Libertà: l’Italia strozzata dal terrore del governo tecnico


Sono le 20,30: la serata è umida, tipica tra le valli irpine.

Mi accingo ad entrare nella sala e mi ritrovo tra amici. Ho pronunciato una parola desueta perchè gli amici sono rari, ma tra gli amici di Beppe Grillo, si respira il rinnovamento. Lo sento, ho l’impressione di rinascere ed io so cosa significa rinascere. Chi sono gli amici del Movimento 5 stelle? Sono persone che considerano le problematiche della città e propongono soluzioni per renderla vivibile.

Alcuni cittadini si sono resi conto che occorre partecipare, o meglio provare a partecipare, per migliorare le cose. In questa serata ho ascoltato e sono stata ascoltata: era da tempo che la mia voce risuonava in un deserto arido, inesplorato, isolato, senza rintocchi. Pasolini scriveva che “il potere c’è da sempre, è la mentalità di cui siamo tutti servitori” e negli ultimi tempi, siamo diventati servitori di uno stato, di una politica che ha permesso il disorientamento sociale. Si è creato il divario tra i manifestanti e le forze dell’ordine; tra i cittadini “servi” di questo stato e tra i poliziotti, stessi “servi” di questo stato. E siamo tutti schiavi di questo potere, lo stesso potere che nella “Pax augustea”, distingueva i potenti dagli schiavi.

Camus riteneva che “La vita dell’uomo è il superamento dell’angoscia” e noi dobbiamo superare le nostre incertezze. Sono sicura che più anime intuitive, più coscienze eclettiche possano porre le basi per un futuro migliore.

Riprendiamoci i nostri pensieri. Riprendiamoci la nostra vita. Riprendiamo i nostri diritti calpestati da signori che hanno gestito a livello personale, il danaro pubblico. Questi signori ci hanno resi poveri. Poveri perchè è calato il potere di acquisto. Ogni giorno noto che le persone comprano la carne quando il prezzo è conveniente. I signori famelici non possono derubarci ancora. E noi non siamo liberi. No.

Regalo…
Regalo un sorriso a
chi soffre,
regalo la speranza
a chi l’ha persa
su uno scoglio
infranto.
Regalo il cuore
a chi sa,
a chi comprende……
Rosa Mannetta
Galileo Ambulanze
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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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13 commenti su “Libertà: l’Italia strozzata dal terrore del governo tecnico”

  1. grazia Dice:

    il potere non è nella lamentela, ma nella responsabilità, ovviamente più e grosso il problema, più responsabili ci vogliono. ma ora come ora, che non arriviamo a fine mese, che abbiamo imparato a vivere nella paura anche di quello che non c’è cosa possiamo fare? beh io propongo primo non lamentarsi. avete notato quanto ci sfoghiamo quando ci incazziamo la sera davanti al tg? quello sfogo è forza interiore buttata via. cosa cambia poi? nulla. ma ti senti “sfogato” la tensione interiore è andata via e ha lasciato posto a cosa? al senso di impotenza e all’angoscia. e si ricomincia. io quella tensione me la tengo per me, e la uso. la uso per ora per stare sveglia mezz’ora di più e imparare qualcosa. la uso per fare una critica feroce di tutto quello che dicono…… quelli che mi pare dicano una cosa buona, capisci una cosa che mi piace, che mi fa stare meglio e penso: sarà mica un contentino, vero?
    E poi proprongo: da qui, da questo gruppetto di persone che si parlano, si leggono (e si sfogano) cominciamo a parlare seriamente di cosa dovrebbe succedere e perchè. cominciamo ad aiutarci l’un l’altro a pensare e a capire, a pensare liberamente, ad avere idee, a fare una sorta di brain-storming delle persone libere che pensano liberamente.
    e per prima cosa vi dico, andate a leggere questo libro, io l’ho scaricato qui
    ecaef.org/_images/flattax_italian_11.pdf (pesissimo!) e poi diciamoci cosa ne pensiamo. e poi magari andiamo a vedere qualcosa d’altro e diventiamo persone più libere e persone più vive e persone più agitate, e alla fine persone più utili…. e pericolose.
    se non vogliamo essere vittime non dobbiamo pensare da vittime, ma da guerrieri.

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    • Roberto Mariotti Dice:

      Ben detto Grazia…

      Solo non capisco bene cosa pensi del testo che hai indicato nel tuo commento.
      Io l’ho scaricato e ho letto solo alcune pagine (ovviamente, visto che si tratta di un vero e proprio libro).

      Dal quel poco che ho letto posso però dire che trovo l’idea di fondo del libro, che in sostanza propone la tassazione “flat”, cioè proporzionale al reddito senza alcuna progressività, assolutamente aberrante.
      Non a caso questa è stata per lungo tempo uno dei cavalli di battaglia del “prode” Berlusconi, la cosidetta “aliquota irpef unica”.

