LA CORDA TESA


Ho l’impressione che in Italia una sorta di entità superiore abbia deciso di mettere alla prova la pazienza di tutti noi. Se tale entità esistesse, sono sicuro, che  riderebbe di gusto nel constatare quanto spirito di rinuncia e quanta passiva accettazione degli avvenimenti i poveri italiani manifestano. Soffrono in silenzio, patiscono ed al tempo stesso devono assistere allo scempio della cosa pubblica senza aver voce in capitolo.

Nel nostro povero paese si è venuta a formare con il passare del tempo ed a causa della nostra indolenza, che mai ci ha consentito di ribellarci, una super casta formata da politici, imprenditori di altissimo livello, affaristi, maneggioni, grandi burocrati, tutti insieme a formare dei comitati d’affari, spesso in contrasto tra loro ma non tanto da non trovare un accordo al momento giusto. Costoro hanno formato una nuova classe sociale molto elitaria che ha dato vita ad un neo feudalesimo. In pratica siamo tornati, senza saperlo, ad una divisione della società in classi del tutto similmente a quanto accadeva nel medio evo, ovviamente il tutto aggiornato e corretto alle esigenze attuali. Così in cima ci sono loro, i grandi feudatari e via via a scendere fino ai servi della gleba. Cosa bisogna fare per essere ammessi nel gota del potere? Difficile a dirsi! Sicuramente solo pochissimi eletti riescono a scalare le alte montagne che portano alla suprema casta e di certo ciò avviene solo se essi sono ritenuti utili a chi detiene il vero potere.

Noi poveracci siamo bombardati dai moniti dei grandi uomini che, simili a dei, dall’alto del loro olimpo tuonano contro di noi, ci lanciano anatemi e ci costringono a tirare viepiù la cinghia. Per il bene supremo dello stato, dicono loro. E noi ci crediamo e tiriamo cinghia, bretelle e spesso le cuoia. Certo ci spiegano anche il perchè dobbiamo soffrire, troppo spesso lo fanno usando termini incomprensibili, ai più, ma che incutono timore e rispetto, almeno quanto ne incuteva il sermone in latino pronunciato dal prelato medievale al suo atterrito gregge di poveri contadini, ignoranti come capre ma rispettosi ed ubbidienti.

Al pari di quei nostri antenati noi accettiamo di essere presi per i fondelli dai signoroni al potere, crediamo che tirare giù un punto di tassazione sul reddito possa compensarci di un’ulteriore aumento dell’IVA, crediamo, crediamo a tutto. Quando ci diranno che gli asini volano saremo tutti col naso su per aria.

I nostri padroni non si fanno scrupolo, nel mentre ci fustigano per aver troppo sperperato e gozzovigliato, e ci costringono a fare atto di pentimento ed a rimettere, a loro, ciò che non abbiamo mai avuto, di mostrarci tutti i privilegi di cui la loro casta ha diritto. Stipendi da favola, pensioni d’oro dopo pochi giorni di lavoro (lavoro?), auto blu, viaggi pagati, e tutti gli accidenti che gli vengono in mente. Ma i privilegi legalmente detenuti non bastano e così si danno a malversazioni, peculati, ruberie di ogni tipo e di ogni categoria, sono bravissimi ad inventare sistemi sempre nuovi ed originali per riempirsi le tasche. Se capita che qualcuno venga colto con le mani nel barattolo di marmellata è solo perché è in atto una faida interna al potere, ma non crucciatevi non succede nulla di grave, presto fanno pace e tutto si mette a tacere.

Se qualche sobillatore arruffapopoli vi soffierà all’orecchio che non c’è paese al mondo dove si sperperi tanto per mantenere una classe parassitaria non gli credete. Forse in America Latina qualche repubblica delle banane è messa come e peggio di noi. Certo loro non hanno un presidente ex partigiano che ci costa quanto due presidenti degli Stati Uniti, ma bisogna capirlo ha tanto sofferto quando combatteva su in montagna ed ancora oggi, dopo più di sessanta anni, la fame non gli è passata.

