nuove tasse gravano tutte sui meno abbienti, cosa volete che importi a un ricco se dovrà pagare 5000 o 10.000 Euro in più di tasse sugli immobili, invece per un povero operaio, che magari paga un mutuo di durata generazionale ed ha anche perso il lavoro 1000 euro di tasse sulla prima casa sono una mazzata da cui non può riprendersi. I tagli di spesa poi riguardano qui pochi servizi che lo Stato forniva, certo a chi ha un reddito annuo oltre i 500.000 Euro poco importa di pagare il ticket sui medicinali o di dover apporre un bollo su qualsiasi certificato gli serva. Dunque il bersaglio dell’attuale manovra sono i poveri, quelli che già lo erano, quelli che lo sono diventati e quelli che lo diventeranno. Tutto è stato calcolato per fortificare ancor più i poteri forti, per garantire più saldamente i privilegi di casta, per creare il “Medioevo prossimo venturo”.

Tutto ciò accade ora, intorno a noi, cercano di abbagliarci, di non farci capire la reale portata di questo epocale cambiamento in atto. Di fronte a critiche dure, ci rispondono sfoderando il richiamo all’amor patrio, dandoci ad intendere che la nostra patria sono loro, cioè coloro che ci tengono schiacciati sotto il tacco dei loro stivali. La nostra patria è la nostra terra, quella intrisa del sangue dei nostri morti, non la terra su cui i politici e i loro complici costruiscono le loro megaville. Quando l’infame Monti deride coloro che hanno scelto la via del suicidi pur di non perdere la dignità, affermando che purtroppo la loro morte è un male necessario, insulta non solo la memoria di chi è stato derubato anche della vita, ma insulta anche tutti noi che di tali tragedie siamo muti testimoni.

Quale sarà la prossima trovata per depredarci? Forse gli sciacalli dell’ufficio delle entrate si apposteranno agli angoli delle strade e, armi in pugno, imporranno agli ignari passanti, di consegnare il contenuto delle loro tasche. Sarà rapina, ma loro la chiameranno imposizione fiscale.

 Noi tutti dobbiamo chiederci fino a che punto siamo disposti a sopportare le angherie di un cancro che si nutre del nostro sangue, che ci impone di affamare i nostri figli mentre loro stanziano 10 milioni di Euro per l’acquisto di nuove auto blu. Mentre noi imploriamo un tozzo di pane loro, fregandosene della volontà popolare, stanziano centinaia di milioni per finanziare le loro cosche malavitose che chiamano partiti, e con gli stessi soldi si costruiscono case da sogno e fanno vacanze da nababbi.

Dobbiamo chiederci quanto ancora vogliamo essere stupidi, quando ancora farci ridere addosso mentre ci scuoiano.

Le vere mafie sono quelle che ci governano.

Forse potremmo ancora far sentire la nostra voce, potremmo ancora fare giustizia in modo incruento. Se invece lasceremo che la ristretta cerchia della classe dirigente porti a compimento il suo piano scellerato allora solo un bagno di sangue potrà riscattarci.

Spero di non dover mai vedere quel giorno, non per viltà ma perché, sono sicuro, non c’è nulla al mondo che possa lavar via il sangue dalle mani.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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11 commenti su “I SACRIFICI DI TUTTI”

  1. Roberto Mariotti Dice:

    Da sottoscrivere, fino all’ultima virgola.
    Bravo Luigi, a mettere nero su bianco questa evidenza.
    Si tratta di un cancro, oramai conclamato ed evidente.

    Uscirne sarebbe talmente facile ed ovvio che non volerlo fare costituisce la VERA ANTIPOLITICA che sperimentiamo sulla nostra pelle, altro che Grillo, liste civiche ed altri tentativi popolari di riappropiarsi della Politica e del senso della collettività!

    Basterebbe mettere una patrimoniale veramente forte, diciamo un 10% su tutte le forme di patrimonio censibili, con una franchigia di, ad esempio, un milione di euro a nucleo familiare (in modo che i bassi redditi e il ceto medio siano esclusi dal provvedimento), unita a pene esemplari, vari anni di detenzione per gli evasori di questa “imposta di salvamento nazionale”, per recuperare qualche centinaio di miliardi di euro, e usciremmo immediatamente dall’emergenza che ci attanaglia.
    E – aggiungo -senza alimentare la recessione, perché così facendo la maggior parte del popolo, quel ceto medio che con i suoi consumi tiene in piedi l’economia italiana, non sarebbe toccata da questa nuova tassa.