      Questo è uno dei punti cardine della classica dottrina liberista, del capitalismo globale, che è ben radicata in tutti i poteri forti del mondo.
      Sicuramente si tratterebbe di una drastica semplificazione del sistema fiscale ma ha un “piccolo” problemino: consiste in un autentico regalo ai ricchi.
      I quali ricchi non hanno certo bisogno di ulteriori regali, visto che in un sistema capitalistico i soldi tendono sempre per loro natura a concentrarsi via via maggiormente nelle mani di chi già ne possiede tanti, estraendoli da chi invece ne ha pochi.

      Funziona un po’ come una partita a Monopoli: si parte con grossomodo lo stesso “patrimonio” e si finisce con uno, il vincitore, che ha tutto nelle sue mani mentre tutti gli altri sono falliti.
      Invece noi nel nostro “gioco”, che poi è nient’altro che la vita, vogliamo che non fallisca proprio nessuno, e tutti si viva in una condizione di sostanziale benessere, che non neghi le differenze di censo, ma che garantisca a tutti un livello minimo abbastanza alto da permettere una qualità di vita più che dignitosa.

      Per ottenere che la nostra vita non si riduca ad una enorme partita di Monopoli, dobbiamo introdurre forti correttivi al capitalismo “selvaggio e senza regole” che il neoliberismo vorrebbe imporci.
      Il principale di questi correttivi è il principio (e la pratica) della TASSAZIONE PROGRESSIVA: se chi guadagna 100 paga 10 di tasse, chi guadagna 200 non pagherà 20 (proporzionalità) bensì 25; e chi guadagna 400 non pagherà né 40 né 50, bensì 60; e così via.

      Con questo io raccolgo il tuo invito a “non pensare da vittime ma da guerrieri”.

      Devo dire che sono veramente curioso di conoscere la tua opinione su questo; seriamente non ho capito se sei fautrice od oppositrice del modello “Flat Tax”…

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      • nicola Dice:

        beh credo che aprendo gli occhi veramente possiamo vedere la verità. La moneta non costa nulla produrla. gli stati (italia o europa unita) dovrebbero regalarsela. la BCE (BANCA CENTRALE EUROPEA) dovrebbe chiamarsi TCE (TIPOGRAFIA CENTRALE EUROPEA). SENZA DEBITO. Solo credito per chi lavora e un reddito congruo per chi non lavora. Semplice: Chi crea il valore sono i cittadini. Vedi prof. Auriti

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      • grazia Dice:

        Caro Roberto, comprendo la tua perplessità iniziale, in quanto deriva dal normale modo di pensare le cose. Quindi da una serie di pre-giudizi dei quali siamo figli innocenti in quanto gente dei nostri tempi. Ma se vogliamo Cambiare dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione I nostri abituali paradigmi (ma sono davvero nostri o li abbiamo bevuti con il latte?) e quantomeno provare a pensare in modo completamente differente. E qui ti invito alla prova, alla sincera prova mentale nel calarti in un altro mondo (del resto, se ci fa orrore quello in cui siamo, vuol dire che ne dobbiamo inventare uno nuovo, no?) Quindi prova a immaginare che tu lavori, e sai che un tot di quello che fai diciamo un 20% lo dai alla collettività (ecco, io comincerei a parlare di collettività, anzichè di stato. Perche stato è una cosa che viene giu dall’alto, era uno stato anche il sacro romano impero, o il vaticano o chessò io, mentre la collettività mi fa pensare a qualcosa di molto più umano e vicino, di più pulito e coinvolgente) ma per cosa? Per I servizi comuni che hanno un senso economico se sono divisi sui tanti-tutti che ne fruiscono. Voglio che se io vado su una strada il mio contributo alla strada e il tuo siano una frazione equivalente della nostra personale fatica di vivere. Perchè vedi, nel tuo ragionamento io trovo una pecca scivolosa che ti inviterei a spiegarmi nel prifondo. Mi spiego, tu dici “se uno guadagna 200 ..o..400 ecc. ma perchè guadagna? per virtu divina o perchè fa qualcosa? con questa situazione socio economica di adesso sembra che il denaro sia il prodotto di una…. botta di c..o e non della fatica, tempo, preparazione, estro, genio ecc. dell’individuo. E, vedi, potrei darti ragione perche al piccolo, medio, umilke estroso cittatino spesso giovane è stato tolta ogni libertà individuale creativa soprattutto ingabbaidolo in un sistema stritolante di regolette a pagamento e soprattutto di esproprio del risultato. e quindi mancando tutta questa popolazione operante e brulicante (e impossibile da irregimentare) ecco che lo spazio della prosperità è stato occupato dai quel genere di “ricchi” della botta di c..o. In fondo spiegami perchè io devo sbattermi a fare, brigare, inventare e creare se più mi sbatto e più dovrò privarmi del risultato?Mi cerco il mio bel brodino, speriamo bene che le cose brutte succedno sempre agli altri, e cerca di volare basso che non si sa mai….. ma questa è esattamente la situazione socio-psicologica in cui siamo|! Vista in questa prospettiva si capisce che siamo stati derubati nel profondo di ogni capacità creativa e trasformati in comodi bocconcini-preda paralizzati dal terrore e svuotati nel pensiero, pronti ad essere spolpati.
        Ora ti faccio un esempio di iniquità palese della tassazione progressiva a cui siamo assoggettati: immagina che tu prendi un certo stipendio x, e quindi ci paghi le tasse y. il tuo reddito viene aumentato leggermente per adeguarlo all’inflazione, e se lo adeguano proprio perfettamente a te non cambia nulla, il tuo potere d’acquisto resta identico. Ma se l’aumento di stipendio ti butta in un’aliquaota superiore…… alla fine paghi di più e quindi hai denaro in meno proprio in virtù deli’aumento di stipendio! Abberrante no? (e questo vale anche se tu lavori un po di più, fai un po di strordinario, fai un cliente in più, insomma ti sbatti un po di piu, per il tuo bene, ti ritrovi penalizzato. Messaggio: più lavori e più ti punisco. Ah, poi lamentiamoci di stare in una collettività di fannulloni… (gli altri ovviamente, noi lavoriamo come schiavi per un pugno di mosche. Aspetta, forse anche tutti gli altri pensano questo di noi…) Capisci cosa intendo con cambiare modo di pensare? Intendo metter in discussione tutte quelle cose di noi stessi che sono abitudini mentali, a cui siamo attaccati come cozze e che poi, dopo aver avuto il coraggio di buttare all’aria, possiamo anche riappropiarcene, ma con una freschezza mentale e una forza interiore che adesso nn possediamo. Se vogliamo un mondo nuovo dobbiamo diventare persone nuove, adesso siamo solo vittime piagnucolose. (e solitarie, se almeno piagnucolassimo tutti insieme faremmo un bel casino…)