Insomma bisogna proprio finirla di lamentarsi per qualche piccolo sacrificio. Se hai perso il posto di lavoro e per curare tuo figlio sei dovuto ricorrere ai denari di un usuraio la colpa è solo tua che a tempo debito sei stato cicala e non formica, e non stare a dire che anche quando lavoravi c’era ben poco da cicaleggiare, sei in malafede. Se tu piccolo imprenditore non sei riuscito a far fronte all’ingordigia dello Stato ed alla rapacità della mafia e sei fallito dovrai essere severamente punito, quel poco che ancora ti resta, se ti resta, ti sarà portato via. Se poi ancora non sei fallito e, facendo il furbo, cerchi di evadere il fisco sarai additato al pubblico ludibrio, castigato severamente e messo in condizioni di non nuocere più alla patria ed alla pubblica morale.

Che nessuno si permetta mai di dire che i ladri siedono sugli scranni più alti, essi, come dei agiscono per il nostro bene attraverso vie imperscrutabili a noi poveri mortali.

In verità il nostro Paese sta attraversando il peggior periodo di decadenza morale che mai si sia visto in una nazione che si dice civile, la rivoluzione francese, che modificò radicalmente la mentalità europea, fu causata da eventi meno drammatici di quelli attuali, ovviamente attualizzandoli.

Credo che il tempo di vivere con la schiena prona sia finito, credo che dovremmo riappropriarci della libertà che ci hanno portato via, credo che chi anela a rappresentarci dovrebbe essere nostro servitore e temere le nostre ire.

Se solo prendessimo le cartelle Equitalia che ognuno di noi ha ricevuto con esse potremmo comodamente dare fuoco al parlamento con tutti i parassiti che lo infestano, ammesso che quel giorno abbiano deciso di essere presenti in aula. Bisognerà aspettare che ci sia da votare un aumento di stipendio dei parlamentari.

Il coraggio di essere uomini dobbiamo dimostrarlo dicendo chiaramente ed inequivocabilmente NO.

Purtroppo credo che questo NO non possa più essere espresso con le parole.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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3 commenti su “LA CORDA TESA”

  1. Giovanni Mole' Dice:

    Da quotare in toto. Con amarezza, ma da quotare!

    Rispondi

  2. Rosa Dice:

    Luigi, approvo quanto scrivi. Aggiungo che ora sono oggetto di maltrattamento psicologico da parte di una persona con cui lavoro. Ho documentato tutto, ma non basta. Come fare per fermare tutto ciò? Seneca diceva che ” l’ozio non rende all’uomo il suo valore ” ed io dico perchè esistono le anime non-anime? Perchè il mio messaggio si perde nella banalità dell’esistenza? Il tunnel della brutalità ha divorato le coscienze….Sarebbe stato più opportuno morire? Forse, da morta sarei stata ascoltata. Peccato che non mi trovo nel regno dell’oltretomba!!!!
    Rosa Mannetta

    Rispondi

  3. alfredo1930 Dice:

    i nostri sacrifici imposti da una casta, la cui dominanza non sottovaluto,servono a salvare lo Stato,cioè la casta stessa che pretende di identificarsi nello Stato.I grandi feudatari attuali sanno che non ci saranno risposte violenti,perchè le stesse alla fine distruggerebbero ancora di più la nostra condizione.La sperequazione4 sociale ha creato una differenza abissale nell’economia tra la ex classe operaia e ex media borghesia che hanno lavorato per dare benessere al Paese.Oggi unica risposta può essere fornita dalle elezioni sulle quali comunque vi è molto scetticismo.Le leve del potere economico sono nelle mani dei feudatari che usano un arroganza che almeno per ora non può essere contenuta.

    Rispondi

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