    Ma questo ceto politico QUESTA STRADA NON LA PERCORRERA’ MAI.
    Perché andrebbe a toccare i loro corposi patrimoni, i loro privilegi, creati e consolidati con decenni di evasione, corruzione e sprechi.

    La violenza, come dici tu, non serve a niente, come ci ha insegnato la storia.
    Le Brigate Rosse volevano scatenare una rivoluzione, e sono diventate l’emblema dell’unità nazionale, il nemico che ha consentito alla Casta di riaggregare il popolo ai loro loschi interessi.

    Non resta che sperare in una progressiva crescita di consapevolezza e di senso della collettività nelle masse. Qualcosa che riesca ad innescare quell’enorme ricambio di classe dirigente e di paradigma democratico ed economico che soli possono tirarci fuori dalle sabbie mobili, resituire un senso alla nostra convivenza, e ridarci la dignità di Stato democratico.

    E’ dura, perché i media continuano a bombardarci di droghe sotto molteplici forme, informative e non.
    Ma non ci sono altre strade.

    Rispondi

    • Luigi Orsino Dice:

      Caro Roberto, come tu dici, sarebbe facile risolvere i tanto paventati problemi economici dell’Italia. Sicuramente ciò non avverrà mai, l’oligarchia politico-economica al potere dovrebbe castigare se stessa. Inoltre dovrebbero rinunciare agli enormi introiti che vengono loro dalla gestione della recessione che, non dimentichiamolo, impoverisce noi ed arricchisce loro. Le banche, i grandi ricchi e i politici, uniti a filo doppio, speculano indegnamente, e illegalmente per quanto riguarda le banche, sulle differenze di potenziale economico fra i vari paesi Europei. Noi siamo presi in una ben congeniata trappola, siamo costretti ad avanzare solo nella direzione che ci viene imposta. La nostra capacità di riscatto è inversamente proporzionale alla nostra capacità di sopportazione. Una volta superata la soglia di non ritorno succeda quel che deve succedere.
      Luigi Orsino

      Rispondi

  2. Giovanni Molè Dice:

    Bravo Luigi! E’ il sunto del pensiero che moltissime persone hanno in testa. Spero proprio che non si arrivi a quel fatidico “punto di non ritorno” oltre il quale la violenza prende il posto della ragione. Ho paura di questo sinceramente. Ho molta paura sia per il mio futuro (che non vedo) sia per il futuro dei nostri figli, che vedo il larga parte intenti a farsi del male da soli evitando ogni minimo coinvolgimento e/o presa di posizione o di coscenza (vi invito a leggere Umberto Glimberti: “L’ospite inquietante”). So che dicendo questo corro il rischio di fare di tutta l’erba un fascio ma credo che la società attuale sia malata, sia nella parte giovane che nella parte meno giovane. E quando le forze giovani e vigorose di una nazione non hanno il coraggio di ribellarsi allora siamo messi male. Ci hanno portato a questo punto e – come hai detto lucidamente tu stesso – il lasciapassare per prendere possesso della nostra anima, della nostra coscenza e in definitiva del nostro senso critico gliela abbiamo dato noi. Poco importa se in modo consapevole o meno, ma uscirne senza “danni collaterali” da questo casino sarà impossibile. Per quanto riguarda la situazione italiana, penso sia specificatamente drammatica. Non è la solita esterofilia che mi fa pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde della mia, ma ho la netta sensazione che tutto il male dell’occidente di cui parli tu, qui sia amplificato in tutte le sue declinazioni.

    Rispondi

    • Luigi Orsino Dice:

      Giovanni, amico mio, sono concorde con te nel rammaricarmi dello scarsissimo impegno sociale delle nuove generazioni. Purtroppo anche di ciò la colpa è di quelli che, come me, hanno superato i cinquanta. Dopo le lotte politiche degli anni settanta molti di noi si sono ritirati delusi, lasciando campolibero ai professionisti della politica e del malaffare. Ugualmente sono in sintonia con te quando ritiene che i problemi del resto d’Europa in Italia arrivano amplificati. Molta colpa è dovuta al fatto che si è voluto cancellare il senso di appartenenza a una nazione, l’orgoglio patrio, per troppo tempo, ci hanno fatto credere essere un sentimento deleterio. Oggi ci troviamo dinanzi ad una svolta epocale: continuare afarci condurre al macello come pecore o ribellarci. Come te spero che la violenza non prenda il sopravvento, ma dovendo scegliere ritengo tocchi a noi, in un modo o nell’altro, fare giustizia e consegnare ai nostri figli un futuro migliore.
      Luigi Orsino