        Rispondi

        • Roberto Mariotti Dice:

          Gloria,sulla prima parte del tuo discorso, diciamo la parte “sociale”, sono sostanzialmente d’accordo ma temo che le tue considerazioni con la scelta del sistema fiscale, se proporzionale o progressivo, non c’entrino proprio niente.

          Per quanto riguardo la “palese iniquità” di cui parli, deriva semplicemente dal fatto che tu, come ahimé moltissimi italiani, non hanno ancora capito come funzionano le tasse.

          Quando uno cambia aliquota, perché il suo reddito è aumentato per qualsiasi motivo, la nuova aliquota si applica non a tutto il suo reddito bensì solo alla parte di reddito che appartiene alla nuova aliquota.
          Ti faccio un esempio (con numeri inventati).
          Supponi di appartenere alla aliquota più bassa, diciamo il 20% e di guadagnare 29.000 euro l’anno.
          Poi hai un aumento e passi a 31.000 euro, però sopra 30.000 euro l’irpef prevede un’aliquota del 25%.
          Bene tu pagherai le tasse in questo modo: il 20% sui primi 30.000 del tuo nuovo reddito e il 25% sui 1.000 euro eccedenti.
          Capisci come funziona?
          Quindi assolutamente nessuna aberrazione.

          Se qualcuno ti racconta il contrario, o è ignorante oppure è maliziosamente concentrato a cercare argomenti per far passare il sistema fiscale proporzionale, che è una vera e propria sciocchezza, perché non favorisce la redistribuzione della ricchezza, che poi è uno dei motivi per cui abbiamo la formidabile crisi odierna.

          Cambiare modo di pensare è senz’altro una ottima cosa, ma la vera svolta viene dalla conoscenza, cioè dal capire come VERAMENTE stanno le cose.

          Col tempo, ragionandoci su, sono convinto che anche tu capirai la assoluta inevitabilità del sistema fiscale progressivo.
          Anzi, oggi bisognerebbe senz’altro aumentare la cosidetta “forbice fiscale”, ovvero la differenza tra aliquota massima e minima.

          Ciao.

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          • Nicola Dice:

            io credo che bisogna informare gli italiani che CHI CREA IL VALORE DELLA MONETA…NON E’ LA BANCA CENTRALE (alla quale si dovrebbero corrispondere solo i costi di produzione del denaro) MA I VERI PROPRIETARI SONO I CITTADINI CHE ACCETTANDOLO NE CREANO IL VALORE. NOI SIAMO INDEBITATI PER OGNI EURO CHE CIRCOLA IN EUROPA, E’ LA PIU’ GRANDE TRUFFA DELLA STORIA. Se io lavoro 8 ore a spaccare legna, come corrispettivo ho la paga di 50 euro (SOLO IN PRESTITO, POI LI DOVRO’ RESTITUIRE CON GLI INTERESSI) QUESTO LA MENTE UMANA NON RIESCE A COMPRENDERLO NE AD ACCETTARLO…ANCHE PERCHE’ NESSUNO NE PARLA (VOLUTAMENTE).

  2. nicola Dice:

    informiamo la gente che CHI CREA IL VALORE DELLA MONETA SONO I CITTADINI, la banca centrale dovrebbe funzionare solo come una TIPOGRAFIA. invece adesso in questo mondo finanziario perverso la banca centrale ci presta a noi I NOSTRI SOLDI è pura follia (e non riesco a capire come tutto questo sia possibile, sembra di vivere dentro in incubo).
    la BCE dovrebbe stampare e ACCREDITARE. semplicemente ACCREDITARE e non ADDEBITARE. FOLLIA PURA CHE CI AVVOLGE.
    Mio figlio di 11 anni mi ha chiesto della crisi……ho risposto: c’è crisi perchè mancano i soldi.
    Risposta del bambino: PERCHE’ NON LI STAMPANO I SOLDI SE NON CE NE SONO PIU’ –

    Rispondi

  3. Roberto Mariotti Dice:

    Esattamente!
    Sono i cittadini, col loro lavoro, a creare il valore della moneta.
    Ovvero, detta in altro modo ma con uguale sostanza: la moneta in sé non dovrebbe avere alcun valore, ma ottenerlo solo in quanto “corrispettivo” del risultato del lavoro, beni e servizi che diventano benessere collettivo.

    Ed anche giustissimo osservare che ottenere il denaro necessario a far funzionare la nostra economia come prestito, ovvero PAGANDOCI DEGLI INTERESSI SOPRA, è assolutamente folle.

    E non solo, perché neppure è esatto che la BCE presta A NOI i soldi; in realtà ciò avviene con il tramite delle banche PRIVATE, perché la BCE non è autorizzata ad acquistare i Titoli di Stato direttamente dagli Stati membri dell’eurozona!

    E’ interessante notare che il tuo ragazzo di 11 anni ha capito una cosa che illustri “scienziati” della dottrina economica ancora non hanno afferrato…

    Poi certamente non è che si possono stampare soldi “ad libitum”, sempre per la premessa vista sopra: la quantità di denaro “giusta” in una economia è legata al lavoro sviluppato in quella economia. Più denaro del “giusto” significa inflazione, meno denaro deflazione.

    Ma per esempio oggi in Italia abbiamo un cittadino su 10 senza lavoro: non si capisce per quale cavolo di motivo non dovremmo “creare” tanto denaro quanto basta per mettere al lavoro (un lavoro naturalmente in qualche modo socialmente “produttivo”) questi cittadini.

    Sarà mica che la “crisi” piuttosto che un “inconveniente” sia qualcosa sulla quale “qualcuno”, molto furbetto e poco interessato al bene comune, ci guadagna speculandoci sopra?

    Rispondi

    • nicola Dice:

      Condivido pienamente Roberto, spero che saremo sempre più numerosi a capire la GRANDE TRUFFA e speriamo che qualche magistrato (La procura di Trani si è mossa molto bene contro le agenzie di rating) si occupi del problema del signoraggio e della moneta (debito) truffa. Se parte il primo verrà seguito a ruota da molti e in quel momento il mondo avrà un nuovo inizio. Io sono fiducioso! e continuo ad informare gli amici (che sono SORDI).

      Rispondi

    • grazia Dice:

      Scusa Roberto, sei in grado di farmi un po di chiarezza sul passaggio BCE banca privata? cioè: la BCE è di proprietà in quote delle banche degli stati membri, che però sono a loro volta banche private, giusto? Ma quando diciamo banche private stiamo dicendo che gli azionisti sono tizio caio e sempronio, vero? Quindi alla fine potremmo dire che la BCE è in percentuale di tizio caio e sempronio, giusto? ecco se riuscissimo a fare questa tabellina forse ci salteebbe all’occhio chi sono i “qualcuno” furbetti di cui parli. Ci riusciamo?

      Rispondi

  4. cacciatricedisogni Dice:

    Non ho molto da aggiungere, se non che sono d’accordo
    con te Rosa, mi ripeterei. Un bel post il tuo che spero
    leggano in molti, un buonissimo weekend, Lori.

    Rispondi

  5. Rosa Dice:

    Cari lettori, ho visto che mi avete letto….. Ho fatto una scelta e mi sono schierata con cittadini che mi hanno accolto. Noto che sto risvegliando le coscienze e sto stimolando pareri e condivisioni. Se sono scesa in campo, è stata una ragione proficua. Un saluto a tutti voi.
    Rosa Mannetta “Pensare Liberi”

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