      Rispondi

  3. Luca Rivoli Dice:

    Condivido quanto esposto. Sia io che altri colleghi abbiamo da sempre approcciato questo argomento, abbiamo spesso parlato di regime feudale, di grande cambiamento strutturale, abbiamo messo l’accento più sulla crisi sociale che non economica.
    Questo editoriale fa uno zoom e di sofferma su ciò che oggi varrebbe la pena fosse chiaro a tutti.
    Ho avuto modo di leggere il contenuto esposto da Luigi già ieri sera, visto che l’articolo era in coda di pubblicazione per oggi, e mi sono reso conto di essere di fronte a una nuova pietra miliare del nostro blog, insieme ad editoriali come “Il signoraggio bancario spiegato a mio figlio”, tanto per citarne uno.
    Riproporremo questa analisi, questo editoriale, nel tempo.

    Un grazie a Luigi Orsino e buona lettura a tutti !!

    Rispondi

  4. Rosa Dice:

    Grazie Luigi per l’editoriale molto profondo. E’ vero ho la certezza che tutti noi abbiamo fatto crescere delle cellule maligne per pigrizia o per eccessiva fiducia verso un’organizzazione statale che prometteva falsi traguardi. Ci vorrebbe una resezione chirurgica e ciò significa introdurre l’istinto della ribellione. La storia ci insegna che il ricorso alla violenza non è una soluzione positiva, ma cosa si può fare? Il nostro riscatto è divulgare informazione, avere il coraggio di esporsi. Io sono con te e approvo.
    Un saluto ai lettori.
    Rosa Mannetta

    Rispondi

    • Luigi Orsino Dice:

      ” Napoli, 5 mag. – Sono disperate le condizioni di P.P., l’imprenditore di Pozzuoli che stamane ha tentato il suicidio sparandosi un colpo di pistola alla testa. L’uomo e’ ricoverato nel reparto rianimazione dell’ospedale Loreto Mare: la sua vita e’ legata a un filo sottile, per i gravi danni causati al cervello dal proiettile sparatosi a una tempia con una calibro 7,65, detenuta legalmente. Un gesto motivato, secondo i familiari, dall’avere ricevuto mesi fa una cartella esattoriale di 15mila euro. Accanto al corpo e’ stato trovato un biglietto con la frase “La dignita’ vale piu’ della vita”. Come era solito fare il sabato, P.P. usciva in mare con la sua barca, e cosi’ l’imprenditore ha fatto stamane, recandosi in via Fedro, a Napoli, dove ha l’officina di riparazione di barche. I familiari si sono preoccupati notando che le chiavi della barca erano ancora a casa e hanno cercato di rintracciarlo sul telefonino, inutilmente. Avvertiti i carabinieri, un figlio si e’ recato in via Fedro e ha trovato il cadavere sul pavimento dell’officina, in un lago di sangue. ”

      Una nuova vittima immolata sull’altare dell’avidità di chi pretende di givernarci, asservirci giorno dopo giorno sempre di più ai voleri e alle esigenge di privilegi della casta. Un uomo giusto ha preferito cercare la morte piuttosto che patire il disonore.
      Mio caro amico, spero che tu possa guarire, ma ancor più spero che chi ti ha armato la mano e spinto a compiere l’estremo gesto di affermazione della propria dignità, paghi il giusto prezzo di sangue.
      Luigi Orsino

      Rispondi

  5. Rosa Dice:

    Caro amico Luigi, comprendo il tuo dolore. Non aggiungo altro perchè hai espresso nel modo più avvincente ciò che avrei detto anche io. Un saluto, Rosa Mannetta
    Buona lettura a tutti quelli che ci seguono.

    Rispondi

  6. Roberto Mariotti Dice:

    Rispondo all’intervento di Luca sottolineando qual è il nemico terribile che bisogna combattere.
    Questo è l’idea che la crisi sociale, i suicidi, la sofferenza e la discesa verso la povertà, che stiamo vivendo sia il prezzo da pagare per risolvere la crisi economica.
    E’ TREMENDAMENTE FALSO, ma purtroppo è un’idea molto radicata nella gente.
    In realtà è l’esatto contrario: l’azione del governo attuale, supposta risanatrice, non è altro che un consolidamento della condizione di debito consolidato, qualcosa che ci consegna in modo ancora più forte nelle mani dell’Usura internazionale.
    Finché non capiremo questo saremo sempre e solo vittime.

    Rispondi

  7. mobile platform Dice:

    It’s very simple to find out any topic on net as compared to textbooks, as I found this piece of writing at this site.

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  1. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO | Pensare Liberi News - 11 maggio 2012

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